Nel campo di internamento USA fotografato da Ansel Adams, Dorothea Lange e Toyo Miyatake

Nel War Relocation Center di Manzanar californiano, durante la seconda Guerra Mondiale, con la fotografia di Ansel Adams, Dorothea Lange e Toyo Miyatake

Il 7 dicembre 1941, senza alcuna dichiarazione di guerra, le forse aeronavali giapponesi guidate dall'ammiraglio Isoroku Yamamoto attaccarono la flotta e le installazioni militari statunitensi di stanza nella base navale di Pearl Harbor, nelle isole Hawaii. L'attacco e i 2.403 morti di quello che il presidente Franklin Delano Roosevelt definì Day of infamy (giorno dell'infamia), innescò la dichiarazione di guerra contro il Giappone, insieme a pesanti 'provvedimenti' per i giapponesi residenti nel territorio degli Stati Uniti.

Facendo leva sulla necessità di 'proteggere residenti e cittadini provenienti dai paesi nemici' (quindi giapponesi, ma anche italiani e tedeschi) da eventuali rappresaglie, il 19 febbraio 1942 Roosevelt firmò l’Executive Order 9066 che autorizzava l'evacuazione e segregazione dei suddetti, compresi i cittadini americani naturalizzati o nati negli Stati Uniti, in zone militarizzate con 10 War Relocation Center in Califonia, Arizona, Idaho, Wyoming, Colorado, Utah, e Arkansas.

Il War Relocation Center di Manzanar, il primo e più noto campo aperto a fine marzo 1942 ai piedi della Sierra Nevada californiana, fino al novembre 1945 ospitò più di diecimila giapponesi americani, con mogli, figli e nonni, costretti a lasciare tutto per vivere in spazi comuni e sovraffollati, spazzati da un vento violento carico di sabbia finissima che entra ovunque, con temperature altissime di giorno e rigide di notte che peggiorano in estate e inverno.

Milton Stover Eisenhower (fratello del generale), direttore delle informazioni del Dipartimento dell’Agricoltura, chiamato a dirigere la WRA, assunse diversi fotografi per documentarne gli sviluppi.

Tra questi anche Dorothea Lange, con l'obiettivo già impiegato dalla Farm Security Administration (FSA) sulle campagne americane impoverite dalla depressione. La fotografa contraria alla direttiva, accettò il contratto solo perché potendo esercitare il controllo sui suoi scatti, in un anno e mezzo ne produsse 800 che non risposero alle aspettative della WRA, fotografando le ingiustizie dell’operazione, dalla prima fase dell’allontanamento da case e averi a quella dell’insediamento nei campi.

Lo stesso Eisenhower, passò presto ad altro incarico senza nascondere la sua avversione all’internamento dei giapponesi, come del resto il fotografo Ansel Adams, arrivato a documentare il Manzanar War Relocation Center, per la prima volta nel 1943, invitato dal suo direttore e amico Ralph Merritt.

Scegliendo di concentrarsi sulla determinazione e la resistenza dei reclusi, Adams ne ritrae volti e quotidiano, in campi coltivati, infermeria, in fila alla mensa, a scuola la domenica, a giocare a football o leggere il Manzanar Free Press, pubblicato dai Nikke (cittadini statunitensi di origini giapponesi) del campo.

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A nurse-in-training in her pre-war life, Aiko Hamaguchi became a member of the #Manzanar Hospital Staff and according to #AnselAdams continued working in medicine after the war. #democracy #lifeafterwar

Posted by Skirball Cultural Center on Mercoledì 23 dicembre 2015

Tra questi anche Toyo Miyatake, fotografo emigrato dal Giappone nel 1909, costretto durante la guerra a lasciare lo studio fotografico aperto a Los Angeles nel 1923, dove accolse la prima mostra pubblica delle fotografie di Edward Weston e tornò alla fine del conflitto, con la moglie e la famiglia che ancora lo porta avanti.

Il Toyo Miyatake fotografato con la sua famiglia da Adams a Manzanar, dove fu internato per tre anni e dove con la complicità del responsabile Merritt, procurandosi una lente fotografica e costruendo un corpo macchina di legno, divenne il fotografo "ufficiale" della comunità, contribuendo a fornire un punto di vista prezioso alla documentazione delle conseguenze della direttiva.

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Toyo Miyatake captured the young men of #Manzanar posing with a vegetable delivery for their mess hall. Incarcarees...

Posted by Skirball Cultural Center on Mercoledì 6 gennaio 2016

Una volta rientrato a San Francisco, Adams provvede a diffondere la sua esperienza ed opinione contro l'esodo forzato con un richiamo agli alti ideali democratici della nazione, raccogliendo statistiche, interviste e fotografie nelle pagine del controverso "Born free and equal" pubblicato nel 1944, mentre la guerra era ancora in corso e il campo di Manzanar ancora aperto (fu chiuso nel 1945).

Nel 1988 il Congresso ha approvato la legge per le libertà civili, riconoscendo la "grave ingiustizia" causata alle persone di origine giapponese durante l'evacuazione dalle zone militari della costa occidentale durante la Seconda Guerra Mondiale. La legge ha dichiarato che l'evacuazione e il trasferimento forzato è stato "motivata in gran parte dal pregiudizio razziale, l'isteria di guerra e un fallimento della leadership politica".

A presentare una dimensione meno conosciuta del corpo di lavoro di Ansel Adams e del periodo inquietante della storia americana che documenta, provvede l'esposizione Manzanar: The Wartime Photographs of Ansel Adams curata da Robert Flynn Johnson, ospitata allo Skirball Skirball Cultural Center di Los Angeles, in collaborazione con il Japanese American National Museum.

Una mostra preziosa che, fino al 21 febbraio 2016, offre la visione di cinquanta immagini scattate da Adams tra il 1943 e il 1944, nel corso di diversi viaggi a Manzanar, affiancate da alcune di Dorothea Lange e Toyo Miyatake, documenti, pubblicazioni, manufatti, opere d'arte, racconti personali, con manifesti di propaganda, filmati, opuscoli e riviste che riportano la rabbia e i pregiudizi dell'epoca, insieme a frammenti di storia di evacuazione e segregazione da non dimenticare.

Foto | Manzanar: The Wartime Photographs of Ansel Adams, Courtesy Skirball Cultural Center

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