Faber di Mimmo Dabbrescia


“Umbre de muri muri de mainé
dunde ne vegnì duve l'è ch'ané
da 'n scitu duve a l'ûn-a a se mustra nûa
e a neutte a n'à puntou u cutellu ä gua”

Eterna viaggiatrice, nella mentre se non nel corpo, tornando al mare, dove la Luna si mostra nuda, dove la notte ha puntato il coltello alla gola, torno alla Crêuza de mä di Fabrizio De André, che mi ha sedotto con il canto prima ancora di capire il significato delle parole in dialetto ligure, e le sensazioni dei marinai tornati lungo una crêuza de ma.

Sensazioni ed emozioni che dilagano dalla musica, dalle parole, dalla poesia e anche dalle immagini di Faber, e quei ritratti bianco e nero, spontanei e intimi, realizzati da Mimmo Dabbrescia fra il 1969 e il 1974, e protagonisti della mostra itinerante che approda alla galleria Ca’ di Fra’ di Milano, dal 13 settembre al 19 ottobre 2012, con 'Faber' e le foto che la curatrice Manuela Composti ha definito


"scatti sapienti e delicati, in punta di piedi. Due sensibilità in reciproco ascolto".


Foto | Wall Steeet Intenational Magazine

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