Sui generis di Renaud Monfourny: dal libro al MEP di Parigi

I ritratti in rock e 'sui generis' di Patti Smith, Nick Cave, Iggy Pop, come di Robert Franck, William Eggleston o Helmut Newton

Gli scaffali delle librerie attente al ritmo della fotografia più atipico e singolare, da qualche giorno ospitano Sui Generis 131 portraits di Renaud Monfourny, pubblicato da Inculte/Dernière Marge con una selezione decisamente rock della migliaia di scatti realizzati dal fotografo francese ai protagonisti della scena musicale, quanto di quella letteraria, pittorica, cinematografia, senza dimenticare colleghi con l'obiettivo sensibile alle sfumature più rock dell'esistenza, come Robert Franck, William Eggleston, Alberto García-Alix, Anders Petersen, Raymond Depardon e Helmut Newton.

Sui Generis 131 portraits: da Lou Reed a Sarraute

Lou Reed, Neil Young, Patti Smith, Iggy Pop, Nick Cave, Pj Harvey, Leonard Cohen, Bjork, Lee Hazlewood, Nico, Robert Wyatt, Gun Club, White Stripes, Nirvana, Rem, Morrissey, Pulp, Oasis, Blur, Eno, David Byrne, Richard Hell, Grantmac Lennan/Robert Forster, Elliott Smith, Mark E Smith, Scott Mattew, Antony, Palace, Kills, Catpower, Jef Barbara, Hunx, William Burroughs, Allan Ginsberg, Paul Bowles, Hubert Selby, Nick Toshes, Tom Wolfe, Brett Easton Ellis, Don de Lillo, Russel Banks, Barcelo, Soulages, Gilbert & George, Ernest Pignon, Davis Hockney, Louise Bourgeois, Richter, Asia Argento, David Lynch, Clint Eastwood, Woody allen, Tarantino, Dennis Hooper, Almodovar, Bela Tarr, Gus van Zandt, Wenders, Godard, Pialat, Claire Denis, Bertrand Bonello, Duras, Modiano, Rushdie, Houellebecq, Calaferte, Jg Ballard, Sarraute.

131 ritratti oltre gli standard e le consuetudini, dei Nirvana di Kurt Cobain nella Seattle del grunge, della sacerdotessa del rock che si abbottona la camicia anche sulla copertina del libro, dal guru dell’indie rock Devendra Banhart o il tenebroso Nick Cave, al vulcanico e scatenato Iggy Pop, capace di cambiare pelle con la stessa verve che lo ha reso un pioniere del punk.



Una piccola ma eloquente selezione dell'universo culturale che Renaud Monfourny vive e fotografa da anni con passione e ritmo, passata dalle pagine della celebre rivista Les Inrockuptbiles che ha fondato e dell’ultima 'Carte blanche (et noire)' che firma in esclusiva e libertà, alle pagine del libro e le pareti della mostra.

"Avevamo due imperativi: adattarci alla superficie espositiva e selezionare solo musicisti legati alla scena rock. Inizialmente, per motivi di budget, il libro doveva contenere ottanta foto e il titolo di lavorazione era Ottantuno ritratti (l’ottantunesimo era il mio). Avevo fatto una scelta partendo dalle fotografie, ma anche dagli artisti che ammiravo. Poi abbiamo potuto ampliare la selezione e, anche se sono rimaste fuori parecchie persone, più o meno conosciute, possiamo ritenerci soddisfatti. Mi sembra già tanto che un editore mi abbia detto: ‘Dato che c’è anche un ritratto di Hubert Selby, puoi fare quello che vuoi!’. Spero che questo libro interamente dedicato al ritratto in futuro mi dia la possibilità di mostrare anche il resto del mio lavoro"

Renaud Monfourny

L'allestimento in cornici dorate, di diverse dimensioni e formati come le stampe, fa eco alla selezione del libro, sulle pareti della Maison Européene de la Photographie di Parigi, con la mostra 'Sui Generis' aperta al pubblico fino al 27 marzo 2016, accompagnata da un catalogo digitale con audio-guida integrata che consente di ascoltare il fotografo commentane ognuna delle foto.

Foto | Sui generis © Renaud Monfourny. Courtesy of Maison Européenne de la Photographie Paris

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