In morte di Martine Franck. Fotografa, sposa e custode della memoria di Cartier Bresson


Si è spenta in questi giorni (l'annuncio è trapelato dal suo entourage solo nella serata di ieri) e dopo una lunga malattia affrontata con grande dignità, la fotografa belga Martine Franck. Settantaquattro gli anni della seconda sposa di Henri Cartier Bresson, co-fondatrice e presidente dell'omonima fondazione, membro dell'agenzia Vu, tra le promotrici, nel lontano 1972, dell'agenzia Viva, nonché parte integrante della Magnum Photos dal 1983. Infanzia trascorsa tra Stati Uniti e Inghilterra, formazione in storia dell'arte prima a Madrid e poi all'École du Louvre, la Franck si è più volte distinta per una fotografia attenta alla partecipazione dei soggetti immortalati.

Considerata "la custode dell'opera del marito", era in realtà molto di più, come ricordano le parole pronunciate in occasione del vernissage di presentazione della mostra organizzata intorno ai suoi ritratti di artisti "venuti d'altrove" e immortalati nei loro ateliers. Un evento svoltosi nel novembre scorso presso la Maison européenne de la photographie (MEP), durante il quale la stessa Martine Franck aveva illustrato in questi termini il suo procedimento lavorativo: "Bisogna parlare, mettere le persone a loro agio" aveva spiegato con dolcezza la fotografa ricordando che anche lei era arrivata da lontano.

I suoi funerali si svolgeranno oggi, e nella più stretta intimità, presso il villaggio di Luberon, nella regione di Alpes-de-Haute-Provence, dove riposa il suo sposo. Per ricordarla abbiamo deciso di tradurvi l'omaggio del Ministre de la Culture, Aurélie Filippetti:

Martine Franck aveva uno sguardo bello e lucido sul mondo, quello di una testimone che era anche artista.

Ed il commosso ricordo del giornalista e scrittore Pierre Assouline, autore di un libro e di un film su Cartier-Bresson, che sarà diffuso in autunno dal canale televisivo culturale franco-tedesco Arte.

Metteva la stessa malizia e dolce passione nel fotografare gli spettacoli e i paesaggi, l'Oriente e i musei, e una impronta umana. Dimmi chi fotografi e ti dirò chi sei. i suoi ritratti riflettono il suo gusto per l'alterità, la ricerca dell'interiorità e della profondità degli esseri, la compagnia degli scrittori (Hélène Cixous, John Berger, Hervé Guibert, Michel Leiris, Albert Cohen, Yves Bonnefoy), dei pittori (Balthus, Avigdor Arikha, Sam Szafran, Zao-Wou-Ki, Velickovic, Etienne Martin, Zoran Music, Barcelo, Botero, Raymond Mason, Marc Chagall, Diego Giacometti, Arpad Szenes e Maria Elena Vieira da Silva), quasi tutti accumunati dall'essere amici prima che artisti. Insomma in queste foto accade qualcosa che resta invisibile altrove.

Immagine da elcomercio.pe

Via | francetv.fr

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