5 Mostre fotografiche per il weekend: Guidi, Basilico, Goude, Venturi e molti dei migliori

Come di consueto apro il fine settimana con 5 proposte per lo sguardo, sparse in tutta Italia e pronte ad arricchire il calendario di mostre fotografiche già segnalate.

Un viaggetto nel paesaggio espositivo inaugurato nel weekend, da Roma con Guido Guidi in buona compagnia, a Livorno con ben 70 dei migliori fotografi del mondo, passando per la terra emiliana dei lustrini, fotografata sin dagli anni 70 da Gabriele Basilico, le muse glam di Jean-Paul Goude al PAC di Milano e il Chaos libico che riporta a Roma Riccardo Venturi.

Il mondo così come appare


Una mostra in collaborazione con Andrea Simi:
 
Guido Guidi (1941, Cesena)
Vittore Fossati (1954, Alessandria)
Cesare Ballardini (1954, Fusignano)
Paola De Pietri (1960, Reggio Emilia)
Marcello Galvani (1975, Massa Lombarda)
 
La prima collettiva interamente dedicata alla fotografia italiana degli ultimi decenni, in particolare a quella corrente artistica per la quale Viaggio in Italia e la figura di Luigi Ghirri rappresentano lo spartiacque fra il “prima” e il “dopo”. Ghirri che proprio con Fossati e Guidi condivise quell’avventura e che nel 1979 curò la prima mostra di Ballardini.
Cinque autori, una stessa visione della fotografia, un percorso comune fatto di affinità, vicinanza (anche geografica) e frequenti collaborazioni. Ad accomunarli è un modo di fotografare che è innanzi tutto esperienza umana, interazione continua con il mondo, con le cose, con l'iconografia personale, autobiografica e con quella collettiva, è osservazione dei fenomeni alla ricerca non della verità ma di un'ipotesi di realtà che affiori dal caos e dalla moltitudine. Un atteggiamento interrogativo, che non fornisce la consolazione del disvelamento, ma indica la necessità, l'etica e l'estetica di un gesto che è “artistico” nel senso più pieno del termine. Come suggerisce Vittore Fossati, è un tentativo di “intravedere” più che la speranza di vedere chiaramente.
 
Di quest’ultimo sarà proposta una serie di piccole fotografie intitolata Il Tanaro a Masio (2010-2012) che segna un nuovo capitolo nella sua vicenda artistica. Fermandosi brevemente ogni giorno nello stesso luogo lungo il corso del Tanaro, con l'eretico intento di dimostrare che la fotografia può anche trasformare (ad esempio piegando i rami degli alberi, giocandoci fino a farli toccare fra loro, intrecciarli con i propri riflessi sull'acqua), darà vita ad un trionfo di trompe-l'oeil “verissimi”. Accanto a queste ci sarà una selezione di sue foto storiche (1988-2001).
 
Di Guido Guidi sarà in mostra un'ampia selezione da Cinque paesaggi (1983-1993), una delle “ipotesi di serie” all'interno della sua produzione, con un titolo che fu scelto proprio perché quasi “blasfemo” per chi ha basato tutta la sua attività sulla ridefinizione del rapporto fra fotografo e ambiente, rendendo di fatto impossibile l'utilizzo del termine “paesaggio” a meno di non considerarlo essenzialmente “paesaggio umano”, in cui l'autore stesso sia compreso, appunto, fra gli umani e gli oggetti senza nessun distacco e nessuna gerarchia.
 
Di Cesare Ballardini saranno presentate tre serie: Dal Vero (selezione 1985-1989), Casa con ombrellone (2002) e Palindromo (2012). Tre testimonianze di un autore di culto soprattutto fra i suoi colleghi, che vive e fotografa negli stessi luoghi di Guidi e con il quale condivide le tematiche e l'approccio metodologico, declinati in un bianco e nero che parla direttamente ai grandi interpreti americani del New West.
 
Di Paola De Pietri una selezione da Questa Pianura (2004-2016), un lavoro che rappresenta quasi una ricerca “archeologica”: la scoperta dei resti di una civiltà contadina della pianura del Po la cui scomparsa ha lasciato sul terreno case coloniche abbandonate, in disfacimento e alberi isolati, monumenti alla trasformazione di un territorio; immagini, anch’esse monumentali, che interrogano ancora una volta sulla molteplicità del “vero”.
 
Infine, di Marcello Galvani una selezione di 15 fotografie degli anni fra il 2006 e il 2014. Nel suo lavoro l'approccio fenomenologico viene applicato ad un oggetto d'indagine preciso: la natura umana. Le sue opere vanno a comporre un mosaico di vicende umane minime, un succedersi di episodi irrilevanti accolti alla stregua di trionfi, che il suo intervento avvalora ma non investe di significati.
 
Si ringrazia l'ICCD, Roma

Ingresso libero
martedì-venerdì, ore 11.00-19.00
sabato, ore 15.00-19.00 (o su appuntamento)

Guido Guidi, Vittore Fossati, Cesare Ballardini, Paola De Pietri, Marcello Galvani
21 maggio - 30 luglio 2016
Unosunove
Via degli Specchi, 20
Roma

Disco Emilia - viaggio nella terra delle discoteche

“Una grande città della notte”, così a metà degli anni ’80 Pier Vittorio Tondelli parlava della Via Emilia, “con le grandi discoteche come il Marabù di Villa Cella o il Bob Club di Modena innalzate nella campagna come sontuose cattedrali del divertimento, templi postmoderni di una gioventù ricca, attiva, disinibita…”
Disco Emilia si propone di raccontare questo periodo che dai primi anni ’70 alla fine degli ’80 ha caratterizzato la nostra regione generando un vero e proprio distretto produttivo e coinvolgendo gran parte della popolazione; da chi viveva questa esperienza da frequentatore, a tutti coloro che a diverso titolo professionale avevano un ruolo attivo nell’animare la scena notturna.
Le immagini di Gabriele Basilico tratte da Dancing in Emilia ritraggono magistralmente la prima fase di questo fenomeno sociale e culturale, scatti che testimoniano l’intergenarazionalità della propensione al ballo degli emiliani, momenti in cui alla scintillante immagine e al design di ispirazione fantascientifica delle nuove discoteche si mescolavano i pizzi e i merletti dei costumi del ballo liscio. Il lavoro del grande fotografo dialoga con le immagini realizzate da Andrea Amadasi, Hyena e Arianna Lerussi, i tre fotografi ai quali è stata commissionata un’indagine sull’oggi dal titolo Last Night.
Completano la sezione fotografica alcuni scatti di Antonio La Grotta da Paradise Discoteque.
Disco Emilia è anche l’occasione per ricostruire attraverso racconti e interviste la storia di una “scena” musicale, una old school di DJ unica a livello nazionale con decine di protagonisti, molti dei quali ancora attivissimi.
Attraverso una call to action organizzata in collaborazione con la Gazzetta di Reggio verrà allestita una sezione della con materiali messi a disposizione dalla cittadinanza in questi mesi.

fino al 10 luglio 2016
Fotografia Europea 2016
Spazio Gerra
piazza XXV Aprile, 2
Reggio Emilia

Jean-Paul Goude SO FAR SO GOUDE


Disegnatore, designer, fotografo, regista Jean-Paul Goude è uno dei più brillanti creatori di immagini nel panorama creativo contemporaneo, capace di spaziare con agilità dalla moda alla fotografia, dalla pubblicità allo spettacolo dal vivo. Artista precursore, manipolatore d’immagini ma anche illustratore e direttore artistico, Jean-Paul Goude è prima di ogni altra cosa un genio creatore, capace di dar vita ad uno stile, un universo, quasi una mitologia personale.

Fin dall'inizio del XX secolo la grafica pubblicitaria ha segnato la nostra cultura. I grandi creativi in questo settore hanno giocato un ruolo decisivo nella formazione dell'immaginario visivo di ciascuna epoca, dando corpo ed espressione al gusto del loro tempo e lasciando il segno nella nostra memoria.

In questa tradizione si inserisce il lavoro di Jean-Paul Goude, che fin dagli anni Sessanta ha raffigurato le sue muse e utilizzato tecniche tanto originali da far sì che le sue creazioni diventassero opere d’arte e simbolo di un’intera epoca.

Attraverso più di 230 fotografie la mostra al PAC di Milano racconta l’universo onirico dell’artista, una visione unica che trasforma le sue campagne pubblicitarie in punti di riferimento di stile e plasma la fisicità delle modelle che lo hanno ispirato, Grace Jones e Farida Khelfa tra tutte. Un universo femminile declinato attraverso i colori, modellato, amplificato, sublimato e divenuto negli anni leitmotiv del lavoro del fotografo francese.

Dalle copertine della rivista Esquire alla New York di Warhol, dalla pubblicità per le grandi aziende e per le più importanti case di moda fino alla direzione artistica dell’eclatante sfilata sugli Champs Élysées in occasione del Bicentenario della Rivoluzione Francese a Parigi nel 1989, J.P. Goude ha saputo cogliere lo spirito del suo tempo e connotarlo attraverso un’espressione definitiva.

La potenza del linguaggio e la forza della fantasia di Goude al PAC trasporteranno il visitatore in un mondo dall’atmosfera magica, con un senso di mistero che lascia il segno e allo stesso tempo è la migliore metafora visiva dell’epoca moderna.

Per avvicinare il pubblico al lavoro dell’artista, il PAC organizza come di consueto un programma di visite guidate gratuite, tutte le domeniche alle ore 17.30 previo acquisto del biglietto della mostra.

Promossa e prodotta dal Comune di Milano Cultura e Tod’s, la mostra prosegue una collaborazione tra la prestigiosa azienda internazionale e il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea per la produzione di grandi mostre sugli artisti protagonisti del nostro tempo.

fino al 19 Giugno 2016
PAC
Padiglione d'Arte Contemporanea
Via Palestro, 14
Milano

ImageNation 2016: Eyes on the World

ImageNation 2016: Un collettivo di oltre 70 fotografi da tutto il mondo. Un repertorio di storie e immagini, ma soprattutto di persone, di diversa origine ma con la comune passione per la fotografia. Il legame che unisce e stabilisce il dialogo tra questi e il visitatore è il racconto e, insieme, il desiderio di condividerlo e farlo conoscere attraverso quell'immediatezza che solo la fotografia riesce a veicolare.

Per mezzo di una raccolta per immagini da diversi Paesi e svariate realtà culturali, ImageNation 2016 e questi occhi sul mondo rappresentano uno spunto per riflettere sulla potenza del sentimento di identità dei popoli e per fermarsi ad osservare ciò che di bello il mondo mette a nostra disposizione. Sta solo a noi riconoscerlo, ammirarlo e, con cura, proteggerlo.

La mostra, curata da Martin Vegas, giunge a Livorno dopo una prima esposizione a Desenzano del Garda (BS), dove il collettivo DeFactory si è costituito e ha dato vita a questo progetto che si chiuderà a Parigi nel Novembre 2016, durante Paris Photo.

Questa mostra vede la partecipazione di oltre 70 fotografi, per metà internazionali e metà italiani, provenienti da diverse regioni d'Italia, molti dei quali già vincitori di importanti premi fotografici. Tra i partecipanti internazionali, 4 sono stati premiati come Photographer of the Year, 2 sono vincitori del prestigioso primo premio National Geographic e altri 2 hanno vinto il premio internazionale iPhone Photography Award. Altri, provenienti da Paesi del mondo dove la censura limita fortemente l'attività espressiva, stanno cercando, tra innumerevoli difficoltà, di superare questa sorta di invisibilità dovuta all'oscurantismo. Reportage e storie dal mondo, quindi, ma anche escursioni nelle nuove tendenze della fotografia contemporanea, dove l'estetica al servizio della creatività diventa protagonista di opere fine-art di alto livello.

Questo progetto è frutto di un lavoro, durato mesi, che in questa mostra trova il proprio senso di esistere: l'incontro con il visitatore. La fotografia è anche condivisione: un dialogo tra chi scatta e chi osserva. Dall'Iran alla Nigeria, da Israele all'Arabia Saudita, dal Brasile all'Antartide, gli occhi di questi fotografi hanno osservato la Terra e ce la raccontano attraverso il proprio stile, unico e prezioso.


Fotografi Italiani: Alex Varani, Andrea Dani, Andrea Nuvoloni, Angiolo Manetti, Carlo Cozzoli, Cedric Dasesson, Dario Antoniani, Davide Crea, Elisabetta Roan, Erica Milone, Fabiola Giuliani, Francesca Marturano, Francesco Bassanelli, Ilaria Franchini, Lia Monguzzi, Lorenzo Bocchi, Luca Grillandini, Luigi Angelica, Manuelo Bececco, Marco Secci, Martin Vegas, Matteo Carta, Nico Nardomarino, Olimpia Galatolo, Paolo Ciriello, Pier Costantini, Pietro Ballardini, Raissa Fitzgerald, Rocco Verrastro, Rosa Lacavalla, Sabrina Capoferri, Sara Motta, Serena Zambelli, Simone Pellegrini, Stefano Principi, Alessandro Carleschi, Gianfranco Zarantonello.

Fotografi Internazionali: Andrea Schuh (Germania) Anuar Patjane (Messico) Aristeidis Apostolopoulos (Grecia) Arnaud Ele (Camerun) Catalina Sour Vasquez (Francia) Edie Sunday (USA) Hesham Al-Humaid (Arabia Saudita) Ian Brewer (Regno Unito) Julien Mauve (Francia) Kristoffer Axén (Svezia) Lara Zankoul (Libano) Lin Yung Cheng (Taiwan) Marcin Ryczek (Polonia) Mariam Sitchinava (Georgia) Matjaz Krivic (Slovenia) Matthieu Soudet (France) Nadia Tarra (Svizzera) Nicole Cambré (Belgio) Peechaya Burroughs (Thailandia) Pierre-Elie de Pibrac (Francia) R J Poole (Australia) René Koster (Paesi Bassi) Ruairidh McGlynn (Scozia) Shahria Sharmin (Bangladesh) Steve Strix (Austria) Trevor Cole (Irlanda) Viorel Caloean (Romania) Weronika Izdebska (Polonia) Yasar Kubilay Ozcelik (Turchia) Zachary Snellenberger (USA) Zsolt Kudich & Réka Zsirmon (Ungheria) e altri che saranno comunicati a breve.

21 maggio - 5 giugno 2016
Inaugurazione: sabato 21 maggio, ore 18.00
Sala degli Archi della Fortezza Nuova
Livorno

CHAOS LIBYA di Riccardo Venturi


L’associazione culturale Akronos, in collaborazione con Visiva e Palazzo Velli Expo presenta “CHAOS LIBYA” A cura di Ilaria Prilli, il reportage di Riccardo Venturi che racconta l’inizio della guerra civile in Libia, quando Benghazi insorse contro la dittatura di Gheddafi.

50 foto distribuite in due sezioni, una impostata sulla forma del reportage classico, dove l’essere umano è protagonista con la sua carica emotiva, vitale ed espressiva; dove si raccontano le aspettative tradite di un popolo che, all’inizio del conflitto, credette sinceramente di poter costruire uno Stato democratico libero da ogni forma di dittatura.

La seconda sezione è dedicata invece alla memoria; Venturi racconta la guerra attraverso l’astrazione, con immagini delle immagini, fotografie di fotografie, in un percorso dove a parlare sono i ritratti delle vittime, le fotografie poste dai loro parenti sulla piazza centrale di Benghazi a ricordo delle loro vite spezzate.

lunedì-domenica, ore 11:00-23:00
Ingresso mostra: € 3.00
Ingresso ridotto: € 1.50

fino al 22 maggio 2016
Palazzo Velli Expò
Piazza di Sant'Egidio, 10
Roma

Foto | Dalla Terra alla Luna e oltre (CLP Relazioni Pubbliche)

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