Leica SL (Typ 601), prima presa di contatto della mirrorless full frame made in Germany

In occasione del Photoshow Milano 2015 ho avuto l'occasione di provare per un'ora la mirrorless full frame Leica SL (Typ 601)

Qual'era la novità più interessante al Photoshow Milano 2015? No, aspettate, la domanda più corretta sarebbe questa: qual'era la novità più interessante al di fuori del Photoshow? Come vi ho infatti raccontato nel mio report della fiera appena conclusasi, la Leica ha deciso di organizzare un suo spazio indipendente a circa 500 metri dalla sede del Photoshow.

Ma era la Leica a permettere di mettere le mani su una novità annunciata pochissimi giorni prima, ovvero la Leica SL (Typ 601), la prima vera mirrorless full frame del marchio tedesco. Sono riuscito ad ottenere un'ora per provarla insieme al Leica Vario-Elmarit-SL 24-90mm F2.8-4 ASPH, un'accoppiata davvero imponente sia per dimensioni che per prestazioni.

Ma procediamo con ordine, iniziando con le prime impressioni.

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Prime impressioni

Mamma se è grossa. Appena presa in mano la Leica SL (Typ 601) è sicuramente questa la prima impressione. Come dicevo qualche giorno fa ormai il concetto di "mirrorless uguale piccolo" è completamente da cestinare. Questa fotocamera non ha lo specchio ma ha pesi ed ingombri identici a quelli di una reflex. Anzi, anche leggermente superiori. Scheda tecnica alla mano con i suoi 847 grammi pesa circa un etto in più rispetto alla Nikon D750 oppure alla Canon EOS 6D. Aggiungiamo poi i 1140 grammi del Vario-Elmarit ed ecco che ci troviamo con due chilogrammi precisi in mano. In ogni caso il bilanciamento è ottimo e la sensazione di solidità ovviamente è ai massimi livelli. E devo ammettere che è la prima volte che vedo uno zoom con un'escursione da 24 a 90mm, dove quei 20mm in più di focale tele rispetto alla concorrenza possono aiutare molto nelle situazioni di reportage. L'estetica è poi di sicuro impatto, con le linee molto tese e la quasi completa assenza di scritte. A questo proposito c'è da dire che usare la Leica SL (Typ 601), senza leggere il manuale o senza indicazioni di chi la conosce già, è molto difficile. I tasti ai lati del display sono senza scritte ed hanno più funzioni: possiamo premere la parte alta, la parte bassa oppure una pressione lunga al centro. Ma possiamo soprattutto decidere quale funzione assegnare ad ogni pulsante e ad ogni tipo di pressione. Alla fine è quindi una fotocamera che puoi davvero cucirti addosso. Questo dopo aver capito come funziona, beninteso. Una volta impostata è comunque uguale a qualsiasi altra fotocamera. Esposimetro e bilanciamento del bianco lavorano molto bene, così come l'autofocus. Il mirino elettronico è poi uno dei migliori che abbia mai utilizzato. Eolo Perfido, presente come testimonial Leica, ha dichiarato che "sembra di guardare un mega schermo".

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Qualità immagine

Iniziamo con le differenze tra JPG e RAW: risulta evidente il vantaggio di quest'ultimo, specialmente per la resa tonale. Forse sull'esemplare di Leica SL (Typ 601) era impostato un profilo colore particolare. Sul fronte della sensibilità le immagini sono ottime dai 50 ISO, un valore di partenza molto interessante, fino agli 800 ISO. A partire dai 1600 ISO si inizia a notare una grana fine, che diventa sempre più evidente fino ai 6400 ISO, un valore che comunque permette di ottenere immagini perfettamente stampabili anche in grande formato. Dai 12500 ai 50000 ISO ho ottenuto invece immagini con esposizioni abbondanti oppure scarse, oltre ad esserci una grana molto densa. Sono quindi sensibilità da utilizzarsi in situazioni di emergenza oppure per la pubblicazione sul web.

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Conclusioni

Fotografare con un'accoppiata corpo macchina ed ottica da oltre 10.000 Euro non capita tutti i giorni. Chi mi segue su Instagram e Facebook avrà infatti notato la mia espressione soddisfatta con la Leica SL (Typ 601) in mano. Dato il prezzo di listino difficilmente mi succederà di utilizzarla in futuro. Si rivolge infatti a professionisti ed appassionati senza problemi di spesa. E possibilmente senza problemi di tunnel carpale. È indubbiamente grossa e pesante, fatto che la rende più indicata per sessioni fotografiche in studio piuttosto che per portarla sempre appesa al collo durante una lunga vacanza. Ma il suo utilizzo, specialmente dopo un primo periodo di apprendimento, è un vero piacere. Insomma, beato chi potrà!

Piace:
- design
- possibilità di personalizzazione
- qualità immagine
- sensibilità minima a 50 ISO
- resa del mirino elettronico
- escursione focale del Leica Vario-Elmarit-SL 24-90mm

Non piace:
- peso ed ingombri
- complessità dell'interfaccia al primo utilizzo

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