Le stagioni del mare di Luigi Ghirri al Festival del paesaggio di Capri

Capri e il mare mediterraneo fotografati da Ghirri, in mostra al Museo Casa Rossa di Anacapri con la Prima edizione del suo Festival del paesaggio

Le stagioni dell'arte sembrano più 'affidabili' di quelle meteorologiche, soprattutto quando la visione del paesaggio punta a liberarsi dei "luoghi comuni" per qualcosa di più personale, quando le stagioni del mare di Luigi Ghirri consentono allo sguardo di scovare equilibri e armonie tra il paesaggio geografico e quello emozionale.

Usando la fotografia come mezzo d'indagine dei meccanismi stessi della visione, con una riflessione sul mondo che precede quella del riflesso del mondo, Ghirri compie un lungo viaggio 'dentro il paesaggio'. Uno dei tanti possibili, pronto a dilatare all'infinito la percezione di quel Paesaggio Italiano (1980-1992) che il celebre Viaggio in Italia (1984) contribuirà a cambiare radicalmente nell'immaginario condiviso.

"Cerco un punto di vista sul mondo esterno e una visione su un mondo più nascosto, interiore, di attenzione, di memorie spesso trascurate" 

Luigi Ghirri

Lo stesso viaggio che all'inizio degli anni ottanta passa per la Capri dei Faraglioni, della Certosa di S. Giacomo o del Monte Solaro, spingendone la visione mortificata dagli stereotipi da cartolina, in "zone della memoria" individuali e collettive, tenacemente in equilibrio tra moderne deformazioni e antichissime tradizioni, rendendo l’immagine fotografica depositaria di quella stretta relazione tra tempo naturale e tempo dell'arte per cui Ghirri aveva progettato la "casa delle stagioni", rimasta incompiuta dalla sua prematura scomparsa.

È l'estremo progetto di 'casa delle stagioni' di Ghirri ad ispirare la personale curata da Gianluca Riccio e Arianna Rosica, nei suggestivi spazi del Museo Casa Rossa di Anacapri dal prossimo 30 luglio, inserita nel percorso diffuso di mostre, eventi, sperimentazione e dialogo della prima edizione del Festival del Paesaggio di Capri, estesa da maggio alla fine di settembre.

Il percorso espositivo della mostra di Luigi Ghirri, ruota intorno al nucleo di fotografie scattate a Capri tra il 1980 e il 1981, con uno sguardo all'orizzonte che smarrisce il confine tra mare e cielo, dalla Loggia con statua che contempla il mare, al belvedere con prospettiva inconsueta sui celebri faraglioni.

Paesaggi con vista sul mare e tutto quello che nutre la nostra memoria, arricchiti da una selezione d'immagini del Mare Mediterraneo estratte da diversi altri progetti. Un tour geografico ed emotivo che si sposta dagli scatti realizzati in Puglia tra il 1982 e il 1983, confluiti nel progetto "Tra albe e tramonti", alle foto di Porto Recanati, Ponza, Trieste e Venezia del "Paesaggio italiano" (1980-1992), passando per quelle estratte dai cicli "Vedute" e "Italia Ailati", realizzate in gran parte negli anni settanta, sulla riviera romagnola e la costa marchigiana.

Il viaggio nella Casa Rossa si arricchisce di Passaggi con la selezione di opere di paesaggisti dell’Ottocento dalla collezione L’Isola dipinta del Comune di Anacapri, in dialogo con i lavori di alcuni artisti che negli ultimi 6 anni hanno partecipato a Travelogue, programma di residenza d’artista e workshop con gli studenti delle scuole superiori di Capri e Anacapri: Gianfranco Baruchello, Sandro Chia, Gianluca Di Pasquale, Goldschmied & Chiari, Angelo Mosca, Ettore Spalletti, Michele Tocca.

Stefano Arienti e Liliana Moro sono gli artisti che partecipando a Travelogue, hanno realizzato le installazioni site specific per OPEN, mostra a Villa San Michele in cui identificheranno un ipotetico, “nuovo” paesaggio caprese.

La mostra si presenta come il fulcro del Festival, teso a valorizzare le memorabili rappresentazioni dell’isola e del suo paesaggio, realizzate nel corso del tempo da una nutrita compagine di artisti e intellettuali d’avanguardia, richiamati sul posto sin dal 1922 e quel convegno sul paesaggio organizzato da Edwin Cerio, sindaco di Capri e intellettuale cosmopolita, per liberare l’isola dalle sdolcinate rappresentazioni fatte da mercanti di pittura per turisti.

Note sul Convegno del Paesaggio del 1922


In Italia, il primo Convegno del paesaggio si svolse a Capri il 9 e 10 luglio 1922.
Fu organizzato dal Comune di Capri, del quale, dal 1920, era
sindaco l’ingegnere e scrittore Edwin Cerio (lo sarebbe stato fino al
1923). Ad ispirare il Convegno, e comunque a sostenere l’opera di
Cerio, era stato l’on. Giovanni Rosadi, sottosegretario alle Belle
Arti, il quale era stato il promotore della legge in difesa delle
Antichità e Belle Arti del 20 giugno 1909, ed aveva visitato l’isola
nell’aprile del 1921. Altro fondamentale sostegno Edwin Cerio
ricevette dal Vice Direttore generale delle Belle Arti Luigi
Parpagliolo, il quale al Convegno tenne quella che possiamo definire
la relazione fondamentale.
L’invito al “Convegno del Paesaggio”, la più importante
manifestazione culturale svolta nell’isola di Capri nella prima metà
del Novecento, fu accompagnato dal Manifesto della bellezza di
Capri, scritto da Italo Tavolato, che a quel tempo dimorava
nell’isola.
Esso, fra l’altro, sosteneva che “la bellezza è sacra, poiché illumina
l’essenza delle cose”; che nell’isola “la natura non fa esperimenti,
ma ci rivela l’opera compiuta, l’Opus Dei”; che l’impeto dionisiaco
si accorda perfettamente con l’apollineo, portando serenità
nell’animo; che la bellezza, fulcro della nostra tradizione antica e
suscitatrice di humanitas, doveva esser difesa, più che mai, contro
gli insulti di una modernità materialistica, meccanica ed industriale.
Il Convegno si inaugurò nella serata del 9 luglio.
Dopo la lettura del Messaggio del Comune di Capri, Giovanni
Porzio, che, tra il 1920 ed il 1921, era stato sottosegretario alla
Presidenza del Consiglio, pronunciò, in tono alto, una breve,
applauditissima orazione sulla bellezza di Capri. Sostenne che
nell’isola si coglie il limite tra realtà e sogno, e che essa sa offrire
l’immagine compiuta della bellezza, del mistero, dell’infinito. Ed
anche che le bellezze naturali debbono essere fonti di poesia e di
vita, dalle quali i popoli che le hanno avute in eredità devono trarre
le loro fortune. Ricordando poi che Percy Shelley (del quale
ricorreva il centenario della morte) non solo aveva esaltate le
incomparabili bellezze delle contrade che si affacciano sul Golfo di
Napoli e di Salerno, ma anche rinvenuto il nucleo luminoso
dell’anima ed il segno dei grandi destini dei loro abitanti, concluse
dicendo che tanta solennità di storia e di bellezza avrebbe dovuto
accrescere i doveri di quelli per preparare loro un grande domani.
Più semplice (egli, anzi, disse, “un poco terra terra”) fu il discorso
di Filippo Tommaso Marinetti, che si sforzò di conciliare l’”amore
per l’Italia, che nulla al mondo supera in bellezza”, e la difesa delle
bellezze d’Italia e di Capri con le sconvolgenti novità proposte dal
Futurismo, del quale aveva pubblicato il famoso manifesto sul
“Figaro”, il 20 febbraio 1909.
Presidente onorario del Convegno era il generale Armando Diaz,
allor famosissimo per la vittoria nella Prima Guerra Mondiale. Ciò
portò Marinetti a sostenere che la grande vittoria di Vittorio Veneto
aveva centuplicato la grandezza dell’Italia, ma anche che il generale
Diaz ed il generale Badoglio, in contrapposizione a due illustri
difensori del passato, “che avrebbero voluto e proposero di
abbandonare Venezia agli Austriaci”, furono di un parere
assolutamente futurista. E perciò avevano vinto.
Concluse il discorso prendendosela con la luna, dicendo che “le
lampade elettriche sono più importanti, molto più importanti del
chiaro di luna”, e che si era ormai “capaci di fabbricare subito
all’istante 20, 100 mila lune più belle”.
Filippo Tommaso Marinetti riprese la parola durante la mattinata
del 10 luglio, quando il Convegno continuò nelle sale dell’Hotel
Quisisana, dove si concluse nel pomeriggio.
In una comunicazione, intitolata Lo stile pratico, distinse i
difensori del paesaggio tra passatisti e presentisti, accusando i primi
di essere “sempre più o meno dei miopi, degli anemici e degli
insensibili”.
Ad Edwin Cerio, che aveva letto una relazione sull’architettura
rurale nei litorali del Golfo di Napoli e del Golfo di Salerno, rispose
di essere d’accordo con lui solo se per stile rurale si intendesse non
devozione all’imitazione ed al restauro, ma ricerca di semplicità
architettonica, ed adattamento della casa al piano delle proporzioni
ed al colore delle rocce.
La giornata del 10 luglio era iniziata con la lunga, attenta,
interessante relazione di Luigi Parpagliolo, il quale, prima di
illustrare, con grande competenza, la legge sulle bellezze naturali
del 1920, aveva ricordato l’inizio del movimento a favore delle
bellezze naturali, le cause che lo avevano determinato, le leggi che,
a mano a mano, erano state emanate. Ed anche come nella poesia e
nell’arte si era venuto delineando un nuovo sentimento della
natura, che gli sembrava “quasi un nuovo stato di coscienza”.
Oltre a quella di Filippo Tommaso Marinetti, furono presentate
comunicazioni dall’ ing. Michele Guadagno sulla difesa della
“macchia” mediterranea, dall’architetto Virgilio Marchi e dallo
studioso svizzero Gilbert Clavel (che con Depero aveva impostato
ad Anacapri i “Balli plastici”, andati in scena a Roma nel 1918)
sull’architettura, che lo stesso Clavel definì “la sintesi di tutti gli
elementi creativi, perché comprende in sé ogni produzione d’arte del
passato e del presente”.
Dopo saluti di autorità e discussioni, il Convegno si concluse con
l’approvazione, all’unanimità, di alcuni ordini del giorno. Fra questi
uno, presentato da Filippo Tomaso Marinetti e Luigi Parpagliolo,
deplorando le continue deturpazioni commesse a danno del
paesaggio italiano, esprimeva il voto che, pur nel riconoscimento
dei bisogni della vita moderna, l’uso di nuovi materiali e di metodi
di costruzione rispettasse l’ambiente e si intonasse al paesaggio
locale. Un altro faceva voto al Ministero della Pubblica Istruzione
affinché studiasse le possibilità “di una propaganda almeno
settimanale” che, iniziando nelle scuole elementari, si estendesse poi
a quelle medie, per diffondere “il culto del patrimonio di bellezza
dell’Italia”.
Nel gennaio del 1923, Edwin Cerio affidò ad un bellissimo volume,
stampato in trecentocinquanta copie numerate, gli Atti del
Convegno del paesaggio. E’ stato questo volume a salvare la
memoria di quell’ “umile atto di devozione” verso 1’isola, che
Edwin Cerio volle compiere, portando nello stesso tempo
un’importante contributo alla valorizzazione del paesaggio italiano.
RAFFAELE VACCA

Solo la prima edizione di un viaggio arricchito dal contributo culturale di intellettuali e artisti residenti sull'isola, che annovera fotografi come Luigi Ghirri, ma anche Mimmo Jodice, entrambi protagonisti del volume Capri di Cesare De Seta (ERI Edizioni Rai, Torino 1983), e ancora Franco Fontana, Calude Nori, Paul Den Hollander, Ralph Gibson, Wilhelm Schurmann.

Festival del Paesaggio - I edizione: programma


Capri, a partire dalla sua antica tradizione artistica e culturale e dall’eccellenza delle sue bellezze naturali internazionalmente conosciute, rappresenta un osservatorio privilegiato da cui, secondo diversi punti di vista, promuovere una riflessione ad ampio raggio sui temi connessi al paesaggio e più in genere all’ambiente e alla storia del territorio.

La prima edizione del Festival del paesaggio, a cura di Gianluca Riccio e Arianna Rosica, si articola in un calendario di mostre ed eventi che dal mese di maggio si estende sino al mese di settembre 2016, toccando alcuni tra i luoghi di maggior interesse culturale e di maggior attrazione turistica dell’isola.

Luigi Ghirri
a cura di Gianluca Riccio e Arianna Rosica
30 luglio – 25 settembre 2016
Museo della Casa Rossa, Anacapri

La mostra Luigi Ghirri è promossa dall’Associazione Il Rosaio e la Fondazione Capri insieme al Comune di Anacapri e alla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggi per il Comune e la Provincia di Napoli, in collaborazione con Archivio Luigi Ghirri, Fondazione Exclusiva e Accademia di Belle Arti di Urbino.

Passaggi
Opere dalla collezione L’Isola dipinta del Comune di Anacapri
in dialogo con le opere di Gianfranco Baruchello, Sandro
Chia, Gianluca Di Pasquale, Goldschmied & Chiari, Angelo
Mosca, Ettore Spalletti, Michele Tocca
a cura di Arianna Rosica, Gianluca Riccio e Damiano Gullì
30 luglio - 25 settembre 2016
Museo della Casa Rossa
Anacapri

Open
Stefano Arienti e Liliana Moro
Installazioni site specific realizzate nell’ambito
del progetto Travelogue 2016
a cura di Arianna Rosica e Gianluca Riccio
30 luglio - 25 settembre 2016
Villa San Michele
Anacapri

Travelogue 2016
Stefano Arienti e Liliana Moro
Laboratori / Workshop sul tema del paesaggio
a cura di Arianna Rosica e Damiano Gulli
4-7 maggio 2016
Capri Palace
Anacapri

In occasione dell’inaugurazione delle mostre è stato realizzato un catalogo edito da Baskerville con testi di Gianluca Riccio, Arianna Rosica, Damiano Gulli.

Festival del paesaggio
4 maggio - 25 settembre 2016
Inaugurazione: 30 luglio 2016, ore 19.00
Sedi:
Museo della Casa Rossa
via Giuseppe Orlandi 78, Anacapri
Villa San Michele
viale Axel Munthe 34, Anacapri

Luigi Ghirri
30 luglio – 25 settembre 2016
Casa Rossa
Anacapri

Foto | Luigi Ghirri
Via | Pr&Communications

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