Helmut Newton: la retrospettiva al Foam di Amsterdam

Aspettando la grande retrospettiva di Helmut Newton al Foam di Amsterdam

"Il desiderio di scoprire, la voglia di emozionare, il gusto di catturare, tre concetti che riassumono l’arte della fotografia"

Helmut Newton

Tre concetti che riassumono bene la fotografia di Helmut Newton, così elettrizzante e spregiudicata da 'scoprire' ben più di corpi, stupori e censure. Tanto seducente, provocatoria e innovativa da rivoluzionare la fotografia di moda ed elettrizzare il mondo dell'arte, restando lo specchio ideale di vizi e virtù dell’Occidente postmoderno.

Una fotografia talmente dirompente da riscrivere i vecchi codici estetici, liberare la donna del nuovo millennio da vestiti e falsi moralismi, emancipare il suo potere seduttivo da convenzioni e ipocrisie, tanto da dominare la visione maschile.

Donne senza padroni e tabù, in smoking nero e corpi voluttuosi, capaci di scoprire eleganti fragilità e vestire conturbanti zone d’ombra, dal fascino inafferrabile della Charlotte Rampling che domina l'opulenza dei salotti aristocratici, a quello disarmante di una Catherine Deneuve "Belle de Jour", da quello sfrontato e quotatissimo della felina Verusca a quelli della sua musa e amata June aka Alice Springs, inseparabile compagna di lavoro e di vita, capace di accendere la notte e lo sguardo con un fiammifero, la sigaretta tra le labbra e il vestito scostato sul seno.

Una delle protagoniste del celebre e controverso «Autoritratto con la moglie e le modelle» del 1981, scattato nello studio di Vogue nella parigina Place du Palais-Bourbon, a se stesso riflesso nello specchio in impermeabile sgualcito e scarpe da ginnastica, la modella nuda e June che li guarda. Uno scatto ancora censurato, ultimamente anche da facebook in occasione della campagna promozionale di «Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes» alla Casa dei Tre Oci a Venezia.

"Tutto quello che si vede fa parte della mia vita: la mia macchina fotografica, la mia modella di nudo preferita, mia moglie June che osserva divertita. Questa è una foto autobiografica. E’ un buon esercizio. Ogni foto lo è".

Helmut Newton

Solo uno dei «Big nudes» che hanno elevato l'erotismo provocatoria delle sue fotografie a forma d'arte, presente anche quando fotografa paesaggi insoliti, onde fragorose, lunghe strade che corrono all’infinito, vedute aeree o palazzi misteriosi.

Uno degli scatti ancora proibiti dell'obiettivo acuto e sensibile all'estetica del desiderio, della vera e propria icona incontrastata del genere, che lo consideriate un abile voyeur o un grande maestro del nudo femminile, con eccezioni intriganti come Helmut Berger allo specchio.

"Una buona immagine di moda, non deve assomigliare ad un ritratto, ad un cliché di paparazzi, ad un souvenir, deve avere un tocco di volgarità, che la renda più eccitante del cosiddetto buongusto che altro non è che la normalizzazione dello sguardo. La moda, per me, non è un’illustrazione, ma un’idea da mettere in scena"

Helmut Newton

L'universo conturbante delle sue composizioni eleganti, delle impeccabili messe a fuoco che lasciano affiorare riferimenti culturali e suggestioni letterarie, del Newton cresciuto tra avanguardie artistiche e reminiscenze ottocentesche, persecuzioni razziali e i cambiamenti della società del ‘900, dalla rivoluzione sessuale all'avvento dei media freddi di Marshall McLuhan. 

Il 'pianeta' Newton che non ha mai smesso di affascinare, turbare e ispirare, pronto a scaldare l'estate del Foam (acronimo di "Fotografiemuseum Ammsterdam") di Amsterdam con la grande "A Retrospective".

Più di 200 stampe d'epoca della Helmut Newton Foundation di Berlino, che spaziano dalle poco note alle monumentali, esposte nelle ampie e luminose sale del museo che affacciano sul Keizersgracht ("Canale dell'Imperatore") olandese, per andare alla scoperta di uno dei fotografi più influenti del ventesimo secolo.

Una buona occasione per all'Helmut Newton a su agio davanti e dietro l'obiettivo della macchina fotografica, per anni una Reflex a pellicola formato 6×6, incurante dell'avvento del digitale, come dimostra il ritratto intimo e affascinante girato nel 1995 da June con "Helmut by June", pronto ad arricchire la mostra.

Helmut Newton: 1920 -2004


    Helmut nasce a Berlino il 31 ottobre del 1920 da Klara "Claire" Marquis and Max Neustädter, proprietari ebrei di una fabbrica di bottoni, vive nel quartiere di Schöneberg e cresce nella buona borghesia berlinese degli anni venti-trenta.

    A soli otto anni il fratello maggiore lo porta in un quartiere a luci rosse pieno di prostitute, dove vive e lavora la famosa Red Erna con gli stivali alti fino al ginocchio e la frusta. Sarà la sua prima esperienza visiva che aprirà la strada alla passione per le immagini e la fotografia.

    A dodici anni, con i soldi che lui stesso ha risparmiato, compra la prima macchina fotografica.

    Dal '30 al '34 frequenta il Realgymnasium “Heinrich von Treitschke” di Schöneberg.

    Da '34 al '35 frequenta la scuola americana di Schöneberg, dalla quale viene espulso quando la sua passione per la fotografia finisce per incidere negativamente con gli studi.

    Dal '34 al '38 risiede nel quartiere berlinese di Halensee.

    Dopo il cambio di residenza si iscrive alla scuola superiore di Grunewald.

    Nel 1936, a sedici anni, comincia il suo apprendistato vero e proprio presso l'atelier della fotografa specializzata in ritratti, moda, nudi artistici, Yva (Else Simon, nata Neuländer).

    Mentre le leggi razziali serpeggiano nella Germania del 1938, Helmut frequenta una ragazza ariana che mette a rischio la sua incolumità e i suoi genitori lo aiutano a lasciare la Geermania.

    Parte dalla stazione ferroviaria Zoo di Berlino alla volta di Trieste portando con sé due macchine fotografiche, a Trieste si imbarca sul piroscafo "Il Conte Rosso" diretto in Cina, ma si ferma a Singapore, dove lavora per il quotidiano "Straits Times".

    Internato dalle autorità britanniche di Singapore, viene espulso in Australia con la RMS Queen Mary.

    Arrivato a Sydney il 27 novembre 1940, viene portato nel campo d'internamento di Tatura (Victoria) dove rimane fino al 1942 raccogliendo frutta. 

    Nell'aprile del 1942 entra nell'esercito australiano dove guida camion

    Nel 1945 cambia il suo cognome da Neustädter a Newton, quasi esatta traduzione in inglese del suo cognome tedesco.

    Nel 1946 diventa cittadino australiano

    1947 incontra l’attrice June Brunell che posa per lui come modella, e inseguito lo affianca come compagna di vita, moglie, musa e fotografa.

    Nel 1948 la sposa e restano insieme fino alla sua morte.

    Apre a Melbourne un piccolo negozio di fotografia e lavora come freelance producendo scatti di moda e lavorando con riviste come Playboy.

    Nel 1952 grazie al servizio di moda pubblicato da Vogue Australia ottiene un contratto di 12 mesi con "British Vogue" che rescinde dopo 11 mesi ma lo porta per un anno a Londra, poi a Parigi e quindi a Melbourne dove chiude un contratto con "Vogue Australia".

    Nel 1961 torna a Parigi e si trasferisce in un appartamento in Rue Aubriot, nel Marais, dove viene assunto a tempo pieno da "Vogue Paris", anche se occasionalmente lavora come fotografo editoriale per "British Vogue" e "Queen".

    Dal '64 al 66 e anche fotografo editoriale per la rivista francese "Elle".

    Nel 1964 acquista una piccola casa con un vigneto a Ramatuelle, vicino a St. Tropez, dove Helmut e June trascorreranno le vacanze.

    Nel 1966 rinnova il contratto con "Vogue Paris" diretta da Francine Crescent.

    Un attacco di cuore nel 1970 (forse nel 1971) rallenta la sua produzione ma aumenta la sua fama.

    Mentre è malato June Newton inizia la sua carriera di fotografa, conosciuta con lo pseudonimo di Alice Springs, dal nome dell' omonima città australiana, realizzando un servizio pubblicitario per una marca di sigarette.

    Nel 1975 arrivano le orime mostre di Newton all’apice del successo commerciale, con la prima personale alla Galerie Nikon di Parigi.

    Nel 1976 pubblica il suo primo volume di fotografie "White women".

    Dal 1981 Helmut e June si trasferiscono a Monaco, trascorreranno i mesi estivi a Montecarlo e l'inverno a Los Angeles, presso l'Hollywoods's Chateau Marmont hotel.

    Torna di tanto in tanto anche nella sua Berlino, dove ritrae Rainer Werner Fassbinder, Wim Wenders e trova lo spunto per i suoi celebri Big Nudes a grandezza naturale di donne bionde nude che nel 1980 segna la vetta del suo stile eroticamentre urban, sostenuto con un'eccellente tecnica fotografica.

    Nel 1986 Helmut Newton firma an che il Calendario Pirelli, rimasto inedito fino alla pubblicazione nel 2014, in occasione dei primi 50 anni del celebre calendario.

    Fotografa tantissimi personaggi dello spettacolo, della cultura, della politica e del cinema come ad esempio Ava Gardner, Charlotte Rampling, Catherine Deneuve, Romy Schneider, Raquel Welch, Sigourney Weaver, Margaret Thatcher, Helmut Kohl, Jean-Marie Le Pen.

    Lavora per stilisti del calibro di Chanel, Gianni Versace, Yves Saint Laurent, Domenico Dolce e Stefano Gabbana.

    Le sue opere entrano a far parte delle più grandi collezione di fotografia del mondo.

    Nel 1990 gli viene assegnato il "Grand prix national de la photographie".

    Nel 1992 a Monaco viene nominato "Officier des Arts, Lettres et Sciences" e gli viene consegnata la Das Grosse Verdienstkreuz [Gran croce al merito] della Repubblica Federale di Germania.

    Nel 1996 il Ministero della Cultura francese gli assegna il titolo di "Commandeur de l'Ordre des Arts et Lettres".

    Nel 2000, il suo ottantesimo compleanno viene festeggiato con un’imponente retrospettiva organizzata dal Neue Nationalgalerie di Berlino con tappe in numerose capitali del mondo come Londra, New York, Tokyo, Mosca e Praga.

    Ad ottobre del 2002 torna nella sua Berlino per donare ai musei berlinesi la sua ricca collezione fotografica e il suo archivio per un nuovo museo fotografico.

    Nel 2003 viene sancito l'Accordo ufficiale con la Stiftung Preußischer Kulturbesitz (Fondazione del patrimonio culturale prussiano) per l'istituzione a Berlino della Helmut Newton Foundation.

    Il 23 giugno del 2004, a 83 anni la sua vita di eccessi e provocazioni si schianta con la sua SUV Cadillac SRX contro un muro, uscendo dallo Chateau Marmont Hotel di Hollywood. l'hotel sul Sunset Boulevard che era stato per anni la sua residenza, lungo la stessa strada che anni prima aveva scelto come location per alcune sue fotografie.

    Le sue spoglie sono nel cimitero ebraico di Friedenau a Berlino, nella tomba a qualche metro da quella della Marlene Dietrich che ha fotografato tanto anni prima.

    Poco dopo la sua scomparsa vine inaugurata a Berlino la Helmut Newton Foundation, voluta e gestita dalla moglie Alice Springs per insimee a mostre itineranti, ospitare la collezione permanente delle sue opere, insieme a libri, macchine fotografiche, quaderni degli appunti, abiti e quello che resta di terreno di Helmut.


    Helmut Newton
    A Retrospective

    17 giugno - 4 settembre 2016
    Foam - Fotografiemuseum Ammsterdam
    Keizersgracht, 609
    Amsterdam

    Foto | Helmut Newton – A Retrospective, Courtesy Foam (Press Office)

    • shares
    • Mail