Invito al viaggio: dai versi di Baudelaire alle fotografie di Nicola Savoretti

Vedi su quei canali
dormire bastimenti
d'animo vagabondo,
qui a soddisfare i minimi
tuoi desideri accorsi
dai confini del mondo.

Con i versi erranti e immortali de "L’invitation au voyage" di Charles Baudelaire (dall'opera “Les Fleurs du mal”) l'obiettivo di Nicola Savoretti, invita a viaggi nell'Occidente conosciuto ed Altri Mondi.

Un reportage ininterrotto ed onnivoro che si spinge dal mondo di inganni e seduzioni vissute e conosciute dall'autore, con il bianco e nero ed il technicolor del grande cinema, ad inquadrare New York, Parigi e Mosca, fino a tutti i mondi geograficamente e culturalmente distanti, tra i quali spicca la Corea del Nord, sospesa "tra il racconto della quotidianità e la suggestione visiva dello spettacolo di massa di Arirang, dove il respiro del regime è il filo sotteso su cui tutto sta in precario equilibrio".

Invito al viaggio. Fotografie di Nicola Savoretti


Il titolo del progetto e del libro si ispira a “L’invitation au voyage” di Charles Baudelaire, dall’opera “Les Fleurs du mal”.

Nicola Savoretti nasce a Torino nel 1964. Trascorre l’infanzia in Italia. Poi in Unione Sovietica, a Mosca.
Attualmente opera a Ginevra nella Protezione Civile Internazionale. Gli impegni da un continente all’altro sono l’occasione per fotografare: dal Tibet alla Corea del Nord, alla Thailandia, Birmania, America Latina, senza tralasciare alcuni scatti memorabili tra New York, Mosca e l’Europa.
Il volume “Invito al viaggio” è nato dall’incontro casuale tra l’autore e Paola Zamboni, da allora curatrice della sua opera fotografica, che, attraverso una difficile selezione, ha cercato di definire il complesso profilo critico di un fotografo che non ha mai pensato alla fotografia come professione, ma come ad una possibilità di guardare il mondo nella sua infinita varietà. Il progetto editoriale viene proposto alla storica casa editrice Alinari di Firenze che lo accoglie.
La fotografia di Nicola Savoretti si impone per la molteplicità degli sguardi, la modalità sempre diversificata del racconto, la duttilità del registro espressivo, come fosse un’opera composta da autori diversi. Di fatto è il prisma cangiante, nato da innumerevoli esperienze di viaggio, dove un Occidente enigmatico si confronta con un Oriente (gli Altri Mondi) luminoso, al quale l’autore ha un privilegiato accesso.
Occidente.
A Parigi, scale e gradini scandiscono il tempo di un racconto: sono quelli che una fanciulla fascinosa discende verso il Lungosenna, Strega o Biancaneve, con una mela in mano, non sapremo mai se talismano di salvezza o perdizione. A Mosca sta seduta un’altra giovane donna, a margine di una gradinata che termina e si confonde nell’acqua. Sul tetto di un palazzo davanti al Cremlino una ballerina volteggia pericolosamente in un balletto sapientemente retrodatato. Il colore bianco di una striscia di neve, e verde di una staccionata, contro cui sta un boschetto di rami pieni di gemme, ripropone il miracolo russo di una stampa Ukyo-e. Il paradosso visivo di una Corfù japoniste torna nel biancore appena segnato di uno scatto di rarefatta e stilizzata eleganza.
Il bosco di Brig è un monocromo di tronchi incrociati di raffinatissima astrazione. New York è tattile e vellutata, se vista da dietro ai vetri segnati dalla pioggia a gocce rotonde.

Altri Mondi.
La Corea del Nord, come nessuno l’ha mai fotografata. Per strada un’anziana, seduta sui gradoni, riposa assorta e distante, in un ritratto sapiente per feroce delicatezza. Altrove, in un raro interno, che ricorda un dipinto postimpressionista, una donna, con un tocco appena della mano, incoraggia una bambina al pianoforte. Lo spettacolo di Arirang, dalle coordinatissime coreografie, che il regime inscena, si trasforma nel trionfo di immagini di delirante fantasia e teatralità. L’omaggio alla memoria del Grande Leader ha il modulo narrativo di una fiaba inquietante. Nel reportage da Atacama, dove nulla ricorda la transitorietà dello scatto fotografico, il mondo naturale è rappresentato con sguardo limpido e rarefatto fino all’astrazione. In Bolivia, la casa di legno al centro di una salina, evoca in modo ingannevole e perturbante un paesaggio subpolare dai colori pastello.

In occasione dell’inaugurazione della mostra verrà presentato il libro fotografico “Invito al viaggio”, edito da Alinari.

Le fotografie di Nicola Savoretti in esposizione sono la prima collezione di stampe fine art realizzate da Alinari con la tecnica Epson -Digigraphie

Scheda libro
Formato: cm.24x28, 160 pagine, circa 90 fotografie
Editore: Alinari
Prezzo: 25euro
Due edizioni: italiano/inglese e italiano/francese

Un Invito al viaggio che muove dalla corposa selezione di immagini raccolte dal volume omonimo dell'autore torinese, al progetto espositivo curato da Paola Zamboni, con la complicità di Fratelli Alinari, ospitato all’Archivio di Stato di Milano, dal 12 al 21 novembre 2015.

Aggiornamento del 12 novembre 2015

La mostra Invito al viaggio. Fotografie di Nicola Savoretti e il libro omonimo, sono pronti a raggiungere Venezia, negli spazi de La Salizada galleria (San Marco - San Samuele 3448), dal 07 maggio al 04 giugno 2016.

Inaugurazione venerdì 06 maggio 2016, ore 18.30

Foto | Invito al viaggio Fotografie di Nicola Savoretti, Courtesy Fratelli Alinari

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