Robert Doisneau porta Parigi a Roma

L'itinerante Robert Doisneau – Paris en Liberté, allestita al Palazzo delle Esposizioni di Roma sino al 10 febbraio 2013, continua il viaggio in città di un francese innamorato di Parigi, della gente e della fotografia.

Francese medio, statura media, segni particolari: nessuno”, come ogni indigeno parigino fuso nella massa e nella scenografia di una città viva e brulicante, Robert Doisneau ha camminato per mezzo secolo la sua città, mosso dalla luce del mattino, guidato dall'amore per quello che attira lo sguardo e l'obiettivo della sua macchina fotografica, discreta ma sempre pronta a cogliere situazioni, reazioni, e sensazioni da trasformare in visione e piacere quotidiano.

Confuso con il gregge dei pedoni, concedendosi il lusso dell’immobilità e aspettando quello che finisce sempre per arrivare, il più illustre rappresentante della fotografia “umanista” in Francia, ha iniziato un lungo viaggio nella città senza tempo, trasformato in un tour itinerante dell'umanità, che da oggi fa tappa al Palazzo delle Esposizioni di Roma, con più di 200 fotografie originali, scattate da Doisneau nella Ville Lumière tra il 1934 e il 1991.

Robert Doisneau – Paris en Liberté
Robert Doisneau – Paris en Liberté
Robert Doisneau – Paris en Liberté
Robert Doisneau – Paris en Liberté

L'allestimento romano di Robert Doisneau – Paris en Liberté, che potete sbirciare negli scatti di RondoneR su 06blog evoca il crocevia di vicoli, visioni e passioni che il fotografo ha colto lungo la strada e in mezzo al traffico, entrando nei bar, sbirciando dalle finestre, dentro gli atelier, ballando il Be-bop in cantina, sempre sensibile alle reazioni della gente comune, scatenate dalla visione della Gioconda, da una modella nuda in vetrina (Le regard oblique - boutique de Romi, 1948) o dal traffico.

"Esistono a Parigi dei posti maledetti. Il passaggio riservato ai pedoni in Place de la Concorde si trova nel luogo dove, due secoli fa, si ergeva la ghigliottina. Oggi alcuni individui particolarmente agili riescono a sfuggire alla muta degli automobilisti"

Robert Doisneau – Paris en Liberté
Robert Doisneau – Paris en Liberté
Robert Doisneau – Paris en Liberté
Robert Doisneau – Paris en Liberté

Una città che sfila lungo le pareti della galleria, entra dentro moduli, come potrebbe fare nei vicoli, diventa tridimensionale con ingrandimenti che scompongono la fotografia in particolari portati in rilievo, per entrane dentro le case e le vite dalla facciata di un vecchio palazzo, o avvicinarsi ai diversi elementi del paesaggio.

Robert Doisneau – Paris en Liberté
Robert Doisneau – Paris en Liberté
Robert Doisneau – Paris en Liberté
Robert Doisneau – Paris en Liberté

Un viaggio in bianco e nero con tutte le sfumature urbane dell'esistenza, partito dalll’Hotel de la Ville di Parigi nel centenario della nascita di Robert Doisneau, che dopo aver raggiunto il Mitsukoshi di Tokyo e l’Isetan Museum di Kyoto, si ferma al Palazzo delle Esposizioni di Roma fino al 10 febbraio 2013, grazie ad una proroga, per iniziativa dell’Azienda Speciale Palaexpo, dell’Atelier Doisneau, della Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia e di Civita, con il patrocinio della Ville de Paris e di Roma Capitale, prima di raggiungere lo Spazio Oberdan di Milano, dal 19 febbraio al 1 maggio 2013, con diversi eventi e iniziative collaterali dedicati a Parigi e all'arte della fotografia, da una inedita rassegna cinematografica a diversi incontri culturali.

Robert Doisneau – Paris en Liberté
Robert Doisneau – Paris en Liberté
Robert Doisneau – Paris en Liberté
Robert Doisneau – Paris en Liberté

In aggiunta a questo, Robert Doisneau. Paris en liberté inaugura anche un ciclo di mostre dedicate alla fotografia francese del Novecento, promosse dalla Fondazione Alinari con la collaborazione della Ville de Paris, mentre L’Atelier Robert Doisneau, fondato dalle figlie Annette e Francine Deroudille, con sede a Montrouge nell’appartamento in cui lo stesso Robert Doisneau ha lavorato per più di 50 anni, conserva 450.000 negativi, numerati e classificati, che promettono di regalarci ancora mostre e pubblicazioni, insieme alla scoperta di réportage ancora inediti di un uomo sorprendente che non ha mai perso di vista i piaceri concessi dalla fotografia.

Robert Doisneau – Paris en Liberté
Robert Doisneau – Paris en Liberté
Robert Doisneau – Paris en Liberté
Robert Doisneau – Paris en Liberté

Oggi posso tranquillamente confessare che quella di lasciare alle future generazioni una testimonianza della Parigi dell’epoca in cui ho tentato di vivere è stata l’ultima delle mie preoccupazioni. Se mi fossi sistematicamente imposto una missione del genere, avrei accumulato milioni di immagini, ma in cambio di chissà quante giornate senza piacere.

Robert Doisneau – Paris en Liberté
Robert Doisneau – Paris en Liberté
Robert Doisneau – Paris en Liberté
Robert Doisneau – Paris en Liberté

Le poche immagini che, nella corsa del tempo, continuano a restare a galla ammucchiandosi come tappi di sughero nel mulinello di un fiume, sono state scattate durante le ore rubate ai miei vari datori di lavoro... Disobbedire mi sembra una funzione vitale e devo dire che non me ne sono mai privato. Quando il vecchio delinquente che è in me vede persone serie, quali i conservatori di musei e i bibliotecari, dare tanta importanza a quelle immagini spigolate in circostanze illegali, mi sento pervadere da un delizioso senso di gioia.

Robert Doisneau – Paris en Liberté
Robert Doisneau – Paris en Liberté
Robert Doisneau – Paris en Liberté
Robert Doisneau – Paris en Liberté

Un giorno, tuttavia, mi sono voluto levare la voglia di vedere la città con gli occhi dei turisti organizzati. Per cui sono salito su uno di quei pullman che sembrano delle balene sonorizzate, deciso a lasciarmi rifilare la tintinnante paccottiglia riservata alla gente che ha fretta.
Nel veicolo ancora fermo sono stato informato che vivevo in una città pericolosa. « Signore e Signori, nel corso delle varie tappe, per motivi di sicurezza vi preghiamo di restare gli uni accanto agli altri. In caso contrario la Direzione declina ogni responsabilità. »
Un avviso che, al momento opportuno, ha prodotto il risultato di confezionare tanti piccoli pacchetti tremolanti nella notte.
Ho quindi visto la ghigliottina in una cantina del Quartiere latino, gli apaches della Bastiglia, la gigolette dalla gonna a spacco arrampicata sulle ginocchia di un membro del consiglio presbiteriale di una cittadina dell’Ohio.
A Montmartre ho visto cadere a terra i reggiseni delle donne di Parigi e infine, dopo le ragazzone coperte di piume degli Champs Élysées, mi sono ritrovato sul marciapiede, completamente stordito dall’organizzazione di piaceri ai quali erano stati tolti quei preamboli che fanno perdere tanto tempo. All’indomani di quella spedizione, ho scoperto il raro lusso dell’immobilità.

Robert Doisneau – Paris en Liberté
Robert Doisneau – Paris en Liberté
Robert Doisneau – Paris en Liberté
Robert Doisneau – Paris en Liberté

In una città in cui tutto è in movimento, non è semplice contrastare l’istinto gregario. Bisogna avere il coraggio di piazzarsi in un punto e di restarci immobili: e non per qualche minuto, ma per un’ora buona, magari anche due. Bisogna trasformarsi in una statua senza piedistallo, ed è buffo, in quei casi, vedere fino a che punto si riesca ad attirare i naufraghi del movimento.
« Avrebbe mica un cavatappi? »
« Parla francese? »
« Ha visto per caso un cagnolino bianco con un guinzaglio rosso? »
Rispondo sempre con cortesia squisita, sebbene mi secchi essere disturbato: per vedere bene ci vuole un minimo di concentrazione.
Vedere, a volte, significa costruirsi, con i mezzi a disposizione, un teatrino e aspettare gli attori.
Aspettare chi?
Non lo so, però aspetto.
Io spero sempre, e quando uno ci crede con forza è difficile che qualcuno non finisca per arrivare.
Dopodiché la messa in scena viene improvvisata all’insegna della fugacità. Per essere leggibile, un’immagine deve assumere la forma di uno di quei segni utilizzati fin dalla notte dei tempi dai preti, e solo da poco dalla segnaletica stradale.

Robert Doisneau – Paris en Liberté
Robert Doisneau – Paris en Liberté
Robert Doisneau – Paris en Liberté
Robert Doisneau – Paris en Liberté

...in un certo posto mi è successo di imbattermi in una sagoma talmente equilibrata da assumere immediatamente un valore di totem abbagliante che, da allora, cerco di ritrovare; oppure che, in un altro posto, un amico mi ha fatto un segno con la mano, l’ultimo, prima di sparire dietro l’angolo. Come vedete, tutte cose per voi del tutto prive d’interesse.
Quindi la città mi sembra sempre più popolata da fantasmi.
«Ma che cosa dice? I fantasmi ci sono sempre stati! – Si, ma quelli degli altri mi lasciano indifferente.»

Robert Doisneau – Paris en Liberté
Robert Doisneau – Paris en Liberté
Robert Doisneau – Paris en Liberté

Foto | RondoneR 06blog
Testi | Cut-tv's - Robert Doisneau, 23 ottobre 1984

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