Gli autoritratti di Arno Rafael Minkkinen

Gli autoritratti di Arno Rafael Minkkinen ritraggono da un quarantennio sinfonie del corpo in sintonia con la natura

Lungo la linea dell'orizzonte tra cielo e mare che si toccano senza incontrarsi mai, da un quarantennio il corpo scultoreo di Arno Rafael Minkkinen asseconda le linee di alberi, rocce e specchi d'acqua, quanto quelli di architetture urbane e umane, con autoritratti che dialogando con il paesaggio, in sorprendente sintonia con la natura (a partire dalla propria).

Bodyscapes in bianco e nero, realizzati senza l'aiuto di abiti, o assistenti che guardando in camera diventerebbero i fotografi dello scatto, concedendosi nove secondi per entrare in scena o liberarla dal meccanismo di scatto.

As you leave the viewfinder, trust the camera to finish the job. I do not use an assistant to look through the camera; otherwise she or he also becomes the photographer. Instead, I have nine seconds to get into the scene, or if I am using a long cable release bulb, I can press it and throw it out of the picture, knowing nine seconds later the camera will fire. Arno

Rafael Minkkinen

Autoritratti poco concettuali e molto poetici che sottopongono il fotografo ai propri limiti e diversi rischi, mentre rimane sott'acqua, si sporge da un dirupo o resta seporto nella neve gelita, lasciando emergere in superfice solo una mano, un braccio o una curva del corpo nudo, spogliato, liberato, come in una sorta di ritorno alla creazione.

Un senso di libertà e sintonia, rafforzato dalla profonda affinità che Minkkinen, nato a Helskini nel 1945 ed emigrato negli Stati Uniti all'età di sei anni, avverte con la natura e l'acqua che riflette le proprie radici finlandesi, mentre l'abitudine di celare il volto nella maggior parte dei ritratti, potrebbe correlarsi alla palatoschisi (malformazione del palato nota anche come labbro leporino) con il quale è nato.

L'incontro con la fotografia ha fatto il resto, sin dalla campagna pubblicitaria della fotocamera Minolta, alla quale ha lavorato nel 1970 come copywriter di un'agenzia pubblicitaria di Madison Avenue.
“What happens inside your mind can happen inside a camera”

Gli studi con John Benson alle Officine Apeiron di Millerton e il Master of Fine Arts di fotografia, conseguito nel 1974 con Harry Callahan e Aaron Siskind alla Rhode Island School of Design, dopo il Bachelor of Arts in Letteratura Inglese al Wagner College, hanno solo arricchito il curriculum dello scrittore, curatore e insegnate che, sin dal 1971, ha continuato a dedicare la sua ricerca fotografica e un bel po' di energie all'autoritratto e quella sorta di magia fotografica che nasce nella sua mente, per prendere vita in camera scura, dove 'è sempre Natale'

What the camera sees at the moment of exposure is what I try to envision in my mind. Therein lies the magic of photography for me. It’s why it is always Christmas in my darkroom.

Arno Rafael Minkkinen

Questo perché il fotografo è raramente dietro all'obiettivo al momento dello scatto e vede quello ha impresso solo quando sviluppa la pellicola, senza ricorrere ad alcuna manipolazione, anche una settimana, un mese o un anno dopo essere stato sepolto nella neve gelida o tra le braccia calde di una donna, della moglie, del figlio o con gli amici più cari.

Chi desidera approfondire la conoscenza dei paesaggi umani del singolare e pluripremiato fotografo finno-americano, può approfittare delle monografie: Frostbite (Morgan & Morgan, 1978); Waterline (Marval/Aperture, 1994, vincitore del 25° Rencontres d’Arles’ Prix du Livre); Body Land (Motta, 1997); Ten Minutes Past Midnight (Musta Taide, 1999); SAGA: The Journey of Arno Rafael Minkkinen, Thirty-­‐Five Years of Photographs (Chronicle Books, 2005); Swimming in the Air Cavallo Point, San Francisco, 2008; Homework: The Finnish Photographs, 1973 to 2008 (Like Publishing, Ltd, 2008); Balanced Equation (Lodima Press, 2010), insieme a Nudi d'Autore: fotografie di Minkkinen Fontana (Fondazione Bottari Lattes, 2011).

Le opere di Arno Rafael Minkkinen restano esposte nella maggiori collezioni nazionali ed internazionali, dal MoMa di New York e al Centre Pompidou di Parigi, passando per il Museum of Fine Arts di Boston e il Tokyo Metropolitan Museum of Photography.

Volendo approfittare della prossima esposizione, dopo il Centro di Fotografia Fratelli Lumière di Mosca, Immagini Festival di Vevey, Fotografia Festival Oxford in Inghilterra, la Galerie Camera Obscura di Parigi, e la Blomqvist Kunsthandel di Oslo, sarà la Catherine Edelman Gallery di Chicago ad ospitare una selezione delle sue opere (da sbirciare nella gallery di apertura), con Arno Rafael Minkkinen: 7 8 9 0 1, in mostra dal 6 novembre 2015 al 9 gennaio 2016.

Foto | Arno Rafael Minkkinen 7 8 9 0 1 © Arno Rafael Minkkinen / Image courtesy Catherine Edelman Gallery, Chicago

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