Sony A68, la recensione della fotocamera che mette a fuoco quasi al buio

Ho messo alla prova la Sony A68, la fotocamera a specchio traslucido capace di mettere a fuoco fino a -2 EV

Megapixel di qua, ISO di là. Ma siamo sicuri che per valutare una fotocamera siano da tenere in considerazione solo queste due caratteristiche? Facciamo un esempio: avere una buona risoluzione ed un basso rumore serve a qualcosa se la foto è sfuocata?

Ecco, forse la nostra attenzione dovrebbe dedicarsi anche alla valutazione dell'autofocus, in quanto la sua efficacia fa la differenza tra una foto utilizzabile ed una da affidare senza possibilità di recupero al cestino. Quindi un modulo autofocus che riesce a lavorare fino -2 EV diventa davvero interessante.

Perché ovviamente tutti sono buoni a mettere a fuoco sotto il sole a picco. Il difficile arriva quando anche l'occhio umano fatica a distinguere i dettagli. Una situazione in cui invece si trova perfettamente a suo agio la Sony A68, una fotocamera a specchio traslucido con sensore CMOS Exmor APS-C da 24 Megapixel.

La sua caratteristica più interessante è però il suo modulo autofocus a rilevamento di fase con 79 punti, di cui 15 a croce e quello centrale con sensibilità f/2.8, dichiarato come funzionante fino a -2 EV. Io sono riuscito a testarne positivamente il funzionamento a 0.2 EV.

Ma procediamo con ordine, iniziando con le prime impressioni.

Prime impressioni

Prendere in mano la Sony A68 è come fare un salto indietro nel tempo. La mia prima reflex digitale "seria" è stata la Minolta 7D del 2004. La Minolta è stata poi assorbita dalla Sony due anni dopo, ma a distanza di un decennio alcuni dettagli del design sono ancora presenti. Come ad esempio l'impugnatura ben sagomata e la posizione del tasto di scatto e della ghiera a portata di indice. Ma in generale richiami a parte l'ergonomia di questa fotocamera è ottima: impugnarla e scattare è un vero piacere. Unici punti discutibili sono il display: solo 2.7" quando attualmente anche le compatte hanno almeno un pannello da 3", non di tipo touch e orientabile in modo limitato. Niente selfie quindi con questa fotocamera. Onestamente non mi ha del tutto convinto anche lo Zeiss Vario-Sonnar T* 2,8/16-35 ZA fornito per la prova. La sua resa, come avrò modo di dire più avanti, mi ha lasciato qualche dubbio: temo che chi mi ha preceduto nella prova l'abbia maltrattato compromettendone le prestazioni. Inoltre le sue dimensioni abbondanti creano qualche difficoltà se vogliamo sfruttare un piano a mo' di cavalletto di fortuna: il barilotto impedisce di fatto di tenere la fotocamera in bolla. A parte ciò la Sony A68 si è comportata molto bene: ottimi il bilanciamento del bianco, l'esposimetro ed anche la stabilizzazione a livello di sensore. E l'autofocus? Preciso e veloce per l'appunto anche in penombra. Vi rimando al video, dove potrete giudicare con i vostri occhi il suo funzionamento.

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Qualità immagine

Come dicevo poco sopra l'abbinamento della Sony A68 con lo Zeiss Vario-Sonnar T* 2,8/16-35 ZA non mi ha convinto del tutto. Come contrasto e stacco dei piani non ho nulla di cui lamentarmi. Ma la nitidezza, come potete vedere anche nei crop degli scatti di prova, non è ai livelli dei tanti Zeiss che ho provato finora. Per il resto i file JPG sono già perfetti per la stampa e quindi ancor di più per la pubblicazione online, senza bisogno di affidarsi necessariamente al RAW. Infatti le differenze tra JPG e RAW sono davvero minime: risulta percepibile solo una leggera maschera di contrasto nel JPG. Sul fronte della sensibilità i file sono davvero ottimi dai 100 ai 1600 ISO. Dai 3200 ISO si inizia a percepire l’intervento della riduzione rumore, che si porta via il dettaglio fine, oltre alla comparsa di una grana sempre più evidente. Però anche al massimo valore di 25600 ISO si ottengono immagini tutto sommato ancora utilizzabili, almeno per il web, grazie al dettaglio medio ancora presente e alla costante coerenza cromatica.

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Conclusioni

C'era una volta la Minolta. Poi è arrivata la Sony. Passano gli anni e la tecnologia va avanti. Sono arrivate innovazioni importanti come lo specchio traslucido. Un'innovazione che permette di avere un autofocus sempre più performante, grazie all'eliminazione del movimento dello stesso specchio. Un autofocus che nel caso della Sony A68 spicca ancora di più per le sue prestazioni in condizioni di scarsa illuminazione. Avere una messa a fuoco precisa e sicura anche quando l'occhio umano fatica a distinguere i dettagli fa la differenza. Alla faccia di ISO e risoluzione.

Piace:
- qualità immagine
- ergonomia
- efficacia autofocus in condizioni di scarsa illuminazione

Non piace:
- display più piccolo del solito, non di tipo touch e orientabile in modo limitato
- ottica in prova dall'ingombro problematico e dalla nitidezza non soddisfacente

Aggiornamento del 24/05/2016: La Sony Italia mi ha comunicato che il loro centro assistenza, dopo aver verificato lo Zeiss Vario-Sonnar T* 2,8/16-35 ZA usato nella prova, ha confermato che lo stesso è stato inviato in riparazione, poiché non perfettamente funzionante. Spero di poter quindi provare a breve un esemplare perfetto di quest'ottica, in modo da potervi mostrare la leggendaria nitidezza degli Zeiss.

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