My Generation di Ludovica Bastianini

Ludovica Bastianini fotografa e dipinge a mano il ritratto della sua generazione, precaria

Sono tanti e sotto gli occhi di tutti, gli esempi del surreale conflitto dei flussi migratori vissuto dall'Italia, tra i suoi giovani costretti a migrare altrove, alla ricerca di occasioni negate da un sistema di sfruttamento del lavoro, sterile e iniquo, pronto ad accogliere a braccia aperte e le peggiori condizioni di vita e impiego, i giovani in fuga da altri paesi e conflitti.

Uno spaccato della società contemporanea, fragile e precaria, che Ludovica Bastianini, da fotografa e illustratrice italiana che vive e lavora a Zurigo, ha deciso di 'mettere in scena' con ritratti fotografici di giovani italiani, 'dipinti a mano' e a misura del senso di sradicamento che li costringe a barcamenarsi tra lavori precari di ogni genere, in un gioco di ruolo e identità altrettanto mutevole.

"My Generation" inquadra giovani nati negli anni '80, con età compresa tra i 25 ai 35 anni, tra chi possiede un elevato grado di istruzione/specializzazione e quanti ne sono privi, tutti alle prese con lavori stagionali, irregolari, malpagati (quando lo sono) e senza prospettive di crescita.

Giovani rappresentanti di una generazione 'occupata', costretta a pagare il prezzo più alto di una politica economica e del lavoro mascherata da crisi. La generazione di Ludovica Bastianini, i giovani che lei fotografa lungo la strada dei luoghi dove vivono, per poi dipingere sulle stampe, in formato 10x15, abiti riconducibili alle varie occupazioni precarie che è capitato di ricoprire ad ognuno di loro.

Una rappresentazione quasi fumettistica di esistenze messe in gioco, concepita per amplificare la dimensione ludicamente ironica della messa in scena, quanto quella della precarietà che le investe.

Un progetto in progress per metamorfosi inarrestabili, al momento in mostra all'Areoporto di Napoli con la collettiva Slideluck On Board, fino alla fine del mese.

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