Ryan McGinley. The Four Seasons

Le quattro stagioni di Ryan McGinley danno il ritmo alla prima personale (in un’istituzione italiana) dell'influente fotografo contemporaneo

Ritrarre la celebrazione dello spirito vitale che riporta l'essere umano alla natura (primordiale), il corpo (nudo) all'innocenza disinvolta e la messa in scena alla rappresentazione della vita, ha reso ben presto Ryan McGinley (classe 1977) uno dei giovani fotografi contemporanei più influenti d'America.

Un testimone e portavoce della sottocultura degli anni Novanta, cresciuto nel New Jersey e nell'irrequieta comunità underground di writers, skaters e artisti dell'East Village newyorchese, divenuti il soggetto di The Kids Are Alright (1999), della sua prima pubblicazione e dell'esposizione al Whitney Museum a solo 24 anni.

Ryan McGinley è uno tra i più giovani artisti ad esporre al Whitney Museum nel 2003, con una personale al MoMA P.S.1 di New York nel 2004, nominato Giovane fotografo dell’anno dal prestigioso International Center of Photography di New York nel 2007.

Il giovane fotografo passato in fretta dalla documentazione dell'underground newyorchese alla composizione di scatti e set con un approccio più cinematografico, iniziando con un gruppo di amici in una fattoria in Vermont e finendo per trovare storie e set coast to coast, viaggiando per due estati da New York alla California, con due camper, due assistenti e otto modelli, scattando da 20 a 30 rullini al giorno, foto che restituiscono l'evoluzione del tipico Sogno Americano, filtrato dal nichilismo degli Anni Novanta.

Il fotografo che ha bruciato in fretta molte tappe e traguardi, passando da fortunate campagne per Wrangler e Levis a videoclip e copertine per gruppi come i Sigur Rós, attraversando foreste silvestri con Tilda Swinton per Pringle of Scotland e le quattro stagioni per la prima personale in un’istituzione italiana.

The Four Seasons a cura di Stefano Raimondi, ospitata al GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, dal 19 febbraio al 15 maggio 2016, segna anche il primo evento che la GAMeC abbia mai dedicato a un giovane fotografo del panorama internazionale.

Quattro gruppi omogenei di opere, come le stagioni dell’anno che il curatore non esita ad avvicinare alle suggestioni musicali di Antonio Vivaldi e il ritmo di una struttura espositiva a dominante cromatica che indaga l’irrisolta tensione positiva tra l’uomo e l’elemento naturale.

Un viaggio aperto dal ghiaccio bianco-blu dell’inverno estremo che accoglie corpi e temperamenti messi a nudo e in armonia con le condizioni climatiche più estreme, alternato al rosso e giallo fiammeggiante delle foglie d’autunno, al verde intenso dei prati di primavera e alle tonalità più vivide e accese dell’estate.

La personale di un maestro della scena americana contemporanea e di un paesaggio creativo che la GAMeC esplora nello stesso periodo con l'esposizione indipendente ma complementare di Rashid Johnson, Poetry, parte di una serie di eventi dedicati al collezionista Arturo Toffetti.

RYAN McGINLEY E RASHID JOHNSON
Dal 19 febbraio al 15 maggio 2016
GAMeC - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo
Via San Tomaso, 53
Bergamo

Foto | Ryan McGinley. The Four Seasons, Courtesy CLP Relazioni Pubbliche

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