Le fantasticherie alla Rousseau di Dorothée Smith

Loon: Le fantasticherie di Dorothée Smith
"Loon" è un progetto atipico che mette insieme ritratti e paesaggi. I corpi lattiginosi di alcuni giovanissimi prendono nuovo spessore nella studiata suite di scatti tenui che sembrano giocare a nascondino tra l'omonima cittadina-fantasma, abbandonata sulle coste del Mare del Nord e i suoi improvvisati abitanti.

Creato dalla fantasia di Dorothée Smith (francese classe 1985 "celebrata" al Festival della Fotografia di Arles), per essere proiettato in teatro, con la colonna sonora di Alva Noto & Ryuichi Sakamoto, dall'album Vrioon (Raster noton, 2002), e l'accompagnamento di una poesia scritta ed interpretata da poem E.E. Cummings, "That melancholy", risente in maniera profonda dell'influenza di un famoso scritto del filosofo Rousseau. "Le fantasticherie di un passeggiatore solitario" assumono una nuova ampiezza concettuale e si tingono di carne spiritualizzata, riassunta e potenziata negli anfratti di un mondo abbandonato dall'umanità e pronto a ritornare lentamente nelle mai della natura locale:


Alcuni ritratti, androgini e senza volto, scivolano verso paesaggi enigmatici portandoci ad interrogarci su un'identificazione la cui determinazione resta impossibile. L'aspirazione della serie risiede nello svelare il complesso rapporto tra l'individuo e il mondo in cui si dissolve, sotto forma di respiro e flussi.

Loon: Le fantasticherie di Dorothée Smith
Loon: Le fantasticherie di Dorothée Smith
Loon: Le fantasticherie di Dorothée Smith
Loon: Le fantasticherie di Dorothée Smith
Loon: Le fantasticherie di Dorothée Smith
Loon: Le fantasticherie di Dorothée Smith
Loon: Le fantasticherie di Dorothée Smith
Loon: Le fantasticherie di Dorothée Smith

Via | dorotheesmith.net

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