Punto d'ombra di Teju Cole

Il Punto d'ombra di Teju Cole animato dallo speciale legame tra immagini e parole

“In ogni istante sono intensamente consapevole che guardare è vedere solo una porzione di ciò che si osserva”

Ci sono individui che hanno bisogno del cortocircuito innescato da parole e immagini per percepire il mondo come un flusso in costante movimento, vitale e vibrante, anche quando resta perfettamente immobile.

Persone come me che hanno familiarità con il punto d'ombra che sfugge alla visione e alla percezione, capace di arricchire di senso e significato entrambe.

Come Teju Cole, il noto scrittore, fotografo e critico fotografico del The New York Times Magazine, rimasto temporaneamente cieco da un occhio, a causa delle minuscole perforazioni della retina di una papilloflebite, capaci di alterare così tanto la percezione dello spazio, da spingerlo a cambiare l’atto di guardare, fotografare e far parlare le immagini.

“Una strada non è solo la superficie asfaltata, i palazzi ai lati, le macchine veloci o lente, la gente intorno a te. È anche il modo in cui tutte quelle cose sono in relazione, come si compongono e ricompongono. Appena alcuni elementi si allontanano dal campo visivo, altri diventano visibili: tu ti muovi, le macchine si muovono, altre persone si muovono, persino il sole si sta muovendo lentamente, e in mezzo a tutto questo movimento multidimensionale devi decidere quando premere l'otturatore, decidere quale di questi istanti mutevoli è più interessante degli altri. Un secondo prima, non è ancora successo. Un secondo dopo, se ne è andato per sempre, irrecuperabile.”

Teju Cole

Un cambiamento che si riflette nella sua nuova ed entusiasmante avventura editoriale, pronta ad arricchisce la collana In parole di Contrasto con la sorta di «diario» visivo dei suoi viaggi nel mondo, raccolti nelle 166 pagine e 107 fotografie di Punto d'ombra, lasciando incontrare la poetica dei paesaggi fotografici con la prosa di parole e conversazioni, sogni, reminiscenze cinematografiche e ricordi letterari, dalla Bibbia a Omero, da Merleau-Ponty a Conan Doyle.

"Quando l’otturatore si chiude, il mondo si ferma in un’inquadratura. Anche le parole vengono fissate dalla scrittura. Eppure, le immagini e le parole sono inattive finché non vengono viste e lette. Io, lo spettatore-lettore, animo il libro, ed essendo vivo, sono un corpo in movimento. Il ritmo del libro è stabilito fin dalla prima frase e dalla prima fotografia."

Siri Hustvedt, introduzione al libro

Un diario dell'atto di vedere, per un viaggio da compiere seguendo lo speciale legame tessuto da testo e immagini in ogni sguardo, dalle pagine del libro presentato in anteprima al MAXXI di Roma, alla sala espositiva del Forma Meravigli di Milano che oggi fa seguire la presentazione del volume all'inaugurazione della mostra omonima curata da Alessandra Mauro.

La mostra Punto d’ombra. Fotografie di Teju Cole, organizzata da Fondazione Forma per la Fotografia, in collaborazione con Contrasto e la Camera di Commercio di Milano, propone un percorso di settanta immagini, aperto alle visite fino al prossimo 19 giugno (mercoledì, venerdì, sabato e domenica, ore 11-20; giovedì, ore 12-23; chiuso lunedì e martedì - ingresso: intero 8,00 € - ridotto 6,00 €)

Punto d’ombra. Fotografie di Teju Cole
28 aprile – 19 giugno 2016
Forma Meravigli
via Meravigli, 5
Milano

Foto | Punto d'ombra © 2016, Teju Cole
Via | Ufficio stampa Forma/Contrasto

  • shares
  • Mail