Le raffinate trasgressioni di Robert Mapplethorpe

La fotografia continua ad esplorare vita, opere, ossessioni e la trasgressiva eredità di Robert Mapplethorpe, con mostre, libri e film

Approfittando di contesti nuovi, le raffinate trasgressioni di Robert Mapplethorpe continuano a nutrire elevazioni dello sguardo e del linguaggio fotografico, come fanno da più di un quarto di secolo dalla sua scomparsa.

Riletture editoriali ed espositive che prendono le distanze dalla speculazione della provocazioni e dalla banalizzazione della vibrante e tumultuosa eredità di uno dei fotografi più dirompenti del XX secolo.

L'audace e scandalosamente raffinato esploratore della perfezione della forma ‘plastica e sensuale’ di corpi e fiori, di carne e visione, senza veli e pudori, dai collage di riviste gay alla fotografia usata per scolpire oggetti d'arte morbosamente attraenti, ridefinendo i confini della pornografia e dell'arte.

"La pornografia ha influito su di me, ma solo in termini di soggetto, poiché la mia attitudine nel fotografare un fiore non è oggi diversa da quella di ritrarre un pene. In fondo sono la stessa cosa”

 Robert Mapplethorpe a Germano Celant, anche nel libro' Robert Mapplethorpe. La ninfa fotografia', Skira, 2014

Un linguaggio controverso che scopre la Polaroid nel 1970, per realizzare quello di cui ha bisogno risparmiando tempo e denaro, anche la prima personale del 1973 con le “Polaroids” in mostra alla Light Gallery di New York.

Lo stesso linguaggio nutrito dall'esplorazione della sessualità e le relazioni con uomini come il modello David Crowland che lo presenta al curatore della sezione fotografica del MOMA John McKendry, o il Sam Wagstaff che gli dona l’accesso alla 'buona società' e la sua prima Hasselblad usata per fotografare la maggior parte dei suoi capolavori, dai ritratti di personaggi celebri alle nature morte, passando per la scena S&M gay del controverso “Portfolio X”. Una relazione protratta fino alla scomparsa di Wagstaff, approfondita dall fim di James Crump "Black, White + Grey"

Passioni, amori e sodalizi che sin dal 1965, legano lo scultore nell’anima e nell’immaginazione alla poesia rock di Patti Smith (oggi settantenne), amante, amica, convivente, dell'appartamento in Hall Street, a Chelsea Hotel e della scena artistica newyorchese, fotografata anche per la celebre copertina dell’album “Patti Smith Horses”.

Una delle sfumature più importante dell'universo femminile di Mapplethorpe, ospitato dalla Mai 36 Galerie di Zurigo con la grande retrospettiva itinerante dedicata "al mezzo perfetto" per "un tempo in cui tutto è veloce".

"Se fossi vissuto 200 anni fa, sarei stato probabilmente uno scultore, ma la fotografia è un modo veloce per vedere e scolpire. Lisa Lyon ricorda i modelli di Michelangelo, che scolpì donne muscolose"

Robert Mapplethorpe

Un viaggio lungo ed elettrizzante negli eccessi della visione e della scena artistica, iniziato nel Queens lunedì 4 novembre del 1946 e non interrotto nemmeno dalle complicazioni dell’AIDS che hanno ucciso Mapplethorpe ma non i suoi demoni il 9 marzo 1989, mentre la fondazione che ne gestisce l'eredità continua a devolvere gran parte dei suoi introiti alla lotta del virus.

Il lavoro portato avanti, grazie e nonostante, all’infuocato dibattito acceso sull’opera di natura erotica ed omosessuale della maggior parte dei lavori di Mapplethorpe, senza risparmiare processi come quello contro il Cincinnati Contemporary Arts Center per l'allestimento della mostra "The Perfect Moment" nel 1990, o contro il suo direttore Dennis Barrie per induzione all’oscenità, entrambi in seguito prosciolti senza spegnere la polemica.

Una controversa eredità che continua ad esplorare “La perfezione nella Forma” scolpita dalla luce, dialogando con le similitudini delle distanze, dai capolavori rinascimentali di Michelangelo della Galleria dell’Accademia di Firenze nel 2009, a quelli angoscianti di Munch in mostra dal prossimo febbraio nel museo che ne ospita le opere a Oslo, da Man Ray a Warhol.

La Galerie Thaddaeus Ropac di Parigi Marais, ha invitato l'architetto e designer Peter Marino a curare la prossima mostra dedicata a Robert Mapplethorpe, allestita da gennaio con una selezione di 60 fotografie e 20 stampe tratte da tre portafogli principali di Mapplethorpe, ovvero sesso (X), fiori (Y) e nudo maschile (Z).

Tra mostre e pubblicazioni, a primavera torna a sbocciare anche la sensualità delle composizioni floreali raffinate e stilizzate, fotografate con creatività e ironia dal 1973 alla morte, protagoniste della raccolta definitiva pubblicata da Phaidon con "Mapplethorpe Flora: The Complete Flowers", la prefazione di un amico del fotografo come Dimitri Levas e l'introduzione di Herbert Muschamp, ex critico del New York Times.

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Un risveglio floreale che coincide con la retrospettiva "The Perfect Medium", pronta a restituire la complessa personalità dell'artista e della sua opera con due mostre complementari e simultanee, allestite al J. Paul Getty Museum insieme ad un'installazione e al Los Angeles County Museum of Art (LACMA), seguite dal tour internazionale che tocca Canada e Australia.

La più completa ed intima esplorazione della vita, del lavoro e dell'eredità di Mapplethorpe, compiuta da opere note e inedite (da sbirciare in anteprima nella gallery che apre questa segnalazione), sarà in mostra al J. Paul Getty Museum con le Polaroid dei primi anni ‘70, i ritratti della fine degli anni 1980, i nudi scultorei, quelli sadomaso, muse come Patti Smith e Lisa Lyon, le nature morte, mentre fotografie, due opere video, disegni, collage e sculture, focalizzano l'attenzione su sperimentazioni, processi creativi e performativi di Mapplethorpe con la mostra al LACMA.

Due mostre in una, supportate da Terra Foundation for American Art e da Sotheby 's per l'installazione al Getty, accompagnate dalla pubblicazione di due volumi. "Mapplethorpe exhibition: Robert Mapplethorpe: The Photographs" di Paul Martineau e Britt Salvesen, con un saggio di Eugenia Parry e l'introduzione di Weston Naef. "Robert Mapplethorpe: The Archive" di Frances Terpak e Michelle Brunnick, con una saggio di Patti Smith e Jonathan Weinberg.

Insieme a mostre e nuove pubblicazioni, ad esplorare la complessa e controversa interazione fra sfera personale e professionale di Mapplethorpe, sarà anche "Mapplethorpe: Look at the Pictures" di Fenton Bailey e Randy Barbato, nel trailer italiano (in lingua originale con sottotitoli in italiano) a seguire.

Un viaggio in vita e opere ad alto tasso di trasgressione del fotografo e dell'uomo dietro l'obiettivo, partito dal primo piano sul famoso Autoritratto con frusta della serie Portfolio X (come il posto dove è inserito il manico della frusta), usando come pretesto narrativo la collettiva del Lacma e alcuni dei suoi scatti più scioccanti della cultura sadomaso degli anni '60 e '70 a New York, arricchito dalle interviste ai suoi più stretti collaboratori, da Fran Lebowitz a Debbie Harry, con la speciale partecipazione di Patti Smith.

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Today marks the anniversary of Robert Mapplethorpe's passing in 1989.

Pubblicato da Mapplethorpe: Look at the Pictures su Mercoledì 9 marzo 2016

Dalla liason con Patti Smith alla conquista della propria omosessualità, dall’interesse per la sottocultura BDSM metropolitana dell’epoca alla notorietà, la coppia Bailey-Barbato ripercorre cronologicamente la storia dell’uomo che ha scandalizzato l’America per aver contaminato l’arte con la pornografia omofila. Lo shockumentary presentato in prima mondiale al Sundance Film Festival, sarà trasmesso in anteprima il 4 aprile su HBO, arriva nelle sale cinematografiche inglesi e americane dal (19-20-21) 22 aprile 2016, nelle sale italiane del circuito The Space, solo lunedì 24 ottobre 2016, distribuito da Wanted Cinema.

Al momento è in lavorazione anche il primo biopic sull’artista. Mapplethorpe diretto da Ondi Timoner, dovrebbe essere interpretato da Matt Smith (Doctor Who), con Zosia Mamet (Girls) nei panni di Patti Smith.

Robert Mapplethorpe: le prossime mostre

Warhol & Mapplethorpe: Guise & Dolls
Fino al 24 gennaio 2016
Wadsworth Atheneum Museum of Art
Hartford, CT

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Robert Mapplethorpe and Sam Wagstaff both celebrated birthdays on November 4! Mapplethorpe, whose photographs are...

Posted by Wadsworth Atheneum Museum of Art on Mercoledì 4 novembre 2015

Robert Mapplethorpe: femmes
Fino al 30 gennaio 2016
Mai 36 Galerie
Zurigo, Svizzera

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ROBERT MAPPLETHORPE - femmesat Mai 36 GalerieNovember 20, 2015 through January 30, 2016www.mai36.com

Posted by MAI 36 GALERIE on Venerdì 20 novembre 2015

Robert Mapplethorpe: The Magic in the Muse
Fino al 26 aprile 2016
The Bowes Museum
Barnard Castle, UK

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Robert Mapplethorpe by Peter Marino
27 gennaio - 5 Mar 2016
Galerie Thaddaeus Ropac
Parigi (Francia)

Munch + Mapplethorpe
6 febbraio - 28 maggio 2016
The Munch Museum
Oslo, Norvegia

Robert Mapplethorpe: The Perfect Medium

15 marzo - 31 luglio 2016
J. Paul Getty Museum, Getty Center
Los Angeles

20 marzo - 31 luglio 2016
The Los Angeles County Museum of Art (LACMA)
Level 2
Los Angeles

agosto 2016 - gennaio 2017
Montreal Museum of Fine Arts
Montreal, Quebec, Canada

28 ottobre 2017 - febbraio 2018
Art Gallery of New South Wales
Sydney, Australia

Robert Mapplethorpe: Icon
14 ottobre - 14 dicembre 2016
McCabe Fine Art
Stoccolma (Svezia)

Robert Mapplethorpe
2 novembre 2016 - 11 febbraio 2017
Galleria Franco Noero
Piazza Carignano, 2
Torino

Teller on Mapplethorpe
18 novembre 2016 - 7 gennaio 2017
Opening: 17 novembre, 6-8pm
Alison Jacques Gallery
16-18 Berners Street
Londra (GB)

Robert Mapplethorpe
22 aprile – 27 agosto 2017
Kunsthal Rotterdam
Museumpark, Westzeedijk 341
Rotterdam

Robert Mapplethorpe: Living Sculpture
2019
Mima: Middlesbrough Institute of Modern Art
Middlesbrough (GB)

In aggiornamento ...

Foto | Robert Mapplethorpe: The Perfect Medium, Courtesy J. Paul Getty Museum, Getty Center e Los Angeles County Museum of Art (LACMA)

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