Fotografia Europea 2016: La via Emilia. Strade, viaggi, confini

Dopo lo sguardo dedicato al rapporto tra uomo e natura, Fotografia Europea si prepara a tornare lungo la storica strada esplorata con il progetto espositivo del 1986, dedicando l'edizione 2016 del festival a La via Emilia. Strade, viaggi, confini, estendendo immagini e riflessioni dalla via Emiliana alle strade del mondo. Una chiamata a fotografi e curatori che eredita dalla precedente edizione anche i punti di vista inediti di Joan Fontcuberta, con un nuovo progetto e una preziosa pubblicazione di Silvana Editoriale, mentre la proposta espositiva libera e indipendente del Circuito Off è pronta ad ampliare alla città e nei comuni della provincia.

La via Emilia. Strade, viaggi, confini: il concept, dal 1986

L'1 febbraio del 1986 si apriva a Reggio Emilia la mostra Esplorazioni sulla via Emilia, progetto che univa fotografia, letteratura, musica e cinema intorno al tema della storica strada che va “dal fiume al mare”, interpretata attraverso una pluralità di approcci e di letture. Una mostra che si inseriva pienamente nel clima sociale e culturale di quegli anni, destinata a divenire un punto di riferimento - insieme all'appena precedente Viaggio in Italia - per la fotografia di paesaggio italiana. Un progetto che, tra le altre caratteristiche sue principali, aveva anche quella di svilupparsi in diverse città della Regione, da Reggio a Bologna fino a Rimini.
Oggi, a trent'anni di distanza da quell'evento, Fotografia Europea prende spunto dalle infinite suggestioni proposte dalla mostra e dai volumi che la accompagnavano, per avviare una riflessione per immagini sia sulla stessa via Emilia che sui concetti e sulle tematiche legate alla strada, ai luoghi di transito e di confine.
La via Emilia. Strade, viaggi, confini non intende soltanto aggiornare le immagini di trent'anni fa - comprenderà da questo punto di vista una mostra sui materiali storici e nuove committenze specifiche sulla via Emilia -, ma soprattutto evidenziare come in questi tre decenni siano cambiati tanto il mondo quanto i modi di rappresentarlo, in particolare quanto siano cambiate la pratica e la teoria fotografica, il linguaggio attraverso il quale si esprime oggi chiunque utilizzi uno strumento fotografico - le “strade” sono dunque contemporaneamente anche quelle della fotografia, i suoi confini, le sue frontiere, i suoi transiti. Il tutto nella coscienza che tale mutazione epocale - attivata dai processi di globalizzazione e digitalizzazione del mondo, e quindi anche dei modi di tentare di capirlo e rappresentarlo - può ancora trovare chiavi di lettura valide nelle riflessioni di chi ci ha preceduto, e ha provato anche a immaginare il futuro, oltre a leggere il presente.
Due frasi di allora, tratte da due testi introduttivi del 1986, possono fungere da linee ideali della proposta di questa edizione di Fotografia Europea. La prima è di Italo Calvino, e prende spunto da un'analisi dei meccanismi della scrittura legati alla percezione e alla memoria dei luoghi:

“Perciò una descrizione di paesaggio, essendo carica di temporalità, è sempre racconto: c'è un io in movimento che descrive un paesaggio in movimento, e ogni elemento del paesaggio è carico di una sua temporalità cioè della possibilità di essere descritto in un altro momento presente o futuro...”.

La seconda è di Luigi Ghirri, figura centrale nell'elaborazione del progetto Esplorazioni sulla via Emilia, capace di individuare una condizione della fotografia di straordinaria attualità:

“La fotografia può essere un non marginale momento di pausa e di riflessione, un necessario momento di riattivazione dei circuiti dell'attenzione fatti saltare dalla velocità dell'esterno. Sarebbe ingenuo e sbagliato ritenere la fotografia come l'immagine statica di questo tramonto visto in un esasperato ralenti, o un modo per fermare il tempo.
Penso invece che la fotografia oggi possa essere un'immagine di equilibrio o di pacificazione, tra le rappresentazioni conosciute e quelle che saranno, tra la saturazione dell'esterno e il vuoto su cui cadono sempre più spesso i nostri sguardi”.

È chiaro che tali riflessioni, di carattere universale, vanno calate in una realtà specifica, come è quella odierna, con i suoi fatti e le sue figure: come raccontare le “strade” oggi, attraverso la fotografia? Ci può ancora essere una descrizione individuale, un io che racconta un paesaggio specifico con uno specifico linguaggio? E che ruolo può avere questo racconto all'interno del racconto degli spostamenti, delle vie, delle strade nel mondo contemporaneo?
Ciò che bloccava le strade pareva abbattuto, e oggi viene ricostruito: muri, frontiere, confini.

Insieme, nulla può fermare le strade digitali, i flussi di denari e informazioni che scorrono immateriali, come le immagini fotografiche condivise in tempo reale.
La strada diventa allora un testo sul quale esercitare il proprio sguardo, ghirrianamente la propria capacità di riattivare i circuiti dell'attenzione, e come pretesto, come punto di partenza, innesco di un viaggio tra memoria e attualità, tra individualità e collettività, tra identità e differenza all'interno della società interconnessa e dei suoi abitanti, spesso appartenenti a quelle “famiglie globali” di cui parla Ulrich Beck. Mantenendo vivo anche il rapporto tra immagini e scrittura che rappresenta una delle caratteristiche essenziali di Esplorazioni sulla via Emilia, dove i racconti valgono le fotografie nella definizione complessiva del progetto. E dove si possono trovare righe come queste di Corrado Costa, esemplare esergo di questa edizione di Fotografia Europea:

“La strada segna i confini, la via li taglia. La via è comune. La strada è propria. Come le parole. La lingua è comune, ma le parole sono proprie”.


Dunque dalla via Emilia alle altre strade del mondo.

Il termine della call per presentare il proprio contributo al circuito ufficiale è fissata al 6 dicembre 2015, l'adesione al circuito OFF resta invece aperta a due diverse proposte.

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C'è tempo fino al 10 gennaio 2016 per presentare la proposta di una mostra ospitata negli spazi della città trasformati in gallerie d’arte (dalle gallerie alle case private). L'adesione è completamente gratuita, mentre restano a carico del fotografo e della sede ospitante tutti i costi e le attività inerenti la produzione e l’organizzazione della mostra.

C'è tempo fino al 28 febbraio 2016 per presentare il proprio portfolio online. Tutto quello che vi serve sapere è online nella sezione circuito Off del sito di Fotografia Europea, il resto lo potete chiedere direttamente via mail (circuito.off@fotografiaeuropea.it).

Tra i progetti del Circuito Off di Via Roma, sezione libera e indipendente di Fotografia Europea che trae energie dalla creatività e dallo spirito di collaborazione di artisti e abitanti della storica via del centro cittadino, sarà anche l'indagine sul paesaggio del collettivo “Niente Da Vedere” composto da Daniele Cametti Aspri, Paolo Fusco, Vincenzo Labellarte e Sergio Figliola, esposta a Reggio Emilia, dal 6 al 15 maggio.

Ad attraversare le strade della via Emilia di ieri e di oggi, insieme a quelle del mondo, a partire dal 6 maggio provvederanno incontri, conferenze, concerti, eventi paralleli, insieme a tutti i fotografi in mostra nelle varie location reggiane del festival, spingendosi fino a Parma, Rubiera e Bologna, con i contributi storici di Luigi Ghirri e Guido Guidi, Olivo Barbieri e Gabriele Basilico, insieme a Paolo Gioli e talenti emergenti che guardano il contemporaneo.

Il programma espositivo si estende quindi dalla storica mostra fotografica del 1986 Esplorazioni sulla Via Emilia. Vedute nel paesaggio a cura di Luigi Ghirri, alla Disco Emilia di fotografi in dialogo con le immagini di Gabriele Basilico,
dai 24 fotografi dell’agenzia Magnum, da Robert Capa a Leonard Freed, a ben due mostre dedicate alle esplorazioni on the road di Walker Evans, con tutto quello che trovate in dettaglio nel box a seguire.

XI edizione di FOTOGRAFIA EUROPEA: tutte le mostre in programma


Ai Chiostri di San Pietro, uno dei fulcri di Fotografia Europea, la mostra 1986. Esplorazioni sulla via Emilia, a cura di Laura Gasparini, presenterà una selezione di opere di autori quali Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Vincenzo Castella, Giovanni Chiaramonte, Vittore Fossati, Luigi Ghirri, Guido Guidi, Mimmo Jodice, Klaus Kinold, Claude Nori, Cuchi White, Manfred Willman e il video di Nino Criscenti - tutte esposte in quella storica occasione - così da ricreare il clima culturale di una delle esperienze più lucide ed esaltanti della storia della fotografia italiana.

Inoltre, materiali originali dell’epoca, come il catalogo, le maquette di preparazione e i provini a contatto racconteranno il lungo lavoro di ricerca sul territorio iniziato nel 1984 e terminato con la collettiva del 1986.

La rassegna si completerà con la sezione 2016. Nuove esplorazioni: a testimoniare la continuità di un impegno, Fotografia Europea ha commissionato a sette autori contemporanei le “nuove esplorazioni” della via Emilia. Un viaggio sorprendente, tra realtà e immaginazione, tra documentazione e invenzione, che renderà davvero unica questa edizione del festival. Gli autori Alain Bublex, Stefano Graziani, Antonio Rovaldi, Sebastian Stumpf, Davide Tranchina, Paolo Ventura, Lorenzo Vitturi, sono tra i protagonisti assoluti del panorama fotografico odierno, nazionale e internazionale, e le loro immagini saranno senza dubbio la novità più attesa di Fotografia Europea 2016.

Il tema dalla via Emilia si allargherà verso le strade del mondo. Sempre ai Chiostri di San Pietro, si terrà la mostra Exile che presenterà le opere di 24 fotografi appartenenti all’agenzia Magnum. Sono immagini di reportage, scattate dai grandi interpreti di questo genere, da Werner Bischof a Robert Capa, da Stuart Franklin a Paolo Pellegrin, da Abbas a Chris Steele-Perkins, da Philip Jones Griffiths a Leonard Freed, solo per citarne alcuni, in cui il tema dell’esilio è visto come una strada a un’unica direzione di cui è negato il ritorno, come una condizione di non appartenenza, un luogo estraneo alla propria storia e cultura. Una mostra che dalla storia arriverà alle tragiche pagine dell'attualità.

Sulla scia del successo ottenuto nelle precedenti edizioni, ai Chiostri di San Pietro ritornerà il progetto Speciale Diciottoventicinque che, con la guida di tre professionisti della fotografia e dell’arte visiva quali Giorgio Barrera, Pietro Iori e Diego Zuelli, offre a 60 ragazzi, tra i 18 e i 25 anni, la possibilità di comprendere come costruire un progetto espositivo, dalla stesura del concept alla mostra finale. Per la prima volta i ragazzi avranno modo di confrontarsi anche con il mondo del video.

Dai suoi albori la fotografia è strettamente legata all’esplorazione e alla conoscenza del territorio. I primi libri fotografici hanno contribuito a creare e a rafforzare una geografia immaginaria dei luoghi, modellando la nostra percezione dello spazio e del tempo. A questa affascinante tematica si riferisce la mostra di libri fotografici, curata da Ilaria Campioli, ai Chiostri di San Pietro che presenterà volumi che utilizzano la stessa struttura narrativa e visuale cara alle esplorazioni del XIX e XX secolo per riflettere sulle complesse relazioni fra scoperta, viaggio e conquista.

Per la prima volta in Italia, Palazzo Magnani renderà omaggio, con oltre 150 immagini e 80 riviste, a Walker Evans (1903-1975), uno dei grandi autori del Novecento, che lungo le strade degli Stati Uniti ha scattato alcune delle sue immagini più famose.

Il fotografo americano sarà celebrato attraverso due distinte esposizioni. La prima, WALKER EVANS. Anonymous, curata da David Campany, Jean-Paul Deridder e Sam Stourdzé, (Catalogo Steidl) presenterà il lavoro foto-redazionale sviluppato da Evans su numerose riviste americane a partire dal 1929. A differenza di molti fotografi Walker Evans non lavorava per i magazine esclusivamente come fotografo; era lui stesso spesso a scegliere il tema, a scrivere i testi, a selezionare le fotografie e a curare l’impaginazione. Mentre i mass media indugiavano sul culto della celebrità e del consumismo, Evans fotografava anonimi cittadini e la loro vita quotidiana, creando immagini dirette e frontali delle condizioni del paese, con uno stile austero e distaccato privo di ogni forma di idealismo romantico. I suoi intensi scatti, prevalentemente in bianco e nero, lo hanno consacrato pioniere della fotografia documentale e sono divenuti simboli della cultura americana degli anni del New Deal.

La seconda, WALKER EVANS. Italia, a cura di Laura Gasparini (Catalogo Silvana editoriale), prodotta espressamente per Fotografia Europea 2016, proporrà 50 sue fotografie, tra le più famose, provenienti da collezioni pubbliche e private italiane, capaci d’ispirare il linguaggio poetico di molti dei fotografi protagonisti di Esplorazioni sulla via Emilia, da Ghirri a Basilico, da Guidi a Barbieri. A prova di ciò, saranno esposti alcuni esemplari scatti degli stessi autori italiani scaturiti dalla riflessione sulla lezione del grande maestro americano, insieme a pubblicazioni degli anni trenta e quaranta che testimoniano la presenza di Walker Evans nella storia del cinema e della fotografia italiana del dopoguerra.

Il percorso di Fotografia Europea 2016 proseguirà in altri luoghi simbolo di Reggio Emilia.

Allo Spazio Gerra, si terrà la mostra Disco Emilia nata da un progetto che approfondisce, da un punto di vista storico-sociale, il ventennio compreso tra i primi anni '70 e la fine degli '80, in cui la regione ha assistito al sorgere di un vero e proprio distretto del divertimento con oltre 35 sale da ballo nel raggio di 100 km. Una vera epopea del costume in cui musica, immagine, moda, tecnologia e spettacolo si sono mescolati freneticamente dando vita a un percorso di crescita esponenziale e alle sue contraddizioni che si riverberano ancora nel presente. A raccontare questo fenomeno sociale e culturale saranno le immagini di Gabriele Basilico, che nel 1978, con la sua serie Dancing in Emilia, ritrasse la prima fase di questo fenomeno, per poi trasferirsi nell’attualità con le fotografie di Andrea Amadasi, Hyena e Arianna Lerussi.

Nella sede di Palazzo da Mosto - tra le più apprezzate lo scorso anno per la bellezza dell'edificio e dei suoi spazi espositivi - di proprietà della Fondazione Manodori, la collettiva Dalla via Emilia al mondo, curata dal comitato scientifico del Festival, presenterà le opere di Ziad Antar, Paola De Pietri, Gulnara Kasmalieva & Muratbek Djumaliev, Kent Klich, Bettina Lockemann, Maanantai Collective, Michael Najjar, Paolo Pellegrin, Katja Stuke & Oliver Sieber.
Si tratta in pratica di nove mostre personali, di autori provenienti da diversi paesi europei (dalla Svezia alla Germania, dalla Finlandia all'Italia) che affronteranno attraverso diversi media, dalla fotografia alla videoinstallazione, le tematiche del viaggio, del confine, tanto nei suoi aspetti sociali quanto in quelli individuali. Molti di questi autori, protagonisti della scena artistica internazionale, esporranno per la prima volta in Italia, confermando la natura propositiva del Festival.

Sulla scorta della straordinaria esperienza di Joan Fontcuberta nella scorsa edizione, il Palazzo dei Musei aprirà le proprie sale a Paolo Gioli, uno dei grandi maestri della fotografia italiana e internazionale. Nella mostra Nature attraverso, Paolo Gioli si è misurato con gli spazi e le raccolte dei Musei Civici di Reggio, realizzando una serie di opere inedite, ottenute attraverso la tecnica del fotofinish. Ancora una produzione originale dunque; ancora un evento unico nel panorama dei festival nazionali.
Palazzo dei Musei ospiterà inoltre la personale di Fabio Boni che celebrerà i 150 anni di vita della Croce Rossa, attraverso i ritratti dei suoi volontari.

Fin dalla sua prima edizione Fotografia Europea ha rappresentato un palcoscenico dove proporre i lavori delle nuove generazioni di artisti. Ai Chiostri di San Domenico, ad esempio, si terranno le esposizioni dei 5 autori europei selezionati dal comitato scientifico tra gli oltre 250 progetti pervenuti alla Public call.

Si va dalle ricerche di Filippo Minelli che con il progetto Padania Classic documenterà il cambiamento del paesaggio architettonico contemporaneo padano dagli anni ’80 ad oggi, tralasciando volutamente paesaggi naturali e patrimonio storico, a quelle del duo Luca Santese e Pasquale Bove che, con Italy&Italy, articoleranno in modo organico l’iconografia degli anni Novanta, focalizzandosi sulla vita quotidiana e mondana riminese, alle indagini condotte da Françoise Beauguion, In the country nowhere – Migrations to Europe, che analizzerà il tema delle migrazioni in Europa, da Ikuru Kuwajima, Trail, che documenterà il suo viaggio in auto nelle montagne del Pamir nel Tagikistan lungo il confine afgano, e da Cyrus Mahboubian e Sophie Nicole Culière, Wanderlust, in cui la strada è la traccia per raccontare il passaggio dell’uomo nel mondo.

Sempre in quest’ambito, Palazzo Casotti ospiterà Sideways, una mostra dedicata a fotografi emergenti under 35, a cura di Daniele De Luigi, in collaborazione con GAI Associazione per il circuito dei Giovani Artisti Italiani.

Alla Galleria Parmeggiani, due rassegne dedicate ad autori nati e attivi sul territorio testimonieranno la volontà del Festival di mantenere salde le proprie radici e il proprio rapporto con il tessuto culturale che lo anima.
La prima è il Viaggio nel tempo dell’iPhonegraphy di Giuliano Ferrari che ripercorrerà e attualizzerà le tappe del Grand Tour, che vedeva ricchi giovani dell'aristocrazia europea, a partire dal XVII secolo, scendere in Italia per conoscere l’antichità, la pittura rinascimentale e il paesaggio, utilizzando la camera fotografica dell’iPhone. La seconda è Columnae Herculis: architetture di confine e strategie urbanistiche militarizzate un progetto di Saverio Cantoni, a cura di Giovanna Calvenzi, che affronterà le strategie architettoniche e urbanistiche che coinvolgono la costruzione e il mantenimento del confine meridionale della zona demilitarizzata tra le due Coree.

In occasione di Fotografia Europea 2016, la Collezione Maramotti proporrà e ospiterà due esposizioni. Il progetto di Claudia Losi How do I imagine to being there? prende avvio da una cronaca di viaggio, da un reale attraversamento delle isole di S.ta Kilda nel 2012 per poi approdare alla costruzione di nuove mappe mentali e artefatti che costituiscono sedimentazioni mnemoniche del paesaggio. So near, so far di Paolo Simonazzi restituirà uno sguardo originale sul nostro territorio, inteso come crocevia di comunicazioni semantiche, culturali, linguistiche, visuali attraverso una scelta di scatti che coprono gli ultimi vent’anni del suo lavoro.

Fotografia Europea 2016 apre un nuovo capitolo e presenta numerose novità condividendo con la Regione Emilia-Romagna l'obiettivo di sviluppare sinergie e collaborazioni con altre realtà del territorio. La rassegna con il tema prescelto La via Emilia. Strade, viaggi, confini quest'anno entra così in relazione e in cooperazione con altre prestigiose realtà del sistema culturale regionale come lo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, la Fondazione MAST (Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia) di Bologna e Linea di Confine per la Fotografia Contemporanea di Rubiera che presenteranno mostre ed eventi collegati al festival.

Lo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma proporrà il frutto di un’indagine negli archivi della Sezione Fotografia. In Esplorazioni dell’archivio. Le fotografie della Via Emilia verranno esposti nuclei storici di stampe presenti nelle sua raccolte, di Bruno Stefani, di grandi atelier come quello bolognese dei Villani o del romano Studio Vasari, a confronto con l’opera degli autori protagonisti di quella nuova fotografia, dell’ultimo quarto del Novecento. Con tutto questo si intrecciano le foto di cronaca, le fotografie dello sport, rituali sociali, riprese della quotidianità. L’intenzione è quella di proporre una riflessione sugli sguardi di quel paesaggio, con l’ambizione di restituire uno sfondo al progetto di Esplorazioni della Via Emilia, 1986. Nella sala ex fienile verrà inoltre riproposta la mostra del Festival dell’Architettura 2007-08 dedicata al Pubblico Paesaggio dal titolo Habitare la via Emilia. Presenze e luoghi di rifondazione insediativa, esito di una ricerca che riflette, attraverso un rilievo topo-fotografico puntuale, su struttura e componenti del divenire della strada consolare quale strumento di continua rigenerazione dell’insediamento antropico emiliano.

Il MAST (Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia) di Bologna ospiterà la mostra Ceramica, Latte, Macchine e Logistica. Fotografie dell’Emilia Romagna al lavoro a cura di Urs Stahel. Attraverso le fotografie di autori quali Olivo Barbieri, Tim Davis, William Guerrieri, Guido Guidi, Paola de Pietri, Franco Vaccari, Walter Niedermayr e altri, l’esposizione documenterà lo sviluppo dell’Emilia Romagna negli ultimi decenni. Coppie di immagini contrapposte racconteranno come le vecchie industrie scompaiano, sostituite da nuovi sistemi produttivi ad altissimo contenuto tecnologico e come al paesaggio tradizionale di un territorio dal sapore antico si sostituiscano le nuove aree del terziario avanzato.

All'Ospitale di Rubiera (RE), Linea di Confine per la Fotografia Contemporanea presenterà, a cura di Antonello Frongia, Per strada, che proporrà oltre 60 fotografie, dai primi anni Settanta al 2007, realizzate da Guido Guidi sulla via Emilia e per le strade adiacenti, senza dimenticare la serie sul Teatro Bonci di Cesena realizzata nel 1984 con Luigi Ghirri, gli inediti di Esplorazioni sulla via Emilia e la serie SS9. In programma anche l'esposizione dei lavori prodotti dai partecipanti ai laboratori tematici condotti sulla via Emilia da Guido Guidi (Per strada), Sabrina Ragucci (Contemporaneamente immagini e parole) e Marco Signorini (Sguardi, grafemi, codici), a cura di William Guerrieri.

Anche per la sua XI edizione Fotografia Europea 2016 sarà arricchita dal Circuito Off, un programma di oltre 300 esposizioni ed eventi indipendenti e autogestiti, promossi da gallerie, associazioni, soggetti pubblici e privati, disseminato nel territorio cittadino e provinciale.

FOTOGRAFIA EUROPEA 2016 - XI edizione
LA VIA EMILIA. Strade, viaggi, confini
6 maggio - 10 luglio 2016
varie sedi
Reggio Emilia


Foto | CLP Relazioni Pubbliche

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