La forma delle cose di Patrick Tosani

L'indagine fotografica e la messa in scena di Patrick Tosani, da nuovi significati a oggetti comuni

La forma delle cose resta mutevole quanto il modo di percepirla. Una questione riconducibile alla ricchezza del mondo sensibile romanzato da Truman Capote, o da Andrea Camilleri 'lasciando pigliare alle cose la forma che gli viene data'.

Un po' quello che fa la matematica, capace di arricchire l'evoluzione culturale risvegliando forme invisibili e idee intrinseche, o l'operazione di messa in scena che il fotografo francese Patrick Tosani usa per creare nuovi significati di oggetti comuni, sfidando la percezione della forma con l’indagine fotografica.

Attraverso la luce e la messa in scena fotografica, il primo piano di un tacco a rocchetto privato della scarpa, oggettivizza una nuova natura e visione, per il particolare percepibile da prospettive e analisi diverse di forme, volumi e spazio.
“In generale, gli oggetti che fotografo sono prodotti industrialmente, sono delle cose. Nella serie Talons (tacchi – 1987), l’oggetto è riconoscibile come parte di una scarpa, ma in assenza di questa assume una natura diversa. I tacchi scelti mostrano una stratificazione artificiale. Sembra il risultato di una accumulazione di strati successivi a partire da un basamento nero e sembra accrescersi in modo vario e aleatorio. La forma dell’oggetto reale determina la forma dell’immagine. Si tratta di isolare l’oggetto su un fondo neutro, di seguire i contorni della sua crescita attraverso l’inquadratura; e anche di rivelare, grazie a un punto di vista sempre uguale, la sua progressione e al tempo stesso il variare e l’ingrandirsi dell’immagine. Quando il tacco è basso, lo vedi da sopra, e tu che osservi sei più grande dell’oggetto. Quando il tacco si ingrandisce, il sopra ti sfugge e l’oggetto ti domina progressivamente. Questa fusione dell’immagine con l’oggetto viene rivelata dalla costanza del punto di vista e da questo concetto di crescita. La particolarità del tacco è accrescersi e quella della fotografia è ingrandirsi a partire dalla matrice contenuta nella macchina fotografica. L’esperienza di questo lavoro porta a un concetto di continuità tra lo spazio reale e lo spazio rappresentato fotograficamente.
Patrick Tosani

Patrick Tosani: biografia

Patrick Tosani è nato nel 1954 a Boissy-l’Aillerie. Architetto di formazione, dopo esperienze di insegnamento all’Ecole supérieure d’art et design di Grenoble, all’Ecole nationale supérieure des Beaux-Arts di Lione, all’Ecole spéciale d’architecture di Parigi, dal 2004 insegna all’Ecole nationale supérieure des Beaux-Arts di Parigi. A partire dalla metà degli anni Settanta sviluppa un lavoro fotografico al centro del quale pone la questione dello spazio e della dimensione delle cose, e al tempo stesso attraverso la rappresentazione degli oggetti, dei corpi, degli abiti, interroga il processo fotografico, le sue potenzialità, il rapporto con la realtà.

Tosani ha esposto il suo lavoro in mostre personali in molte sedi tra le quali: ICA, Londra, 1987; Art Institute, Chicago, 1992; Musée d’Art Moderne de la Villa de Paris,1993; Museum Folkwang, Essen, 1997; Musée Niépce, Chalon-sur-Saône, 1998 ; Centre national de la Photographie, Paris, 1998; Rencontres d’Arles, 2001; Maison européenne de la Photographie, Paris, 2011.

Molte le monografie dedicate all’artista. La più recente e importante è stata pubblicata nel 2011 dalle edizioni Flammarion, Paris. In occasione della mostra, verrà pubblicato un catalogo edito da Silvana Editoriale, che rappresenterà il primo libro italiano dedicato all’artista.

Ricorrendo alle variazioni di luce che colpiscono la superficie dei cucchiai de La serie Cuillères (cucchiai – 1988), senza alterare la continuità di senso nello spostamento dallo spazio reale a uno spazio fotografico, o le sezioni metaforiche e poetiche degli oggetti tagliati a metà di Prises d’air (prese d’aria – 2012) che riportano in superficie dubbi e incertezze, insieme al cambiamento e le potenzialità di nature diverse, Tosani, palesa l'oggettivazione del mondo, dove

"L’oggetto non è quello che sta davanti a noi ma quello che colpisce i nostri sensi".


Continuando a riflettere sulle potenzialità del processo fotografico e il suo rapporto con la realtà, è proprio una sostanziosa selezione delle opere e della ricerca fotografica di Patrick Tosani, ospitata per la prima volta in Italia dal MuFoCo, ad impreziosire la XXI Esposizione Internazionale della Triennale di Milano. 21st Century. Design After Design. Il design della globalizzazione.

Patrick Tosani. La forma delle cose, a cura di Roberta Valtorta, riapre al pubblico il Museo di Fotografia Contemporanea, con Talons (tacchi), 1987, Cuillères (cucchiai), 1988, Géographies (geografie – dedicata ai tamburi), 1988, Niveaux (livelli), 1990, Corps du dessous (corpi da sotto), 1996, Masques (maschere),  1998, Zones (zone – bicchieri), 2001, Territoire (scolari/territorio), 2002, Chaussures de lait (Scarpe di latte), 2002, Paysage (paesaggio), 2006, Frontale/Oblique/Latérale (Frontale/Obliquo/Laterale), 2007, Prises d’air (prese d’aria), 2012, Planètes (pianeti), 2015.


Patrick Tosani. La forma delle cose
fino al 12 settembre 2016

MuFoCo - Museo di Fotografia Contemporanea
Villa Ghirlanda
via Frova, 10
Cinisello Balsamo - Milano

Foto | Patrick Tosani. La forma delle cose, Courtesy Museo di Fotografia Contemporanea

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