Gianni Croce tra innovazioni fotografiche e sfumature di modernità

Gianni Croce torna a raccontare Piacenza con sfumature di modernità e innovazione fotografica

A 120 anni dalla nascita (proprio oggi) e 35 dalla scomparsa, la città di Piacenza ricorda Gianni Croce e il suo contributo di narratore e innovatore al linguaggio fotografico, con un'antologica che viaggia nel Novecento piacentino e i suoi bagliori di modernità, attraverso 100 immagini, lastre originali e un video documentario.

Memorie private e collettive di ogni sfumatura d'umanità, spinte lungo scale vertiginose e tra le falde di cappelli piumati, atmosfere e sperimentazioni della contemporaneità sempre più dinamica e complessa, colta e stampata da Croce nel celebre Studio fotografico di corso Vittorio Emanuele, dal 1921 alla prima metà degli anni sessanta.

Gianni (Giovanni) Croce: 1896 - 1981


CROCE Giovanni (Gianni)
Lodi, 14 aprile 1896 - Piacenza, maggio 1981

Figlio di Anna Ferippi e Giuseppe Croce, dopo le elementari frequenta le scuole serali di indirizzo tecnico, studiando disegno sotto la guida dell’architetto Maisetti.

Intorno al 1909, quando ancora sta studiando, viene assunto come aiutante nello Studio Fotografico di Giuseppe Marchi situato in Corso Vittorio Emanuele 11 a Lodi.

Nel novembre del 1915 è chiamato alle armi: il suo foglio matricolare indica “professione fotografo”, tuttavia il giovane viene assegnato a un reparto Fotoelettriche del Genio Ferrovieri di Torino. Più tardi è trasferito in zona d’operazioni, a Castelvecchio (vicino a Verona), dove gli viene affidata la direzione del laboratorio fotografico della I Armata e l’organizzazione del servizio fotografico di documentazione degli impianti militari. Dopo essere stato nominato sergente viene congedato nel dicembre 1919 e torna a Lodi.

Nel 1921 si trasferisce con la sorella Giuseppina a Piacenza dove, grazie a un prestito concessogli dal padre, rileva uno studio fotografico in Corso Vittorio Emanuele 98.

Croce si specializza nei ritratti femminili e in quelli di militari.

Nel 1925 lo Studio Croce si trasferisce nell’edificio accanto, al numero 96.

Nell’ottobre del 1926 Croce esordisce come pittore, esponendo alcune opere a una mostra di artisti piacentini.

Nel 1927 sposa Carla Arata, sorella dell’architetto piacentino Giulio Ulisse Arata e dell’arcivescovo Antonino Arata, Nunzio Apostolico del Vaticano.

Nel 1929 il fotografo si avvicina al movimento del Secondo Futurismo tramite l’amico Oswaldo Bot, pittore e sculture legato a Marinetti, e un anno dopo inizia una serie di “composizioni” fotografiche liberamente inspiratesi al Futurismo.

Negli stessi anni in cui porta avanti la sperimentazione nell’ambito della “fotografia futurista”, Croce si afferma come ritrattista principe della “buona società” e come fotoreporter ufficiale della città.
Il suo Studio diviene un ritrovo di artisti e letterati.

Dalla metà degli anni Trenta il fotografo si allontana progressivamente dal movimento marinettiano; continua comunque a realizzare “composizioni” gratuite, muovendosi però in altre direzioni.

Durante la Seconda Guerra Mondiale è richiamato alle armi; nel primo scorcio dell’evento bellico si fa conoscere nuovamente come pittore esponendo ad alcune mostre (a Piacenza nel 1942).

Dopo l’8 settembre 1943 e l’occupazione tedesca, Croce matura un atteggiamento di opposizione al fascismo giungendo a criticare pubblicamente il regime. Nel 1944 viene arrestato perché accusato di “disfattismo” e incarcerato assieme ad altri concittadini sospettati di attività antifasciste.

Mentre si trova in carcere, la sua famiglia è sfollata a Bettola, che è stata occupata dai partigiani. È il periodo in cui i prigionieri politici vengono prelevati dai tedeschi e deportati in Germania; l’architetto Arata interviene facendo pressioni sul prefetto affinché venga evitata al cognato questa sorte; è così che il fotografo viene rilasciato e può raggiungere la famiglia nella località di collina.

Il giorno della Liberazione di Piacenza, Croce fotografa le formazioni partigiane che sfilano per le vie della città.

Nel dopoguerra Croce abbandona il Ritratto per la “fototessera” e si dedica soprattutto alla foto di cronaca.

Negli anni ’60 torna a realizzare “composizioni” gratuite servendosi anche del fotomontaggio. Nel 1966 viene allestita a Piacenza una grande mostra dedicata a Croce fotografo.

Croce lascia l’attività nel 1976, ma continuerà fino al 1980 a collaborare con i nuovi titolari dello Studio, Maurizio Cavalloni, suo allievo, e Franco Pantaleoni

Un ritrovo per appassionati di fotografia, d'arte e studiosi di storia locale e nazionale, custode di immagini e sperimentazioni di Croce, frutto della sua padronanza della luce e interventi sulle lastre, con la matita per nascondere le rughe sui visi, sottrarre tempo e anima ai volti, lasciare ai soli abiti il compito di identificare l’epoca.

Un ricco archivio di ritratti, nature morte, scorci urbani e paesaggi della realtà piacentina che fanno tesoro delle stagioni dell'arte del Novecento, dal postimpressionismo alla fioritura liberty, dal futurismo al surrealismo, dalle proposte metafisiche a quelle neorealistiche, dal lirismo popolare all'astrattismo più rarefatto e concettuale.

Nel percorso espositivo suddiviso in sette sezioni, spiccano quella dedicata alle pose ‘olimpiche’ delle manifestazioni ginniche del “Sabato fascista”, gli scorci della “Città invisibile” e i “Minimi sguardi” dedicati alla ripresa civile ed economica degli anni ‘50 e ‘60.

La mostra è accompagnata da installazioni video e da un documentario sulla figura umana e professionale di Croce realizzato dal regista Roberto Dassoni, con interviste a Daniele Panciroli, Angela Madesani, Paolo Barbaro, Maurizio Cavalloni, William Xerra, Paolo Dalla Noce, Rossella Villani, e altri, mentre il catalogo, pubblicato dall’Archivio Fotografico Croce di Maurizio Cavalloni, presenta testi di Donatella Ferrari e Daniele Panciroli.

L’esposizione, curata da Donatella Ferrari, Roberto Dassoni, Maurizio Cavalloni, promossa dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, col patrocinio del Comune di Piacenza, in collaborazione con il Museo per la Fotografia e la Comunicazione visiva di Piacenza, sarà accompagnato da una serie di eventi 'musicali, cinematografici e culturali' collaterali che trovate elencanti di seguito.

eventi collaterali

Sabato 9 aprile
ore 18, Ex Enel
Inaugurazione

Venerdì 15 aprile
ore 21, Ex Enel
Presentazione del documentario di Roberto Dassoni e Laura Bonfanti “Bianco+Nero” sulla vita e le opere di Gianni Croce

Venerdì 22 aprile
ore 16.30, Galleria Ricci Oddi
Dibattito su “Architettura e Fotografia nel ‘900”, a cura dell’Ordine degli Architetti di Piacenza.
Intervengono Massimo Ferrari (Pres. Galleria Ricci Oddi) e Fulvio Irace (Prof. Ordinario di Storia dell’Architettura, Politecnico di Milano)

Venerdì 29 aprile
ore 18, Ex Enel
Presentazione del libro “Gianni Croce – Architetture” a cura di Benito Dodi

Sabato 30 aprile
dalle ore 17, Piazza Duomo – Via XX Settembre – Piazza Cavalli – Corso V.Emanuele.
Ore 18,30 concerto, Ex Enel
Marching Band “Tiger Dixie Band” (Trento)

Sabato 7 maggio
dalle ore 17, Via Santa Franca
Sfilata di auto d’epoca a cura di Club Piacentino Automotoveicoli d'Epoca
Quartetto le Clais d’Argent in concerto, a cura del Conservatorio Nicolini – musiche di Gershwin, Piazzolla, Korsakov, Mozart

Venerdì 13 maggio
ore 21, Ex Enel
Concerto hot jazz, repertorio classico, del gruppo “Chicago Stompers” (Milano)

Giovedì 19 maggio
ore 21, Teatro Filodrammatici
Proiezione del film “Gli uomini che mascalzoni” (prima assoluta della versione digitale ad alta definizionea) a cura della Cineteca di Milano

Venerdì 27 aprile
ore 21, Ex Enel
Finissage con sfilata di moda anni ’30 e performance di danza “Charleston” a cura di Teatro Manicomics, Santantonino 34 Vintage e La Stanza di Danza

Durante gli eventi, degustazioni dei vini della cantina Santa Giustina di Arcello (Pianello Val Tidone)

Da sabato 16 aprile:
la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi ospita i dipinti e una serie di fotografie d’architettura di Gianni Croce;
Le gallerie di Piacenza Biffi Arte e Il Lepre ospitano ulteriori serie fotografiche degli anni ’50.

La vita moderna.
Gianni Croce, Fotografie 1920-1960

Fino al 30 maggio 2016
Spazio Ex Enel
Piacenza

Foto | La vita moderna. Gianni Croce, Fotografie 1920-1960
Via | CLP Relazioni Pubbliche

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