Pentax K-1, la recensione della reflex full frame che ti sorprende di notte

Ho messo alla prova la nuova reflex full frame Pentax K-1, dotata di sei led per illuminare al buio la baionetta, il doppio slot di memorie ed il dorso

Non mi succede così spesso di pensare "ma che figata" quando mi imbatto in una funzione di una nuova fotocamera. Anzi, non mi ricordo onestamente più quando mi è successo l'ultima volta. La fotografia infatti dal punto di vista tecnico è di una noia mortale. Prestazioni sempre più spinte, ma in fondo queste fotocamere continuano a fare quello che fanno da oltre un secolo.

Eppure appena ho potuto provare a fondo la nuova Pentax K-1 ed ho spento la luce è proprio questa la frase che mi è passata in mente: ma che figata. Si tratta infatti di un'ottima reflex full frame, la prima nata del marchio, ma comunque già all'altezza della concorrenza.

Ma al buio questa fotocamera ha davvero una marcia in più. Io ho fatto per tanti anni fotografia di scena, letteralmente tenendo tra i denti una piccola torcia per illuminare la fotocamera durante i cambi di ottica oppure i cambi di scheda.

Un gesto comune ma che diventa superfluo usando per l'appunto la Pentax K-1, grazie alle lucine a led integrate nel corpo macchina. Ma procediamo con ordine, iniziando con le prime impressioni.

Prime impressioni

Devo innanzitutto confermare la sensazione che avevo avuto appena preso in mano l'esemplare preproduzione in Fowa: la Pentax K-1 è davvero grossa e pesante. Inoltre solidità e robustezza sono assolutamente fuori discussione, senza dover ricorrere a fango e scuotimenti vari.

Grazie alle generose dimensioni c'è spazio per tante ghiere e controlli manuali. Anzi, a mio avviso ce ne sono anche troppi. Ad esempio trovo la ghiera multifunzione sulla destra del pentaprisma e la rotellina abbinata superflui: la loro funzionalità può essere facilmente svolta tramite altri controlli.

Mi è dispiaciuta poi l'assenza del touch screen, così come di un display orientabile verso il soggetto, prezioso per i selfie ma anche quando si lavora ad esempio nello still life. Anzi, ad essere del tutto onesto ad un primo impatto avevo trovato l'originale snodo del display un inutile esercizio di stile. Ma l'esemplare di preproduzione non aveva le lucine led.

Una volta infatti accese queste lucine allora lo snodo del display acquisisce subito un senso di esistere. Infatti ci sono in totale sei lucine. Una sotto la calotta del pentaprima, utile per illuminare la baionetta durante i cambi di ottica. Una dentro il doppio slot per schede di memoria Secure Digital, utile ovviamente per illuminare quando si cambiano le schede.

Infine quattro sono collocati sui rispettivi angoli del retro del display e possiamo orientarle dove vogliamo, illuminando i pulsanti sul dorso oppure la filettatura per cavalletto. Al di là degli "effetti speciali notturni" la Pentax K-1 si comporta molto bene: ho trovato precisi e performanti sia il bilanciamento del bianco, sia l'esposimetro, sia l'autofocus.

Unico appunto a quest'ultimo sono i punti collocati solo al centro del fotogramma: se si lavora con soggetti fortemente decentrai serve obbligatoriamente ricomporre. Infine una menzione d'onore per l'ottimo mirino: fornisce una visione ampia, ricca di informazioni e risulta comodo anche per me che indosso sia un nasone che gli occhiali.

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Qualità immagine

I files JPG prodotti dalla Pentax K-1 sono ottimi sia per il web che per la stampa. Le differenze rispetto al formato RAW sono minime: quest'ultimo ha semplicemente meno saturazione e meno contrasto. Sul fronte della sensibilità i file sono ottimi dai 100 agli 800 ISO.

Salendo a 1600 e 3200 ISO si inizia a notare l'intervento della riduzione rumore, che porta via il dettaglio fine. Salendo poi a 6400 e 12800 ISO compare una grana sempre più evidente: queste sono le massime sensibilità per chi vuole stampare su grande formato. I valori di 25600 e 51200 ISO restano comunque utilizzabili per il web o per le stampe di piccole dimensioni.

I massimi valori di 102400 e 204800 ISO sono invece puramente a fini "accademici", dato che si perde anche la coerenza cromatica e la grana è talmente evidente da relegare il loro utilizzo a delle vere e proprie emergenze.

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Conclusioni

Finalmente una nuova reflexa smuovere il mercato ed in particolare il duopolio costituito da Canon e Nikon. Finalmente una full frame con cui dare nuova vita alle ottiche con baionetta Pentax K. Ma anche finalmente una fotocamera che propone una soluzione originale e funzionale per tutti quei fotografi che lavorano al buio, dai fotografi di scena ai fotografi di paesaggio notturno. Questa è la Pentax K-1.

Piace:
- qualità immagine
- ottima ergonomia
- precisione e prontezza di tutte le funzioni
- illuminazione a led per uso notturno

Non piace:
- qualche controllo superfluo
- monitor orientabile in modo limitato e senza touch screen
- punti AF solo al centro dell’area inquadrata

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