Fujifilm X-T10, la recensione della versione leggera dell'ammiraglia mirrorless

Ho messo alla prova la Fujifilm X-T10, modello che affianca l'ammiraglia Fujifilm X-T1, proponendo però dimensioni e pesi molto ridotti

Piccolo è bello. Però voglio comunque avere il mirino. Però voglio avere anche tanti controlli manuali. Però voglio controllare tempi e diaframmi ognuno con la sua ghiera. Questa la strana storia di alcune mirrorless, nate per rispondere all'esigenza di chi voleva un corpo macchina più compatto delle reflex, ma poi cresciute di dimensioni per rispondere alle esigenze di chi voleva comunque un'ergonomia senza rinunce.

Una storia che trova la sua conferma guardando la Fujifilm X-T10, per l'appunto una mirrorless con sensore APS-C X-Trans CMOS II da 16 Megapixels privo di filtro passa basso, che affianca l'ammiraglia Fujifilm X-T1, proponendo però una riduzione di dimensioni dai dai 541cm3 ai 400cm3, oltre ad una riduzione di peso dai 440g ai 381.

Una dieta dimagrante che però ha lasciato ogni cosa al suo posto. Anzi, rispetto all'ammiraglia ha anche qualcosa in più, come un piccolo flash a scomparsa integrato. Ma procediamo con ordine, iniziando con le prime impressioni.

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Prime impressioni

Le ridotte dimensioni della Fujifilm X-T10 si percepiscono in modo evidente quando la si impugna, specialmente per me che ho le mani grandi. Infatti sia il mignolo che l'anulare non hanno un saldo appiglio. Se si usano ottiche compatte non è un problema, mentre con ottiche prestigiose come il Fujinon XF16mmF1.4 R WR ed il Fujinon XF16-55mmF2.8 R LM WR che ho usato nella prova è indispensabile usare entrambe le mani per bilanciare bene il peso dell'insieme. In particolare con il Fujinon XF16-55mmF2.8 R LM WR, come potete vedere nella mia videorecensione, il diametro del barilotto è superiore alle dimensioni della fotocamera, tanto da non restare in piano se si poggia l'insieme su una superficie. Dimensioni a parte l'ergonomia è ottima, grazie alla completezza dei controlli manuali, incluse le ghiere dedicate a tempi, compensazione ed avanzamento. Ho molto apprezzato la levetta "Auto" che attiva un completo automatismo indipendentemente dalla posizione delle ghiere di tempi e diaframmi, utile per gestire uno scatto d'emergenza affidandosi completamente all'elettronica della fotocamera. L'ergonomia è poi ampiamente personalizzabile, grazie a ben sette tasti a cui assegnare una funzione a nostra scelta. Ottima la visione fornita dal mirino elettronico, molto nitido e contrastato, anche se il sensore di prossimità è un po' lento. Se non si vuole avere la sensazione di "vedere nero" è meglio impostare il mirino sempre attivo. Anche il monitor offre una buona visione, peccato che non sia utilizzabile per i selfie e che non sia di tipo tattile. Per i selfie si può comunque sfruttare il controllo remoto tramite Wi-Fi con l'app dedicata su smartphone. Mentre la mancanza dell'interfaccia tattile viene ben compensata dal tasto "Q", anche se alcune importanti funzionalità, come il tipo di lettura esposimetrica, non compaiono nell'elenco. Tramite la sopracitata personalizzazione è facile però assegnare tale funzione ad un tasto specifico. Infine una menzione al piccolo flash integrato: fa piacere trovarlo su questa versione ridotta mentre manca sull'ammiraglia, ma lo snodo rigido non permette di orientarlo verso l'alto come sulla Fujifilm X-A2.

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Qualità immagine

La Fujifilm X-T10 restituisce dei file JPG già perfetti per la stampa e quindi ancor di più per la pubblicazione online, senza bisogno di affidarsi necessariamente al RAW. Infatti le differenze tra JPG e RAW sono davvero minime: il primo risulta semplicemente leggermente più saturo e contrastato. Sul fronte della sensibilità i file sono fondamentalmente ottimi dai 100 ai 1600 ISO. Salendo a 3200 si inizia a percepire l’intervento della riduzione rumore, che si porta via il dettaglio fine. A 6400 e 12800 ISO la riduzione rumore è ancora più evidente, con la perdita anche del dettaglio medio. Restano però ancora perfettamente utilizzabili, specialmente sul web o per le stampe di piccole dimensioni. Le due massime sensibilità di 25600 e 51200 ISO sono invece da utilizzarsi solo in caso di emergenza, dato che compare una grana molto evidente. C’è da evidenziare che 100, 12800, 25600 e 51200 ISO sono sensibilità utilizzabili solo in formato JPG. Se vogliamo scattare in RAW il range di sensibilità è quindi limitato da 200 a 6400 ISO.

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Conclusioni

Cerchiamo di accontentare tutti. Un lavoro ingrato ma che un'azienda che vuole soddisfare i propri clienti deve fare nel miglior modo possibile. La Fujifilm X-T10 risponde proprio all'esigenza di chi trova troppo impegnativi il peso e l'ingombro dell'ammiraglia, però non vuole rinunciare ad un'ottima ergonomia. Una risposta ben fatta. Si tratta infatti di una fotocamera piacevole da usare, che restituisce ottime immagini proprio come la sorella maggiore. Ma in effetti risulta meno comoda dell'ammiraglia se vogliamo usare ottiche pro. Come racconto nel video, se pensiamo di usarla con ottiche compatte come il pancake Fujinon XF 27mm F2.8 è perfetta, mentre con zoom voluminosi come il Fujinon XF16-55mmF2.8 R LM WR l'insieme è un po' sbilanciato. Sta ovviamente a voi scegliere quale fotocamera vi "calza" meglio.

Piace:
- estetica retrò
- completezza controlli manuali
- levetta AUTO
- qualità mirino
- qualità immagine

Non piace:
- impugnatura non comoda per mani grandi
- sensore prossimità un po' lento
- monitor orientabile limitatamente e non di tipo tattile
- flash integrato non orientabile verso l'alto

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