Gabriele Basilico: Ritorni a Beirut 1991 – 2011

Alla scoperta della capitale libanese, plasmata da eterni conflitti e ricostruzioni, fotografati da Gabriele Basilico nel 1991, 2003, 2008, 2011

A tre anni dalla scomparsa, Gabriele Basilico continua a documentare i mutamenti del paesaggio urbano con viaggi nel tempo e Ritorni a Beirut. 1991 – 2011, come quelli ospitati dalla Galleria di Bolzano condotta dall'associazione "foto-forum/Società altoatesina per la fotografia".

Un viaggio alla scoperta della capitale libanese ricostruita dopo quindici anni di Guerra Civile, uno dei territori della guerra infinita del Medio Oriente, fotografato da Basilico sin dal 1991, dopo la fine del lungo conflitto che ha lasciato palazzi crivellati e accatastato duecentomila cadaveri tra l'ovest sciita e l'est cristiano.

«Sapevo, nei giorni del ' 91, che il dopoguerra avrebbe cancellato ogni traccia, ogni maceria, perché è così che fanno i sopravvissuti per ricominciare a vivere e che la responsabilità di quella memoria stava in ogni mia inquadratura. Per questo fotografai moltissimo, 530 scatti in due settimane, una voragine alla volta, senza mai abituarmi né all'emozione, né all'orrore»

Gabriele Basilico

Una Beirut fotografata dapprima con il bianco e nero, ad amplificare la desolazione della città dilaniata, in equilibrio tra il dramma e la bellezza, successivamente con i colori della vita e della ricostruzione, restando in dialogo con il luogo e la memoria del tessuto urbano, esplorato a più riprese nel 2003, dopo la seconda guerra israelo-libanese del 2008 e di nuovo con quella fredda del 2011.

«Questa piazza era solo polvere. Tutto era stato distrutto, smontato, rubato, anche le targhe blu delle strade. E nel nulla, laggiù, c'era questo Moammed che in un negozio sfondato preparava tè verde e caffè nero per i passanti. Solo che non c'erano passanti. C' eravamo solo io, la mia macchina fotografica e un gatto»

Gabriele Basilico

Ritorni. Tra inaugurazioni di ristoranti nel quartiere alla moda di Hamradi e il vecchio cinema Orient tagliato a metà dai bombardamenti rimasto come monito, campi profughi palestinesi e le follie del jet set, centri commerciali e cantieri in mano alla Solidere che ha invitato Gabriele Basilico, l'immobiliare che fu del primo ministro Rafik Hariri, annientato da trecento chilogrammi di esplosivo il 14 febbraio del 2005, ereditata dal figlio come il titolo di primo ministro.

«Di tutte le città che ho fotografato, Beirut è sempre quella che mi emoziona di più. Ci ritrovo Rossellini, De Chirico, Piranesi. Ci sono rovine fenice, romane, ottomane. E lungo lo stesso asse lo scheletro dell' Holliday Inn che sembra anche lui un reperto archeologico, oppure quella meraviglia laggiù, la Boule»

Gabriele Basilico

Uno sguardo al prima, durante e dopo di una delle oltre sessanta città reali fotografate da Basilico. Un frammento della sua città virtuale, alla stregua di quelle invisibili di Calvino.


“Nel 1991 sono arrivato a Beirut per fotografare la parte centrale della città colpita dalla lunga guerra civile iniziata 15 anni prima (1975). Non si trattava di fare un reportage sulle rovine, ma di comporre uno “stato delle cose” affidato a una libera e personale interpretazione.

Fotografo le città da moltissimi anni, conosco bene la ritualità dei gesti legati all’esplorazione del tessuto urbano. Ma una città ferita, oltraggiata, ha bisogno di una sensibilità tutta particolare, pretende un’attenzione speciale, di partecipazione ma anche di rispetto. Prima ci sono la commozione e il dolore per la tragedia, poi la paura e l’esitazione che precedono l’inizio della pratica rituale della fotografia che esige considerazione e responsabilità. Poi qualcosa succede, forse la città ascolta, intuisce le esitazioni, lancia un messaggio e libera in modo pacato dalle angosce, aiuta a sciogliere lo sguardo pietrificato. Subentra un silenzio metafisico, una pausa dopo la quale si può agire, osservare, prendere le misure.

Successivamente sono tornato a Beirut altre tre volte per seguire la ricostruzione di downtown che oggi appare magicamente risorta nel nuovo skyline urbano.
Quando ne ho la possibilità, torno diverse volte nei luoghi che ho fotografato. Per me, è il modo più interessante e utile per avere un rapporto concreto, un maggior coinvolgimento con la realtà. La pratica del ritornare crea una singolare disposizione sentimentale: come l’attesa per un appuntamento desiderato, un risvegliarsi della memoria per luoghi, oggetti, persone, come se si riaccendesse il motore di una macchina ferma da tempo.

Per Beirut è stato anche di più. Erano passati diversi anni e tuttavia ogni volta è stato come se tornassi dopo un tempo immemorabile, un tempo senza tempo che contiene un poco della storia del mondo, la memoria di un mondo calata nella fisicità di un luogo. Il paesaggio urbano attuale sconvolge radicalmente l’iconografia compatta e coerente della vecchia Beirut.

Oggi, anche se il tessuto dell’area centrale rispetta perfettamente la vecchia topografia e gli edifici storici del passato sono quasi tutti fedelmente ricostruiti con alterazioni praticamente invisibili rispetto agli originali, persistono ampie aree vuote tra questa nuova “cittadella” e il mare.
In questa vasta zona sta però sorgendo a ritmo vorticoso una nuova Beirut che inevitabilmente sarà diversa, la cui forza esplosiva è ben impressa nell’ampio tessuto di edifici nuovissimi ispirati a uno stile neo-razionalista, che si irradiano attorno ai due nuovi grandi monumenti urbani: la Mohammad Al-Amin Mosque in Martyrs’ Square e il Central Souk di Rafael Moneo.”

Gabriele Basilico
Milano, 14 marzo 2012

In occasione della chiusura della mostra, previsto per il 2 aprile 2016, Giovanna Calvenzi e Giovanna Silva della Humboldt Books, animeranno un incontro (ore 11.00). e una Portfolio Review (ore 13.00, per info e iscrizione: info@foto-forum.it).

Ritorni a Beirut. 1991 – 2011
Fino al 2 aprile 201
Galleria foto-forum
Südtiroler Gesellschaft für Fotografie
via Weggenstein-Straße 3f
Bolzano

martedì-venerdì: ore 15-19
sabato: ore 10-12

Gabriele Basilico: biografia

Gabriele Basilico nasce a Milano nel 1944. Si laurea in architettura al Politecnico di Milano nel 1973. Negli stessi anni inizia a fotografare concentrando il suo interesse sulla città e sul paesaggio urbano.
 
Nel 1983 realizza la sua prima mostra importante: “Milano, ritratti di fabbriche” al PAC di Milano. Riceve il primo incarico internazionale nel 1984: viene invitato a partecipare alla Mission Photographique de la D.A.T.A.R., voluta dal governo francese per documentare la trasformazione del paesaggio nazionale contemporaneo.
 
Successivamente è invitato a realizzare lavori di ricerca fotografica in vari paesi d’Europa: Italia, Francia, Olanda, Germania, Svizzera, Austria, Spagna, Portogallo.
 
Nel 1990, per la mostra “Porti di Mare”, riceve a Parigi il “Prix Mois de la Photo”. Progetta e realizza la mostra e il volume “Bord de mer”.
 
Nel 1991 prende parte alla Mission Photographique sulla città di Beirut, devastata dalla guerra.

Nel 1994 la Fondazione/Galleria Gottardo di Lugano gli dedica un’ampia retrospettiva su 15 anni di fotografie (1978-93), raccolte nel libro “L’esperienza dei luoghi”. 
 
Alla VI mostra di Architettura della Biennale di Venezia (1996), riceve il premio Osella d’oro per la fotografia di architettura contemporanea. Nel 1999 pubblica il volume “Cityscapes” che illustra in 330 immagini il suo lavoro dal 1984. Da questo volume nasce la mostra omonima presentata nella primavera del 2000 allo Stedelijk Museum di Amsterdam e succesivamente a Porto al CPF (Centro Portugues de Fotografia), a Rovereto al MART (Museo d’Arte Moderna di Trento e Rovereto), e a Buenos Aires al MAMBA (Museo d’Arte Moderna). Nell’estate dello stesso anno svolge un lavoro di ricerca sull’area metropolitana di Berlino su invito del DAAD (Deutscher Akademischer Austausch Dienst).
 
Nel 2000 riceve l’incarico dall’IVAM (Istituto Valenciano di Arte Moderna) di Valencia di realizzare un’indagine fotografica sulla città di Valencia per l’esposizione e il libro “Milano, Berlin, Valencia”. Nel 2001 realizza un’estesa campagna, denominata L.R.19/98, sulle aree dismesse della Regione Emilia Romagna, e inizia un’ampia ricerca sull’area archeologica della regione Provence-Alpes-Cote d’Azur dalla quale viene tratta la mostra “Provincia Antiqua” per i XXXIII Rencontres Internationales de la Photographie di Arles.   Nel giugno 2002 riceve da PhotoEspana per il volume “Berlin” il premio per il miglior libro fotografico dell’anno.

Nell’estate 2002 si apre alla GAM (Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea) di Torino un’ampia rassegna dei suoi lavori dal 1978, e nel settembre, alla GAMEC (Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea) di Bergamo, “Paesaggio Contemporaneo”, un dialogo tra fotografia e pittura con il pittore Salvo.

Nello stesso anno riceve dalla Provincia Autonoma di Trento un incarico per realizzare un ampio lavoro di documentazione sul territorio della provincia stessa, che si è concluso con una mostra al MART (Museo d’arte Moderna di Trento e Rovereto) di Rovereto.

Il 2003 è segnato da due ritorni in due luoghi rilevanti nel percorso operativo di Gabriele Basilico: il nord della Francia, dove su invito della città di Cherbourg, riattraversa e riosserva il paesaggio già percorso nel 1984-5 per la campagna della D.A.T.A.R., e Beirut, dove fotografa per la rivista Domus la parte centrale della città, ora ricostruita, dagli stessi punti di osservazione del lavoro condotto nel 1991. Da questi due ritorni sono stati tratti i due volumi “Bord de mer” e “Beirut” 1991 (2003)”.
Partecipa alla V Biennale Internazionale di Architettura e Design di Sao Paulo con la mostra “Disegnare la città”, un viaggio nell’architettura portoghese contemporanea, in collaborazione con Alvaro Siza, successivamente esposta alla Triennale di Milano e al PAN a Napoli.

Nel 2004 il CGAC (Centro Galego de Arte Contemporánea) di Santiago de Compostela presenta un nuovo lavoro fotografico che Gabriele Basilico, insieme ad altri nove artisti europei, ha realizzato sulla città galiciana.
Prende parte all’esposizione “Arti e Architettura 1900-2000” presso il Palazzo Ducale di Genova.
Su invito della Soprintendenza per i Beni Architettonici, fotografa la città di Napoli.

Ne 2005 la Mostra collettiva “Obiettivo Napoli. Luoghi memorie immagini”, a Palazzo Reale. Contemporaneamente viene installata su incarico dalla Metropolitana di Napoli presso la stazione Vanvitelli un’opera fotografica di grandi dimensioni appositamente realizzata.
Pubblica il libro “Scattered City”, una raccolta di 160 immagini inedite di città d’Europa.
Partecipa, in occasione dei cantieri per i Giochi Olimpici Invernali, a un lavoro sull’ area urbana di Torino e alla mostra collettiva “6 x Torino”, su incarico della Galleria d’Arte Moderna.

Nel 2006 è invitato a lavorare su Lisbona dalla Fundação Calouste Gulbenkian in occasione della mostra per il cinquantenario della Fondazione stessa.
Per il futuro Nouveau Musée National de Monaco svolge un approfondito lavoro sul tessuto urbano del principato di Monaco.
In collaborazione con Amos Gitai realizza una video proiezione di immagini di Beirut, accompagnata da una colonna sonora appositamente creata da Ennio Morricone, presentata dalla rivista Domus per il progetto “Free Zone” al teatro Manzoni di Milano.
Collabora per la direzione della fotografia, al film “Come l’ombra”, di Marina Spada, selezionato al Festival del Cinema di Venezia nella sezione Giornate degli Autori.
Pubblica “Photo Books 1978-2005”, un catalogo di tutti i libri fotografici da lui realizzati.
La Maison Européenne de la Photographie, Paris, allestisce la più ampia retrospettiva finora realizzata, in occasione della quale viene pubblicato il volume “Appunti di un viaggio/Carnet de travail”.
Nuove campagne fotografiche sul paesaggio urbano di città italiane: Lodi, Reggio Emilia, Mantova, Bari.
Il volume “Photo Books” (Corraini Editore, Mantova, 2006) raccoglie gli oltre 60 libri personali pubblicati da Basilico.

Nel 2007 “Gabriele Basilico Mantova” espone al palazzo della Ragione di 72 immagini tratte dal lavoro dedicato alla città di Mantova.
Mostra collettiva “Ereditare il paesaggio” all’Ara Pacis di Roma.
"Oltre il paesaggio": mostra personale alla Fondazione Ragghianti, Lucca
Partecipa alla 52° Biennale Internazionale d’Arte di Venezia con una selezione di immagini tratte dal lavoro “Beirut 1991”.
Pubblica il Libro “Basilico-Montecarlo”
Conclude il progetto fotografico sulla città di Bari commissionato dalla Pinacoteca Provinciale che lo presenta in un’esposizione e un volume intitolati “Basilico.Bari 0607”.
Su incarico del Dipartimento di Fotografia del SFMOMA (San Francisco Museum of Modern Art) intraprende la sua prima campagna fotografica negli Stati Uniti, esplorando la Silicon Valley.
Inizia il lavoro di documentazione sulle Torri Staliniane a Mosca
Installazione urbana di 136 fotografie intorno al cantiere Porta Nuova, Milano
Riceve dalla Fondazione ASTROC di Madrid il premio internazionale per la fotografia di architettura
Il suo pensiero viene raccolto nel volume “Gabriele Basilico. Architettura, città, visioni”, Bruno Mondadori Editore, Milano 2007, a cura di Andrea Lissoni che contiene una selezione di scritti teorici di Gabriele Basilico tratti, da conferenze, seminari e interviste realizzati negli anni.

Nel 2008 la Mostra personale al San Francisco Museum of Modern Art “Gabriele Basilico-Silicon Valley” e il libro “Gabriele Basilico-Silicon Valley”
Mostra personale alla Fondazione Astroc, Madrid e libro “Intercity”
Per il Festival Internazionale della fotografia di Roma fotografa la città seguendo il corso del Tevere e presenta il lavoro al Palazzo delle Esposizioni.
Conclude il lavoro sulle Torri Staliniane a Mosca.
Partecipa alla mostra “Italics”, curata da Francesco Bonami per Palazzo Grassi, Venezia, con il suo progetto “Contact” del 1984.
E’ invitato dalla Cité de l’Architecture/Palais de Chaillot a Paris a presentare in anteprima nel mese di ottobre una selezione di fotografie relative al lavoro realizzato a Mosca nella personale intitolata “Moscou Verticale”.

Nel 2009 documenta le varie fasi, fino al completamento dei lavori, del cantiere del Teatro Carignano di Torino. Da questa esperienza deriva il libro fotografico “Teatro Carignano”.
Fotografa il paesaggio delle Langhe per la pubblicazione del volume “Gabriele Basilico nei luoghi Beppe Fenoglio” e per l’omonima mostra presentata a Palazzo Tovegni, Murazzano.
“Site Specific” esposizione alla Cantina Icario, Montepulciano: 30 fotografie che interpretano il paesaggio urbano di Montepulciano.
Presso lo Spazio Oberdan a Milano, presenta, in una sorta di confronto tra il suo primo lavoro e il più recente, le immagini di Mosca 2007-2008 e quelle di Milano ritratti di fabbriche1978-80.

Nel 2010 realizza due campagne fotografiche a Istanbul e Shanghai.
Partecipa alla mostra “Le Arti di Piranesi. Incisore, antiquario, vedutista, designer” alla Fondazione Giorgio Cini, Venezia.
Espone alla Fondazione Stelline a Milano una selezione di 30 fotografie realizzate a Istanbul e pubblica il catalogo con l’editore Corraini.

Foto | Gabriele Basilico. Ritorni a Beirut 1991 – 2011, Courtesy Foto-Forum, Südtiroler Gesellschaft für Fotografie

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