Fotoleggendo 2016: Contaminazioni on the road

Uno sguardo alle contaminazioni di Fotoleggendo 2016, on the road a Roma con mostre, incontri, premiazioni, letture portfolio, eventi speciali e Photobook Dummy Award

Sin dal 1967 gli estimatori del talento visivo di David Alan Harvey conoscono "Tell It Like It Is", il progetto, il libro auto-prodotto, quello che ha fatto per la famiglia afro-americana dei Liggins e per il fotografo, collaboratore del National Geographic dal 1973 e membro dell'Agenzia Magnum dal 1997, tra le tante cose.

Tutti gli altri potranno farlo presto, perché sarà proprio Tell It Like It Is di David Alan Harvey ad inaugurare la XII edizione di FotoLeggendo il prossimo 10 giugno, con la mostra ospitata nella sede delle Officine Fotografiche Roma, con Emilio D’Itri, creatore del festival e direttore artistico di questa edizione sedotta dalle Contaminazioni.

Sempre più trasversale, inclusivo, autoprodotto e aperto alle contaminazioni, Fotoleggendo 2016 sarà decisamente "on the road", dalle Officine Fotografiche che accolgono anche le mostre di Francesca Belgiojoso, Paolo Ciregia, Gaia Squarci e Alessandra Pedonesi, al suo cortile ri-animato dagli scatti di un pioniere della fotografia naturalistica come George Shiras.

Il 10, 11 e 12 giugno, il calendario di incontri, vernissage, presentazioni di libri, proiezioni, premiazioni non lesinerà eventi speciali, dal concerto d’improvvisazione su immagini Temps Zero, alla serata ad alto tasso di cibo e arte di Slideluck, pronta a proclamare il suo vincitore come quello del Il Reportage Photojournalism Award 2016.

Tra blitz artistici che regalano l’arte con Foto da Rubare alla strada, la mappatura dell’Italia dedicata al Festival di Ammappaitalia e il live-painting dallo staff di Urban Lives, torna a Roma la tappa italiana del prestigioso International Photobook Dummy Award di Kassel, che premia i migliori prototipi di libri fotografici pronti per la stampa (Dummy) selezionati da una giuria internazionale di esperti del settore, e li porta nei maggiori spazi dedicati alla fotografia di tutto il mondo. 

Fotoleggendo 2016: programma


Venerdì 10 giugno

Officine Fotografiche Roma, Controchiave, Circolo degli Illuminati, Rashomon Club, Loft, DAMS – Università degli Studi di Roma Tre, Istituto Statale Roberto Rossellini, sovrappasso Vallauri-Argonauti, ponte pedonale Garbatella, mostre open air via Giuseppe Libetta e via degli Argonauti
ore 18
Apertura festival
Più di 25 mostre fotografiche
dal 10 giugno al 2 luglio

ore 19.30
Cortile Officine
Drink di benvenuto

Ore 20.30
Cortile DAMS
Presentazione ufficiale della manifestazione
Con gli interventi degli organizzatori e delle istituzioni

Ore 21
"Ciao Zamba"
In ricordo di Antonio Zambardino

a seguire
eventophoto + video projections + improvised concertTEMPS ZERO ROMAcurator: Stéphane Charpentier, guest curator: Laura Seranicoordination + editorial: Mina Lenvka, coordination show in Rome: Lorenzo CastoreFotografie e video:Michael Ackerman, Gael Bonnefon, Lorenzo Castore, Stéphane Charpentier, Clara Chinchin, Damien Daufresne, Enrico Di Nardo, Gabrielle Duplantier, Ilias Georgiadis, Adam Grossman Cohen, Lorena Morin, Alisa Resnik, Gilles Roudière, Lara TabetConcerto di improvvisazione:Emanuele de Raymondi (electronics), Gaia Mattiuzzi (vocals), Daniele Camarda (bass)Proiezioni ospiti: collettivo LUCE, The Greek Lab, Jem Cohen

Sabato 11 giugno

Ore 9-13
Cortile Officine
Letture portfolio Premio FotoLeggendo

Cortile Libetta Village
Letture portfolio agenzie (solo prenotati)

Ore 10
Apertura mostre
Officine Fotografiche Roma, Controchiave, Circolo degli Illuminati, Rashomon Club, Loft, DAMS – Università degli Studi di Roma Tre, Istituto Statale Roberto Rossellini, sovrappasso Vallauri-Argonauti, ponte pedonale Garbatella, mostre open air via Giuseppe Libetta e via degli Argonauti

Ore 10-18
via degli Argonauti
evento
performance di street art
a cura di Ivana De Innocentis/Urban Lives
Street artist invitati: NemO's, Pepecoibermuda, ADR, RikyBoy, Psiko Patik ed Espi

Ore 11
Via Giuseppe Libetta – in esterna
Incontri con gli autori
Flaminia Celata presenta Olivier

Ore 11.30
Via Giuseppe Libetta – in esterna
Incontri con gli autori
Guia Besana presenta Poison

Ore 14-18
Cortile Officine
Letture portfolio Premio FotoLeggendo

Cortile Libetta Village
Letture portfolio agenzie (solo prenotati)

ore 15
Cortile Libetta Village
spazio editoria
Presentazione editoriale
ALL'OMBRA DI UN PINO di Stefano Vigni (Ed. Seipersei)Interviene Stefano Vigni

ore 16
Cortile Libetta Village
spazio editoria
Presentazione editoriale
MAPS MAGAZINE - Un nuovo progetto editoriale per raccontare l'area del MediterraneoInterverranno:Teodora Malavenda e Arianna Angeloni, fondatrici, e Sara Bellia, Graphic Designer. Ilaria Crosta & Niccolò Hébel, Ilaria Di Biagio, Claudia Gori, Pierangelo Laterza e Claudia Mariani, autori dei lavori presenti in Maps Magazine issue #1 / Urbanism.

ore 17
Cortile Libetta Village
spazio editoria
Presentazione editoriale NOTES FOR A SILENT MAN di Emanuele Camerini (Ed. Witty Kiwi)Interverranno:Emanuele Camerini e Tommaso Parrillo

Loft
Incontri con gli autori
Miki Nitadori presenta Odyssey

Ore 17.30
Rashomon Club
Incontri con gli autori
Federico Carpani presenta MAA

Ore 18
DAMS/Sala interna
conferenza
Laura Serani e Alisa Resnik

Ore 19
Cortile Officine
Premiazione
Premio Boutographies 2016

a seguire
potluck dinner/cena condivisa
Slideluck Roma III– RANDOM ACTS
Il pubblico è invitato a portare un piatto fatto in casa da condividere con gli altri!

Ore 21
Cortile DAMS
Slideshow projection
Slideluck Roma III – RANDOM ACTS
selezione a cura di Louise Clements (UK, direttore artistico di QUAD & FORMAT, curatrice e scrittrice); Anna-Kaisa Rastenberger (FI, capo curatore al The Finnish Museum of Photography in Helsinki, direttore artistico e cofondatore del The Festival of Political Photography) e Niccolò Fano (IT, direttore di Matèria Gallery).

Ore 22.30
Proiezione dei migliori lavori dell’Alta Formazione di Officine

A seguire
Proiezione di fotografie e video
Un’ora in compagnia della fotografia francese contemporanea
a cura di Laura Serani
realizzazione Niccolò Hébel
Fotografie e video di: Laurent Millet, Klavdij Sluban, Philippe Guionie, Sophie Knittel, Jacques Borgetto, Jérémy Saint Peyre, Ilaria Crosta & Niccolò Hébel, Julien Benard, Sophie Zénon, Jean-Luc Thaly, Pierre Faure, Carnets de route, Sarah Moon.

Domenica 12 giugno

Ore 9-13
Cortile Officine
Letture portfolio Premio FotoLeggendo

Cortile Libetta Village
Letture portfolio agenzie (solo prenotati)

Ore 10
Apertura mostre
Officine Fotografiche Roma, Controchiave, Circolo degli Illuminati, Rashomon Club, Loft, DAMS – Università degli Studi di Roma Tre, Istituto Statale Roberto Rossellini, sovrappasso Vallauri-Argonauti, ponte pedonale Garbatella, mostre open air via Giuseppe Libetta e via degli Argonauti

Ore 11
Cortile DAMS
Incontro con gli autori
Riccardo Scibetta presenta Animals

Ore 11.30
Cortile DAMS
Incontro con gli autori
Lorenzo Vecchio presenta Crash

Ore 12
Cortile DAMS
Incontro con gli autori
Alex Bocchetto presenta Aralık

ore 15
Cortile Libetta Village spazio editoria
Presentazione editoriale

TRAVEL WITHOUT MOVING di Federico Ciamei (Ed. Skinnerbox)Interverranno:Federico Ciamei e Milo Montanariore 16.00
Cortile Libetta Village spazio editoria
Presentazione editorialeGOING SLOWLY di Stefano Giogli (Ed. Postcart)Interverranno:Stefano Giogli e Claudio Corrivetti

Ore 16.30
Officine Fotografiche Roma
Incontri con gli autori
Paolo Ciregia presenta PERESTROJKA

Ore 17
Officine Fotografiche Roma
Incontri con gli autori
Francesca Belgiojoso presenta (20)

Cortile Libetta Village
Visita guidata per bambini 8-13 anni
a cura di Camera21
partecipazione libera

Ore 17-19
via degli Argonauti
evento
installazione di Rub Kandy

Ore 17.30
Officine Fotografiche Roma
Incontri con gli autori
Gaia Squarci presenta Broken Screen

Cortile Officine
presentazione del progetto
FotoLeggendo walk 2016
con Pietro Vertamy e Ilaria di Biagio fotografi di AROUND THE WALK, e Marco Saverio LoPerfido, filosofo e mappatore di AMMAPPALITALIA

Ore 18
Officine Fotografiche Roma
Incontri con gli autori
Alessandra Pedonesi presenta OPEN WALL 2009

DAMS/Sala interna
proiezione dei gruppi di lavoro 2016 di Officine

Ore 19
DAMS/Sala interna
conferenza
David Alan Harvey

Ore 20.30
Cortile DAMS
premiazioni dei concorsi
Il Reportage Photojournalism Award 2016, Premio G. Tabò, Premio FotoLeggendo

Ore 21.30
Cortile Officine
festa di chiusura

Nelle tre giornate inaugurali le mostre osserveranno il seguente orario: venerdì 9 giugno, dalle 18 alle 22, sabato 11 e domenica 12 giugno, dalle 10 alle 22.
In programma anche dei workshop a cura di Officine Fotografiche Roma. Consultate il sito per informazioni e orari.

Le letture portfolio sono previste per sabato 11 giugno (ore 9-13 e 14-18) e domenica 12 giugno (ore 9-13), da prenotare direttamente durante le giornate, dalle ore 8.00 presso la segreteria di FotoLeggendo, nel cortile del GOA, a via Libetta.

Online potete iniziare a sbirciare Dauðalog di Andrea Roversi e Post di Marta Zgierska, finalisti della VIII edizione del Premio G. Tabò, esposti dal dal 10 giugno 2016, insieme alla menzione d'onore assegnata a Sistema di riferimento monodimensionale di Lamberto Teotino.

La “mobile photography” di #1415 Iran e everyday Italy è pronta a trasfigurare il sovrappasso di Via degli Argonauti, mentre l'Odyssey multimediale dei migranti giapponesi realizzata da Miki Nitadori raggiunge lo spazio Loft.

Il Rashomon si dividerà tra la notte immensa di Alisa Resnik e il lavoro sul tempo e la morte a Varanas di MAA realizzato da Francesco Carpani, ma molto altro è destinato al Circolo degli Illuminati e alla collaborazione con l’Istituto di istruzione Superiore Statale Cine tv Roberto Rossellini e con il DAMS (discipline delle arti, della musica e dello spettacolo) - Università degli studi Roma Tre.

Dal 13 giugno al 2 luglio, Fotoleggendo si estende a tutta la capitale, trasformando la stazione ferroviaria di Roma Porta San Paolo e l’adiacente Polo Museale ATAC (con “migranti” 4 mostre sul tema) in occhi per la fotografia e le sue contaminazioni, insieme alla rete di gallerie che comprende l'Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata, Galleria Interzone, 001, WSP Photography, Microprisma, Officinenove, con “I am Dario” di Gianluca Abblasio in viaggio fino agli spazi esterni di Decathlon Prenestina.

Ad anticipare il tutto, sabato 28 maggio, dalle ore 19 a Officine Fotografiche Roma, sarà l'Aperitivo di Raccolta Fondi per FotoLeggendo, con tutto lo staff di FotoLeggendo a servire da bere e il comitato scientifico (Tiziana Faraoni, Annalisa D’Angelo, Emilio D’Itri, Lina Pallotta e Marco Pinna) direttamente alla mescita, a ritmo con le selezioni jazzy-soulfull, con un sano tocco di boombap d’annata misto all’old school, a cura di BEAT SOUP.

Aggiornamento alla segnalazione del 30 maggio 2016

Il tour espositivo è partito con l'inaugurazione di Fuori era estate di Luigi Cecconi alla galleria Matèria, online trovate anche Stimela di Luca Sola, all'Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata dopo le giornate inaugurali, mentre nella gallery che apre questa segnalazione potete dare uno sguardo a quello che è successo durante la prima giornata inaugurale.

I vincitori dei contest


    La giuria dei lettori ha decretato "Post" di Marta Zgierska vincitore del Premio Tabò, in mostra fino al 2 luglio negli spazi espositivi di Controchiave.

    "Olivier" di Flaminia Celata, esposto open air in via Libetta, è stato selezionato dalla commissione del Festival “Les Boutographies” di Montpellier per essere esposto alla prossima edizione del festival francese a primavera del 2017 a Montpellier.

    "Butterflies / Chapter 4" di Scott Typaldosm, con il progetto a lungo termine sulle malattie mentali è il vincitore della prima edizione de Il Reportage Photojournalism Award.

    I vincitori della XII edizione del premio FotoLeggendo, ovvero coloro che esporranno nella prossima edizione del Festival sono rispettivamente:

    1° Elton Gllava con "Bulqizë"
    2° Domenico Fabio Itri con "Scomparsi"
    3° Simone Sapienza con "Charlie surfs on Lotus Flowers"

Segue il calendario di tutte le mostre, tante e in dialogo con la città, chi la vive e attraversa.

FotoLeggendo 2016: Mostre

Fuori era estate di Luigi Cecconi
9-18 giugno 2016
Vernissage: giovedì 9 giugno, ore 19
FotoLeggendo 2016
Matèria
Via Tiburtina, 149
Roma

Tell It Like It Is
10 giungo - 2 luglio
Fotoleggendo 2016
Officine Fotografiche
Via Giuseppe Libetta, 1

George Shiras III. Una luce nel buio
10 giungo - 2 luglio
Fotoleggendo 2016
Officine Fotografiche
Via Giuseppe Libetta, 1

Miki Nitadori. Odyssey
10 giungo - 2 luglio
Fotoleggendo 2016
Loft
Via degli Argonauti, 16

Alisa Resnik. La notte immensa
10 giungo - 2 luglio
Fotoleggendo 2016
Rashomon Club
Via degli Argonauti, 16

Ina Schoenenburg. Exchanging Glances

Prix Échange Boutographies-FotoLeggendo 2016
La famiglia è difficile da spiegare. Ci nasci ed è la prima cosa che conosci. All’interno della famiglia trovi (idealmente) la sicurezza e le possibilità di sviluppo per diventare finalmente te stesso. Non puoi scegliere la tua famiglia, né evitarla. È profondamente presente dentro di noi, a volte più di quanto vorremmo. In compagnia della famiglia hai la sensazione di ricordare da dove vieni, rammenti i giorni spensierati dell’infanzia, ma potresti anche ricordare i conflitti e l’assenza di comprensione.
Tutti questi ricordi e sensazioni sono conservati nella nostra coscienza, alcuni sembrano facili da afferrare, altri sono sepolti nel nostro subconscio, ciò nonostante, in qualche sono sempre presenti quando si ha a che fare l’un l’altro.
Non importa quale atteggiamento si abbia nei confronti della famiglia, una cosa è certa: la Famiglia rimane un compito permanente. La famiglia è il regolo che ognuno applica a se stesso. Tutto ciò che si fa è sempre con o senza il consenso della propria famiglia, siano essi i genitori o i fratelli.
Come vedi te stesso dipende anche da come percepisci i tuoi famigliari. È assolutamente cruciale come li si guarda: con amore, distanza, indulgenza, disprezzo,… questo determina cosa puoi vedere e cosa no.
Per cinque anni ho fotografato i miei genitori, mia figlia e me stessa. Queste fotografie mostrano come ci relazioniamo, come siamo l’uno l’altro. Raccontano la vita quotidiana dei miei genitori e anche il modo in cui noi – mia figlia ed io – ci rapportiamo ad essa, i modo in cui compariamo.
Volevo creare una storia che andasse oltre le sensibilità personali. Una storia che raccontasse il divenire e l’essere adulto, la vicinanza e la distanza all’interno di una famiglia, le aspirazioni, le ansie sepolte, le tensioni non dette, e naturalmente l’amore strano ma unico che i genitori provano per i loro figli, e viceversa.
Bio
Ina Schoenenburg nasce nel 1979 a Berlino. Si è laureata presso l’Ostkreuzschule fur Fotgrafie nel 2012, finendo il corso di Sybille Fendt con la tesi Exchanging Glances (“Blickwechsel”). Il suo lavoro è stato esposto molte volte, in particolare nella mostra collettiva del 2015 DER DRITTE BLICK – photographic positions of a transitional generation – al Willy-Brandt-Haus a Berlino e al festival Les Boutographies di Montpellier nel 2016. È membro dell’Exp 12, Galleria di fotografia contemporanea a Berlino.

10 giungo - 2 luglio
Fotoleggendo 2016
Officine Fotografiche
Via Giuseppe Libetta, 1

Gaia Squarci. Broken Screen

“When you’re losing sight, the world starts to appear fragmented, like through a broken screen. Then you stop understanding where light comes from.”
Dale Layne
I ciechi vivono in un mondo che vede. Navigano un sistema fondato sulle regole della visione. Molti erano dotati di vista in passato, ma dopo averla persa sono stati costretti a reinventarsi, e la loro qualità di vita è ora fortemente condizionata dal livello di consapevolezza della società che hanno attorno.
Ho chiesto loro di guidarmi nelle loro vite, per scoprire la distanza tra il concetto di cecità come metafora e la sua realtà. Eliminata la sua aura di mistero, la cecità di tutti i giorni, quella che non si ascolta tra le parole di una canzone, fa spesso paura ed è tenuta a distanza.
Questo progetto è un modo per porre domande che riguardano tutti. Mi sono immaginata nella posizione delle persone che fotografo, forzata a reinventare la mia relazione con il mondo dopo anni di una vita in cui potevo vedere.
Quando si parla di cecità, sento risuonare ancora più forti i dubbi e le paure su questioni come identità, amore e indipendenza.
Bio
Gaia Squarci è una fotografa e videomaker che vive a New York, contributor dell’agenzia Prospekt.
Cresciuta a Milano, ha studiato Storia dell’Arte all’Università Bologna e fotogiornalismo studiato all’ ICP, International Center of Photography, New York. Il suo lavoro in fotografia e video si concentra su progetti personali che partono da temi documentari.
Gaia ha preso parte all’Eddie Adams workshop nel 2014 e nel 2015 il suo lavoro è stato selezionato per la mostra sui nuovi approcci alla fotografia reGeneration3, al Musée de l’Elysée a Losanna. I suoi clienti includono il New York Times, the New Yorker, Time Magazine, Vogue, the Wall Street Journal, ABC, MSNBC, VICE, The Guardian, Newsweek, Huck, Marie Claire Italia, Sette and L’Oeil de le Photographie, tra gli altri. il Il suo lavoro è stato esposto negli Stati Uniti, Italia, Francia, Svizzera, Messico, Inghilterra, Irlanda e Cina.

10 giungo - 2 luglio
Fotoleggendo 2016
Officine Fotografiche
Via Giuseppe Libetta, 1

OF Analogica

Mostra a cura di Samantha Marenzi
Esposte nel luogo in cui sono nate, le stampe manuali della mostra Analogica abitano la camera oscura di Officine Fotografiche raccogliendo alcuni estratti dei corsi di Stampa in Bianco e Nero e di Tecniche Antiche, dove il lavoro sull’immagine è anche un lavoro sulla sua concreta fabbricazione. Giordana Citti, Matteo Domenico Recine, Francesca Pietrisanti (stampe ai sali d’argento su carta baritata) e Cinzia Baglivi (cianotipie virate al tè su carta cotone), sono gli autori dei quattro progetti che coniugano la scelta e la padronanza di una tecnica di stampa con la personale ricerca tematica e formale, controllando tutte le fasi del processo fotografico.
Quattro punti di equilibrio tra visione e realizzazione.

10 giungo - 2 luglio
Fotoleggendo 2016
Officine Fotografiche
Via Giuseppe Libetta, 1

Paolo Ciregia. Perestrojka

Mostra segnalata da Emilio D’Itri

Viviamo in una società in cui le nostre percezioni visive sono continuamente bombardate, davanti ai nostri occhi scorre ogni giorno una quantità spropositata di immagini di guerra e devastazione, per le quali non nutriamo nessun interesse e che, in definitiva, non vediamo più; una grandissima abbuffata di corpi e volti, che ci hanno trasformato in più o meno inconsapevoli voyeur, assuefatti da immagini che non ci indignano e non ci spingono neppure a riflettere. La vera riflessione scaturisce, paradossalmente, nel momento in cui a mancare nell’immagine sono proprio quegli elementi riconducibili alla guerra, come i corpi senza vita e le armi.
Paolo Ciregia utilizza foto reportagistiche del proprio archivio, scattate nell’arco dei quattro anni in cui ha seguito e documentato il conflitto ucraino, da Piazza Maidan al distacco della Crimea e alla guerra nel Donbass, che “ricostruisce” attraverso sovrapposizioni, tagli, corrosioni, creando così un repertorio iconografico diverso e nuovo, in grado di rielaborare e stravolgere il modo di raccontare la guerra, senza tuttavia privare le immagini delle loro radici storiche e culturali, proponendo elaborazioni dal sapore sovietico, fatto di echi costruttivisti.
Un linguaggio che si declina secondo il concetto di Perestrojka, termine russo che significa ricostruzione, utilizzato per indicare l’insieme di riforme politico-economiche che, negli anni ’80, cercano di riscrivere un nuovo profilo politico meno rigido e totalitario da parte del regime sovietico.
Tuttavia queste iniziative fallirono e portarono alla fine del regime sovietico e probabilmente alla nascita delle attuali tensioni in Ucraina, esattamente come a fallire è stato questo modo così poco etico di parlare di guerra che, senza dubbio necessita di un nuovo approccio, in grado di scuotere nuovamente le coscienze.
L’altro concetto fondamentale della Perestrojka è quello di Glasnost, trasparenza, che prevedeva (un’apparente) lotta alla corruzione e una maggiore libertà di espressione. Trasparenza che viene espressa pressoché alla lettera dall’artista, attraverso la vera e propria eliminazione delle parti più sconvenienti dell’immagine di guerra, quelle cui ormai siamo abituati; la censura diviene paradossalmente un potentissimo strumento di denuncia sociale. I corpi, già privi di vita, vengono privati della loro immagine, ormai vuota e anestetizzata; attraverso la bidimensionalità del taglio si avverte paradossalmente la percezione della tridimensionalità, del peso e dello spazio fisico celato dietro questa assenza, una sagoma bianca che non può lasciarci indifferenti.
Giulia Guidi
Bio
Sono nato nel 1987.
Ho iniziato a studiare fotografia 5 anni fa dopo un viaggio in Indonesia .
Negli ultimi 4 anni sto lavorando su un progetto in Ucraina, ho lavorato su diverse storie prima, dopo e durante la rivolta.
Ho frequentato la Masterclass di Alex Molajoli (2012-2013 ) .
Premi:
-WON _ Italian Leica Talent 2012
– FINALIST_ JGS Photography Contest 2013
-FINALIST _ Ponchielli 2014
-FINALIST _ the PHE OjodePez Award for Human Values 2014
-HONORABLE MENTION_ International Kontinent Awards for Editorial/
Documentary – Single Image
Category 2014
-HONORABLE MENTION_ International Kontinent Awards in Editorial/
Documentary
Projects Category 2014
-FINALIST_ Marco Pesaresi AWARD 2014
-HONORABLE MENTION_ Moscow International Foto Awards 2014
-FINALIST_ Photolux award 2015
-Shortlisted for the Athens Photo Festival 2015.
-WON_Ogan Vida, Zagreb 2015
SOLO Exhibitions:
-2015- MC2 Gallery, Milan
-2015-The others Fair, Turin
-2015- Labottega Marina di Pietrasanta -2015- Galleria Moitrè Turin
-2014-Villa del Principe, Genova
Group Exhibitions:
-2016-Villa Marliani Cicogna busto Arsizio -VA
– 2015- Luigi Pecci Contemporary art Museum, Prato
-2015- Organ Vida 7 Klovicevi Dvori contemporary art Museum, Zagreb,
Croatia
-2015-Photoville, New York
-2014- at FNAC in Alicante (Spain) PHotoEspaña
-2013-Lugano Photo days with René Burri, Lugano

10 giungo - 2 luglio
Fotoleggendo 2016
Officine Fotografiche
Via Giuseppe Libetta, 1

Alessandra Pedonesi. Open Wall

della serie OPEN WALL 2009
Mostra segnalata da Emilio D’Itri
Durante una manifestazione a Roma, passaggi e paesaggi umani si aprono sulla scena urbana di un muro che, testimone e protagonista dell’evento, non divide ma accoglie ed orienta in un flusso discontinuo, nella continuità delle forme.
 
“Composizioni ben strutturate nei cromatismi, nelle intuizioni visive e nella sperimentazione progettuale. Trasfigurazione di una serie di contesti, di momenti diversi, di dimensioni inedite, quasi una estemporanea tavolozza di riflessioni, di punti di vista, di approfondimenti visivi. Pedonesi opera in frammenti di spazio e tempo, con arte e grande abilità creativa, un numero infinito di volte, tra realtà e sogno, astrattezze e concettualizzazioni. È parte del suo sentire l’indagare il reale nelle ricerche fotografiche, che poi è la cifra portante delle sue indagini. Come la trasfigurazione di un evento, l’elaborazione di un momento particolare, spesso al limite del mistico, del contemplativo. La ricerca dell’autrice romana – protagonista da anni di apprezzati allestimenti espositivi e di stimolanti performance visive – è caratterizzata da una visione forte, intensa, emotivamente carica di suggestioni. Ha un taglio pittorico da cui emerge una “messa in scena” straordinaria del reale osservato, estremamente fluida e vibrante. Le immagini della Pedonesi fanno vivere sensazioni speciali e alimentano progettualità virtuali, immaginari improbabili, sogni, nel quadro di una poetica fotografica che si alimenta di sane e studiate contaminazioni e che in ogni segmento propone ed evoca situazioni e momenti speciali, di frequente caratterizzati e caratterizzanti, propri ed esclusivi, di un modo personale di leggere il mondo nelle diverse angolazioni del suo manifestarsi, nei micro e nei macrocosmi.” F. Raschiatore
 
Polittico – dimensioni ambientali – montato su pannelli legno e forex – cm90x90 cad.
stampe fotografiche fine art su carta barita montate su forex – cm.30×45
 
Bio
Alessandra Pedonesi si diploma in fotografia allo IED di Roma. Cresciuta nell’ambiente artistico romano, ha sviluppato la sua attività professionale nel settore della fotografia e dei video d’arte. È docente di Fotografia nelle scuole statali superiori. La sua ricerca artistica è caratterizzata da una visione forte del reale osservato, di taglio pittorico, in un gioco di movimenti e sequenze tra realtà e sogno. Tra le principali esposizioni: Premio Massenzio Arte, 2005; Confini04, FotoLeggendo 2006; Festival FotoGrafia Roma 2007; Suoni e Visioni Ist. Ital. Cultura Amburgo – Copenaghen, Villa Croce Genova, GAM S. Marino 2006-07; Festival Meditaeuropa 2009, Ravenna; VisionQuesT gallery, Genova 2010-12; Biennale di Alessandria videofotografia 2011; Sguardi Sonori, Mole Vanvitelliana Ancona, 2012; MAAM Roma 2014; Plus Art Puls Roma 2015. Vive e lavora a Roma

10 giungo - 2 luglio
Fotoleggendo 2016
Officine Fotografiche
Via Giuseppe Libetta, 1

Francesca Belgiojoso. (20)

Mostra segnalata da Annalisa D’Angelo
Dopo anni di utilizzo di foto altrui per raccontare il mio mondo, ho aperto le scatole di quando avevo vent’anni e volevo fare la fotografa. Chili di immagini in bianco e nero e a colori, alcune scattate con un ingenuo intento artistico, altre solo come foto ricordo.
Ritratti e paesaggi, persone che ho incontrato e luoghi che ho visitato. Amici carissimi e case in cui tuttora vivo. La forza di un’immagine richiama relazioni, emozioni e desideri: guardo una foto e ricordo. Altre immagini non mi dicono nulla, rimango sconcertata alla mancanza di un ricordo da collegare a quella scena.
Rosso, verde, blu, giallo, bianco e nero. Ho ricostruito la mia memoria dividendo le immagini per colore predominante.
Sei collage di grandi dimensioni quasi monocromatici. La composizione non è più iper-controllata, non è una storia nuova da narrare. Sono ricordi da recuperare con l’indefinitezza che caratterizza la memoria.
Si dice che la pratica del collage abbia molto a che vedere con il sogno e la memoria. Frammenti di realtà e frammenti di fantasia si intersecano creando nuovi legami. Sono la sintesi di un lavoro cognitivo ed emotivo.
Questo lavoro mi ha obbligato a fare i conti con persone che nella mia vita non ci sono più, con uno sguardo ingenuo e adolescenziale che avevo dimenticato, con luoghi che tuttora esistono ma che vivo in modo diverso.
Il fruitore, che non può cogliere la moltitudine di significati presenti, guarda al colore e alla forma, poi scende nel dettaglio ma lì si perde in un mio mondo troppo personale per essere spiegato. Il colore è per il fruitore. Quello che per me è stato uno strumento di organizzazione per il fruitore è l’unico contenuto comprensibile.
Bio
Francesca Belgiojoso nasce a Milano nel 1980, da sempre porta avanti in parallelo i suoi interessi per arte e psicologia. Psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico, si è laureata nel 2004 presso l’Università Cattolica di Milano, è stata poi assistente alla cattedra di psicologia dell’arte presso l’Università di Bologna. Dopo un anno a New York, come assistente a David Alan Harvey, fotografo della cooperativa Magnum, si è formata all’utilizzo delle PhotoTherapy Techniques con Judy Weiser integrando la passione per le immagini anche nella sua pratica clinica. Attualmente vive a Milano dove lavora come psicoterapeuta presso lo Studio ArteCrescita e da quattro anni porta avanti un progetto artistico attraverso l’uso del collage.  Ha esposto in mostre personali e collettive a Milano, Vicenza, Torino, Pietrasanta, New Milford (Connecticut) e New York.

10 giungo - 2 luglio
Fotoleggendo 2016
Officine Fotografiche
Via Giuseppe Libetta, 1

Everyday_Italy

Mostra segnalata da Emilio D’Itri
Instagram, smartphone photography, social sharing. Tutti termini che non parlano italiano. Come può una vecchia nazione a forma di stivale dialogare col mondo dell’era digitale? Everyday_Italy, nel suo piccolo, nasce anche per questo.Il progetto prende vita nel 2015 sulla scia degli altri account “Everyday” già diffusi in molti altri Paesi e ci racconta l’Italia ogni giorno attraverso le diverse visioni di fotografi – professionisti e non – che gestiscono l’account con cadenza settimanale e in maniera completamente libera. Uniche regole: che le immagini siano molto recenti e scattate col cellulare.
Sull’account viene postato un po’ di tutto: storie personali, visioni oniriche, clichés popolari; tutto è degno di nota e fa parte di noi, quindi di questo Paese. Il risultato è un patchwork di sguardi che mira a porre altre domande aperte: cos’è l’Italia oggi e chi stiamo diventando come nazione?
Dopo un anno, Everyday_Italy decide di uscire dall’impalpabilità virtuale per scendere in strada; le fotografie, divise cronologicamente su Instagram, vanno così a mischiarsi sul muro di un tunnel stretto e lungo come l’Italia, creando un ipotetico filo conduttore che accomuna storie di regioni lontane e differenti, nel tentativo di instaurare un dialogo attraverso lo sguardo e avvicinare gli stranieri al Bel Paese e soprattutto gli italiani fra loro.
www.instagram.com/everyday_italy/
Bio
Everyday_Italy è un progetto gestito e curato da Veronica Daltri e Lavinia Parlamenti.
Hanno collaborato finora: Federica Valabrega, Barbara Leolini, Francesco Pistilli e Teo Butturini, Edoardo Bolli, Martina Scorcucchi, Fabrizio Vatieri, Loulou D’Aki, Emanuele Camerini, Guido Gazzilli, Stefano Bruni, Vasto Siren Festival Crew, Roberto Boccaccino, Dario Bosio, Valentino Bellini, Marcello Fauci, Lorenzo Baldarelli, Ilaria di Biagio, Anna Faragona, Alessia Bernardini, Simone Donati, Alfredo Chiarappa, Anna di Prospero, Andrea Vaccari, Edoardo Pasero, Pierluigi Fabrizio, Federico Ciamei, Beatrice Imperato, Allegra Martin, Giulia Parisi, Salvatore Bongiorno, Erica Canepa, Francesco Merlini, Sveva Taverna, Gianluca Abblasio, Carlotta Camerini, Stephanie Gengotti, Simone Settimo, Paolo Cenciarelli, Giulia Flavia Baczynsky, Mattero Armellini, Giulia Mangione, Alessandro Morana, Vincenza Lo Sardo, Luca Piras, Simone Sapienza, Manfredi Pantanella, Giancarlo Barzagli, Jacob Balzani Loov, Federico Sutera, Michela Palermo e tutti i followers che contribuiscono tramite l’hashtag #everday_italy.

10 giungo - 2 luglio
Fotoleggendo 2016
Ponte Vallauri-Argonauti
Piazza Giancarlo Vallauri, 1

#1415IRAN

Mostra segnalata da Emilio D’Itri
#1415IRAN è il titolo di un progetto editoriale in corso sull’Iran di oggi, con il contributo diretto degli Instagramers iraniani per raccontare la vita di un paese in cerca del proprio futuro, tra modernità e tradizione. Il progetto sarà pubblicato in un libro.
La piattaforma 14&15 Mobile Photographers sta raccogliendo la testimonianza di cosa sia l’Iran, visto attraverso gli occhi dei suoi abitanti. Dopo aver costituito una salda credibilità tra i numerosissimi fotografi iraniani che oggi seguono la piattaforma, il lancio su Instagram dell’hashtag #1415IRAN ha immediatamente ottenuto il favore degli Instagramers persiani, tanto che in circa un mese e mezzo dal lancio dell’hashtag sono state raccolte oltre 5.000 fotografie di altissimo valore e si conta che, per il termine della ricerca fissato al 29 agosto, tale numero raggiungerà la cifra di oltre 20.000 immagini. Questo grande successo, oltre che alla realizzazione di un libro stampato, sta portando alla creazione di quello che è già stato battezzato col nome di “Osservatorio Iran”, una finestra aperta sugli aspetti sociali e culturali del Paese, che continuerà a vivere anche oltre la pubblicazione del libro, contribuendo a creare una memoria collettiva in continua evoluzione sull’Iran odierno, in lotta tra tradizione e modernità nella ricerca del proprio destino. Una testimonianza che viene dalla pancia del Paese, un itinerario che attraversa i diversi strati sociali, senza infrastrutture iconografiche o mediatiche, restituendoci una storia avvincente e penetrante.
Un Iran rappresentato non dal consueto sguardo del fotografo-viaggiatore che tende a soffermarsi sugli aspetti iconografici e mediatici del Paese, ma un Iran raccontato dalla sensibilità di chi vive quei luoghi, secondo una visione che guarda oltre la posizione del fotografo professionista quale unico testimone “eletto” a raccontare la storia del mondo.
www.1415mobilephotographers.com/#!1415iran/qov46
Bio
14&15 Mobile Photographers è la prima piattaforma web internazionale, fondata dai fotografi italiani Giorgio Cosulich de Pecine e Giulio Napolitano, per la promozione del lavoro di fotografi mobile, che utilizzino smartphone e tablet per realizzare i loro scatti.
La piattaforma opera attraverso un processo curatoriale per individuare fotografi mobile che abbiano stile e soprattutto una corposa e coerente produzione di immagini ed estrapolarli così dal mare magnum di Instagram e dei social media, per renderli definitivamente visibili anche ad un pubblico esterno, attraverso una serie di iniziative, come la pubblicazione di libri, l’organizzazione di mostre, la vendita di stampe da collezione, la realizzazione di progetti

10 giungo - 2 luglio
Fotoleggendo 2016
Ponte Vallauri-Argonauti
Piazza Giancarlo Vallauri, 1

Living Theatre

Immagini dall’archivio Biblioteca Sezione Spettacolo – DAMS Roma Tre 
a cura di Samantha Marenzi
Fondata alla fine degli anni Quaranta da Judith Malina e Julian Beck, la compagnia del Living Theatre ha segnato la cultura del secondo Novecento con la sua potenza espressiva, artistica, e politica. Una potenza rivoluzionaria, fuori da ogni metafora.
La selezione di immagini esposte è tratta dai materiali donati da Cathy Marchand, attrice del Living, alla Biblioteca di area delle Arti – Sezione Spettacolo, dell’Università degli Studi Roma Tre. Tra le locandine, gli scritti, i disegni, tante fotografie, tracce di un’esperienza restituite alla cultura teatrale come documenti che ne conservano la memoria, e che fanno dell’immagine uno dei luoghi della vita del teatro. La mostra è il contributo del Dams di Roma Tre al Festival FotoLeggendo, ed è stata realizzata in collaborazione col progetto Attraverso lo specchio: la rivolta del Living Theatre, organizzato dal Teatro Potlach e curato da Stefano Geraci e Pino di Buduo

10 giungo - 2 luglio
Fotoleggendo 2016
Via Libetta Open Air
Via Libetta, 1

Guia Besana. Poison

Mostra segnalata da Tiziana Faraoni
Nel corso degli ultimi 35 anni, la biodiversità è stata ridotta di oltre il 25%, soprattutto a causa della crescita della popolazione e del nostro consumo. L’eccessivo sfruttamento delle risorse non è sostenibile a lungo termine e le specie scompaiono a causa della distruzione del loro habitat. A questo si aggiunge il cambiamento climatico.
Impersonato da figure femminili POISON illustra attraverso una serie di fotografie un viaggio immaginario attraverso alcune tematiche legate al problema della distruzione ambientale da parte dell’uomo. In luoghi solitari, le donne di POISON si confrontano con scene di distruzione e di alienazione denunciandone l’inevitabile conseguenza.
È con molta riluttanza che la nostra specie, la sola responsabile per la situazione attuale, accetta le previsioni scientifiche. L’inquinamento atmosferico, l’eccessivo consumo di acqua, lo scollamento umano nei confronti del suo ambiente in favore della tecnologia, l’estinzione delle specie, la desertificazione, l’avvelenamento da pesticidi e sostanze chimiche di ogni genere … sono alcune delle tematiche rappresentate.
Bio
Guia Besana, (b.1972), fotografa italiana autodidatta, attualmente vive e lavora a Parigi, Francia. Dopo gli studi in media e comunicazione a Torino, Italia, nel 1994 diventa fotografa e si trasferisce a Parigi (Francia). Con una particolare attenzione ai soggetti femminili viaggia in paesi diversi e diventa membro di Anzenberger Agency nel 2005 e della Galleria nel 2013. Nel 2016 inizia la collaborazione con 1968 www.nineteensixtyeight (Londra). Il suo lavoro è regolarmente pubblicato su riviste e blog internazionali: CNN blog fotografico, New York Times, Huffington Post, Marie Claire, Vanity fair, Le Monde, Courrier International, D di Repubblica, Esquire… Il suo lavoro è stato riconosciuto da numerosi premi internazionali: Los Angeles LADCA, MIFA, Marie Claire premio Internazionale, AI AP, PWP – Professional Women Photographers, finalista al Julia Margaret Cameron, finalista al Premio Leica Oskar Barnack. Con il suo progetto personale Baby Blues ha vinto il premio Amilcare Ponchielli Grin 2012. Le sue immagini sono state esposte a Los Angeles (Stati Uniti), Buenos Aires (Argentina), Italia, Francia, Spagna e Malesia

10 giungo - 2 luglio
Fotoleggendo 2016
Via Libetta Open Air
Via Libetta, 1

Flaminia Celata. Olivier

Olivier
Mostra segnalata da Lina Pallotta
Ho iniziato a fotografare le palme Phoenix Canariensis a Roma nel 2013, dove la maggior parte di queste piante, alcune secolari, sono morte e continuano a morire a causa del punteruolo rosso.
“Le femmine adulte depositano circa 200 uova alla base delle giovani foglie o nelle fenditure di queste e negli stipiti…La causa della diffusione di questa peste è dovuta all’intervento umano, trasportando palme da dattero giovani o adulte e rami da aree contaminate in aree non infette. M. Ferry and S.Gòmez.”
La palma è completamente divorata dalle larve depositate. La corona di foglie perde forza e l’intera pianta inizia a collassare. Non sono solamente le foglie che appassiscono o lo stipite denudato dalla sua chioma, a catturare la mia attenzione, è anche l’aspetto che la palma assume nel suo stadio terminale.
Osservo i dettagli alla ricerca di qualcosa di animato a dispetto della morte.
Così come le strade, i cortili, i parchi, le piazze e le nostre vite cambiano con il passare del tempo e delle condizioni socio-economico e ambientali, la palma colpita, muta nella forma e muore. F. C. 
Bio
Flaminia Celata (Roma 1973) dopo aver lavorato per diversi anni nel campo del restauro e della decorazione d’interni inizia a dedicarsi alla fotografia. Studia fotografia alla Scuola Romana di fotografia a Roma, dove si diploma nel 2009. Nel 2011 partecipa al workshop di Anders Petersen “Surprise by the unpredictable”, al TPW. Nel 2015 viene selezionata per il corso intensivo “A crash course in photobook making” tenuto da Akina Books e Nico Baumgarten all’ ISSP a Kuldiga in Lettonia, dove il lavoro viene esposto durante la mostra finale. Nel 2015 vince il premio del pubblico “Rock Your Dummy” al Photobookfest durante la manifestazione Paris Photo. Vive e lavora a Roma

10 giungo - 2 luglio
Fotoleggendo 2016
Via Libetta Open Air
Via Libetta, 1

Simona Ghizzoni e Livia Regali. La Chance

Cortometraggio
LA CHANCE è un cortometraggio nato dalla collaborazione tra la fotografa Simona Ghizzoni, la video editor Livia Regali e il brand EMMElab. Il video è stato realizzato attraverso la tecnica dello stop motion, mettendo in sequenza 1.943 fotografie per ricreare il movimento. Immersa in un’atmosfera onirica, la storia prende spunto dalla fiaba di Raperonzolo affrontando in chiave metaforica l’evolversi dell’esperienza di riscatto e indipendenza della protagonista. Il femminile è declinato attraverso le sue molteplici sfaccettature emotive: da una dimensione intima e alienata alla presa di coscienza della propria individualità.
CREDITS
Photographs – Simona Ghizzoni
Video editing – Livia Regali
Costumes – EMMElab
Bio
Simona Ghizzoni si è diplomata all’Istituto di Arti Visive e Fotografia di Padova. Nel 2007 ha conseguito un master in Storia della Fotografia all’Università di Bologna con una tesi sulla storia della fotografia psichiatrica. A partire dal 2005 si dedica completamente alla fotografia – con un interesse particolare all’approfondimento del tema della condizione femminile – e a progetti di ricerca personale, attraverso cui esplora la sua stessa femminilità. Tra i diversi premi ricevuti per il suo lavoro, il WPP 2008 e 2012.
Livia Regali si è laureata in Conservazione dei Beni Culturali, con una tesi di laurea in Storia della Fotografia. Dal 2008 lavora presso l’Agenzia Contrasto, in qualità di video editor, assistente photoeditor e responsabile della produzione multimediale. In qualità di video editor e art director ha collaborato con diversi autori nella realizzazione di video multimediali dedicati a progetti fotogiornalistici di lungo termine, in occasione di diverse edizioni del World Press Photo Award e altri festival di fotografia.
Solo sul sito
EMMElab è un giovane brand di maglieria artigianale nato nel 2014. Privilegiando la qualità alla commercializzazione di massa, l’ideazione, la progettazione e la produzione EMMElab sono completamente “Made in Italy”. Ogni esemplare è unico e realizzato completamente a mano, utilizzando tecniche artigianali. La prima collezione di cappelli e fasce in lana merinos è caratterizzata da silhouette grafica e contemporanea coniugata ad una perfetta vestibilità, ed è stata presentata durante le scorse fashion week di Parigi e Berlino

10 giungo - 2 luglio
Fotoleggendo 2016
Rashomon Club
Via degli Argonauti, 16

Federico Carpani e Indra Kumar Jha. MAA

MAA
Mostra segnalata da Annalisa D’Angelo
MAA è un mondo di immagini sul tempo e la morte nell’India contemporanea di Varanasi, la città più sacra del subcontinente dove da più di tremila anni gli hindu cremano i loro defunti. Il progetto nasce dall’amicizia tra Federico e Indra, l’unico fotografo di Varanasi al quale la comunità del luogo concede di documentare le cremazioni.
I due autori si sono incontrati casualmente grazie alle foto esposte da Indra sul ciglio della strada che porta a Manikarnika, il quartiere nel quale si compiono i rituali funebri. Da quel giorno, per tre anni, le immagini dei funerali sono state raccolte in un archivio che supera i 10.000 file jpeg.
MAA the book
Il libro è il risultato del lavoro di archiviazione e ricerca compiuto da Indra e Federico. Costituito da immagini sulle morti e le vite che si intrecciano incessantemente a Varanasi, MAA the book dissipa le idee romantiche e stereotipate della spiritualità indiana. L’editing accosta 108 foto ritratti ad immagini di matrimoni, compleanni e foto tessere.
Nel corso della lettura i due mondi si fondono in un flusso di eventi ispirato alla dea Kali: la terrificante personificazione del tempo, la grande madre creatrice.
MAA the Movie
Il video illustra in poco più di venti minuti le premesse culturali e affettive del libro: lo spirito indiano contemporaneo e la cosmologia hindu si combinano con gli interventi degli amici di Federico e Indra. Un collage frenetico di found footages e riprese ad inquadratura ravvicinata, frammentato da immagini suggestive e intermezzi metal, organizza l’insieme delle informazioni. Di nuovo, come nel libro, veniamo trascinati nel caos di suoni, immagini e pensieri al ritmo impietoso della dea Kali.
Bio
Federico Carpani ha studiato grafica e arti visive a Barcellona e Rotterdam. È stato collaboratore del collettivo di fotografi CESURA, col quale ha pubblicato il libro Dark Indigo. Il suo interesse per l’oriente lo ha portato a sviluppare progetti in India, China, Giappone e Nepal.
 
Indra Kumar Jha vive con la sua famiglia a Manikarnika Ghat, il quartiere centrale di Varanasi. Gestisce insieme a suo padre un negozio al lato del tempio di Kali e offre ai passanti ogni tipo di servizio fotografico. Da quasi un decennio fotografa quotidianamente i riti funebri che si celebrano nel crematorio della città

10 giungo - 2 luglio
Fotoleggendo 2016
Rashomon Club
Via degli Argonauti, 16

Marta Zgierska. Post

Post
Nel 2013 sono sopravvissuta ad un grave incidente stradale. Così vicina alla morte, la realtà a cui faticosamente mi stavo adattando è cominciata a scivolarmi tra le dita. Alla disgrazia seguirono interventi chirurgici, mesi di limitazioni fisiche, una separazione, il ritorno e l’aggravamento di nevrosi e crisi d’ansia. Poco prima dell’incidente avevo trovato nella mia casa di famiglia il testo di un insegnante che mi descriveva quando a sette anni ero una studentessa esemplare. Lo sono tuttora nella mia vita adulta.
Tuttavia, nonostante il parere degli altri, i miei limiti, la vergogna e l’ansia ancora pullulano dentro di me. Ho cominciato a scattare le prime fotografie come incantesimo per trasformare la paura in un’immagine estetica. L’incidente ha portato il mio lavoro ad una battuta d’arresto. La mia mente si stava riempiendo di ricordi frammentari, di dettagli distaccati e taglienti. La mia stessa fisicità e il dolore divennero una fonte di immagini, nel tempo sempre più consistenti e fisiche.
Bio
Marta Zgierska è nata 1987 a Lublino, in Polonia.
Ha conseguito il MFA in Fotografia (The Leon Schiller National Film, Television and Theatre School), il MA in teatro e il MA in Giornalismo. Vive a Varsavia, dove sviluppa i suoi progetti artistici. Si interessa di studi sul trauma e sui processi di isolamento. Il suo lavoro è stato esposto alla Esther Woerdehoff Gallery (Parigi, Francia), al Circulation(s) Festival (Parigi, Francia), a Photokina (Colonia, Germania), a Malmo Fotobiennal (Svezia), a Fotofestiwal (Lodz, Polonia). Nel 2015 è stata nominata una delle Top 50 Emerging Talents di Lens Culture. Nel 2016 ha vinto uno dei premi fotografici più prestigiosi, il Prix HSBC pour la Photographie, nonché il Kolga Tbilisi Photo Award e il Reminders Photography Stronghold Grant.
www.martazgierska.com

10 giungo - 2 luglio
Fotoleggendo 2016
Controchiave
Via Giuseppe Libetta, 1

Andrea Roversi. Dauðalogn

Dauðalogn
Dauðalogn – calma mortale in islandese – è un viaggio attraverso un paese ricco di contrasti, ma è anche il romanzo di formazione di un bambino, Andry, che diventa adulto in un dialogo aperto con una natura estrema.
Bio
Andrea Roversi, fotografo professionista, nato a Roma nel 1983, si è avvicinato al reportage fotografico nel 2012 e ha poi approfondito la sua formazione con il Master avanzato in fotogiornalismo alla Scuola Romana di Fotografia. Il suo primo lavoro, Once Upon a Time, ha ricevuto la menzione speciale nella call Vacatio al FotoGrafia– Festival Internazionale di Roma. Tra i suoi progetti più recenti, MaiDomo, cronaca dietro le quinte dell’MMA (Mixed Martial Arts), pubblicato dalla CNN, e Dauðalogn, viaggio nell’Islanda del dopo crisi, tra i venti finalisti selezionati per Slideluck Naples 2016 e proiettati a Slideluck Tokyo, pubblicato tra gli altri su Pagina99 e Io Donna.
Collabora attualmente con l’agenzia Parallelozero.
http://www.andrearoversi.it/

10 giungo - 2 luglio
Fotoleggendo 2016
Controchiave
Via Giuseppe Libetta, 1
Roma

Lorenzo Vecchio. Crash

Crash
(Frammenti da una memoria corrotta)
Mostra segnalata da Annalisa D’Angelo
Una delle mie preoccupazioni maggiori è sempre stata la perdita del ricordo, intendendo per esso la perdita del processo con cui ricostruiamo l’esperienza vissuta, che ci permette di connettere un’immagine, un pensiero, un oggetto ad un preciso momento della nostra vita e a scatenare così tutte le nostre memorie.
Avendo visto corrotte delle foto importanti dal punto di vista affettivo ho cominciato, per esorcizzare le mie paure, a creare questi “Glicth”, manipolando le immagini con software “impropri”, come editor di testo o esadecimali, linguaggi di programmazione, software per editing audio ed altro ancora.
Questo mi ha fatto riflettere su quanto la tecnologia a cui noi affidiamo i nostri dati sensibili sia davvero semplice da corrompere e poco adatta a rimanere nel tempo.
Ogni immagine è stata spinta verso la corruzione passo dopo passo, ogni errore è portato all’estremo lasciando paesaggi e persone sospesi nell’incertezza di poterli definire ricordi, perché è stato reciso il nesso con l’esperienza di vissuta, sono solo frammenti venuti a galla da una memoria corrotta.
L.V.
Bio
Lorenzo Vecchio Nasce a Manfredonia (FG) il 19/01/1982, vive tra Castellabate (SA) e Roma, dove si è laureato in Scienze Cognitive presso la Facoltà di Psicologia dell’Università degli Studi “La Sapienza”.
Dal 2002 al 2010 lavora con la compagnia Doppiosenso Unico realizzando spettacoli teatrali, successivamente collabora con produzioni indipendenti romane, come operatore video e direttore della fotografia, soprattutto Rizoma film e Revok film, per la realizzazione di documentari e cortometraggi, videoclip.
Una di queste produzioni Versipellis, per cui firma la fotografia, approda al festival di Venezia nel 2011 (digital expo) e a Cannes (Short films market) nel 2012, vincendo in seguito numerosi premi in festival dedicati al genere horror e fantasy.
Altri progetti fotografici sono visibili sui suoi blog: www.renzoff.wordpress.com e www.thesonoffamily.wordpress.com

10 giungo - 2 luglio
Fotoleggendo 2016
DAMS cortile
Via Ostiense, 133

Riccardo Scibetta. Animals

ANIMALS
Mostra segnalata da Tiziana Faraoni
In un dopobomba screpolato e pieno di luce, le immagini sono sovraimpressioni, dissoluzioni, sublimazioni, sono visioni evaporate una nell’altra, sono tracce segnate a terra, di polvere, di migrazione, sono corpi alieni in lande nuove, nuvole di passaggio, semi, giardini in movimento, sono tormente viste da vicino, con occhi sbarrati e palmi schiacciati in faccia, sono geografie, corpi, amori, sconvolgimenti di regni, copule interspecifiche, rivelazioni, paesi antichi, senza frontiere, senza clandestini. Le visioni non ammettono confini, democrazie, popoli. Le visioni sono spazio e tempo, sono idee di materia instabile, che balzano orbitali, corrodono principi, ridono in faccia alle compatibilità.
Le immagini di Riccardo Scibetta sono un ritrovamento, un repertorio, un carnet da viaggio postatomico tardivo, i cui unici superstiti sono animali in carni sintetiche, creature da museo delle scienze, che sfumano dentro paesi dipinti, tramontano in doppie esposizioni consumate. Sono confondimenti, fra realtà e finzione, carne e plastica, umano e ultraumano. Questo viaggio è il sogno di un popolo trasparente, plastificato, metacrilato, desideroso di belve da Paradiso Perduto che prendano vita nel teatro dei ricordi.
In quel tempo qualcosa era ancora da risolvere. Ma dopo gli ANIMALS non resta altro che i non-morti di gommapiuma.
ANIMALS in transito: dall’osservazione all’incisione, dall’ascolto alla narrazione. In viaggio da Palermo a Londra, da Lampedusa a New York. E la Sicilia, intera e fratta, è uno sguardo consumato, frantumato. Il passaggio appare obbligato: le sovrimpressioni di un cantiere in corso di VISIONI sfumano nei paesaggi occupati dal corpo sintetico della devastazione POST ATOMIC. E la manipolazione dell’immagine lascia spazio alla situazione visionaria. E la rappresentazione si rafforza nell’azione sul campo.
ANIMALS è il frutto di una doppia esposizione di scatti: animali iperrealistici in mostra nell’American Museum of Natural History di New York emergono da paesaggi reali di una Sicilia devastata.
Con ANIMALS si chiude un cerchio di tangenze, un attimo prima della fine.
Bio
Riccardo Scibetta (www.riccardoscibetta.it) nasce a Besana Bianza (MI) il 27 ottobre del 1971, ma è siciliano. Dopo la Laurea in Architettura si dedica alla fotografia, collabora con numerose riviste specializzate e partecipa a festival e progetti espositivi di respiro nazionale e internazionale.
I lavori di Scibetta perdono i confini, si insinuano uno nell’altro, confondendosi in forme e sostanze. Così ANIMALS diventa la traccia intempestiva per POST ATOMIC TRIP (2012, Sicilia) e insieme la diretta conseguenza di VISIONI DI CANTIERE (2009, Palermo), UNDERGROUND (2010, Londra) e FRA IL CIELO E IL MARE (2011, Lampedusa)

10 giungo - 2 luglio
Fotoleggendo 2016
DAMS cortile
Via Ostiense, 133

Aralik

Aralık
Mostra segnalata da Lina Pallotta
Aralık. In Turco significa il mese di dicembre, ma anche lo spazio tra due cose.
Nel mese di dicembre 2015 ad Istanbul, 7 amici si sono ritrovati e per una settimana hanno unito le forze nell’esperimento di creare un libro che contiene in sé 7 racconti brevi e una mostra di 21 manifesti: ogni pagina nasconde un poster, ogni storia ne racchiude un’altra.
Aralık. è stato stampato dopo 7 giorni di lavoro, in edizione limitata, e immediatamente lanciato ed esposto alla galleria Torna di Istanbul. Tutto il ricavato dell’operazione è stato investito in una enorme cena.
Nel libro Aralık., non esiste un tema dominante ma uno scontro tra diversi punti di vista, il filo comune è che tutti i fotografi hanno un legame con la Turchia, per nascita, scelta o coincidenza.
Un caos programmatico che trova ordine nel mescolare i progetti e creare un punto di vista nuovo sul lavoro tramite l’inaspettato e le connessioni casuali. In questo, Aralık. è anche il rifiuto di controllo.
Non vi è ordine di lettura preferenziale e la ricerca del senso è lasciata più che al volere del singolo fotografo, alla fantasia del lettore.
Autori/Titoli
Alex Bocchetto _ Ara Boşluk
Ata Kam _ Here and Now
Eva Lechner _ Zielführende Abfolge
Görkem Ergün _ 2512
İrem Sözen _ Bound to Happen
Özgür Atlagan _ Ohama’da Doğrama
Sinem Dişli _ Oyuk
Yusuf Sevinçli _ Put

10 giungo - 2 luglio
Fotoleggendo 2016
DAMS cortile
Via Ostiense, 133

International Photobook Dummy Award 

Il Dummy Award è presentato per la prima volta nel 2010 con l’intento di focalizzare l’attenzione dei fotografi – anche di coloro che ancora non hanno pubblicato il proprio lavoro – sulle qualità uniche legate al libro fotografico e su quanto succede quando un progetto fotografico si sposta dallo spazio della parete alla pagina stampata.
La maquette di libro fotografico è spesso la prima occasione che un fotografo ha per confrontarsi con le problematiche che nascono nel voler mettere una sequenza d’immagini sulla carta: le fondamentali decisioni legate alla dimensione delle immagini, alla loro associazione, al tipo di carta su cui stampare, all’immagine da usare in copertina, al come e dove usare del testo.
Il Fotobookfestival Kassel invita nuovamente i fotografi a presentare le maquette dei loro libri fotografici ancora non pubblicati a una giuria internazionale.
Una selezione di 50 libri, scelti da una prima giuria verrà esposta in una serie di eventi fotografici in giro per il mondo, fra gli altri a Pechino, Dublino, Madrid, Oslo e Aarus. Fra questi titoli, verranno scelti i 3 finalisti durante l’ottava edizione del Fotobookfestival Kassel, che si terrà al Three Shadows Photography Art Centre di Pechino.
Il vincitore del primo premio avrà l’opportunità di trasformare il proprio dummy in un libro grazie alla collaborazione con il partner del Festival, k-books – Germany e sarà pubblicato su European Photography.
Il secondo premio consiste in un voucher di 500 euro per la produzione di un libro, il terzo in un voucher da 300 euro offerti da k-books.
Bio
Il Fotobookfestival Kassel, nato nel 2008, è il primo festival esclusivamente dedicato al libro fotografico, un lungo weekend ricco di conferenze, di mostre di fotografie e libri fotografici, di editori e librai con le loro più recenti produzioni, di letture portfolio e incontri.
Per i fotografi che sperano di trovare persone interessate ai loro progetti editoriali in progress, l’attrazione principale del Festival di Kassel è il premio dedicato al photobook dummy, il concorso per la migliore maquette inedita.
http://fotobookfestival.org

10-24 giungo
Fotoleggendo 2016
Circolo degli Illuminati
Via Giuseppe Libetta, 1

Giulia Mangione. Danesland

Danesland
Premio FotoLeggendo 2015
Danesland è un viaggio attraverso la vita danese delle piccole comunità, delle piccole cittadine di campagna, dei rituali e delle celebrazioni familiari legati ad una tradizione in via d’estinzione. Danesland documenta cresime festeggiate in famiglia, circoli per giovani cattolici, l’ottantesimo compleanno di Niels-Åge, che coincide con il cinquantesimo anniversario dalla fondazione della sua azienda agricola, festival musicali estivi, campeggi nudisti, danesi in vacanza nel loro paese. Attraverso la macro-lente di queste piccole unità sociali e comunità, gradualmente viene messa a fuoco la più ampia immagine di quel concetto sfaccettato e inafferrabile che è l’identità nazionale.
L’immagine finale è quella di un popolo felice, spontaneo, genuino, amichevole e un po’ eccentrico. È una dichiarazione d’amore verso un piccolo paese esplorato principalmente in bicicletta o facendo l’autostop durante un’estate solitaria nella terra dei Danesi.
Bio
Giulia Mangione è una fotografa documentaria. Dopo aver conseguito una laurea triennale in Lingue e Letterature Straniere, vince una borsa di studio per la Scuola Romana di Fotografia (Roma), che frequenta per due anni studiando ritratto in studio e fotogiornalismo. Nel 2012 riceve un Master of Arts dalla Goldsmiths University of London in American Literature and Culture, con una tesi su fiction e fotografia documentaria nell’opera di Cindy Sherman e Philip Lorca di Corcia. A Londra lavora come intern a MACK Books publisher prima di diventare Assistant Photo Editor a The Calvert Journal, dove collabora alla sezione di fotografia russa. Nel 2014 frequenta un corso in Advanced Visual Storytelling alla Danish School of Media and Journalism di Århus, Danimarca, dove inizia a lavorare a Danesland. Al momento vive fra Italia e Svezia, dove sta lavorando ad un nuovo progetto documentario a lungo termine. Il suo lavoro è stato pubblicato su Information (DK), Riders Magazine (IT), Süddeutsche Zeitung (DE), Il Reportage (IT). Le sue fotografie sono state esposte al London Street Photography Festival (2011), Obbiettivo donna/Female Cut (2015). È stata finalista al London Street Photography Festival (2011), finalista al Premio Pesaresi (2015) e ha vinto il primo premio a FotoLeggendo (2015).
www.giuliamangione.com

10-24 giungo
Fotoleggendo 2016
Circolo degli Illuminati
Via Giuseppe Libetta, 1

Collettiva Istituto Cine-Tv Roberto Rossellini

The long journey to Europe, di Antonio Masiello – Il cielo su Roma di Matteo Bartoli e mostre individuali allievi corsi serali
L’istituto Roberto Rossellini  Cine-tv,  storica scuola statale di cinema è fotografia partecipa al Fotoleggendo con le foto degli allievi del corso diurno e del corso serale.
In particolare i giovani allievi del corso diurno con una mostra collettiva delle classi 5°  dal titolo“Mod’Arte”.
Foto realizzate nel complesso museale Mercati di Traiano e nella Galleria Nazionale D’arte Moderna.
Ed il corso serale con delle mostre individuali di allievi ed ex allievi. Tra cui Antonio Masiello con “THE LONG JOURNEY TO EUROPE.”  Reportage sui migranti.
Inoltre verranno allestiti dei set fotografici Analogici e Digitali dove gli studenti fotograferanno i visitatori e con l’occasione sarà possibile visitare i laboratori della scuola

10 giungo - 2 luglio
Fotoleggendo 2016
Istituto Cine-Tv Rossellini
Via Giuseppe Libetta, 14

Un ponte per la fotografia

Mostra selezionata da Emilio D’Itri
Ogni anno l’associazione Officine Fotografiche Roma annovera tra i suoi frequentatori più di 1000 associati, tra fotografi professionisti e amatori. Persone che  rendono l’associazione un luogo di ritrovo, scambio e crescita fotografica, non un semplice luogo di passaggio.
In questa nuova edizione di FotoLeggendo abbiamo voluto mostrare una parte delle produzioni che ogni anno iniziano, prendono forma e si sviluppano nelle menti e nelle aule di via Libetta. È un modo per mostrare all’esterno la vita dell’associazione, l’impegno e la passione di chi la frequenta.
In mostra le fotografie di:
Alessia Cervini, Michele Vittori, Alessandro Ciccarelli, Ada Friello, Paolo Costantino, Luca Paccusse, Riccardo Allevi, Sandro Luciani, Davide Ponzani, Flavia Rossi, Luca Chiaventi, Emanuela Minaldi, Fiammetta Carloni, Emanuele Morena, Fabio Coli, Adriana Miani, Liliana Ranalletta, Angelo Antonelli, Luca Stendardi, Simona Pantano, Antonio Martorella, Ornella Mazzola, Patrizia Belotti, Ivan Festa, Claudio Imperi, Elena Mantovan, Davide Bonaldo, Paola Fumagalli, Carola Gatta, Arianna Fraccon, Giovanni Sabato, Daniele Cametti Aspri, Marco Campagna, Mimmo Raimo, Marco Balconi, Arianna Panza, Antonella Albani, Rosaria di Nunzio, Alessandro Lacché, Aldo Feroce, Antonio Amendola&Elvira Cerratti, Massimo Bottarelli, Alessandro Gismondi.


Fotoleggendo 2016
10 giungo - 2 luglio
Sovrappasso Stazione Garbatella

Dal 13 giugno ...

Stimela di Luca Sola
13-24 giugno 2016
Vernissage: lunedì 13 giugno 2016, ore 19 (lun–ven: ore 10-18)
Fotoleggendo 2016
Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata
Via degli Ausoni, 1
Roma

ROMA A ROOM

A cura di Michele Corleone, Matteo Alessandri

“… La mia è un’esigenza, una ricerca continua un istinto di sopravvivenza. Non è un percorso lineare, non è perfetto, è un percorso emozionale, non è finito. È una rivoluzione interiore…”.

ROME A ROOM è una città che entra in una stanza, nell’intimo del corpo, nelle pieghe delle pareti e delle facciate, nei volti, nella pelle, negli spazi aperti.

Noi siamo corpo, corpo che entra nel corpo, corpo che entra nel corpo della città, ma anche corpo che si fa invadere dalle sensazioni esterne.

ROME A ROOM è svelare, dall’intimo della propria vita al circostante che si racconta, che sia una strada, una luce, una figura, un riflesso, svelare è la forza del sentimento che lo anima.

Bio
Andrea Campesi si trasferisce a Roma nel 2007 per motivi di studio. Nell’ottobre 2008 vince il premio FotoLeggendo e nello stesso anno collabora con l’Istituto Europeo di Design di Roma, sviluppando insieme all’associazione “Curart emergenze contemporanee” il progetto FNAC in traslation. A marzo 2009 espone il proprio lavoro al Centro Italiano della Fotografia d’Autore. Nel settembre 2011 espone al Festival Internazionale di Fotografia di Roma. Nel 2012 collabora con il fotografo svedese Anders Petersen. A marzo 2014 partecipa al lancio del Photo Magazine OON (Out of Necessity) vol.1 con altri otto fotografi presso la Galleri Ralf, Hornsgatan, Stoccolma (pubblicazione self-published in edizione di 400 ex).
A giugno 2015 espone all’interno del Festival FotoLeggendo.
È uno dei fondatori di “LUCE”

14 giugno - 16 settembre 2016
Vernissage: Martedì 14 giugno 2016, ore 19
INTERZONE Galleria
Via Avellino, 5
(Pigneto) Roma

Black Is a Color

A cura di Francesco Antonio Caratù

Il lavoro di Valentina Parisi è un atlante, una mappa emozionale, una cartina tornasole che guida l’osservatore attraverso un percorso di consapevolezza, di finitudine, di esistenza.

Valentina articola tale mappa sovrapponendo vecchie fotografie e pagine di diario ad un disegno in cui l’allora bimba di sette anni, con disarmante lucidità, attribuiva un nome ad ogni colore rappresentandolo con un piccolo quadrato per poi organizzare un sistema di relazioni tra toni mediante frecce e rimandi in cui solo il nero rimaneva isolato.

Il suo sguardo oggi mostra che l’esistenza è colore, relazione, socialità, memoria, rimando e restituzione; non a caso vediamo i colori per riflessione di luce mentre l’unico colore che ne è privo è il nero; l’assorbimento totale, il non colore per eccellenza che per propria struttura e dimensione ontologica è fine e termine.

Assumendo quindi tale “coscienza del nero” intesa come finitudine e possibilità ultima si può dar valore al colore e dar senso e peso all’intera esistenza.

A partire da questo assunto Valentina progetta una serie fotografica sul qui/ora cruda, urgente, diretta come un pugno in mezzo agli occhi.

Francesco Antonio Caratù

Attribuire un nome ad un colore può sembrar semplice, ma se quel colore rappresenta la morte, sei sicuro di volerlo chiamare?
Per anni quel quadratino nero, disegnato su un foglio di carta da una bambina di 7 anni, è diventato metafora di un’assenza non capita, né giustificata, incomprensibile al mondo dei vivi, dove la morte ha solo il sapore della tragedia, del non raccontabile, del non detto. Chiamare quel quadratino per il nome che assume attraverso il colore, significa accettare la morte di mia madre come qualcosa di naturale, di possibile.
BLACK IS A COLOR guarda al cielo per parlare alla terra.

Valentina Parisi

Bio
Valentina Parisi è nata a Roma nel 1982.
Dopo aver insegnato Fotografia all’UPTER- Università Popolare di Roma, attualmente collabora con l’Associazione La terra dei Sogni attraverso un laboratorio di fotografia per ragazzi/e con disabilità o a rischio esclusione. Diplomata in fotografia all’Istituto Superiore R. Rossellini e laureata in Lettere, ha collaborato con la Casa Internazionale delle Donne e partecipato a numerose mostre collettive, in Italia e all’estero. Nel 2009 ha presentato la sua prima mostra personale esponendo un progetto autobiografico costruito con linguaggi differenti, dalla fotografia alla performance.
Nel 2014 ha vinto una borsa di studio alla Scuola Romana di Fotografia ed è entrata a far parte dell’Osservatorio Nazionale/Fotografia Femminile con un progetto sviluppato a Londra. Nel 2015 ha vinto il premio Portfolio indetto dalla Galleria Gallerati di Roma.

14-31 giugno 2016
Vernissage: martedì 14 giugno 2016 alle 19
Microprisma
Via Conte di Carmagnola 72-74

L’ESODO Il viaggio continua


Rassegna a cura di Emilio D’Itri, in collaborazione con ATAC SpA
Mostre in esposizione
LET ME IN, di Valentina Piccinni e Jean-Marc Caimi
Stuck in a limbo | Inside Idomeni refugee camp, di Francesco Pistilli
Presidio No Borders di Ventimiglia – estate 2015, di Laura Spianelli
Arance amare, di Gabriele Guida

La rassegna L’ESODO – il viaggio continua è la prosecuzione della riflessione sulle migrazioni iniziata lo scorso anno con la collettiva L’Esodo e la mostra Mare Nostrum di Massimo Sestini, nello spirito di questa nuova edizione in cui la fotografia si contamina con altre forme di espressione. Anche in questa edizione FotoLeggendo si sofferma su vari aspetti che accompagnano il fenomeno migratorio e presenta tre lavori fotografici e uno di disegni e parole, per ampliare ed approfondire la visione della questione. Se nella passata edizione ci siamo concentrati sugli sbarchi, in questa rassegna i lavori in mostra ci portano sul lungo cammino intrapreso dai migranti e riflettono su alcune tematiche che hanno trovato attenzione particolare sui media nazionali: il viaggio, con tutto il carico di aspettative e speranze, la sosta alle frontiere e nei centri di permanenza, e l’arrivo “a destinazione” nei campi agricoli del Sud Italia.

A modo nostro, in questa rassegna, cerchiamo di raccontare questo percorso.

Diversi per estrazione gli approcci stilistici: di documentazione e reportage sono i lavori di Guida su Rosarno e di Pistilli su Idomeni, più intimo e relazionale il lavoro di ritratto di Caimi e Piccinni, per arrivare ai diari personali della fumettista Laura Spianelli alla frontiera di Ventimiglia, carichi di esperienze condivise.

FotoLeggendo ha sempre inserito nella sua programmazione dei focus su tematiche di rilevanza sociale, e la scelta di continuare a raccontare delle migrazioni viene dalla consapevolezza dell’importanza sempre maggiore che il fenomeno riveste nella nostra vita di tutti i giorni, a dispetto della scarsa presa di coscienza da parte dell’opinione pubblica della complessità della situazione.

Si ringraziano Arene di Roma e il suo Direttore Massimo Gazzè Riccardi per l’accoglienza e la collaborazione

Vernissage: 15 giugno alle 19.00
Parco museo ferroviario Roma Porta San Paolo e banchina Roma-Ostia Lido
Via Giuseppe Libetta, 1
Roma

Ai confini dello spettacolo. Migrazioni, guerra e capitale a Lampedusa

A cura di Laura Carnemolla
Nel mondo realmente rovesciato, il vero è un momento del falso.
(Guy Debord, La società dello spettacolo.)

Nel 1973 Pier Paolo Pasolini pubblicava sul Corriere della Sera un articolo dal titolo “Acculturazione e acculturazione” dove presagiva il completo appiattimento della società italiana sotto l’influsso dei nuovi mezzi di comunicazione e il consumismo da essi propagandato.

Ancora prima, nel 1967, Debord nel libro “La società dello spettacolo”, parlava di una società in cui il capitale stesso si era oggettivato nello spettacolo.

Questo capovolgimento del reale si origina sin dal sistema di produzione dove la merce stessa assume un valore di scambio che trascende il suo valore d’uso, lo sorpassa, lo annienta e così facendo trascende il reale stesso. Se nel lavoro salariato avviene la produzione della merce e lo sfruttamento con cui si estrae il plus-valore, nel dopo lavoro si passa ad un altro movimento della catena di montaggio, l’illusione di “essere” nella vita reale davanti ad uno schermo. Dagli anni sessanta ad oggi i mezzi di comunicazione e le nuove tecnologie hanno portato questo processo ad un punto di non-ritorno. Insieme a questo le contraddizioni reali si sono spostate nei nuovi confini, luoghi militarizzati in cui si mette in scena uno spettacolo del confine che è ancora una volta è il capovolgimento del reale, la sua rimodulazione in realtà virtuale ad uso e consumo della massa.

Masse di persone, spesso in fuga da guerre e dalla guerra del capitale, diventano allora eserciti di lavoratori di riserva, mediaticamente rovesciati, rimodulati, criminalizzati ed usati per stimolare la grande “paura europea” e le politiche sulla sicurezza oppure con una doppia contorsione possono diventare masse di “poveri cristi” da salvare, magari con navi militari e droni di ultima generazione.

L’isola di Lampedusa appare ormai da tempo e suo malgrado come emblema di questa idea di confine. Ma se è nei confini, oggi, che le contraddizioni del reale emergono e dunque vengono capovolte nella spettacolarizzazione, è forse ai confini dello spettacolo che bisogna andare a cercare per trovare una chiave di lettura del mondo contemporaneo?

Mostra prodotta con il contributo di Muracci Nostri, collettivo artistico indipendente.

Bio
Giacomo Sferlazzo è un attivista politico di Lampedusa, cantautore e (ri)assemblatore di materia, colori, oggetti, fotogrammi e spazzatura. Ha inciso tre dischi come cantautore ed nel 2016, insieme a Jacopo Andreini, ha realizzato l’album di musica sperimentale Nella pancia della balena. Da anni ricerca storie e memorie dell’isola di Lampedusa, materiali coi quali ha realizzato Lampemusa, uno spettacolo di canzoni e racconti su Lampedusa. Nel 2009 ha co-fondato il collettivo Askavusa con cui organizza il Lampedusainfestival e con cui ha realizzato PortoM, uno spazio polifunzionale dove sono ospitati gli oggetti appartenuti alle persone (migranti) passate da Lampedusa, oggetti recuperati e salvati da Askavusa nel corso degli anni.


Vernissage: giovedì 16 giugno 2016, ore 19
Associazione Culturale OfficineNove
Via del Casale Galvani, 9
Roma

Come nelle Fiabe

A cura di WSP Photography
Con questo lavoro vorrei raccontare cosa accade quando, come nelle fiabe, le diversità diventano caratteristiche personali specifiche e smettono di essere soltanto mancanze o deficit. Attraverso le fotografie vorrei mostrare lo stupore e la meraviglia che nascono dal “magico” incontro tra persone. Vorrei mostrare un “sogno” in cui non si distingue il “normale” dal “diverso”, semplicemente perché questa distinzione, nel profondo, non ha alcun senso .

Nei locali di un ex esercizio commerciale nel quartiere della Magliana a Roma, ha sede un’organizzazione di volontariato, “La lampada dei desideri”, che offre uno spazio di incontro e aggregazione per le persone disabili. L’organizzazione è nata dall’impegno costante e infaticabile della sua fondatrice, Paola Fanzini, e si avvale della collaborazione di numerosi volontari. In questo modo tanti ragazzi ritrovano la voglia di uscire, di conoscere nuovi amici e di trascorrere il tempo in compagnia, in una città come Roma dove, secondo recenti statistiche (Unitalsi,febbraio 201 5), il 40% dei giovani disabili non esce più di casa. L’idea è quella di responsabilizzare le persone disabili e di considerarle protagoniste, accompagnandole solo con la discreta e affettuosa vigilanza dei volontari dell’associazione. In questo luogo magico si concretizza quindi, come in una favola, il desiderio di creare un posto in cui le “persone disabili” siano riconosciute innanzitutto come “persone” e dove le differenze non siano poi così importanti. Ne risulta un’atmosfera assolutamente tranquilla e gioiosa, dove spesso i volontari e i disabili non si distinguono più gli uni dagli altri. Come nelle favole, le diversità diventano allora caratteristiche specifiche e non deficit o mancanze. Come nelle favole lo stupore e la meraviglia nascono dall’incontro col “magico” e non banalmente dal fatto di entrare in contatto con le difficoltà altrui. Una favola fatta di piccole cose, forse, ma così rare e importanti che vale la pena di crederci. A. M.

Bio
Andrea Menozzi vive e lavora a Roma e ha sempre amato la fotografia. Dal 2011 ha iniziato ad approfondire la sua cultura fotografica e si è dedicato in particolare al reportage. Da allora ha cominciato a lavorare a progetti fotografici individuali e collettivi orientati al reportage sociale, insieme ai fotografi del Collettivo WSP di Roma. Nel 2014 ha vinto il National Award Italy del Sony WPA. Ha frequentato la Masterclass 2014/15 del WSP Photography tenuta dai docenti Giovanni Cocco, Paolo Marchetti, Fausto Podavini.

18 giugno 2016
Vernissage: sabato 18 giugno 2016, ore 19
WSP Photography
Via Costanzo Cloro, 58
(San Paolo - Metro) Roma

ffcut, the edge

A cura di Valentina Sestieri
Sono arrivato a San Francisco da Shangai l’11 Agosto del 2014. Un viaggio di 9,872 miglia, un volo di 10 ore e 50 minuti. Il fuso orario tra Shangai e San Francisco è di 15 ore, infatti ho avuto bisogno di tre giorni per ristabilirmi”.

Questa serie è basata sulla mia vita quotidiana e l’immaginazione. Ho preso le distanze dalla città in cui vivo adesso. Le attrazioni, i centri commerciali e il nuovo vicinato mi aiutano nel costruire una città irreale nell’immaginazione e nella memoria:una città fittizia che si basa su un posto reale ma che ,attraverso un processo associativo, si trasforma. Con le persone che sembrano apparire dalla nebbia, il leggero sbilanciamento delle immagini richiama qualcosa di strano, ma interessante. Queste immagini chiedono allo spettatore di osservare di nuovo, di avvicinarsi, di investigare su cosa potrebbe essere lì, in un’altra dimensione..

Bio
Zhao Qian è un fotografo ed artista nato in Cina, attualmente vive a San Francisco. Ha esposto a livello internazionale negli Stati Uniti, Olanda, Italia, Norvegia, Australia, Cina e Svizzera, al Museo di Arte Contemporanea di Roma, Museo Ogden of Southern Art, Today Art Museum e Dalian Art Museum. Il suo lavoro è stato pubblicato su “LensCulture”, “Gup Magazine”, “Fraction Magazine”, “Invisible photographer Asia”, “YET MAGAZINE”, “Aint-Bad”, “PAPER JOURNAL” e “This Is Paper” .

Zhao Qian ha ricevuto “Vermont Studio Center Residency and Fellowship “, “Kala Art Institute Residency Program” e “Red Gate Residency Program”. Il suo “Offcut, the edge” è stato selezionato come l’undicesimo Reminders Photography Stronghold Grantee.

17-24 giugno 2016
Vernissage: 17 giugno 2016, ore 19
001 Photography
Via Pisoniano, 9
Roma

Io sono Dario/I’m Dario
Vernissage: mercoledì 22 giugno, ore 17
Decathlon Prenestina
Via Prenestina, 940
Roma

Io sono Dario di Gianluca Abblasio, da Centocelle alle pagine di FUGAZINE # 04, dal Pigneto a FotoLeggendo 2016[/related

Foto | Simona Marani aka cut-tv's

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