Fotografia per poeti e romanzieri: da Edgar Allan Poe a Baudelaire

Contributi e riflessioni sulla fotografia, scattati e vergati dalla penna dei personaggi letterari più vari, tra appassionati e scettici, da Edgar Allan Poe a Charles Baudelaire

Dal ritratto di Albert Camus con la sigaretta di Henri Cartier-Bresson, al salto di Aldous Huxley per Philippe Halsman, passando per Jack Kerouac Sulla Strada e nell'obiettivo di Elliott Erwitt, o il William S. Burroughs con fucile nell'obiettivo di Mario Ruiz, resta indubbio il contributo fornito dalla fotografia alla ri-lettura di romanzieri, poeti e viaggi letterari.

Altrettanto preziosi sembrano restare i contributi e le riflessioni sulla fotografia, scattati e vergati dalla penna dei personaggi letterari più svariati, divisi tra appassionati e scettici, indifferenti e sensibili alla bellezza «miracolosa» della tecnica, come Edgar Allan Poe.

«Questa parola si scrive correttamente "Daguerréotype" e si pronuncia come è scritta "Dagairraioteep". [...] Lo strumento si deve senza dubbio considerare come il più importante e forse il più straordinario trionfo della scienza moderna»

Edgar Allan Poe, Il Dagherrotipo (1840)

Anche L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica di Walter Benjamin, contempla la Piccola storia della fotografia già pubblicata nel 1931

«Le fotografie di Daguerre erano lastre d'argento allo iodio impresse nella camera oscura, che richiedevano di essere voltate e rivoltate in tutti i sensi per potervi riconoscere con la giusta illuminazione un'immagine di un grigio delicato. Erano esemplari unici, nel 1839, per una lastra si pagavano 25 franchi oro. Non di rado venivano conservate in appositi astucci, come gioielli»

Walter Benjamin, ne L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica

L'entusiasmo del francese Arthur Rimbaud sembra si sia spinto a contemplare la fotografia come mezzo per guadagnare un po' di denaro, anche se la sua produzione si riduce solo a otto fotografie che comtemplano tre autoritratti, una veduta del mercato di Harar, un somalo a cavallo, una capanna, un indigeno e il ritratto di Costantino Sotiro, suo devoto aiutante di origini greche.

Sicuramente più nota è la controversa passione e collezione di oltre settecento «lolite» ritratte dal reverendo Charles Lutwidge Dodgson, meglio noto come il Lewis Carroll di Alice nel paese delle meraviglie.  
Nathaniel Hawthorne sembrava più interessato alle possibilità rivelatrici che al realismo della nuova espressione figurativa, così come Victor Hugo si metteva davanti alla macchina fotografica per guardare dentro di sé.

La schiera degli scettici annovera anche il disagio di Honoré de Balzac, nei confronti di qualcosa che ruba qualcosa di irrecuperabile al soggetto ritratto, mentre Gustave Flaubert, in diverse lettere inviate alla sua amante, raccomandava di non mandargli nessuna fotografia, ritenuta incapace di rappresentare il reale. 

Se Mark Twain con il tempo arriva a rivalutare la fotografia, tra i più sensibili e resistenti alla implicazioni sociali dello strumento fotografico, alla sua dimensione industriale e l'enorme potere delle immagini riproducibili, resta Baudelaire, arrivando a prefigurare una "grande follia industriale" responsabile del funerale della creatività dell’arte, malgrado l’amicizia con un pioniere della dagherrotipia come Paul Nadar.

«Se si consente che la fotografia supplisca l'arte in alcune delle sue funzioni, in breve essa l'avrà soppiantata o completamente corrotta, in virtù della naturale alleanza che troverà nell'idiozia della massa. Occorre dunque che essa torni al suo vero compito, che è quello di essere l'ancella delle scienze e delle arti, ma ancella piena di umiltà, come la stampa e la stenografia, le quali non hanno né creato né sostituito la letteratura»

Charles Baudelaire, Il Pubblico Moderno e la Fotografia,1859, in Salon del 1859, in Scritti sull’arte, Einaudi, Torino 1992

Una prospettiva da approfondire anche attraverso il saggio sull'evoluzione dell'immagine di Giovanni Fiorentino, nelle pagine del suo Il flâneur e lo spettatore - La fotografia dallo stereoscopio all'immagine digitale (Franco Angeli Editore, 2014) che potete iniziare a leggere nel ricco estratto a seguire.

Foto | Wikipedia

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