Chi ha paura delle fotografe?

Viaggio nella storia fotografata dalle donne, ed il contributo sovversivo fornito all'emancipazione dell'universo femminile

Chi ha paura delle fotografe? Bella domanda, perfetta per iniziare un viaggio.
Con quasi due secoli di storia della fotografia alle spalle e l'indubbio contributo fornito dallo “sguardo e gli obiettivi femminili” puntati sul mondo, i tempi sono decisamente maturi per liberarsi dall'idea ancora largamente diffusa che la fotografia ridotta alla stregua di mera tecnica sia materia da "uomo", almeno quanto lo sono per compiere un viaggio nell'obiettivo delle donne, mettendo in evidenza il contributo sovversivo fornito dalla fotografia all'emancipazione dell'universo femminile.

Il viaggio che i curatori di Who is afraid of Women Photographers? 1839-1945, sotto la curatela generale del Dr. Ulrich Pohlmann (direttore della collezione fotografica Stadtmuseum di Monaco di Baviera), hanno deciso di compiere nel primo ottantennio di storia della fotografia e nei contributi delle sue fotografe legati a contesti storici e socioculturali di Francia, Regno Unito, Germania e Stati Uniti, con due diversi percorsi espositivi per un unico viaggio nel tempo, allestito al Musée d’Orsay (dal 1839 al 1919) e al Musée de l’Orangerie (dal 1918 al 1945) di Parigi, fino al 24 gennaio 2015.

Un viaggio che parte dalla metà del 19° secolo al Musée de l’Orangerie con Who’s afraid of women photographers? 1839-1919 a cura di Thomas Galifot (prima gallery), con il contributo di oltre 70 pioniere che contano Julia Margaret Cameron e Gertrude Käsebier e la fotografia che contribuisce ad accrescere il livello di socialità delle donne, le porta fuori da case, cucine, salotti e ruoli, promuovendo il loro ingresso in spazi comuni di scambio, l'attenzione sul ritratto e la rappresentazione delle figure femminili, le differenze di genere e quelle lotte per i diritti civili che si estendono a minoranze sociali ed etniche, sino alla prima guerra mondiale.

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Pour voir et revoir notre émission en partenariat avec Photo Magazine consacrée aux femmes photographes qui ont contribu...

Posted by La Galerie France5 on Domenica 1 novembre 2015

La seconda parte del viaggio sovversivo di emancipazione, continua al Musée d’Orsay con Who’s afraid of women photographers? 1918-1945 a cura di Marie Robert (seconda gallery), con le fotografe che hanno contribuito alla nascita della fotografia moderna e il fermento creativo che ha caratterizzato il periodo tra le due guerre, attraverso l'organizzazione di mostre, scuole, agenzie, reti di apprendimento e di supporto.

Un percorso articolato in sezioni tematiche e concentrato su l'uso sovversivo dei codici inquadrato da Imogen Cunningham, Madame Yevonde, AenneBiermann, Lee Miller, Dora Maar e Helen Levitt; su l'autoritratto e la messa in scena di se stessi operata da Claude Cahun, Marta Astfalck-Vietz, Marianne Brandt, Gertrud Arndt, Elisabeth Hase e Ilse Bing, sulla conquista di nuovi mercati nell'obiettivo di Germaine Krull, Margaret Bourke-White, Tina Modotti, Barbara Morgan, Gerda Taro, Dorothea Lange, Lola Alvarez-Bravo, etc.

Who is afraid of Women Photographers? 1839-1945
Musée d’Orsay e Musée de l’Orangerie
fino al 24 gennaio 2015

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