I ritratti delicati di Paolo Roversi per Vogue.fr

Paolo Roversi per Vogue.fr
Per la serie "i fotografi di Vogue" che hanno varcato i confini del tempo e dello spazio, ecco Paolo Roversi, timido cantore di corpi lattiginosi. I suoi scatti, attualmente esposti nelle due cornici fisiche dello Spazio Carla Sozzani di Milano e presso la Maison International de la Photographie di Parigi, si ritrovano anche sul sito di Vogue.fr, che custodisce una mini-raccolta di nove immagini dedicate ad alcuni ritratti altamente simbolici.

Si tratta di teneri ed evanescenti svelamenti catturati dal fotografo che immortalò i funerali di Ezra Pound a Venezia per conto dell'Associated Press. Un professionista lucido eppure ancora incantato, che si rese presto conto della potenza e dell'irreversibilità della sua tirannica occupazione, come sottolinea un passo liberamente tradotto dell'introduzione di Gilles de Bure al volumetto Photo Poche-Actes Sud dedicato proprio al fotografo italiano:

In nove mesi Roversi ha compreso che la fotografia non è una vocazione, ma un'ossessione e, soprattutto, che la tecnica e la meccanica non sono altro che mezzi al servizio di un'idea e di uno sguardo, ma che conviene anche padroneggiarle, tecnica e meccanica insieme. E' allora che prende coscienza del significato letterale del verbo fotografare, "scrivere con la luce". Per un innamorato delle parole, della scrittura e della lettura come lui, la rivelazione ha una certa importanza. Ne farà la sua legge: "La fotografia non è una riproduzione, ma una rivelazione".

Paolo Roversi per Vogue.fr
Paolo Roversi per Vogue.fr
Paolo Roversi per Vogue.fr

Via | vogue.fr

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