Pentax K-1, prima presa di contatto della prima reflex full frame del marchio

Ecce le mie prime impressioni sull'appena annunciata reflex full frame Pentax K-1

2002: esce sul mercato la prima reflex full frame digitale, la sfortunata Contax N Digital. Sempre nel 2002 esce la prima reflex full frame digitale di Canon, ovvero la Canon EOS-1Ds. L’anno successivo, il 2003, esce il primo corpo reflex Nikon con sensore full frame digitale sviluppato in collaborazione con Kodak: si chiamava Kodak Professional DCS Pro 14n. Dovettero passare altri 4 anni, arrivando al 2007, per vedere la prima vera reflex full frame con il marchio Nikon, ovvero la Nikon D3. L’anno successivo, il 2008, arriva sul mercato anche la Sony, con la sua Sony α DSLR-A900.

Una carrellata di date per introdurre una notizia che finalmente scuote il mercato delle reflex full frame digitali. Infatti dal 2008 ad oggi le novità sono rimaste esclusivamente nelle mani dei Canon e Nikon, dopo la scomparsa di Contax e il passaggio quasi definitivo di Sony al settore delle mirrorless. Mentre apparentemente le altre aziende non erano interessate a farsi avanti.

Ma un’azienda negli ultimi anni ha fatto letteralmente impazzire i rumors, soprattutto perché si ostinava a proporre ottiche destinate al pieno formato, quindi lasciando intendere che quel 24x36mm non era un desiderio poi così impossibile.

Quell’azienda è Pentax e finalmente ha svelato su cosa stava lavorando negli ultimi anni: la nuova nata si chiama Pentax K-1 ed è una reflex full frame basata su un sensore CMOS da 36 Megapixel privo di filtro passa basso.

Filtro che però può essere ripristinato per evitare problemi di moiré, sfruttando la stabilizzazione su cinque assi a livello del sensore. Infatti il pixel shifting, ovvero lo spostamento del sensore e quindi la lettura del segnale luminoso da più punti, può servire per simulare il filtro passa basso, per aumentare la nitidezza e la fedeltà cromatica oppure per evitare l’uso di un inseguitore durante le lunghe pose nella fotografia astronomica.

Ma siccome ho avuto la possibilità di provare in anteprima questa fotocamera, procediamo con ordine con le prime impressioni.

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Prime impressioni

Appena presa in mano la Pentax K-1 la prima reazione è sicuramente “mamma quanto è grossa”. Il peso si sente e l’impugnatura è più che generosa, nonostante le sue misure verticali e laterali siano inferiori a quelle delle altre reflex full frame. A colpire è poi il design molto originale, in particolare quello del display: ha un meccanismo di snodo decisamente inedito. Grazie a dei braccetti metallici può allontanarsi dal corpo macchina ed orientarsi a destra e sinistra, in alto ed in basso, nonché ruotare sul suo asse centrale. Peccato che tali movimenti siano limitati, quindi niente selfie con questa fotocamera. Manca anche il touch screen, ma tramite il Wi-Fi integrato è possibile controllare da remoto la fotocamera. Risulta integrato anche il GPS, che permette tra l’altro di attivare la funzione di “Astro Tracer” di cui parlavo poco sopra, al fine di evitare le “star trails”. Si tratta di una soluzione davvero inedita, così come l’illuminazione per baionetta e vani. Questa funzione purtroppo non era attiva sull’esemplare di preproduzione della Pentax K-1 che ho provato, ma in pratica è l’ideale per chi deve cambiare ottica, scheda di memoria oppure collegare un cavo in pieno buio. Soffermandoci per un attimo sulla baionetta c’è da sottolineare che essendo una classica Pentax K può montare qualsiasi ottica tra quelle costruite dal 1975 ad oggi, oltre a due nuovi prodotti dedicati alla nuova nata: si tratta degli zoom HD PENTAX-D FA 28-105mmF3.5-5.6ED DC WR e HD PENTAX-D FA 15-30mmF2.8ED SDM WR. Tornando all’ergonomia un altro aspetto che ho apprezzato è la possibilità di scegliere se avere sempre sbloccata oppure sempre bloccata la ghiera delle modalità di esposizione: così sta all’utente scegliere quale soluzione preferisce. Volendo c’è poi un tasto dedicato al blocco di tutta l’interfaccia: guardate nel video in apertura per capire come funziona. Al di là dell’ergonomia questa reflex funziona come ci si aspetta da una professionale: messa a fuoco, esposizione e bilanciamento del bianco sono veloci e precisi. Ottimo in particolare l’autofocus, che con i suoi 33 punti di cui 25 a croce riesce a lavorare fino a -3EV. Peccato che questi punti siano tutti concentrati al centro, meno pratici se si lavora con soggetti fortemente decentrati. Il fatto di poter mettere a fuoco a -3EV è invece molto interessante dato che la sensibilità può variare da 100 a 208.400 ISO. Infine una menzione per il mirino: comodo anche per me che indosso sia gli occhiali che un naso fuori misura.

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Conclusioni

Passo subito alle conclusioni saltando la consueta sezione dedicata alla qualità immagine, in quanto la Pentax K-1 che ho provato era una preproduzione, quindi non posso mostrarvi gli scatti di prova. Appena potrò mettere le mani su una versione finale farò ovviamente una recensione completa. Per ora non posso che dare un voto più che positivo a questa reflex full frame, dato che il suo funzionamento è impeccabile e propone alcune soluzioni dal punto di vista funzionale davvero interessanti e preziose, sia per i professionisti che per gli amatori. Ma soprattutto sono felice di vedere un nuovo giocatore sul campo, in modo da ravvivare il mercato e stimolare il duopolio Canon e Nikon a non “dormire sugli allori”.

Piace:
- prontezza autofocus, esposimetro, bilanciamento
- ergonomia
- soluzioni inedite e funzionali come l’illuminazione di baionetta e vani
- pixel shifting che fornisce soluzioni come la simulazione del filtro passa basso
- inedita funzione di “Astro Tracer” grazie al GPS integrato

Non piace:
- monitor orientabile in modo limitato e senza touch screen
- punti AF solo al centro dell’area inquadrata

Via | Fowa

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