Dorothea Lange: vita e opere inedite

Alla about Dorothea Lange, nel documentario della nipote 'Grab a Hunk of Lightning', dal MADRE di Napoli al MAXXI di Roma e due mostre

La Storia degli uomini raccontata dalla fotografia, dettagliata, empatica, dirompente, conserva un valore inestimabile, grazie al contributo di documentaristi del calibro di Dorothea Lange, resa celebre dalla capacità di cogliere la sofferenza, nei volti degli americani impoveriti dalla Grande Depressione, quanto in quelli dei giapponesi rinchiusi nei campi di internamento americani durante al Seconda Guerra Mondiale.

Una delle donne che hanno cambiato il volto della fotografia e reso una vera icona quello della Migrant Mother conservata dalla New York Public Library (NYPL), nonostante e grazie a difficoltà fisiche, disagi emotivi e ostacoli culturali.

Particolari meno noti del contributo offerto dai suoi successi professionali, come le fotografie realizzate per l’FSA (Farm Security Administration) che portarono aiuto economico del Governo statunitense alle famiglie in difficoltà durante la Grande Depressione.

Particolari che hanno finito per nutrire il lungo film-documentario Dorothea Lange: Grab a Hunk of Lightning (2014 nel trailer) realizzato da Dyanna Taylor in ricordo della nonna Dorothea Lange, con scatti inediti, interviste e ricordi di famiglia, pronti a svelare la personalità di questa donna che ha sfidato l’America a conoscere se stessa, dalla Grande Depressione ai campi di internamento della Seconda Guerra Mondiale.

Dyanna Taylor: nipote di Dorothea Lange

Buddista, amante degli animali e della natura, ha viaggiato il mondo girando film, documentari e speciali televisivi su questioni sociali e problematiche ambientali. Lavora per le principali emittenti televisive come HBO, PBS, ABC, NBC, CBS e Nat Geo. Recentemente ha diretto la fotografia di McFarland per la Disney e Sleepless in America per Il National Geographic. Ha vinto numerosi premi tra cui cinque Emmy e un Peabody. Nel 2014 ha diretto Grab a Hunk of Lightning, documentario interamente dedicato alla storica figura di sua nonna.

Il singolare ritratto di uno dei più grandi fotografi statunitensi del XX° secolo sarà proiettato anche oggi, 26 aprile, alle ore 18:00 nella sala Re_PUBBLICA MADRE del museo MADRE di Napoli, aperto di martedì (abituale giorno di chiusura) in via del tutto eccezionale per la conferenza sulla ricerca fotografica di Dorothea Lange, alla presenza della nipote Dyanna Taylor e Mimmo Jodice, moderati da Andrea Viliani.

Chi dovesse perdere l'incontro, chiuso da un approfondimento sulla prossima mostra che il MADRE si prepara a dedicare a Mimmo Jodice, potrà approfittare di un nuovo incontro con la regista Dyanna Taylor invitata dall’Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia, per assistere alla proiezione del documentario (in lingua originale, senza sottotitoli), al MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, giovedì 28 aprile 2016, alle pre 18:30, ad ingresso libero fino ad esaurimento posti.

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"Giù le mani! Non voglio infastidire quello che fotografo..."

Dorothea Lange

Dorothea Lange 1895-1965


Dorothea Margaretta Nutzhorn

nasce il 26 maggio 1895 a Hoboken nel New Jersey, da una famiglia di immigrati tedeschi, diventa Dorothea Lange quando prende il cognome della madre perché il padre le ha lasciate.

A soli 7 anni la poliomielite le lascia un deficit permanente della gamba destra e una profonda sensibilità per la sofferenza umana, ma la sua determinazione è più forte dell'handicap.

Nonostante l'infanzia segnata dall’abbandono del padre e la giovinezza resa difficile dagli effetti della malattia, dopo gli studi alla Columbia University di New York e l’incontro con il fotografo Clarence White, lavora come fotografa free-lance aprendo uno studio di sua proprietà a S. Francisco.

Si sposa con il pittore Maynard Dixon, da alla luce i figli Daniel (1925) e John (1928), frequenta alcuni dei fotografi fondatori del Gruppo F/64 e si avvicina alla filosofia della straight photography.

È la sua capillare opera di ricognizione tra disoccupati e senzatetto californiani durante la Grande Depressione del 1929 ad attirare l'attenzione della Rural Resettlement Administration, organismo federale di monitoraggio della crisi destinata a diventare l'FSA (Farm Security Administration).

L'uomo anziano chino su una ringhiera con una tazza in mano, tra la folla di disoccupati in attesa di aiuto, ritratto fuori dal suo studio rendono ben noto lo scatto “White Angel Breadline" (1932).

Molti scatti di Dorothea Lange furono esposti nello studio del fotografo Willard Van Dyke di Oakland e nelle pagine del suo Camera Craft.

Furono poi le foto dei contadini che abbandonano le campagne a causa del Dust Bowl e delle tempeste di sabbia che hanno desertificato 400.000 km² di terreni agricoli degli stati uniti, attirano l'attenzione di Paul Schuster Taylor, economista dell'università della California, che le commissiona l'ampia documentazione fotografica sulla depressione che non ha tardato a rendere celebre il suo contributo.

La Lange collaborò anche alla redazione di An American Exodus: A Record of Human Erosion (1939).

Nel 1935, divorziata da Dixon, la Lange incontra e sposa Paul Taylor, il fervente difensore della politica del New Deal che arricchisce di interviste, raccolte di dati e analisi statistiche i reportage della moglie, aiutandola a crescere come documentarista.

Lavorando come fotografa per l'ente governativo FSA, creato da Roseveelt nel tentativo di uscire dalla povertà, sotto la guida di Roy Stryker, insieme a Arthur Rothstein, Carl Mydans, Walker Evans e Ben Shahn, la Lange scatta la sua fotografia più celebre.

Il 6 marzo 1936 incontra Florence Owens Thompson, una donna di 32 anni, madre di sette figli, la immortalata nei pressi di un campo di piselli in California, da qui il titolo originale della foto, Destitute Pea Picker, ma sarà quello di Migrant mother a renderla una vera icona della depressione americana.

Tra le curiosità che nel corso del tempo hanno riguardato questa icona, c'è un dito della mano che appare in basso a destra nello scatto originale, conservato alla Library of Congress di Washington, insieme a quello ritoccato e diffuso dalla stampa.

Durante la seconda guerra mondiale, Dorothea Lange lavora sul fronte giapponese e nel campo di internamento USA di Manzanar, agli ordini della War Relocation Authority, anche se i suoi scatti rimasero segreti fino al 1972, resi pubblici nelle pagine di Executive Order 9066 di Maisie e Richard Conrat.

Nel 1945, la Lange è la reporter ufficiale della conferenza delle Nazioni Unite in San Francisco per il dipartimento di stato americano.

Contemporaneamente lavora per la rivista Life (“Three Mormon Towns” nel 1954 e “The Irish Country People” nel 1955) e Aperture (“Death of a Valley” nel 1960) che contribuisce a fondare, così come nel 1947 collabora alla nascita dell'agenzia Magnum.

L'11 ottobre 1965, pochi giorni prima dell’apertura di una sua grande retrospettiva al Museum of Modern Art di New York, la Lange muore a causa del cancro all'esofago che negli ultimi anni di vita si aggiunge alle sue sofferenze.

Il massimo riconoscimento arriva postumo nel 1966, con la retrospettiva al MOMA (Museum of Modern Art).

Aggiornamento del 26 aprile 2016

La prossima occasione di approfondire la conoscenza di una pioniera della fotografia documentaristica e di denuncia sociale come Dorothea Lange, nel corso dell'estate arriva per la prima volta in Italia con ben due mostre e un catalogo.

Grazie alla collaborazione tra il Madre e lo Studio Trisori di Napoli e il Castello umbro di Postignano, dai primi giorni di giugno due mostre offrono una bella panoramica del lavoro di Dorothea Lange.

La retrospettiva "A Visual Life" resta a Napoli fino a settembre con fotografie scattate fra il 1930 e il 1940, mentre la mostra "The Camera is a Great Teacher" porta 51 fotografie al Castello di Postignano, fino a gennaio 2017.

A Visual Life
9 giugno - 15 settembre 2016
Studio Trisorio
via Riviera di Chiaia, 215
Napoli
lun-sab, ore 10.30-13.30
lun-ven, ore 16-19.30

The Camera is a Great Teacher
11 giugno 2016 - 9 gennaio 2017
Castello di Postignano
Il Torchio, app. Sabbioneta
Sellano (PG) Umbria
lun-dom, ore 10-22

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