Grandi fotografi in mostra nel weekend: da Basilico a Galimberti, dal colore a Pasolini

Uno sguardo a mostre fotografiche interessanti da visitare nel fine settimana in tutta Italia

La tredicesima edizione di Seravezza Fotografia si arricchisce del colore di Franco Fontana, insieme ad "Una certa idea di natura" con i colori mai visti del marmo, della sabbia e dell’acqua negli scatti di Roberto Mari, ma chi ha voglia di mostre fotografiche da visitare, ci sono anche i ritorni a Beirut con Gabriele Basilico, visite nelle piantagioni di caffè della Tanzania con Jakob de Boer, gli scatti di Letizia Battaglia e Mario Dondero su Pasolini e l'inedita rilettura di Maurizio Galimberti della tecnica di duchampiana memoria del ready-made.

Una certa idea di natura di Roberto Mari

I colori mai visti del marmo, della sabbia e dell’acqua. Tutti questi elementi della natura fotografati in un modo nuovo e originale nei loro dettagli più nascosti, sono l’oggetto della mostra fotografica di Roberto Mari “Una certa idea di natura” che sarà inaugurata venerdì 19 febbraio alle ore 18, nei suggestivi locali comuni dell’ UNA Hotel Versilia, via Sergio Bernardini 335 a Lido di Camaiore (Lu), e visitabile fino al 10 aprile 2016 ad ingresso libero. Si tratta di uno degli eventi espositivi della tredicesima edizione di Seravezza Fotografia, appuntamento ormai consolidato a livello nazionale che coniuga i grandi nomi della fotografia con il vasto pubblico del mondo amatoriale, organizzato dalla Fondazione Terre Medicee, dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Seravezza con il patrocinio della FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche). Questa mostra nasce dalla positiva e consolidata collaborazione tra Seravezza Fotografia e altre realtà del territorio della Versilia come l’UNA Hotel di Lido di Camaiore che da diversi anni offre i suoi spazi alla rassegna. All’inaugurazione saranno presenti l’autore, il direttore artistico di Seravezza Fotografia Ivo Balderi, il direttore della Fondazione Terre Medicee Franco Carli e l’assessore alla cultura del Comune di Seravezza Riccardo Biagi. Il percorso espositivo consiste in sei grandi immagini di questo fotografo nato a Gorizia nel 1971 ma dal 2008 residente in Toscana, che riassumono il suo lavoro di ricerca tutto incentrato a raccontare, con l’obiettivo della macchina fotografica, situazioni e dettagli della natura che l’occhio spesso distratto dell’uomo non possono cogliere. In particolare le foto raccontano il marmo, la sabbia, l’acqua e le dinamiche naturali. Prosegue inoltre al Palazzo Mediceo di Seravezza, viale L. Amadei 230, la mostra principale della rassegna del maestro Franco Fontana dal titolo “Full color, Polaroid e astrazioni architettoniche”. Curata da Denis Curti, l’esposizione ripercorre gli oltre cinquant'anni di attività di questo grande fotografo, tra i primi in Italia, a schierarsi con tanta convinzione e fermezza in favore del colore rendendolo protagonista in particolare nelle fotografie dedicate al paesaggio. La mostra di Franco Fontana è aperta fino al 10 aprile 2016 dal giovedì al sabato 15.00-19.00, domenica e festivi 10.00-19.00. Il biglietto d’ingresso al Palazzo Mediceo è di 6 euro (intero), 4 euro (ridotto).

fino al 10 aprile 201
UNA Hotel Versilia
via Sergio Bernardini,335
Lido di Camaiore (Lu)

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Dalla casa della madre. Scatti per Pasolini (Letizia Battaglia e Mario Dondero)

La mostra promossa dal Comune locale è in stretta collaborazione con il Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa, dal cui archivio provengono gli scatti realizzati da Letizia Battaglia, con 18 foto realizzate nel 1972 durante un dibattito pubblico al Circolo Turati di Milano, e il compianto Mario Dondero, autore di 31 immagini in cui è immortalato Pasolini nei primi anni Sessanta, in occasioni private come anche sul set de La ricotta, al montaggio del documentario La rabbia e a Viareggio, durante le riprese di Comizi d’amore.

Durante il periodo di apertura la mostra sarà corredata anche da un permanente “spazio per Pasolini” e inoltre sarà punteggiata da due incontri collaterali, mirati a perlustrare alcuni aspetti dell’universo pasoliniano. Il 26 febbraio, alle ore 20.30, nella stessa Galleria civica, il collettivo teatrale Livello4 darà voce all’opera pasoliniana con un momento di lettura dal titolo “La parola di PPP. Un teatro contro”. Per un’occasione di riflessione, invece, l’11 marzo, sempre alle 20.30, nel salone della Biblioteca civica, Roberto Chiesi, responsabile del Centro Studi-Archivio Pasolini della Fondazione Cineteca di Bologna, e Angela Felice interverranno sul tema del difficile e tormentato rapporto tra “Pasolini e la censura”.
Un interessante e variegato omaggio, dunque, alla figura e all’opera di un autore che continua a essere ricordato anche oltre le ricorrenze legate nel 2015 al quarantennale dalla morte.

martedì - sabato, pre 16- 19
domenica, ore 10-2 e 16 -19

fino al 13 marzo 2016
Galleria civica “Villa Valle” di viale Regina Margherita
Comune di Valdagno
Piazza Del Comune, 8
Valdagno (VI)

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Gabriele Basilico Ritorni a Beirut, 1991 - 2011

"Nel 1991 sono arrivato a Beirut per fotografare i 15 lunghi anni di guerra civile (dal 1975) martoriato centro della città. L'obiettivo non era quello di creare un rapporto sulle rovine della città, ma uno "stato delle cose" mappa che lascia spazio libero e la propria interpretazione.
Per molti anni ho fotografato città e sono molto familiare con i riti con cui si deve affrontare lo studio del paesaggio urbano. Ma un ferito, città profanato richiede una sensibilità particolare, richiede una particolare attenzione alle loro esigenze con simpatia, ma con rispetto per la vita. In primo luogo, ci sono lo shock e il dolore di fronte alla tragedia, poi la paura ed esitazione che richiede l'atto rituale di fotografare, riflessione e la responsabilità, precedono. Poi succede qualcosa, potrebbe sentire la città di sentire l'esitazione, invia un messaggio fuori e liberato con serenità di sensazione di costrizione, contribuire a risolvere l'aspetto pietrificato. Il risultato è un silenzio metafisico, una pausa, dopo il primo atto, a guardare, e può agire.

Negli anni successivi, sto ancora viaggiato tre volte a Beirut al fine di monitorare la ricostruzione del centro, che sembra aver aumentato con la sua nuova Skyline magicamente anche oggi.

Se ho la possibilità, mi tornare più volte per i luoghi che ho fotografato. Per me, il modo più interessante e più efficace di stabilire una relazione specifica per essere più coinvolti nella realtà. Tornando crea un unico sentimento Località: E 'come in attesa di una data desiderata, un risveglio di ricordi di luoghi, oggetti e persone come se si avvia il motore di una macchina che era ben lungi dall'essere guidato di nuovo.

A Beirut, era ancora di più. Tra i miei soggiorni erano solo pochi anni, ma ogni volta era come se mi era venuta per lungo tempo impensabilmente di nuovo qui, un tempo senza tempo, che comprende un piccolo pezzo di storia del mondo, la memoria di un mondo che si perde nel fisico la realtà di un luogo. paesaggio urbano di oggi fatta circolare l'iconografia compatta e coerente della vecchia Beirut radicalmente.

Anche se il paesaggio urbano di oggi rispecchia perfettamente la topografia antica nel centro e quasi tutti gli edifici storici sono stati ricostruiti con deviazioni minime quasi riproduce fedelmente esistere ampi spazi vuoti tra questa nuova "cittadella" e il mare.

In queste aree, tuttavia, si pone con velocità vertiginosa un nuovo Beirut, che sarà inevitabilmente diverso e di riconoscere la sua potenza esplosiva è chiaramente alla numerosa, ispirato allo stile neorationalistischen, nuovi edifici, che si trovano entro un raggio di due nuovi edifici monumentali urbani: la Mohammad-al Moschea ammina sulla piazza dei martiri e il souk centrale di Rafael Money".
Gabriele Basilico
Milano, 14 Marzo 2012
Finissage & Talk con Giovanna Calvenzi e Giovanna Silva (Humboldt Books) 2 aprile, ore 11
Portfolio Review con Giovanna Calvenzi e Giovanna Silva 2 aprile, ore 13 (Iscrizione: info@foto-forum.it)

Fino al 02 aprile 2016
Galleria Foto-Forum
Via Weggenstein 2/1
Bolzano

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Gabriele Basilico, Libano, 2011

Pubblicato da Foto-Forum, Südtiroler Gesellschaft für Fotografie su Martedì 2 febbraio 2016

Origin - Jakob de Boer

Il progetto del fotografo, produttore e regista canadese Jakob de Boer, nasce la scorsa primavera quando de Boer visita per la prima volta le piantagioni di caffè di SONGWA in Tanzania, dove La Marzocco opera da anni a sostegno delle comunità locali. Il risultato è una narrazione fotografica in bianco e nero che vuole raccontare la storia del caffè attraverso i frammenti di vita delle comunità dei piccoli produttori.

JAKOB DE BOER - Origin Collecting Firewood Tanzania 2015 - Catalogue CoverCon le sue immagini Jakob de Boer ripercorre il viaggio del caffè, primaria fonte di sostentamento per le popolazioni della fascia equatoriale e bevanda venerata dal mondo occidentale, partendo dal lavoro quotidiano dei produttori locali nelle piantagioni, dalla coltivazione alla raccolta di questa preziosa risorsa, nel tentativo di evocare il rapporto osmotico tra l’ambiente e chi lo coltiva, tra il paesaggio e l’elemento umano.

“Per me il linguaggio di queste immagini è centrato sull’idea che le persone sono il paesaggio all’interno del paesaggio, non sono separate da esso”: in queste parole, de Boer racchiude il senso del suo lavoro. Nelle foto in esposizione- 16 tavole in bianco e nero di grande formato scattate con Leica M Monochrom Typ 246 - l’artista ricrea infatti un’atmosfera evocativa, cercando di cogliere l’essenza stessa del rapporto tra uomo e natura e di rappresentare il legame indissolubile che li unisce.

In ORIGIN Jakob de Boer, soprannominato “hunter of moments” (cacciatore di momenti), riesce quindi a dar voce, attraverso le immagini, alle storie delle piccole comunità tanzanesi diventandone testimone silenzioso e discreto e restituendo allo stesso tempo tutto il fascino e la bellezza del paesaggio africano che ne fa da scenario.

Parte del ricavato della vendita delle foto in esposizione sarà devoluto alla piccola comunità di SONGWA.

lunedì, ore 14.30-19.30
mar-sab, ore 10.30-19.30
domenica chiuso
Ingresso gratuito

Fino al 20 marzo
Leica Galerie Milano
Via Mengoni, 4 (angolo Piazza Duomo)

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IN MOSTRA ALLA LEICA GALERIE MILANOORIGIN di Jakob de Boeril racconto fotografico dell’artista canadese nelle...

Pubblicato da Leica Galerie & Store Milano su Mercoledì 10 febbraio 2016

Ready Made by Maurizio Galimberti

DaDAEAST, in occasione dei quattro anni di attività della galleria, è lieta di presentare la serie ReadyMade by Maurizio Galimberti, a cura di Benedetta Donato. I lavori inediti, in cui l'artista propone una sua personale rilettura della storia dell'arte, attraverso la tecnica di duchampiana memoria del ready-made.

«Mi piace pensare di usare il medium fotografico. In molti miei scatti singoli o nei mosaici, si muovono contaminazioni di varie radici artistiche e concettuali. Mondrian e Duchamp, per esempio, continuano a ispirarmi per la loro poetica..
Che siano scatti singoli, mosaici o ready-made si tratta sempre di una fotografia di ricerca e dell'istinto che mi spinge a realizzarla. Ma al di là delle tecniche che sperimento, alla base di ogni foto c’è sempre uno stato d’animo, una situazione mentale, una sensazione e una situazione che determina un tipo di lavoro piuttosto che un altro». Maurizio Galimberti

Il fotografo si lascia ispirare dalla sua ossessione per Duchamp e per il movimento Dada, per elaborare oggetti ritrovati che diventano nuova materia creativa.
Da qui prende spunto, per dirigere la propria attenzione verso l'opera realizzata per mano di quelle personalità che egli considera i miti della storia dell'arte: da Francisco Goya fino ad Andy Warhol, custoditi e ritrovati tra le stampe di vecchi manifesti, nelle riproduzioni impresse su cataloghi, nelle immagini oramai iconiche dei loro volti.

A questo punto avviene l'incursione dell'artista sull'oggetto, che smette di rivestire la sua funzione tradizionale di rievocazione e viene contaminato da un nuovo segno, da un gesto che si traduce nella fotografia delle sue Polaroid.
Sovrapposizioni, frottage, e collage rivitalizzano capolavori come il San Girolamo nell'olio su tela di El Greco o una delle Dame del Pollaiolo; donano una dimensione quasi onirica alla Marilyn in copertina di Warhol. Accade lo stesso nelle opere del pittore cinese contemporaneo Ting Shao Kuang, che subiscono una metamorfosi visiva, per essere riproposte in dinamici e spettacolari mosaici.
Il timbro «BY MAURIZIO GALIMBERTI» campeggia su gran parte delle opere esposte, come a rappresentare un segnale evidente ed un invito alla corrispondenza, al riconoscimento e alla reciprocità tra le discipline e il saper fare che pertiene agli artisti, in grado di produrre energia creativa e dar vita ad una nuova ricerca, attraverso la visione dell'arte così completamente rinnovata.

In questo lavoro, Galimberti sperimenta insieme tecniche solitamente utilizzate singolarmente, per instaurare un dialogo tra opere del passato, incursioni da lui messe in atto e contaminazioni tra generi sperimentati dall'autore stesso, andando a ridefinire i contorni della relazione tra linguaggi, epoche ed espressioni artistiche differenti.

La componente ludica potrebbe apparire predominante, quasi una desacralizzazione del contesto in cui sono da sempre collocate opere riconosciute come fondamentali della storia dell'arte.
L'intento del fotografo si rivela essere ben altro e si rintraccia nella volontà di rendere omaggio a quelli che ritiene essere dei Maestri, alle cui opere si accosta con emozione e con l'ossessione di riscoprirle, riammirarle, mantenerle vive, in modo che possano continuare a svolgere quella funzione di ispirazione perenne che per ogni artista è fondamentale.

Fino al 26 marzo 2016
DaDAEAST
Via Varese, 12
Milano

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