Nightscapes dell'America occidentale, le divine armonie notturne di Royce Bair


Sono cieli di notte, grandi soffitti di elegante e profondo velluto scuro trapunti dalle miriadi di stelle della Via Lattea. Una vista incantata, foriera di grandi domande sul denso dell'esistenza umana, sull'evoluzione delle epoche, la sostanza della vita e del pianeta. Interrogativi che chiunque abbia passato qualche notte con il naso all'insù, conosce bene, e che ritorneranno nuovamente a pizzicare gli spiriti più sensibili ancora milioni di volte.
Come la sottile e pungente curiosità che afferra le viscere al contatto con cotanta meraviglia suscitata dalle immagini di Royce Bair, realizzate direttamente dal trentaseienne senza l'ausilio di telescopi, con il solo supporto della sua Canon EOS 5D Mark II, durante sei lunghi mesi trascorsi tra i parchi dell'America occidentale, in piena stagione turistica.

Grand Teton, Bryce Canyon e Arches National Parks gli scenari della sua avventura, scelti per l'estrema riconoscibilità del loro paesaggio e per la scarsità d'inquinamento luminoso e pronti ad entrare a far parte, con i loro magici scorci, del portfolio di Bair. In una procedura che si basa su un'esposizione di 30 secondi, e che richiede un certo impegno in termini di orari e di costanza, ma che resta uno dei modi migliori per svelare le grandi sfide tecniche e l'immensa gioia che caratterizzano la fotografia notturna, raccontate all'Huffington Post dal loro stesso autore:

Bisogna essere sul posto almeno due ore dopo il tramonto e due ore prima dell'alba e la luna deve trovarsi in una delle sue fasi crescenti meno evidenti. [...] Quest'esperienza mi ha permesso di diventare molto più cosciente dei meccanismi ciclici che regolano il nostro universo, perché per scattare le fotografie ho dovuto pianificare a lungo, adattandomi alla luna ai pianeti e alle maggiori costellazioni. Mi ha anche dato l'enorme soddisfazione di aprire gli occhi della gente su un intero mondo da scoprire che li aspetta nel cielo notturno, perché si possono avere letteralmente due vacanze diverse quando si visitano i grandi parchi nazionali e altre località remote. [...] Spero che anche gli altri riescano ad approfittare della gradevole sensazione di intima connessione con il creatore del nostro universo e con l'ordine infinito del quale siamo parte.

Via | huffingtonpost.co.uk

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