Mostre fotografiche per il weekend: da Francesco Cito a Domon Ken

Uno sguardo alle mostre fotografiche dell'ultimo fine settimana di maggio 2016. Da Francesco Cito a Domon Ken, da Scianna a David Bowie

In attesa di giugno e dell'estate, torno ad arricchire il calendario di mostre fotografiche già segnalate, con 5 proposte per lo sguardo, dislocate in tutta Italia, delle quali approfittare nell'ultimo fine settimana del mese di maggio.

Il tour, articolato in base ai giorni che restano per visitare le mostre, parte dalla “Sagra dei Misteri” di Campobasso fotografata da Francesco Cito, per arrivare realismo giapponese del maestro Domon Ken, passando per i "Dialoghi sull'uomo" di Pistoia con le fotografia "In gioco" scattate per anni da Ferdinando Scianna, gli scatti della NASA spinti Dalla Terra alla Luna e oltre, nella Piacenza di Gianni Croce, il Giappone di Max Pinckers & Daisuke Yokota a Bolzano, Heroes di David Bowie fotografato da Masayoshi Sukita a La Spezia, mentre l'omaggio di Bowie - Blackstardust tocca Roma.

Francesco Cito: I Misteri

Nel 2015 l’associazione Vivian Maier in collaborazione con il comune di Campobasso, ha invitato Franceso Cito a fotografare la tradizionale sfilata del Corpus Domini.

La mostra ospitata oggi dal Museo di Campobasso Palazzo Gil, sarà composta da 30 stampe che ci mostreranno come Francesco Cito, reporter abituato a lavorare in aree calde, ha interpretato una manifestazione colorata e festosa che si ripete ogni anno il giorno del Corpus Domini fin dalla metà del XVIII secolo.
“La “Sagra dei Misteri” di Campobasso è una delle più importanti e suggestive manifestazioni della cultura popolare religiosa molisana. Essa si svolge il giorno di Corpus Domini e consiste nella processione di tredici “Ingegni” lungo le strade del centro storico e rappresentano “quadri viventi del vecchio e nuovo testamento”, bambini, anziani ed adulti vestiti di abiti colorati, rappresentano angeli, santi e demoni e sono ancorati a delle strutture d’acciaio e di legno, rivestite in modo tale da dare l’impressione che aleggino realmente nell’aria. Le Macchine dei Misteri furono creati nel 1748 da Paolo Saverio Di Zinno.”

Incontro con l’autore:
Francesco Cito ci racconta
Sabato 28 maggio 2016 alle ore 17,30 l’autore Francesco Cito, reporter conosciuto e apprezzato in tutto il mondo per i suoi lavori, inviato per le più importanti testate internazionali Paris Match, Life, Stern, l’Europeo, Epoca solo per citarne alcune, e vincitore nel 95 e nel 96 del World Press Photo, il principale riconoscimento del fotogiornalismo, sarà presente all’interno degli spazi espositivi del Museo ex GIL per mostrare e raccontare i suoi lavori più importanti (Palestina, Iraq, Afganistan, Palio di Siena). Un’occasione unica per la città di Campobasso e non solo, per conoscere cosa c’è dietro le fotografie che vediamo pubblicate sulle riviste e quali sono le passioni che spingono un reporter a raccontare una storia piuttosto che un’altra, scegliere di raccontare la follia di una guerra o piuttosto la follia di un Palio.

martedì-domenica: ore 10:00-13:00 e 17:00- 20:00
Lunedì chiuso
Ingresso Libero

fino al 2 giugno 2016
Museo di Campobasso Palazzo Gil
via Gorizia, 1
Campobasso

limpronta-lasciata-da-buzz-aldrin-sul-suolo-lunare.jpgL'impronta lasciata da Buzz Aldrin sul suolo lunare, Dalla Terra alla Luna e oltre

Dalla Terra alla Luna e oltre

Le riproduzioni fedeli delle tute degli astronauti e le attrezzature originali usate nelle diverse missioni, i modellini delle stazioni orbitanti e i manuali di volo: una mostra racconta a Piacenza l’avventurosa conquista dello spazio.
Esposto un frammento originale del suolo lunare, raccolto nel 1971 dalla NASA.

Dall’11 maggio al 12 giugno lo Spazio Mostre di Palazzo Rota Pisaroni ospita, a Piacenza, la mostra Dalla Terra alla Luna e oltre, con decine di oggetti, documenti e memorabilia che ricostruiscono l’affascinante epopea della conquista dello spazio, facendo il punto su oltre sessant’anni di missioni alla scoperta dello spazio.
L’esposizione, organizzata dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano in collaborazione con la NASA, il Gruppo Astrofili, l’associazione Daedalus e con il patrocinio del Comune di Piacenza, propone un viaggio nella storia e nella scienza declinato attraverso reperti e filmati: dagli esemplari di tuta (repliche fedeli di quelle in dotazione con le missioni Apollo, Mercury e Shuttle) alle attrezzature tecniche originali, dai documenti di volo ai modellini delle stazioni spaziali, arrivando alle razioni alimentari in uso nelle diverse missioni. Tra i reperti in esposizione, anche un autentico frammento del suolo lunare, raccolto dalla missione Apollo 14 nel 1971.
Dalla Terra alla Luna e oltre presenta diverse sezioni tematiche, tra cui una dedicata ai cosiddetti space memorabilia: manuali di volo, parti di veicoli spaziali, oggetti portati a bordo nel corso di varie missioni. Saranno esposti anche modelli di diversi veicoli, come quello della stazione spaziale internazionale, il razzo del programma Apollo, lo Space Shuttle e altri ancora. E poiché la storia dello spazio è fatta soprattutto di uomini, la mostra rende omaggio a scienziati, sognatori e precursori: a tutte le figure, insomma, che con le loro scoperte e le loro idee hanno gettato le basi che hanno permesso le conquiste e lo sviluppo della tecnologia moderna. Tra i più noti Jurij Gagarin e John Glenn, i primi due uomini in orbita attorno alla Terra, protagonisti della sfida a distanza tra Usa e Urss per la conquista dello spazio.
Non manca un’apposita sezione dedicata allo sbarco sulla Luna e ai suoi retroscena, ai successi e fallimenti del programma Apollo e delle missioni spaziali più note; ma anche ai segreti della Stazione Spaziale Internazionale, il nostro “avamposto nello spazio”: la sua costruzione, le sue finalità e curiosità sulla vita di tutti i giorni a bordo, nonché le scoperte e i risultati raggiunti nei suoi oltre quindici anni di servizio, documentati nell’apposita sezione video da contributi da spettacolari contributi realizzati dagli stessi astronauti.
Tra i pezzi esposti più affascinanti un campione di pietra lunare del peso di circa 160 grammi: si tratta di uno degli esemplari più grandi tra quelli messi a disposizione dalla NASA per esposizioni ed eventi, arrivato sulla Terra al termine della missione Apollo 14 del 1971, l’ottava del programma con equipaggio e la terza ad allunare. Per approfondire la conoscenza della roccia lunare, tutti i visitatori della mostra riceveranno un biglietto omaggio per entrare al Museo di Storia Naturale di Piacenza, forte di una ricca sezione mineralogica.
La mostra presenta anche un vasto programma di eventi collaterali e incontri. Attesi a Piacenza, tra gli altri, l’astronauta Maurizio Cheli – il primo italiano ad avere il ruolo di mission specialist durante la missione spaziale STS-75 del Programma Space Shuttle – e il giornalista Paolo Attivissimo, impegnato a smentire in modo rigoroso e scientifico le tesi che mettono in dubbio l’effettivo sbarco dell’uomo sulla Luna; tra gli appuntamenti più suggestivi quello con il Gruppo Astrofili di Piacenza, che sabato 14 maggio propone – dalle 21.15 alle 23.00 in p.zza Sant’Antonino – la visione via telescopio dei particolari lunari ingranditi e delle bande equatoriali del pianeta Giove, insieme alla cosiddetta danza dei suoi satelliti medicei, scoperti da Galileo Galilei nel 1610.

martedì-domenica, ore 9.30–13.00; 15.00–19.00
Visite guidate gratuite: ogni sabato, ore 17.00
Aperto anche giovedì 2 giugno

fino a domenica 12 Giugno 2016
Palazzo Rota Pisaroni – Sala Mostre
via S. Eufemia, 13
Piacenza
Ingresso libero

panoramica-della-missione-apollo-14-1971.jpgDalla Terra alla Luna e oltre - Panoramica della missione Apollo 14 (1971)

Max Pinckers & Daisuke Yokota

Superficie e profondità, estemporaneità ed esperienza, riflessione e intuizione

La mostra mette in relazione dialogica le opere realizzate in Giappone da due giovani fotografi. Le tradizioni fotografiche dell'Occidente e dell'Oriente vengono indagate e interpretate in modo in parte consapevole e in parte inconsapevole.

Max Pinckers (1988, Bruxelles, Belgio) è cresciuto tra il Belgio, Singapore, l'Indonesia e l'Australia e a 27 anni fa già parte dell'agenzia fotografica Magnum, oltre ad aver vinto numerosi premi. È noto per il suo modo di allestire teatralmente le sue inquadrature, lasciando tuttavia insinuarsi la casualità di elementi documentaristici.

Daisuke Yokota (1983, Saitama, Giappone) è probabilmente il più conosciuto fotografo giapponese della nuova generazione. Attraverso la sperimentazione con i processi sia digitali che analogici crea un linguaggio delle immagini contemporaneo che però rimane fedele alla storia della fotografia giapponese.

In collaborazione con gli studenti dell'ISIA di Urbino e della Libera Università di Bolzano, Facoltà di Design e Arti.

fino al 18 giugno 2016
Foto-Forum, Südtiroler Gesellschaft für Fotografie
Weggenstein-Straße, 3F
Bolzano
(Trentino-Alto Adige)

David Bowie & Masayoshi Sukita: Heroes
fino al 19 giugno 2016
Fondazione Carispezia
Via Domenico Chiodo, 36
La Spezia

Ferdinando Scianna: In gioco

Le Sale Affrescate del Palazzo Comunale di Pistoia ospitano “In gioco”, la mostra personale di Ferdinando Scianna.
Ispirata al gioco, tema della settima edizione di Pistoia - Dialoghi sull’uomo, è un omaggio del festival di antropologia del contemporaneo al grande maestro della fotografia italiana.
L’esposizione, che resterà aperta gratuitamente al pubblico fino al 3 luglio, riunisce per la prima volta una serie di fotografie dedicate ai giocatori: 40 di medie dimensioni e 10 di grande formato, realizzate tra il 1962 e il 2007, che testimoniano come da sempre Scianna guardi la realtà, attraverso l’obiettivo, con sguardo “antropologico”. Completa la mostra un’installazione fotografica che Scianna ha realizzato sul tema della ludopatia: un montaggio di grandi fotografie a colori realizzate per farci scendere negli inferi dei luoghi dove il gioco si fa corruzione e l’essere umano si perde.
Scianna è un fotografo giocatore, non solo perché per lui fotografare significa giocare con specchi più o meno visibili, ma perché ogni sua foto è un rebus, un gioco che ne contiene altri. «Non si può fotografare il gioco, come non si può fotografare l’amore: solo si possono fotografare gli amanti. Quelli che sono in gioco, dunque» spiega Scianna. «Nello scegliere questa serie di immagini raccolte nel tempo un reporter come me reagisce a situazioni e a forme che in una maniera o in un’altra raccontano, evocano quello che le esperienze della vita hanno depositato nell’immaginario della sua coscienza. Soprattutto nel tempo dell’infanzia.»
Mostra a cura di Giulia Cogoli

In occasione del festival Pistoia - Dialoghi sull’uomo uscirà, per Contrasto, il volume di fotografie di Ferdinando Scianna intitolato In gioco (pgg. 120; brossura; cm 20x24 – 24,90 €).

"Dialoghi sull'uomo"

fino al 3 luglio 2016
Museo Civico - Palazzo Comunale
Piazza Del Duomo, 1
Pistoia

ferdinando-scianna-in-gioco.jpg

Domon Ken: Il maestro del realismo giapponese

In occasione del 150° anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia, il Museo dell’Ara Pacis dedica, fino al 18 settembre 2016, una monografica ad uno dei fotografi più importanti della storia della fotografia moderna giapponese, considerato il maestro del realismo

Domon Ken (1909-1990), considerato un maestro assoluto della fotografia giapponese e iniziatore della corrente realistica, ha segnato la storia della fotografia giapponese del dopoguerra, facendo da base alla produzione fotografica contemporanea e rimanendo a tutt’oggi un punto di riferimento. Per la prima volta fuori dai confini del Giappone, la mostra all’Ara Pacis ne ripercorre la produzione attraverso un percorso per tematiche: dall’esordio con una fotografia di tipo giornalistico e a servizio della propaganda anteguerra e della promozione culturale del Paese verso l’estero a una fotografia rivolta alla vita quotidiana e alla città che si trasforma e si occidentalizza, con un’attenzione sempre più forte ai temi sociali.

In esposizione circa 150 fotografie, in bianco e nero e a colori, realizzate tra gli anni Venti e gli anni Settanta del ‘900, in cui protagonista è la fotografia realistica, definita “un’istantanea assolutamente non drammatica”, che si esprime in particolare attraverso due reportage rappresentativi di quest’epoca, Hiroshima (1958), considerata dal premio nobel Oe Kenzaburo la prima grande opera moderna del Giappone, e i Bambini di Chikuho, serie fotografica sulla situazione di miseria nei villaggi di minatori del sud del Giappone con un’ampia e vivace ritrattistica di bambini incontrati per le strade del Paese.

Nella sezione di Ritratti si ritrovano invece volti di personaggi famosi del mondo dell’arte, della letteratura, della cultura, della scienza, da Yukio Mishima a Jun’ichiro Tanizaki, da Taro Okamoto a Yusaku Kamekura; infine, nella sezione dedicata alla sua serie più importante Pellegrinaggio ai Templi Antichi si ammirano immagini di sculture e architetture buddhiste scattate nei suoi viaggi lungo tutto il Paese, tesori e scorci di paesaggi che evocano il fascino della diversità culturale e dell’esotico.

La mostra si inserisce in un vasto programma di eventi che rappresenteranno il mondo culturale e tecnologico del Giappone in Italia per tutto il 2016: grandi mostre d’arte, performance teatrali di burattini (bunraku) e della grande tradizione del Nō, concerti e spettacoli di danza moderni e tradizionali, rassegne cinematografiche, eventi d’architettura e design, e poi fumetto, letteratura, sport e molto altro ancora. L’occasione è la celebrazione del 150° anniversario del primo Trattato di Amicizia e Commercio, firmato il 25 agosto 1866, tra Italia e Giappone, che diede inizio ai rapporti diplomatici tra i due Paesi.

La mostra è promossa da Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con il supporto del Bunkacho, Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone e della Japan Foundation, organizzata da MondoMostre Skira con Zètema Progetto Cultura, e curata dalla professoressa Rossella Menegazzo, docente di Storia dell’Arte dell’Asia Orientale all’Università degli Studi di Milano e dal Maestro Takeshi Fujimori, direttore artistico del Ken Domon Museum of Photography. L’esposizione è realizzata in collaborazione con il Ken Domon Museum of Photography di Sakata e la città di Sakata, con la partecipazione dello sponsor Nikon, marchio da sempre legato a Domon Ken e dello sponsor tecnico Fujifilm che ha curato la stampa delle foto.

27 maggio - 18 settembre 2016
Museo dell'Ara Pacis
Roma

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