Mostre fotografiche per il weekend, da Dondero alla Callas

Insieme a quello che riesco ad approfondire, e resta in mostra con un ventaglio di proposte che muove dalla nuova retrospettiva di Henri Cartier-Bresson a tutti i fotografi che tornano lungo la Via Emilia con la XI edizione di FOTOGRAFIA EUROPEA, c'è sempre molto altro che mi scappa e qualche mostra fotografica perfetta per le vostre esplorazioni di sguardi del fine settimana.

Una listra ampia ed eclettica dalla quale scegliere, per qualche proposta che spazia dalla mostra di Pier Paolo Pasolini, fotografato dal Mario Dondero che oggi avrebbe festeggiato il compleanno, alla grande retrospettiva dedicata alla divina Callas con iniziativa speciale per festeggiare la Festa della mamma.

Pasolini secondo Dondero

Nell’ambito del progetto “A scuola con Pasolini”, un’esposizione di 31 scatti del grande fotografo Mario Dondero.
La mostra fa parte degli eventi “Di Terra e di Mare” del Tavolo della Fotografia.

La mostra è divisa in quattro sezioni, tutte riferite al poeta Pier Paolo Pasolini, così articolate: Pasolini nel privato, sul set de “La ricotta”, in sala montaggio de “La rabbia” e in un set a Viareggio. Tutte le immagini provengono dal Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa.
Prosegue, con questo evento, il progetto “Di Terra e di Mare. Livorno in Fotografia” titolo scelto per le iniziative del Tavolo della Fotografia che, esclusivo nel panorama italiano, abbraccia un periodo di circa otto mesi dedicati a mostre, workshop, lettura portfolio, incontri con l’autore. Dopo l’esposizione del Premio Lynx, la mostra V Intercircoli da poco conclusa e la mostra in corso “Carceraria Anima Sanguinaria” con le foto della visual artist Claudine Caribotti (che proseguirà fino al 6 maggio) alla TST Art Gallery, ecco un’altra mostra dedicata alla fotografia.

A conclusione del progetto “A Scuola con Pasolini” (a cura del dipartimento di lettere dell’I.S.I.S. Niccolini Palli), si svolgerà il convegno finale al Cinema Teatro Quattro Mori con i massimi esperti della poetica di Pier Paolo Pasolini e con presentazione del film “Il Vangelo secondo Matteo” a cura degli alunni dell’istituto. Inoltre i docenti e gli alunni eseguiranno dei brani musicali di J. S. Bach tratti dal film.

tutti i giorni, ore 16. 19
Ingresso gratuito

fino a mercoledì 11 maggio 2016
Palazzo Comunale
Sala degli Archi della Fortezza Nuova
Livorno

Vera Rossi: TRANSPARENCY

Vera Rossi indaga Il concetto di trasparenza con un lavoro che va dalle fotografie scattate nell’ambiente domestico a quelle eseguite all’aperto e nella città di Amsterdam.

La trasparenza oltre ad indicare la proprietà fisica di alcuni materiali che, a seconda della luce, ci permettono di vedere attraverso superfici solide o liquide, rimanda anche alla segreta qualità di tramite fra due mondi – quello interno e quello esterno. La scelta del plexiglass in quanto medium non fa altro che accentuare tale trasparenza nella sua densità pluridimensionale.

Rossi, con un lavoro di attenta selezione, orienta e dirige il suo sguardo verso cose che comunicano direttamente con la sua anima, cogliendo la misteriosa solitudine che in esse vive. La natura e gli oggetti di un passato riscoperto si moltiplicano, riflettono, proiettano le loro ombre su una quotidianità mai annoiata.

Il vetro e l’acqua sono quegli elementi che l’artista definisce sostanza vaga che filtra e accoglie tale labile, incessante movimento. Come membrane che si sovrappongono allo sguardo, la loro trasparenza disorienta, mescola, trasforma, confonde. Proprio qui la Rossi analizza il valore della vista con i suoi limiti e le sue contraddizioni. Prive di qualsiasi elaborazione digitale, le immagini ottenute da questo particolare punto di vista, mostrano il carattere instabile della nostra percezione. Attraverso questa visione indistinta, in cui la luce svolge una funzione fondamentale, l’artista riporta a galla una quotidianità stratificata in cui vengono a sovrapporsi sogni, magia e ricordi.

La finestra è un simbolo forte che riporta alle atmosfere romantiche, simboliste, astratte e nelle sue varianti Vera Rossi ne coglie i diversi aspetti. Nell’intimità della casa di famiglia sembra rievocare le atmosfere di Josef Sudek dove la finestra esprime l’attesa con uno sguardo che si perde infinitamente nel tempo e nello spazio, in questo caso, scanditi della struttura della sua griglia. Nella vista dall’esterno, sulle facciate degli edifici, prevale una visione strutturata, più diretta a cogliere il lato concettuale della realtà. L’attenzione quindi si sposta sulla composizione e verso la ricerca formale, oppure si abbandona al flusso informale e incostante che avvicina il vetro ad elementi come l’acqua.

Viviana Quattrini

Con l'occasione la RvB Arts presenta le nuove opere della fotografa milanese Vera Rossi e le sculture in bronzo dell'artista romano Gianlorenzo Gasperini, in una doppia personale, prorogata al 14 maggio 2016, visitabile negli orario del negozio, mai di domenica e lunedì.

fino al 14 maggio 2016
RvB Arts & Antiquariato Valligiano
Via delle Zoccolette, 28
Via Giulia, 193
Roma

Utopia Urbana di Marco Citron

La mostra nasce da una scrupolosa analisi visiva dell’urbanistica e dell’architettonica sovietica che Citron conduce da una decina di anni, parte della quale è stata recentemente pubblicata nel libro Urbanism 1.01 che ha ricevuto grande attenzione dai media europei, ma non ancora esposta in Italia. Utopia urbana raccoglie quaranta foto della sua recente produzione tra cui una decina di scatti inediti che spaziano dalla fotografia panoramica all’impiego di cartoline vintage dell’era comunista, che Citron ha ricondotto a nuova vita.
La ricerca di Marco Citron è rivolta al paesaggio e al contesto cittadino, con particolare attenzione alle dinamiche di antropizzazione e agli sviluppi dei complessi urbani. Le sue immagini analizzano le volumetrie delle grandi strutture abitative e i particolari rapporti tra i pieni e vuoti che si innescano nella grande scala. Gli scatti di Utopia urbana si misurano in particolare con l’edilizia popolare, le infrastrutture stradali e gli edifici pubblici costruiti, tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta, in alcune città che costituivano le ex Repubbliche Sovietiche.
Citron nei suoi scatti racconta un’architettura modernista e spigolosa, a tratti apertamente brutalista, ritratta però a decenni di distanza dalle condizioni storico-sociali che l’hanno prodotta. Le sue immagini non indugiano in alcuna forma di malinconia per il passato o di rimpianto per l’utopia politica, ed estetica, dei paesi del socialismo reale. Riflettono invece sul Novecento e su come in sostanza sia stato fortemente caratterizzato dalle istanze di miglioramento e di rinnovamento sociale. Ad una fotografia di architettura che è sovente costituita di narrazioni basate su elementi descrittivi concreti, egli sembra così contrapporre una visione teorica dell’urbanistica e degli spazi, che vengono quasi completamente privati dalle connotazioni accidentali, temporali e topologiche. Prive di ogni riferimento che ci consenta di identificare un luogo determinato, le viste di Citron (che appaiono realistiche benché spesso generino il sospetto di non essere compiutamente reali) sembrano città ideali, contraddistinte da una forte tensione filosofica e razionale, pur nella consapevolezza di un’utopia che è stata superata e forse dimenticata.
Non sfugga però l’ironia delle sue immagini. Ludicamente chiamate Boring Landscapes, in un omaggio a Martin Parr e alle serie delle sue Boring Postcards, sono un conte philosophique in cui il passato, l’utopia novecentesca, il moderno (che è ormai pratica vintage) si misurano e discutono animosamente su quello che non è stato certo «il migliore dei mondi possibili».

Utopia urbana è un progetto dell’Associazione Culturale L’Officina di Trieste; si avvale del contributo del Comune di Trieste, della collaborazione di Trieste Contemporanea, dell’adesione della Casa dell’Arte di Trieste; è reso possibile grazie al generoso sostegno di tante persone che hanno contribuito alla sua realizzazione con una donazione ricevendo in cambio un’opera appositamente realizzata dall’artista.
Una conversazione pubblica tra Marco Citron e il curatore è prevista sabato 14 maggio alle ore 18.30. In occasione di questo incontro una visita guidata della mostra sarà dedicata a tutti quelli che hanno contribuito alla sua realizzazione.

Marco Citron (Pordenone, 1974) ha esposto le sue fotografie in Italia, Austria, Francia, Germania, Lituania, Polonia, Slovenia, Spagna e Stati Uniti. Tra le personali: nel 2014 presso Izolyatsia Gallery a Kiev (UA), nel 2008 alla DesignHaus di Darmstadt (D) e nel 2007 alla IX Biennale di Fotografia di Tenerife (E). Nel 2014 ha pubblicato per Danilo Montanari il libro fotografico Urbanism 1.01. Nel 2011 è stato selezionato dalla Fondazione Izolyatsia in Ucraina per una residenza sotto la curatela di Boris Mikhailov e nel 2009 è tra i vincitori del Portfolio Review al 40° Rencontres di Arles. Tra gli altri, hanno scritto del suo lavoro Martin Parr, Gerry Badger ed Irina Tchmyreva.

lunedì-sabato, ore 10.00-12.30 e 17.00-19.30
domenica, ore 10.00-12.30
ingresso libero

fino al 17 Maggio 2016
Palazzo Costanzi, Sala Veruda
Trieste

Patagonica. Paesaggi dalla fine del mondo. Immagini di Luca Bragalli

La rassegna fotografica, promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ha ricevuto il patrocinio della Commissione Italiana dell’ Unesco, della Regione Lazio e dell’Ente del Turismo della Patagonia.

E' un ciclo fotografico di immagini in bianco e nero che rappresenta una visione personale dei luoghi, tra i più famosi ed importanti del patrimonio naturale della Patagonia, uno degli ultimi santuari della natura incontaminata.

Luce ed ombra, alla ricerca incessante di una purezza assoluta delle forme della natura. Questa la chiave di lettura della rassegna che si divide in due sezioni: il paesaggio della pietra e del vento e il paesaggio dell’acqua e del gelo.

Sono rappresentate forme di paesaggi naturali, un macrocosmo di elementi dove l’uomo appare irrilevante di fronte alla maestosità degli spazi aperti. Il paesaggio viene mostrato nell’attimo in cui si manifesta, precedendo la rapida mutazione delle condizioni meteorologiche.

L’immagine della natura diventa interpretazione, nella ricerca di una sintesi delle forme geometriche, un mosaico di sensazioni proiettate all’esterno, in uno scambio osmotico tra sogno e realtà. La capacità di analisi lascia posto alla fantasia e all’immaginazione per proiettare l’occhio e la mente in un contesto ambientale estremo dove l’uomo risulta assente. L’energia che viene sprigionata dagli elementi si percepisce nel movimento inesorabile delle masse e dei fluidi, lasciando lo spettatore con un misto senso di impotenza e ammirazione.

La scelta cromatica mette in risalto la profondità delle ombre, il movimento delle nuvole in un cielo in perenne movimento, evidenzia il valore plastico dei volumi delle montagne e accentua la percezione di dinamismo del movimento dei fiumi e dei ghiacciai: la ricerca di un valore assoluto della materia, che accentua ancor più la potenza espressiva della natura, nell’incessante transito degli eventi.

Luca Bragalli, nato a Firenze nel 1972 é architetto paesaggista e fotografo. Si occupa da anni di tematiche legate all'ambiente, dalla progettazione sostenibile alla mitigazione degli impatti dovuti all'urbanizzazione.

martedì-domenica, ore 10 – 20
(la biglietteria chiude alle 19)
Lunedì chiuso

Biglietti: non residenti: intero: € 6,00 ; ridotto: € 5,00; residenti: intero: € 5,00 ; ridotto: € 4,00
gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente
Info: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9-21),

fino al 12 giugno 2016
Museo di Roma in Trastevere
piazza Sant'Egidio, 1/b
Roma

Maria Callas. The Exhibition

La mostra permette di ripercorrere la vita e i successi della Divina, con particolare attenzione ai suoi legami affettivi e professionali con Verona, avendo debuttato proprio all'Arena nel 1947.

La Callas fu opera e musica ma anche charme e moda: lungo il percorso si possono infatti non solo ascoltare brani famosi da lei interpretati, osservare fotografie della sua infanzia e del suo successo ma anche ammirare i suoi oggetti e i suoi vestiti meravigliosi che affascinano grandi e piccoli.
Al termine della visita si avrà il ritratto di una donna volitiva e determinata, non particolarmente bella ma diventata un'icona della classe e dell'eleganza anche fuori dal palcoscenico.
Una possibilità unica per visitare la splendida mostra accompagnati da un'esperta che saprà coinvolgere il pubblico più variegato nell'apprezzare la divina Maria Callas!

Una mostra eccezionale che, da Verona, partirà alla volta di un tour internazionale, da Atene a New York, da Parigi a Città del Messico.
Promossa dal Comune di Verona e dalla Fondazione Arena di Verona, la mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia Group con il fondamentale contributo del Gruppo AGSM main sponsor dell’iniziativa, ed è curata da Massimiliano Capella.
L’evento vede come special partner Ricola, come media partner Glamour, L’Uomo Vogue ed è consigliato da Sky Arte HD. Gli abiti della mostra sono esposti su emblematici manichini Bonaveri.
Catalogo edito da Silvana Editoriale con Arthemisia Group.

Per la Festa della mamma, domenica 8 maggio la mostra Maria Callas. The Exhibition propone una speciale visita guidata da regalare alle mamme - giovani e meno giovani - con la musica e la moda nel cuore.

fino al 18 settembre 2016
AMO Arena Museo Opera
Palazzo Forti
Verona

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Foto | Courtesy dei vari autori e servizi stampa

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