Superhyperreal: la violenza cromatica di Jing Quek

superhyperreal di jing quek1

La ventata pop che l’arte contemporanea cinese ha portato in tutto il mondo è sicuramente un dato di fatto, e ora più che mai la Cina vuole far sentire la sua presenza.

Oggi parlo di Jing Quek, un artista contemporaneo che ha tutte le carte in regola per poter imporsi nel mercato internazionale. Parlo in modo particolare di una sue serie chiamata “Superhyperreal”, che rappresenta delle fotografie di gruppo insolite e bizzarre.

I gruppi rappresentati sembrano far parte di una farsa, inseriti in set costruiti a puntino dove anche un getto d’acqua viene immortalato abilmente dal fotografo e nulla è fuori posto. Tutte le persone ritratte sono abbigliate in modo da sottolineare la loro appartenenza a quel gruppo, basato sulle professioni oppure sulle passioni comuni.

I colori accesi, quasi accecanti, che si presentano in questi scatti, rendono le immagini “sfacciate” e visivamente violente, nonostante sia presente una forte staticità. Delle apparenti foto di gruppo sono in realtà espressione dell’eccesso del reale, in un costante sbalzo tra finzione e realtà.

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