Friuli Venezia Giulia Fotografia 2016: da Toni Nicolini a Doisneau

Carlo Spaliviero, Rajesh Singh, Toni Nicolini, Steve McCurry, Gianni Berengo Gardin, Guido Guidi, Franco Fontana, Robert Doisneau, Mario De Biasi, Ilo (il Pirata) ...

Dinamica e itinerante, ricca di grandi fotografi e nuovi sguardi, la rassegna Spilimbergo Fotografia del CRAF, ripristinando il nome del 1987, come Friuli Venezia Giulia Fotografia 2016 continua a condividere il suo programma di mostre, incontri, workshop e convegni, tenuti a Lignano Sabbiadoro, Maniago, Spilimbergo, Tramonti di Sotto, Cavasso Nuovo e San Vito al Tagliamento, mentre le mostre arriveranno sino a Milano, La Chatre, Strasburgo e Praga.

Un viaggio già iniziato con Steve McCurry senza Confini, l'immediatezza del presente e l’epopea di Ilo (il Pirata) Battigelli, pronto a concedersi la Poesia del reale di Toni Nicolini e il Grand Tour Italia di Franco Fontana, con una passeggiata tra i campioni dello sporto fotografati da Aldo Martinuzzi, Guardando a Est con Guido Guidi e nella Budapest rivoltosa del 1956 fotografata dall'unico obiettivo europeo di Mario De Biasi.

"Ha fotografato rivoluzioni e uomini famosi, paesi sconosciuti. Ha fotografato vulcani in eruzione e distese bianche di neve al Polo a sessantacinque gradi sotto zero. La macchina fotografica fa parte ormai della sua anatomia come il naso e gli occhi"

Bruno Munari parlando di Mario De Biasi

Il ricco programma espositivo della rassegna di avventura negli afflati di libertà colti da Carlo Spaliviero e quelli del duro lavoro nelle fornaci indiane fotografate da Rajesh Singh, spaziando da La Fotografia Umanista di Doisneau e quella 'vera' di Gianni Berengo Gardin, tra premi, tavole rotonde, corsi, incontri e una Mostra scambio internazionale dell'antiquariato, dell'usato e del digitale fotografico.

Friuli Venezia Giulia Fotografia 2016: programma

Toni Nicolini. Poesia del reale
16 luglio – 11 settembre 2016
Palazzo Tadea
Spilimbergo
15 settembre – 24 ottobre 2016
Forma Meravigli
Milano

Altre mostre

Steve McCurry
Senza Confini

27 febbraio – 26 giugno 2016
Galleria Harry Bertoia
Pordenone

Luca Maria Patella, Rosa Foschi e Marcello Di Donato
L’immediatezza del presente

a cura di Laura Leuzzi
28 febbraio – 12 maggio
Chiesa di San Lorenzo
San Vito al Tagliamento


Ilo Battigelli. Fotografo pirata

La mostra dedicata a Ilo Battigelli, a cura di Walter Liva, costituisce un omaggio della città al suo più celebre fotografo che ne portò il nome in tutto il mondo.
La mostra è stata infatti voluta dal Comune di San Daniele e realizzata in collaborazione con il CRAF che di Battigelli ne conserva gli archivi fotografici.
Composta da 90 fotografie originali (vintages, anche di grande formato) la mostra ripercorre in particolare il periodo passato in Arabia Saudita, in Zimbabwe e i suoi viaggi negli Stati Uniti, a Londra, Parigi e in Palestina e Medio Oriente.

Ilo Battigelli (San Daniele del Friuli, 1922 – 2009) si trasferì giovanissimo a Santa Margherita Ligure, dove completò l’apprendistato presso lo studio dello zio Ernesto, noto fotografo, attivo dapprima in Friuli e, dopo la Grande Guerra, in Liguria.
A sedici anni, Ilo raggiunse, con la madre e i fratelli, il padre ad Asmara, in Eritrea dove collaborò con il Corriere eritreo e la Compagnia Foto Milano. Gli eventi bellici lo videro ancora in Eritrea, dove fu trattenuto come prigioniero sino al 1946 quando, assieme a numerosi connazionali, si trasferì in Arabia Saudita, dove partecipò alla costruzione degli impianti petroliferi dell’ARAMCO a Ras Tannurah.
Degli otto anni di soggiorno in Arabia Saudita resta una serie di rare immagini di paesaggio e una vasta galleria di ritratti, il più importante a Ibn Saud, il fondatore della dinastia saudita.
Nel 1954 Ilo Battigelli lasciò l’Arabia Saudita e iniziò un lungo viaggio che lo portò in Terra Santa, in Medio Oriente, in Turchia, in Grecia passando per l’Italia, negli Stati Uniti.
Ilo sentì però il richiamo dell’Africa e nel 1957 riprese la sua avventura trasferendosi a Salisbury in Rhodesia e venne messo sotto contratto dall’IMPRESIT che sul fiume Zambesi costruiva la diga di Kariba.
Ilo non si limitò a documentare il capolavoro di ingegneria idraulica ma, con grande sensibilità, entrò nel mondo dei Tonga e fotografò gli indigeni costretti a lasciare i loro villaggi poi inondati dal bacino della diga. A Salisbury (ora Harare) Ilo aprì nel 1960 uno studio che continuò la sua attività sino al 1996 e nel 1980, la National Gallery of Zimbabwe presentò una sua antologica di 350 fotografie.
Nel 2005, la mostra di Spilimbergo ed il Premio Friuli Venezia Giulia Fotografia rappresentarono un ulteriore doveroso riconoscimento: dopo il suo definitivo ritorno in Friuli, con il consenso della moglie Pauline e delle figlie, volle dare in comodato il suo archivio al CRAF.
Nel 2009 il CRAF ha presentato la mostra Saudi Arabia, 1946-1954 presso la sede del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, quindi alla Fondazione King Abdulaziz a Riyad, infine presso la sede di rappresentanza della Regione Friuli Venezia Giulia a Piazza Colonna a Roma.

16 aprile – 22 maggio
Museo del Territorio
San Daniele del Friuli

Friuli 1976-2016. Dalla Ricostruzione a un nuovo modello di sviluppo

Promosso da:
Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, CRAF, Fondazione CRUP

Prima le fabbriche…..la ricostruzione del tessuto industriale nel gemonese
Gemona, Palazzo Elti
28 aprile – 13 giugno
orario di apertura: dal martedì alla domenica (festività comprese): ore 9.30 – 12.30 / 15.00 – 18.30
lunedì: chiuso
inaugurazione: 28 aprile, ore 18.00

Il Consiglio Regionale, le Istituzioni pubbliche e i Comuni nella ricostruzione del Friuli
Trieste, Consiglio Regionale
18 maggio – 15 luglio
inaugurazione: 5 maggio, ore 10.00
orario di apertura: dal lunedì al venerdì, 10.00-12.30 / 15.00-17.30

Friûl ferît – Friuli ferito. Il terremoto del 1976 nelle fotografie di Riccardo Viola (a cura della Società Filologica Friulana)
Venzone, Palazzo Orgnani - Martina
6-22 maggio
inaugurazione: 6 maggio, ore 10.00
orario di apertura: dal lunedì al giovedì, 9.00-13.00; venerdì, 15.00-19.00; sabato e domenica, 9.00-13.00 / 15.00-19.00

KAOS 76. La notte che cambiò il Friuli (a cura del Comune di Udine)
Udine, Ex Cinema Odeon
7 maggio - 3 luglio
inaugurazione: 06 maggio, ore 21.00
orari di apertura: venerdì 18.00-22.00, Sabato e domenica 10.00-12.00 / 18.00-22.00

Terremoto e ricostruzione nella pedemontana pordenonese
Lestans di Sequals, Villa Ciani
7 maggio – 5 giugno
inaugurazione: 7 maggio, ore 11.30
orario di apertura: sabato e domenica, 10.30-12.30 / 16.00-20.00

La solidarietà internazionale e la Pedemontana
Tarcento, Ex Cinema Margherita
7 maggio – 12 giugno
inaugurazione: 7 maggio, ore 18.00
orario di apertura: sabato 16.00-19.00 – domenica e festivi 10.00- 13.00 / 16.00-19.00

L'articolato programma di iniziative culturali è stato organizzato dalla Presidenza del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia in occasione del quarantesimo anniversario del terremoto in Friuli, al fianco del Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia di Spilimbergo e con la partecipazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone, attenta interprete delle dinamiche sociali e culturali del territorio.

"Le iniziative volute per ricordare il terremoto del Friuli del 1976 - afferma il Presidente della Fondazione CRUP Lionello D'Agostini – non rispondono solamente ad un'esigenza celebrativa, ma rappresentano la memoria viva del nostro recente passato. Attraverso questi eventi viene ripercorsa la fase dell'emergenza, della ricostruzione e del lento ritorno alla normalità, dove l'elemento distintivo è rappresentato dalla caparbia volontà dei friulani di risollevarsi dalla catastrofe e di costruire con tenacia il proprio futuro. Le immagini di allora possono essere riviste anche come specchio del presente, nel quale crisi ed incertezza minano lo sviluppo del nostro territorio. Oggi come allora la voglia di ripartire è la caratteristica comune delle nostra gente che attraverso la fatica ed il lavoro ha saputo conquistarsi l'ammirazione di tutti gli italiani e dei paesi esteri nei quali i nostri corregionali sono emigrati”, preservando la propria identità culturale.

Omaggio allo Sport. Passeggiata tra i campioni nelle fotografie di Aldo Martinuzzi

Nell’anno delle Olimpiadi la Città di Lignano Sabbiadoro ospita lungo il viale pedonale una carrellata di immagini dedicate al mondo dello Sport realizzate dal fotografo di origine friulana Aldo Martinuzzi e tratte dall’archivio fotografico del CRAF.
È un ideale percorso tra volti, gesti, movimenti ed emozioni dei protagonisti, con un’attenzione particolare ai campioni della nostra Regione e agli eventi sportivi di rilevanza internazionale che hanno contribuito a rendere Lignano Sabbiadoro una “Città per lo Sport”.

7 maggio - 31 agosto 2016
Viale pedonale
Lignano Sabbiadoro

Rajesh Singh. Brick Kilns Workers

Rajesh Kumar Singh (BokaroSteel City, Jharkhand 1983) è conosciuto per le sue fotografie evocative in bianco e nero, le sue immagini rivolte all’approfondimento delle diverse culture, la documentazione iconografica delle forme di disabilità umane.
Questo giovane talento ha studiato pittura alla Banaras Hindu Univeristy. I suoi primi lavori sono dedicati alla difficile esistenza degli abitanti di Varanasi, una delle più antiche agglomerazioni urbane del mondo, ma raccontano pure storie affascinanti. Affronta temi piuttosto particolari e complessi, tra questi la morte, la paura, l’emarginazione, la cecità, il sacrificio di animali.
Ha maturato esperienza professionale facendo da assistente a grandi fotografi come la messicana Maya Goded ( fotografa di Magnum), Paulo Dos Santos, attore e regista in Francia e l'indiano Atul Sharma. Ha lavorato per il cinema come assistente regista al film “Addha Chand Tum rakkh lo” e nella produzione inglese “Feast of Varanasi”.
Le sue fotografie sono state pubblicate nella più importante rivista di fotografia BETTER PHOTOGRAPHY e in numerose mostre all’VIII Biennale di Fotografia in Polonia nel 2013, in Canada e alla South Texas University negli Stati Uniti d'America.
Ha ricevuto numerosi premi sia in India, tra cui l' All India Award, IWIF Award come migliore secondo fotografo dell'India.
Nell'occasione di Friuli Venezia Giulia Fotografia 2016 viene presentata la sua mostra “Brick Kilns Workers” (I lavoratori delle fornaci), a cura di Rajesh Singh presenta le foto del reportage realizzato da nel 2015
(giovedì, venerdì, sabato e domenica: ore 15.00 - 18.00)
Ingresso libero

17 luglio – 28 agosto 2016
inaugurazione: domenica 17 luglio, ore 11.45
Casa della Conoscenza
Tramonti di Sotto

Carlo Spaliviero Next. Lo sguardo della libertà

Nato a Tarvisio nel 1964, ha iniziato la sua attività di fotografo nel 1979, come corrispondente di un quotidiano regionale. Si è dedicato pure alla fotografia naturalistica e ha pubblicato assieme ad altri fotografi il libro Una strada, tre confini.
In seguito, ha partecipato a numerosi seminari condotti da Gianni Berengo Gardin, Angelo Cozzi e, dopo aver lavorato per un lungo periodo in uno studio fotografico pubblicitario di Udine, ha scelto di dedicarsi al reportage in bianco e nero. Nei suoi lunghi viaggi ha realizzato una ricerca personale sull’infanzia, un reportage su pazienti affetti da disturbi mentali per il quale ha lavorato sette mesi all'Ospedale Psichiatrico di Trieste. Si è recato anche nell'isola di Leros, in Grecia, per documentare la drammatica situazione del locale Ospedale Psichiatrico Infantile.
Degli altri viaggi, in Eritrea, Costarica, Yemen, Libano, Cuba, Armenia, Kurdistan e Cina... restano le suggestive fotografie, in particolare ritratti, alla gente comune.
In occasione dell'inaugurazione della sua mostra personale, a cura di Maurizio Bait, verrà assegnato a Carlo Spaliviero il Premio Friuli Venezia Giulia Fotografia 2016 per un Autore della regione.

(lunedì-venerdì: ore 9.00-12.00;
sabato:15.00-17.00;
domenica: 10.00-12.00 / 15.00-18.00)
Ingresso libero

24 luglio – 2 ottobre 2016
inaugurazione: domenica 24 luglio, ore 18.30
Palazzo Conti Polcenigo-Fanna
Cavasso Nuovo

Franco Fontana
Grand Tour Italia

a cura di Franco Fontana
30 luglio – 16 settembre 2016
inaugurazione: sabato 30 luglio, ore 20.30
Biblioteca Comunale Sandro Pertini
Lignano Sabbiadoro
(lunedì-venerdì: 14.30-19.00)
Ingresso libero


Mario De Biasi. Budapest 1956

a cura di Italo Zannier
15 ottobre – 20 novembre 2016
inaugurazione: sabato 15 ottobre, ore 11.00
Museo dell'Arte Fabbrile e delle Coltellerie
Maniago
(lunedì, giovedì, venerdì, sabato e domenica: ore 9.30-12.30 / 15.30-18.30;
martedì e mercoledì: 9.30-12-30
Ingresso libero

Gianni Berengo Gardin.
Dalle collezioni del CRAF e de La Gondola di Venezia

2 novembre – 08 gennaio 2017
15 ottobre – 11 dicembre 2016
inaugurazione: sabato 15 ottobre, ore 18.30
Chiesa di San Lorenzo
San Vito al Tagliamento
(sabato e domenica: ore 10.30-12.30 / 15.30-19.00)
Ingresso libero

Andar per Mostre
Rassegna di giovani fotografi nei locali pubblici di Spilimbergo

Mostre veicolate

Franco Fontana: Grand Tour Italia

Questa mostra, proposta dall'Istituto Italiano di Cultura di Strasburgo (IIC) e dal CRAF con il sostegno della Presidenza del Consiglio
Regionale del Friuli Venezia Giulia in occasione del semestre di Presidenza Italiana dell' Unione Europea, è stata esposta dal 24
novembre al 5 dicembre 2014 durante le Journées d'Italie, presso la Villa Schutzenberger, sede dell’APE (Association Parlamentaire
Européenne), alla presenza dei deputati europei riuniti a Strasburgo per la Sessione parlamentare e successivamente è stata esposta
presso la sede dell'Istituto Italiano di Cultura. Ora il suo tour prosegue in Croazia.
Franco Fontana (Modena, 1933) nel 1968 ha esposto per la prima volta a Modena e con gli anni ’70 ha inventato uno stile basato essenzialmente sul colore: una sorta di invenzione artistica che ha presentato il paesaggio italiano come una terra incantata che nello
stesso tempo riassumeva le estetiche e i toni di colore del paesaggio rinascimentale, dalle colline ondulate e dai cieli azzurri.
Nel 1978, ha presentato Skyline, la prima delle sue innumerevoli monografie, e da allora Franco Fontana ha guadagnato fama internazionale esponendo in tutto il mondo le sue opere, incentrate sull’armonia dei colori e delle forme, che vengono semplificate al
massimo, una vera astrazione della natura.
Nel 1999 per il CRAF e il Solomon R. Guggenheim Museum di New York ha insegnato fotografia per una settimana a bambini delle scuole elementari newyorkesi nell'ambito del progetto Learning Through Photography.
Ha collaborato con il Centre Georges Pompidou, con i Ministeri della Cultura di Francia e del Giappone e nel 2006 ha ricevuto la Laurea Honoris Causa in design dal Politecnico di Torino.
Dagli anni ’70 ad oggi ha realizzato più di quaranta libri in Italia, Francia, Svizzera, Spagna, Stati Uniti e Giappone ed ha esposto le sue opere in oltre 400 mostre personali e collettive in Musei e gallerie di tutto il mondo.
Franco Fontana è nato a Modena, nel 1933, vive e lavora a Cognento (Modena). È uno dei protagonisti assoluti della fotografia italiana e internazionale del dopoguerra. Ha “reinventato” il colore come mezzo espressivo e non soltanto documentario, mediante un’inedita analisi, a volte provocatoria, del paesaggio naturale e di quello strutturato, nella ricerca di nuovi segni, strutture, superfici cromatiche corrispondenti alla sua fantasia creativa. I suoi paesaggi si situano al confine tra rappresentazione e astrazione, attraverso una grande sensibilità cromatica e un’abilità compositiva altrettanto notevole. Le forme naturali diventano campiture di colore sorprendenti e la veduta si trasforma in visione. Egli suggerisce spazi d’atmosfera metafisica, di un cosmo altrimenti sconosciuto e improbabile.
Le sue opere sono oggi conservate nei maggiori musei del mondo, tra i quali il “MoMa” di New York, il “Metropolitan Museum” di Tokyo, la “George Eastman House” di Rochester, il “Ludwig Museum” di Colonia, il “Museum of Modern Art” di San Francisco, il “Museum of Fine Arts” di Boston, il “Pushkin Museum of Fine Arts” di Mosca, l’ “Australian National Gallery” di Melbourne, lo “Stedeliijk Museum” di Amsterdam, la “GAM” di Torino, il “Mesèe d’Art Moderne” di Parigi, il “Kunsthaus Museum” di Zurigo, il “Victoria & Albert Museum” di Londra.
Ha esposto, tra personali e collettive, in tutto il mondo. La sua prima mostra personale risale al 1965, a Torino Società fotografica
Subalpina. Tra le sue mostre più significative: al Metropolitan Museum of Photography di Tokyo nel 1993, agli Scavi Scaligeri di Verona nel 2000, alla GAM di Torino nel 2001, al Palazzo Reale di Milano nel 2004, alla Maison Europèenne de la Photographie di Parigi, al Museum de Arte di Buenos Aires nel 2006 e altre ancora.
Ha tenuto workshop in tutto il mondo e firmato numerose campagne pubblicitarie, tra le quali: Fiat, Vollswagen, Ferrovie dello Stato,
Sony, Volvo, Canon, Kodak, Snam, Robe di Kappa. Ha collaborato con molte riviste e pubblicato (con i maggiori editori d’arte e fotografia italiani, francesi, tedeschi, svizzeri, spagnoli, americani, giapponesi) oltre sessanta libri, tra i quali, nel 2011, per l’Editore 24 Ore Cultura, “L’anima: un paesaggio interiore” con testi di Giorgio Faletti, Francesca Lavazza e Liborio Termine. Il volume riporta, in apertura, la citazione “l’anima è la sostanza senza l’apparenza”. Tra gli altri titoli editoriali recenti anche “Retrospettiva”.
Una sua fotografia è stata scelta dal Ministero della Cultura francese per rappresentare “lo spirito della cultura francese” attraverso i tempi e un analogo riconoscimento gli è stato attribuito dal Ministero della Cultura del Giappone.
Franco Fontana ha ricevuto, nel 1984, il XXVIII Premio per l’Arte Ragno d’Oro-Unicef, nel 2000, l’onorificenza di “Commendatore della
Repubblic” per meriti artistici e, nel 2006, la Laurea honoris caus in design ecocompatibile dal Politecnico di Torino.
Scrive Franco Fontana: “esistono tanti paesaggi dell’anima, tanti quanti sono gli artisti che da sempre creano opere di pittura, di fotografia, componimenti poetici, letterari o musicali; la bellezza stessa è un’opera dell’anima che si nutre della sensibilità e della passione di chi la sa cogliere. Come un libro, quando è finito e pubblicato, comincia a vivere la sua vita e i lettori ne diventano i nuovi autori, così ogni paesaggio o opera d’arte comincia a vivere nel momento stesso in cui in cui è visto, percepito dagli occhi, dal cuore, dalla mente ed entra nell’anima di chi lo guarda”.

11 gennaio - 30 maggio 2016
con l'Istituto Italiano di Cultura di Zagabria
La mostra proseguirà a Vukovar, Parenzo, Zagabria

Robert Doisneau. La Fotografia Umanista

Robert Doisneau (Gentilly, 14 aprile 1912 – Montrouge, 1º aprile 1994) studia litografia e all'età di ventidue anni viene assunto presso le officine della Renault di Billancourt come fotografo industriale. Negli anni quaranta si impegna nella Resistenza. Dal 1945 inizia a lavorare con Pierre Betz, editore del giornale Le Point e dal 1946 diventa fotografo indipendente per l'agenzia Rapho.
Il soggetto prediletto delle sue fotografie in bianco e nero sono i parigini: le donne, gli uomini, i bambini, gli innamorati, gli animali e il loro modo di vivere questa città senza tempo. Robert Doisneau e Parigi: un binomio inscindibile tra uno dei più grandi fotografi francesi e la città che ha amato e ritratto con il suo obiettivo. Doisneau amava paragonarsi ad Atget, percorreva fotograficamente le periferie di Parigi per “…impossessarsi dei tesori che i suoi contemporanei trasmettono inconsciamente…”.
Morì a Montrouge e venne seppellito a Raizeux, accanto alla tomba della moglie.
Il CRAF conserva 45 fotografie del 1945 che ritraggono le espressioni dei parigini dinanzi alla Gioconda in “Devant la Joconde” di cui Luigi Crocenzi acquisì una serie. Non si vede il ritratto della Monna Lisa, solamente chi la guarda. Di fronte alla Gioconda i parigini del ’45 hanno reazioni diverse: c’è un giovane padre con gli occhiali che spiega il quadro al figlio ma c’è anche chi, invece di guardare l’opera di Leonardo, guarda Doisneau che li immortala.
Accanto alla serie Devant la Joconde, da collezioni private e dall’Archivio personale di Roberto Salbitani, sono tratte altre 20 immagini a completare l’omaggio del CRAF a Doisneau e all’impegno delle figlie Annette e Francine che conservano e valorizzano il suo archivio fotografico: a loro - quindi all' Atelier Doisneau - viene assegnato l’International Award of Photography 2014.

4 giugno – 30 ottobre 2016
Hotel de Villaines
La Châtre
Francia

Mario De Biasi, Budapest 1956

Mario De Biasi (1923 – 2013) per oltre quarant’anni fu protagonista della fotografia europea, non soltanto di quella giornalistica, nel cui settore ha lungamente operato, soprattutto per Epoca, con instancabile entusiasmo, a volte con eroismo, come nel memorabile reportage sulla rivolta ungherese del 1956.
Epoca, settimanale allora diretto da Enzo Biagi, tra il 23 e il 24 ottobre 1956 inviò De Biasi a Budapest, dove vi arrivò in modo fortunoso e rimase – unico fotografo europeo con Erich Lessing - per ore sotto il fuoco dei rivoluzionari, documentando l’ingresso dei carri armati sovietici, i massacri, la rabbia, i morti impiccati nelle strade e il dolore della popolazione.
Il risultato di questo breve ma intenso soggiorno furono immagini crude e senza retorica, a testimonianza dei fatti che infiammarono la capitale ungherese nell’ottobre-novembre di quell’anno.
Fotografò in tutto il mondo, rivoluzioni, uomini famosi, paesi sconosciuti. Fotografò vulcani in eruzione e distese bianche di neve al Polo, a 65 gradi sottozero. Si dedicò pure a una ricerca estetica sperimentale europea. Una sua opera venne scelta da Otto Steinert, che la volle presente nella storica esposizione “Subiektive Fotografie 2”, del 1954, mentre si avviava un nuovo corso della fotografia italiana, intesa come prodotto culturale primario della modernità.
Mario De Biasi fu per sempre legato alla fotografia, che studiò perseguendola nel sublime, dal reportage al ritratto, dal paesaggio alla macrofotografia, con un particolare amore per la natura, della quale cercò di scoprire i paesaggi segreti. “La macchina fotografica – ha scritto di lui Bruno Munari – fa parte ormai della sua anatomia come il naso e gli occhi.”
Fece numerose mostre in Italia e all’estero, realizzò diversi work-shop su come fotografare la natura da vicino e sul fotoreportage, e pubblicò oltre quaranta libri di sue fotografie.
Nel 1982 venne insignito del Premio Saint Vincent di giornalismo e nel 1994 ricevette il Premio Friuli Venezia Giulia Fotografia.
Oltre che fotogiornalista Mario De Biasi fu anche un apprezzato disegnatore, nel marzo 1992 espose una cinquantina dei suoi “disegni a colori” alla Galleria Grafica e Arte di Bergamo.
La mostra viene promossa dall’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria e dal CRAF.
In concomitanza con il 60° anniversario della rivolta degli ungheresi, la mostra si trasferisce al Museo dell'Arte Fabbrile e delle Coltellerie di Maniago (PN), dal 15 ottobre al 20 novembre 2016

12 settembre - 30 settembre 2016
Istituto Italiano di Cultura
Strasburgo

Guido Guidi.
Guardando a Est

11 novembre – 4 dicembre 2016
Cappella Barocca
Istituto Italiano di Cultura
Praga

Premio Friuli Venezia Giulia Fotografia 2016

Giovanna Calvenzi
Premio Friuli Venezia Giulia Fotografia XXXa edizione 2016
patrocinato da Friulovest Banca
sabato 16 luglio ore 18.30
Palazzo La Loggia
Piazza Duomo
Spilimbergo

Carlo Spaliviero
Premio Friuli Venezia Giulia Fotografia
XXXa edizione 2016 - per un Autore della regione,
patrocinato dalla Friuladria
domenica 24 luglio, ore 18.00
Palazzo Conti Polcenigo-Fanna
Cavasso Nuovo

Incontri con l'Autore

Giovanna Calvenzi
16 luglio, ore 17.30
Palazzo La Loggia
Spilimbergo

Franco Fontana
30 luglio, ore 20.30
Biblioteca Comunale Sandro Pertini
Lignano Sabbiadoro

Michele Smargiassi – Un'autentica bugia. La fotografia, il vero, il falso
14 ottobre, ore 20.30
Palazzo Tadea
Spilimbergo

Nicola Bustreo – Gianni Berengo Gardin tra Venezia e il Friuli
15 ottobre, ore 17.00
Teatro Arrigoni
San Vito al Tagliamento

Fotomercato


Mostra scambio internazionale dell'antiquariato, dell'usato e del digitale fotografico
sabato 16 luglio, ore 9.30-17.00
Palestra di Via Mazzini
Spilimbergo
Ingresso a pagamento € 5,00
Ridotto € 4,00 (con iscrizione su fotomercato.com)

TAVOLA ROTONDA


“Diritto e Fotografia nel web”
(in collaborazione con la FIAF del Friuli Venezia Giulia)
Moderatore l’Avv. Paolo Bortolussi, con l’Avv. Massimo Stefanutti, Venezia (Presidente del Circolo La Gondola) e Dario Righetto, Global Marketing Manager, Graphistudio SpA,
domenica 24 luglio, ore 15.30 – 18.00
Palazzo Conti Polcenigo-Fanna
Cavasso Nuovo

PROGETTO E FOTOGRAFIA


CONTRIBUTO ALL’USO CONSAPEVOLE DELL’IMMAGINE FOTOGRAFICA NELLA PRASSI PROFESSIONALE. SECONDA EDIZIONE: VISUALIZZAZIONE DI UN AMBITO TERRITORIALE
di Gianantonio Battistella
con Gianantonio Battistella, Marco Zanta e Samantha Banetta
Biblioteca del Comune di Maniago
23-24 settembre, 30-01 ottobre e 4-15 ottobre.
PROGRAMMA
1° appuntamento: IL PROGETTO DI VISUALIZZAZIONE TERRITORIALE
2° appuntamento: L’IMMAGINE DEL TERRITORIO DI MANIAGO
3° incontro: WORKSHOP DI VERIFICA DEI LAVORI PRODOTTI
Per informazioni e iscrizioni
Giacomo Matarrese 3687479136; giacomo.matarrese@gmail.com

Corsi 2016

SCUOLA DI FOTOGRAFIA NELLA NATURA
di e con Roberto Salbitani
Villa Ciani, Lestans, estate 2016

Professione : ritrattista
Sabato 2 – domenica 3 luglio

Come costruire un lavoro fotografico
Sabato 9 – domenica 10 luglio

Fotografo vedente, fotografo cieco
Sabato 16 – domenica 17 luglio

Corso avanzato di stampa bianconero
Sabato 23 – domenica 24 luglio

Per informazioni e iscrizioni
Roberto Salbitani: 347. 6634816 / 06.35497035; info@scuolafotografianatura.it

Foto | Courtesy Friuli Venezia Giulia Fotografia 2016

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