Donne, fotografia e rivoluzione: Letizia Battaglia, suffragette e obiettivi femminili

Uno sguardo sull'universo femminile restituito da un caleidoscopio di obiettivi rivoluzionari, battaglieri o solo quotidiani, protagonisti di mostre, rassegne, seminari ed eventi

Come ogni 8 marzo, la Giornata Internazionale della Donna torna a ricordare diritti e conquiste ottenuti da signore di ogni ceto, credo e condizione sociale, lottando contro limiti e ingiustizie in tutto il mondo, ma se la genesi sulla scelta della data ufficiale resta spesso confusa e non univoca, tra sinfonie in giallo mimosa e festeggiamenti degradanti, diventa utile se non vitale ricordare obiettivi coraggiosi e battaglieri che hanno contribuito a cambiare la percezione dell'universo femminile.

In questo contesto, parliamo di rivoluzionarie che hanno usato la fotografia per raccontare il mondo da prospettive inedite e vertiginose, librandosi in cielo e sin dentro gli abissi dell'umanità, dando voce a silenzi dolorosi e volto alle ingiustizie, cambiando la percezione del mondo intero su quello che le donne sono in grado di fare.

Donne come Margaret Bourke-White e Dorothea Lange, Tina Modotti o Frida Kahlo. Fotografe di guerra come Alice Schalek, Camille Lepage, Gerda Taro, Lee Miller e Christine Spengler, protagoniste del film Femmes photographes de guerre. Grandi ritrattiste dall’anima femminista già alla fine del secolo scorso come Julia Margaret Cameron.

Obiettivi straordinari pronti a nutrire anche i Seminari fotografici 2016 a cura di Patrizia Genovesi, da VARCO, il 22 marzo con Tina Modotti, il 10 maggio con Diane Arbius.

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Con loro anche quante, guardando se stesse e il contemporaneo, davanti e dietro l'obiettivo, ci restituiscono la percezione di un mondo eclettico e controverso, come quello protagonista di mostre ed eventi di questi giorni, a partire dalla nostra Letizia Battaglia, con un nome che le rende giustizia e un Anthologia (nel video di apertura) di tutto quello che ha avuto il coraggio di guardare in faccia, denunciare e cambiare, anche nella sua Palermo.

Voto e Libertà
Il movimento delle suffragette inglesi

nelle immagini di Heritage Images, Mary Evans e Top Foto
8-15 marzo 2015
Museo "Emilio Greco"
Sabaudia

Donne, quello che vedono nella nebbia - mostra fotografica itinerante

Promossa dalla Domus Nostra e realizzata col contributo fotografico diRiccardo Busato Photography e Damiano Lorenzon Fotografo.

Le donne - come da sempre accade in tutte le culture del pianeta - levano la loro voce quando sentono in pericolo la vita. Non tanto la propria, quanto, soprattutto, quella dell’altro. Le donne sanno che ogni inganno, travestimento e accondiscendenza al potere fine a se stesso finiscono per spegnere tutto ciò che sta loro intorno. Per questo, forse, le anziane della Pianura Padana chiamavano così le donne: quelle che vedono nella nebbia.

La Mostra sarà presente a Treviso, in Ca' Sugana da martedì 1 marzo a martedì 15 marzo 2016, dal lunedì al sabato, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00.

In occasione della Cerimonia di conferimento della civica benemerenza “Premio Riflettore donna” la mostra si sposterà martedì 8 marzo ai Musei Civici di Santa Caterina, dalle 9.00 alle 12.30, e dalle 14.30 alle 19.30.

La mostra fotografica è inserita all’interno dell’iniziativa 8 marzo 2016, #ioresistocosì, dal 1 al 15 marzo a Treviso e promossa dal coordinamentoOltre l'8 Marzo r_Esistenze
Tutti i giorni, dalle ore 9 alle 19

fino al 14 marzo 2016
Palazzo Ca' Sugana
ingresso libero

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Siamo presenti con la nostra esposizione a Palazzo Ca' Sugana fino al 15 Marzo.

Pubblicato da Domus Nostra su Sabato 5 marzo 2016

Tre scatti di donna

Esiste uno sguardo femminile sulla fotografia e sulla pratica della fotografia? Quale è il rapporto tra fotografia femminile, immaginario, autoritratto e corpo?
Noi siamo convinte che esista uno specifico femminile, un pensiero visuale di genere e, conseguentemente, una pratica fotografica che pone spesso al centro della propria riflessione il corpo nelle sue diverse declinazioni, la memoria come elemento di appartenenza, l’analisi di sé come senso e che sceglie la pratica fotografica come forma di narrazione diaristica e intimista. La difficile ricerca del proprio punto di vista a partire dalla consapevolezza di essere portatrice di alterità nel pensiero così come nel linguaggio, la difficoltà nel vedersi legittimato il diritto di esistere nella differenza, il costante ostracismo al quale si è sottoposti per essere custodi e portatori di un diverso modo di percepirsi e rappresentarsi si manifesta anche nel vedersi troppo spesso negati spazi, luoghi di visibilità, riflessione e dibattito.
La mostra nasce da queste consapevolezze e muove nella direzione di offrire alle donne fotografe un’occasione dove confrontare i propri lavori significhi riflettere sul proprio ruolo, sul proprio linguaggio, sui propri bisogni.
L’idea è di organizzare ogni anno una rassegna fotografica di fotografe italiane e/o straniere a partire da una parola “chiave” che si riterrà significativa del complesso percorso di elaborazione del pensiero femminile.
Tre scatti di donna, appunto, per affermare la propria autonomia di sguardo, di pratica e di sensibilità.
Le Donne del C.S.F. Adams

Le fotografie di
Chiara Antoni, Sabrina Daloisio, Marina Giuri, Maria Imme’,Labia Danila, Agata Katia Lo Coco, Cristina Luciani, Roberta Marsili, Serena Mosso, Flavia Nunzi, Chiara Rea, Gaia Recchia, Chiara Rossi, Giulia Salvatori, Michela Tiberi, Rosita Tommasetta, Jessica Tosi, Barbara Vozzi, Silvia Zanconato

A cura di Luisa Briganti e Laura Bianchi
fino al 20 marzo 2016
Inaugurazione: 3 marzo ore 19,30
Teatro Furio Camillo
Roma

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Julia Margaret Cameron: Influence and Artistry

La mostra presenta l’Herschel Album (1864), una raccolta di 94 immagini scattate dalla Cameron come dono per lo scienziato Sir John Herschel, suo mentore e amico. La mostra include anche note scritte a mano provenienti dall’autobiografia della Cameron e oggetti cari alla fotografa, come il suo obiettivo –unico pezzo superstite della sua attrezzatura.

Un frammento della carriera fotografica della Cameron, iniziata a 48 ​​anni nel 1863, con la macchina fotografica regalatale dalla figlia e il genero, durata solo un decennio bastato a consacrarla come uno dei più prolifici fotografi dell’epoca, con i ritratti naturalistici di familiari e amici, come Alfred Tennyson, o il poeta irlandese Aubrey de Vere; gli scatti che evocano testi religiosi e drammatici, le scene shakespeariane o le immagini del leggendario Re Artù; e le sue rappresentazioni delle comunità locali dello Sri Lanka.

Una pioniera attenta a difetti tecnici (come la sfocatura, i graffi o altre tracce del processo), inclusi deliberatamente nelle sue fotografie per renderle più artisticamente espressive.

Lo stile della Cameron è stato molto dibattuto tra i critici dell'epoca, che concepivano la fotografia come un'arte fine a produrre immagini nitide e perfette, ma la sua creatività e il suo talento hanno ricevuto importanti riconoscimenti, soprattutto post-mortem: quando l'album Herschel fu venduto da Sotheby a un collezionista, nel 1975, il governo britannico bloccò il trasferimento, classificando per la prima volta la fotografia come opera d'arte

fino al 28 marzo 2016
Virgin Media Studio, Media Space
Science Museum
Londra

Obiettivo donna 2016
fino al 1 aprile 2016
Officine Fotografiche Roma

Gestures – Women in action
fino al 10 aprile 2016
Merano Arte - Edificio Cassa di Risparmio

Francesca Woodman. On Being an Angel
fino al 9 marzo 2016
Foam Fotografiemuseum di Amsterdam

Bettina Rheims
fino al 27 marzo 2016
Maison Européenne de la Photographie di Parigi
15 aprile - 12 giugno 2016
Fotografiska Museet di Stoccolma

Essere donna in Burkina Faso di Carla Cinelli

Carla Cinelli, fotografa bresciana, è una vera e propria globe-trotter, fortemente impegnata nell’ambito della fotografia sociale. Appassionata del suo lavoro, instancabile, curiosa e qualche volta decisamente temeraria, realizza i suoi servizi fotografici recandosi personalmente nelle zone difficili del pianeta, con lo scopo di presentare e rendere visibili situazioni sociali di grande precarietà e di miseria.
Sensibile e attenta alle problematiche di intervento e di cooperazione sociale, ha fondato due associazioni no-profit per aiutare i bambini del Burkina Faso e del Venezuela.


fino al 31 maggio 2016
Spazio6
Contrà San Pietro, 6
Vicenza

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A voi una nuova mostra per celebrare la festa della donna! Si apre sabato 5 marzo alle ore 18.00 "ESSERE DONNA IN...

Pubblicato da Spazio6 su Lunedì 29 febbraio 2016
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