Robert Doisneau. Le merveilleux quotidien

Robert Doisneau porta in mostra a Monza, baci rubati, sguardi perplessi e il meraviglioso quotidiano urbano fotografato per 44 anni

Dopo aver giocato con il bianco e nero di Pepi Merisio, essersi spinta "Oltre lo sguardo" con i reportage di Steve McCurry e seguito le vie del sacro con Kazuyoshi Nomachi, citando solo quelli che mi ricordo, Monza si prepara ad estendere il suo sguardo sul mondo con nuovi viaggi di grandi fotografi.

In attesa dell'autunno con Vivian MaierIn her own hand” (dal 7 ottobre all’8 gennaio 2017), giovani perplessi, baci rubati e il meraviglioso quotidiano fotografato da Robert Doisneau, sono pronti a raggiungere e conquistare il cuore di Monza con la mostra allestita nelle sale del suo antico palazzo comunale che domina la storica piazza del mercato.

Robert Doisneau. Le merveilleux quotidien, esposto all’Arengario di Monza dal prossimo sabato 19 marzo, promette un viaggio in ottanta fotografie dei primi quarantaquattro anni di scatti ed esplorazioni delle sfumature umane e urbane del maestro francese.

« Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere »

Robert Doisneau

Con un celebre bacio rubato al quotidiano che sfugge sotto gli occhi di tutti, insieme all’abile messa in scena in sintonia con il desiderio di tenerezza dello sguardo, l'universo di Robert torna ad avventurarsi lungo la strada, e al crocevia di vicoli, passioni e le piccole gioie strappate ai marciapiedi della sua città.

Un viaggio in bianco e nero con tutte le sfumature urbane dell'esistenza, da quel primo scatto del diciassettenne nato nella regione dell'Île-de-France, a quelli puntati sulle banlieue parigine negli anni '70, con testi e immagini video pronti a svelare tutto quello che c'è dietro immagini e pensieri, mentre una Rolleiflex Standard Alt che arriva dalle Raccolte Museali Fratelli Alinari di Firenze, ricorda quella usata da Doisneau.

La mostra a cura dell’Atelier Robert Doisneau, è realizzata da Fratelli Alinari. Fondazione per la Storia della Fotografia e ViDi, in collaborazione con il Comune di Monza, e la consulenza scientifica del fotografo e docente Piero Pozzi, per tutta la durata della mostra, animerà anche una serie di incontri ed eventi gratuiti di approfondimento dell’opera di Doisneau e del suo contributo alla storia della fotografia.

Robert Doisneau. 1912 - 1994

a voler essere molto telegrafici:

1912
Nasce a Gentilly (Val de Marne) il 14 aprile.

1925/1929
Studia presso la Ecole Estienne e si diploma in litografia.

1930
Lavora in uno studio di pubblicità specializzato in prodotti farmaceutici, l'Atelier Ullmann.

1931
Assistente di André Vigneau.

1932
Vende il primo reportage al quotidiano L'Excelsior.

1934/1939
Fotografo industriale presso le officine della Renault di Billancourt.

1939
Viene licenziato per assenteismo.
Conosce Charles Rado, fondatore dell'Agenzia Rapho.
Inizia a lavorare come fotografo e illustratore free-lance.

1942
Conosce Maximilien Vox per il quale realizza numerose commissioni.

1945
Inizia a lavorare con Pierre Betz, editore della rivista Le Point.
Conosce a Aix en Provence Blaise Cendrars.

1946
Ritorna all'Agenzia Rapho diretta ad quel momento da Raymond Grosset.
Reportages per il settimanale Action.

1947
Conosce Jacques Prévert e Robert Giraud.
Prix Kodak.

1949/1951
Lavora per Vogue.

1956
Prix Niépce.

1960
Viaggio negli Stati Uniti: reportages a New York, Hollywood e Palm springs.

1966
Viaggio in Canada, reportage a Montréal, qualche giorno anche a New York.

1967
Reportage in Russia "50 ans de réalisations soviétiques".

1971
Tour de France dei musei regionali con Jacques Dubois.

1973
Film di François Porcile "Le Paris de Robert Doisneau".

1975
Viene invitato ai Rencontres d'Arles.

1981
Film di François Porcile "Poète et piéton".
Viaggio a New York

1983
Grand Prix national de la photographie.

1984
Partecipa alla Mission photographique de la Datar.

1986
Premio Balzac.

1990
Vidéo Contacts (CNP/La Sept/Riff Production).

1992
"Bonjour, Monsieur Doisneau", film realizzato per Sabine Azéma (Riff Production).

1993
"Doisneau des Villes et Doisneau des Champs", film realizzato per Patrick Cazals (FR3 Limousin-Poitou-Charente).

1994
Muore a Parigi.

a non volerlo essere:

Dopo una giovinezza grigia trascorsa dietro le tende di trina di una famiglia piccolo borghese, apprende a 15 anni il mestiere di stampatore di litografie presso la scuola Estienne ed entra nella vita professionale come disegnatore di etichette farmaceutiche. E’ durante la permanenza presso André Vigneau, di cui diviene giovane operatore nel 1931, che Doisneau scopre il mondo della creazione artistica che lo affascinerà per sempre. Quattro anni presso l’agenzia di pubblicità degli stabilimenti Renault, conclusi con un licenziamento per ritardi reiterati, lo portano alla bramata posizione di fotografo indipendente. La guerra esplode proprio allora frenando brutalmente i suoi progetti. Nell’euforia degli anni del dopoguerra, benché per ragioni materiali resti quotidianamente sottomesso ai lavori su commissione, accumula le immagini che determineranno il suo successo, aggirandosi ostinatamente “là dove non c’è niente da vedere”, privilegiando i momenti furtivi, le piccolissime gioie illuminate dai raggi del sole sui marciapiedi delle città.

Robert Doisneau. Le merveilleux quotidien
19 marzo - 3 luglio 2016
Arengario di Monza
Piazza Roma
Monza

Foto | Robert Doisneau. Le merveilleux quotidien © Atelier Robert Doisneau, Courtesy Fratelli Alinari. Fondazione per la Storia della Fotografia

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