Filtri fotografici Manfrotto, la recensione della novità del produttore di stativi

Ho messo alla prova i filtri fotografici protettivo, polarizzatore e neutral density del noto produttore italiano di stativi Manfrotto

Parlare di filtri fotografici nell'era del digitale potrebbe sembrare un controsenso. Infatti non si può replicare la resa dei filtri usando un qualsiasi programma di fotoritocco? La risposta è: non sempre. Si può replicare l'effetto di un filtro flou oppure di un filtro di correzione colore.

Alcuni filtri hanno però una funzione che può essere assolta dal fotoritocco. Come il filtro ND (Neutral Density), che consente di allungare i tempi di scatto, ideale per effetti creativi tipo "rendere setosa l'acqua". Oppure come il filtro polarizzatore, prezioso per controllare i riflessi ed in generale per ottenere immagini più contrastate.

Senza dimenticare il filtro protettivo: come dice il suo nome non ha altro scopo se non quello di proteggere la delicata e preziosa lente frontale delle nostre ottiche da sporco, urti e graffi. Sono proprio questi i tre filtri dell'italiana Manfrotto, nota in particolare per i suoi stativi, che ho potuto mettere alla prova.

Ma procediamo con ordine, iniziando con le prime impressioni.

Prime impressioni

I filtri fotografici Manfrotto sono confezionati in delle custodie rigide davvero ben fatte, che possono essere impilate facilmente una sopra all'altra. Inoltre il meccanismo d'apertura, come potete vedere nella mia recensione video, funziona tirando la levetta di sgancio verso l'alto: impossibile quindi che si aprano accidentalmente dentro lo zaino. I filtri sono molto sottili, come evidenziato nel foglio di carta che avvolge le sopracitate custodie. Talmente sottili che avvitarli sull'obiettivo non è molto agevole, probabilmente anche per via di una filettatura molto precisa: serve quindi quel minimo di precauzione per evitare di farli cadere con le prevedibili tragiche conseguenze. Ottimi infine i trattamenti dichiarati sulla confezione: in particolare il trattamento antiriflesso ed il trattamento antistatico sono facili da apprezzare ancora prima di installare i filtri sul nostro obiettivo. Basta un pizzico di farina!

03_dsc_6805.jpg

Qualità immagine

I filtri fotografici Manfrotto fondamentalmente fanno quello che devono fare. Il filtro protettivo protegge. Il filtro polarizzatore polarizza la luce. Il filtro ND allunga i tempi. Come potete vedere nel video ed in particolare negli scatti, il loro effetto è evidente. Oppure non è del tutto evidente, come nel caso del filtro protettivo, che giustamente non deve minimamente influire nell'esposizione, nella nitidezza e nella resa cromatica dello scatto.

08_confronto.jpg

Conclusioni

Mi successe tanti anni fa. Ero al mare a fare delle foto. Ho preso la pezzuola ed ho pulito la lente frontale del mio Zeiss. Mentre passavo ho sentito sotto le mie dita una strana sensazione di sfregamento. Purtroppo c'era un granello di polvere o sabbia che ha lasciato un bel graffio. Ho quindi capito che era meglio usare un filtro protettivo. Ne ho preso uno economico. Peccato che poi le mie foto erano spesso rovinate da immagini fantasma dovute all'inesistente trattamento antiriflesso del filtro in questione.

Tutta questa storia per dirvi che se spendete migliaia di Euro per il vostro corredo di ottiche, allora è bene dedicare qualche decina di Euro anche per proteggerlo adeguatamente. La qualità di un'immagine dipende infatti da tutti quegli elementi che vengono attraversati dalla luce fino ad arrivare sul sensore.

Quindi la scelta dei filtri fotografici è importante. Sceglieteli sempre di qualità. La scelta sul mercato è molto ricca. Adesso ci sono anche gli italiani della Manfrotto. Anche se i filtri sono dichiarati made in Japan. Ma proprio in Giappone vengono prodotte la maggior parte delle ottiche su cui useremo questi filtri. Quindi probabilmente un abbinamento perfetto.

Piace:
- fanno quello che devono fare
- efficacia trattamenti antiriflesso ed antistatico
- custodie rigide e dalla chiusura a prova di zaino disordinato

Non piace:
- filettatura molto precisa, quindi non facilissima da avvitare

Un ringraziamento ad Augusto Gratani che mi ha prestato la Nikon D750 utilizzata per la recensione video.

  • shares
  • Mail