Portfolio Italia 2015: vincitori e finalisti

Scatole piene di storie e relazioni, il riscatto dalle luci effimere delle notti romane di periferia e l'educazione paramilitare dei giovani russi vincono il Portfolio Italia 2015, in mostra con i finalisti al CIFA fino al 14 febbraio 2016

La commissione della dodicesima edizione di Portfolio Italia, con giurati del calibro di Elena Ceratti, Francesco Cito ed Uliano Lucas, ha appena proclamando i suoi vincitori tra i 20 finalisti delle 10 tappe che hanno fatto il giro del Bel Paese con la prestigiosa rassegna annuale ideata nel 2004 dalla FIAF.

La scatola di latta delle nostalgiche "Corrispondenze di Ilaria Abbiento, ha vinto il «Portfolio Italia – Gran Premio Apromastore-Pentax 2015» schiudendosi in un viaggio nelle storie tessute da immagini, ricordi e fili di parole intrecciati ai primi baci, il sapore del mare, dei legami e le relazioni scatenate dall'associazione di tutto questo.

Le Corrispondenze nel commento di Orietta Bay


Era il 1999 quando veniva pubblicato il libro di Anna D’Elia “Fotografia come terapia”. Leggendolo mi era parso molto interessante, certamente utile, per approfondire i legami tra fotografia e psicologia. Una volta terminato l’ho sistemato in libreria. Al bisogno era lì. Oggi il momento è arrivato perché quando ho avuto tra le mani il lavoro intenso, ben strutturato, meditato, di Ilaria Abbiento mi è tornato subito alla mente e ho sentito che quel titolo e alcune cose che dice si sposavano perfettamente con “Corrispondenze”, opera il cui pensiero di partenza, il filo conduttore, così come tutto il dipanarsi del racconto, sembrano partire dall’idea che la “fotografia aiuta a pensare, ad intrecciare storie, mettere in relazione indizi e trovare significato alle cose. La fotografia aiuta a ricordare, a collegare eventi lontani, a guardare oltre l’apparenza, a districarsi nel labirinto dei segni”. L’autrice parte proprio da segni, indizi, parole e fotografie per ritrovare il legame con la nonna e, attraverso questo, con se stessa, la sua vita e gli altri. Si aggancia a ricordi di gioventù e si avventura in un racconto che ha il sapore di un’esigenza interiore, affettiva, che ha l’urgenza di manifestarsi. Non si limita a ritrarre luoghi che fanno parte del suo trascorso, non persegue in un cammino commemorativo, ma sceglie la strada della comunicazione intesa come “corrispondenza di amorosi sensi”. E sono messaggi fatti di parole e immagini che evidenziano attimi di vita, riflessioni sui perché delle vicende umane. Transiti di pensieri che l’autrice fa “viaggiare” perché arrivino ad altri e inneschino un ideale momento di comunicazione. Una sfida concettuale e visiva che è invito a riprendere e sentire la voglia di raccontarsi in una ricerca di vicinanza e condivisione. L’intenzione, sottesa ma manifestata dalla scelta compositiva e strutturale, dagli incroci casuali tra parole, immagini e destinatari, è quella di farci provare l’emozione che scuote, quasi un sussulto del cuore, quando finalmente arriva una “lettera” sperata e attesa ma anche il brivido di sorpresa per un messaggio inaspettato. In un mondo di frenesia e superficialità, fatto di messaggi quasi in codice, abbreviati e digitalizzati, ricevere uno scritto realizzato manualmente ci fa tornare al calore dei rapporti importanti, della forza dei sentimenti. Parole come doni preziosi che ci regalano sempre un poco della persona che li ha scritti e danno vita alle “corrispondenze”.

Dopo aver vinto la settima tappa del Portfolio Italia 2015 al 14° Portfolio dell’Ariosto, insieme a "Non ti scordar di me" di Daniele Pasci, "Io sono Dario" di Gianluca Abblasio conquista il secondo posto ex aequo con lo sguardo di Dario sospeso tra le ombre e le luci del bianco e nero della sua performance da “Rock Star” e il riscatto dalla effimera notte romana strappata alla realtà delle vite di periferia.

Io sono Dario nel commento di Silvano Bicocchi


"Nello sguardo sbarrato di Dario ci sono ancora le forti emozioni dell’eccitante notte romana appena vissuta. Ma ora è solo, in una tregua senza tempo! L’autore lo rappresenta rilassato sulla poltrona mentre scambia calore animale accarezzando il cane nella penombra domestica di una stanza, una delle tante stanze dell’immenso condominio in cui abita. L’abbassamento d’adrenalina toglie a Dario la maschera preferita: quella di “Rock Star”. Resta un giovane uomo che prova una sensazione mortifera, immergendosi nella vasca da bagno come in un ritorno nel liquido amniotico. L’immaginario collettivo delle notti romane acceso da Fellini con “La dolce vita” e dalle ingenue e morbose storie dei ragazzi di borgata di Pier Paolo Pasolini, non spiega più la gioventù romana delle immense borgate di oggi che vive alimentandosi di finzione che, se pur fragile ed effimera, è l’unico stimolo vitale concesso a costi popolari dall’attuale società postmoderna. Il mito della notte romana ha però mantenuto vivo nel tempo il senso erotico e malinconico degli incontri collettivi privati, nei quali la gioventù di turno cerca la vita. L’autore ci racconta con il realismo di immagini esplicite le notti romane di Dario che iniziano al bordo di piscine deserte, con intime confidenze tra amici, performance musicali, bagni maliziosi al chiaro di luna e sogni ad occhi aperti. Mentre l’eccitazione cresce, Roma sembra dormire. Il linguaggio narrante di Gianluca Abblasio incede anche nel notturno profondo dove tra spinelli e bevande alcoliche, il gioco si scalda. Nelle Sale Bingo deserte, iniziano i rituali dell’eccesso, con euforici ma innocenti balli sui tavoli ritmati dalle incitazioni di adulti rimpianti, per poi finire, dopo aver rifatto il trucco, dentro balli senza tabù. L’alcol libera ogni freno inibitorio e la natura androgina di Dario si esprime e accoglie l’espressione delle pulsioni erotiche di corpi amici che gli danzano a pelle… per finire all’alba con un amico a bere l’ultima birra e ancora euforico smarrire i colombi sulla strada di casa. Dario vive il giorno spaesato dietro grandi occhiali neri, in attesa di riprendersi i tanti palcoscenici notturni che danno senso alla sua vita. La sua vita protesa a impersonare la Rock Star che è in lui, si scandisce tra sogni urlati al Tevere e le sue relazioni amorose. Egli in ogni attimo vive sospeso tra la performance e l’eccitante continua ideazione della sua maschera seducente."

Dall'ultima tappa del Portfolio Italia 2015, alla 16° edizione di FotoConfronti, vinta con "Made in Italy" di Agnese Morganti con, i "Piccoli grandi" di Lorenzo Zoppolato conquista il secondo posto ex aequo con il suo viaggio alle radici del male o di tutti i beni possibili, ai prodromi della guerra e quelli della pace, partito da un remoto villaggio Russo con i giovani educati nella scuola para militare, tra rigore e semplicità, disciplina militare e contatto con la natura.

Piccoli grandi nel commento di Cristina Paglionico

"In un remoto villaggio Russo l’educazione dei giovani viene affidata a una scuola para militare. C’è già tutto nella prima immagine dell’opera di Lorenzo Zoppolato: la Madre ha oramai assolto la sua funzione di risposta alle esigenze primarie e nel chiaro-scuro di una calda alcova un ragazzo preadolescente è posto al cospetto del Mito, ugualmente sacri nella visione della comunità sono le divise dell’armata Russa e l’immagine del Santo, immerso nell’oro di una icona appesa nel punto più alto della parete. Sono immagini silenziose di una comunità che vive con rigore e semplicità, protetta dalla devozione ai suoi valori più alti: disciplina, sacrificio, patriottismo, fede religiosa. L’educazione non è altro che la costruzione di una aderenza perfetta tra le necessità del gruppo, prioritarie, e le aspettative del singolo. Alla pacata routine della vita del villaggio, con il gioco dei bimbi più piccoli tra fiori e cavalli, con l’accenno di danza in un locale completamento spoglio, si contrappone il continuo riferimento alla vita militare. Ecco le uniformi appese come reliquie nelle abitazioni, ecco l’esposizione di armi nei locali della scuola e l’adorazione di un adolescente per le medaglie conquistate da valorosi combattenti, ecco il rancio servito dalle donne. Pur se l’autore non ci mostra armi imbracciate per gli esercizi di guerra, egli ci suggerisce l’idea che i giovani costituiscano un esercito: magari a difesa dal male, a ristabilimento della giustizia calpestata, a protezione della comunità. L’autore si interroga e ci interroga sul destino di questi ragazzi la cui quotidianità è fatta di disciplina militare, allenamento fisico, studio e indissolubile legame con il gruppo di appartenenza, ma anche di letture, sorrisi e contatto con la natura. In altre parole ci mostra il conflitto tra l’utopia della pace e la mistica della guerra. L’opera si chiude con due immagini emblematiche: un giovane chino sotto il peso di un manufatto che è quasi un Cristo che percorre in solitudine il destino che qualcuno ha tracciato per lui. E infine un violento chiaro-scuro finale si oppone alla dolce malinconia della prima immagine: una figura umana e il suo doppio nell’ombra, come avviluppate tra le corde di un dubbio, forse alla ricerca di un nuovo e diverso cammino."

I finalisti delle 10 tappe sono:

1. Tappa: 4° Premio AVIS Rosignano:
- Stefano Isidoro Radoani con “Exit”
- Andrea Baglioni con “Amari”

2. Tappa: 15° Spazio Portfolio:
- Giuseppe Torcasio con “Statale 18”
- Alessandro Mallamaci con “Lisboa nào è a cidade perfeita”

3. Tappa: 6° Portfolio dello Strega:
- Filippo Venturi con “Made in Korea”
- Paride Bucco con “Icaro”

4. Tappa: 12° FotoArte in Portfolio:
- Emanuela Laurenti con “Si sta come d’autunno”
- Valeria Dimaggio “Io sono Roberto”

5. Tappa: 9° Portfolio al mare:
- Matteo Signanini con “US74”
- Stefano Miliffi con “Una nouvelle identitè”

6. Tappa: 8° Portfolio Jonico:
- Giovanna Catalano con “Mustrumu”
- Ilaria Abbiento con “Corrispondenze”

7. Tappa: 14° Portfolio dell’Ariosto:
- Daniele Pasci con “Non ti scordar di me”
- Gianluca Abblasio con “Io sono Dario”

8. Tappa: 13° Portfolio Trieste:
- Nazzareno Berton con “Posto ai giovani”
- Sergio Carlesso con “Paesaggi complessi

9. Tappa: 24° Premio SI Fest:
- Michela Benaglia con “From 7 to 7”
- Luigi Poiaghi con “Ombre”

10. Tappa: 16° FotoConfronti:
- Lorenzo Zoppolato con “Piccoli grandi”
- Agnese Morganti con “Made in Italy”

Ci siamo quasi, domani è il grande giorno della premiazione dei finalisti di Portfolio Italia 2015 - Gran Premio...

Posted by FIAF on Venerdì 27 novembre 2015

Tutti i progetti finalisti (protagonisti della gallery fotografica di apertura della segnalazione) restano in mostra al Centro Italiano della Fotografia d'Autore di Bibbiena, fino al 14 febbraio 2016.

portfolio-italia-2015-in-mostra.jpg

  • shares
  • Mail