Lo stato della fotografia contemporanea in mostra a Modena

Qualunque direzione abbia preso la vostra estate, quella della fotografia contemporanea passa per Modena con diverse esposizioni e Lo Stato delle Cose che, lasciandosi ispirare al celebre film di Wim Wenders, porta in mostra il Summer Show 2016 degli studenti del Master di Alta Formazione sull'Immagine Contemporanea organizzato da Fondazione Fotografia Modena...


«come un film senza una storia, un insieme costruito come una casa senza muri in cui è proprio lo spazio tra i suoi protagonisti a poterne sopportare il peso».

L'esplorazione inconsueta dello spazio e del corpo di indagine del linguaggio fotografico, sempre meno documentaristico, decisamente più intimista, dalle estrazioni visive alla "geoiconografica”.

Un viaggio che si arricchisce di stimoli e prospettive, spaziando tra le opere degli studenti acquisite dalla collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, al meglio della giovane fotografia europea individuata dal prestigioso European Photography Award, dalle conversazioni notturne di Stefano Graziani, alle architetture senza tempo delle chiese Armene fotografate da Claudio Gobbi.


The Summer Show 2016. Lo Stato delle Cose

Molto più di una mostra di fine anno: l’edizione 2016 di The Summer Show, che da ormai cinque anni presenta al pubblico i progetti artistici elaborati durante gli studi dagli allievi del master sull’immagine di Fondazione Fotografia, quest’anno assume un respiro internazionale e si arricchisce di importanti novità.

Al percorso dedicato alle opere degli studenti che terminano il biennio, intitolato Lo Stato delle Cose, e all’esposizione mid-term riservata ai progetti in corso degli studenti del primo anno, si aggiungono per la prima volta nell’allestimento le opere dei finalisti dello European Photography Award, un riconoscimento assegnato ogni anno ai migliori allievi delle scuole di fotografia europee. Il master di Fondazione Fotografia è stato selezionato per entrare a far parte di questo prestigioso circuito di centri di formazione, che comprende l’École Nationale Supérieure des Arts Décoratifs di Parigi, la Fachhochschule di Bielefeld, in Germania, la Gerrit Rietveld Academie di Amsterdam, il Royal College of Art di Londra e la Zürcher Hochschule der Künste di Zurigo.

Per gli 11 studenti che hanno concluso il biennio 2014/2016 del master la mostra Lo Stato delle Cose rappresenta il punto di arrivo di un percorso che racchiude la traccia di ciò che è stato e ciò che sarà. Citando Wim Wenders, la mostra è concepita “come un film senza una storia, un insieme costruito come una casa senza muri in cui è proprio lo spazio tra i suoi protagonisti a poterne sopportare il peso”. Il titolo allude allo stato accidentale, di cui non è possibile prevedere lo sviluppo, in cui si trova ciascuno degli 11 artisti: “In natura esistono stati diversi – solido, liquido o aeriforme -; possiamo determinare in quale stato la materia si trovi in un preciso momento ma non possiamo dire quando subirà una variazione, né quante ne abbia subite in passato. Ogni mutamento di stato è accompagnato da uno scambio di calore fra la sostanza interessata e l’ambiente circostante. Le opere da noi prodotte per The Summer Show 2016 intendono rispecchiare queste dinamiche”. Sempre nelle intenzioni degli allievi, Lo Stato delle Cose vuol essere “un accertamento di quello che sta succedendo, sia intimamente che esteriormente”.

Espongono nella mostra Lo Stato delle Cose Simone Bulgarelli (1991, Carpi, MO), Elena Canevazzi (1991, Carpi, MO), Francesco Cardarelli (1981, Offida, AP), Francesca Ferrari (1961, Modena), Giulia Fini (1995, Modena), Alessio Gianardi (1983, La Spezia), Andrea Luporini (1984, La Spezia), Orlando Myxx (1974, Dolo, VE), Simone Pellegrini (1993, Modena), Sara Savorelli (1991, Rimini), Livia Sperandio (1991, Foligno).

Espongono inoltre nella sezione dedicata agli studenti del primo anno: Giulia Di Michele (1996, Canosa di Puglia, BT), Silvia Gelli (1985, Livorno), Cristina Prisca Magnani, Alice Mazzarella (1991, Foligno PG), Milena Emanuela Nicolosi (1977, Catania), Francesco Paglia (1983, Portomaggiore, FE), Alessandro Partexano (1993, Modena), Zoe Paterniani (1991, pesaro), Federika Ponnetti (1974, Roma), Clelia Rainone (1989, Foggia), Michela Ronco (1989, Torino), Yulia Tikhomirova (1981, San Pietroburgo, Russia), Sara Vighi (1969, Reggio Emilia), Viviana Vitale (1993, Monza).


EPA 2016, il meglio della giovane fotografia europea

Ad arricchire il percorso della mostra annuale The Summer Show, in cui si presentano i progetti degli allievi del master Fondazione Fotografia Modena, quest’anno per la prima volta al Foro Boario si aggiungono le opere dei vincitori e dei finalisti dello European Photography Award 2016. Si tratta di un prestigioso riconoscimento internazionale, istituito dalle maggiori scuole di fotografia europee, assegnato agli studenti più meritevoli dell’anno accademico in corso. Dal 2015, in considerazione del profilo internazionale assunto dal master, anche Fondazione Fotografia Modena è stata selezionata per entrare nel circuito delle scuole che assegnano l’EPA. È con soddisfazione, inoltre, che Fondazione Fotografia può annoverare due studenti tra i finalisti di quest’edizione: Orlando Myxx e Sara Vighi.

Il concorso ha come scopo principale quello di mettere a confronto le ricerche e le visioni di studenti provenienti da diversi contesti e percorsi formativi, creando così un’interessante panoramica sulle nuove direzioni del linguaggio dell’immagine contemporanea a livello internazionale. La giuria, composta da docenti di tutte le scuole del circuito, ha assegnato quest’anno il primo premio a Mika Sperling, studentessa dell’accademia di Bielefeld, in Germania, e in particolare al progetto fotografico ‘Brothers and Sisters’, incentrato sulla comunità mennonita tedesca, di cui la stessa Sperling ha fatto parte. Il secondo premio è stato assegnato a Po Cheng Liao del Royal College of Art di Londra, che utilizza la macchina fotografica per rivelare le tracce del consumismo e del desiderio di possesso impresse sulle vetrine dei negozi di Londra.

L’elenco completo dei 16 artisti che espongono in mostra comprende: Mika Sperling (Fachhochschule, Bielefeld, primo classificato 2016), Po Cheng Liao (Royal College of Art, Londra, secondo classificato 2016), Juliette Angotti (École Nationale Supérieure des Arts Décoratifs, Parigi, primo classificato 2015), Roos Quakernaat (Gerrit Rietveld Academie, Amsterdam, secondo classificato 2015), Tim Cullmann (Gerrit Rietveld Academie, Amsterdam), Vytautas Kumza (Gerrit Rietveld Academie, Amsterdam), Robert Krischan ter Horst (Fachhochschule, Bielefeld), Julius Stuckmann (Fachhochschule, Bielefeld), Nemo Nonnenmacher (Royal College of Art, Londra), Jae-Hee Sehin (Royal College of Art, Londra), Sara Vighi (Fondazione Fotografia Modena), Orlando Myxx (Fondazione Fotografia Modena), Ida Quilvin (École Nationale Supérieure des Arts Décoratifs, Parigi), Marilou Poncin (École Nationale Supérieure des Arts Décoratifs, Parigi), Thomas Baumgartner (Zürcher Hochschule der Künste, Zurigo), Céline Brunko/Tina Reden (Zürcher Hochschule der Künste, Zurigo).

La mostra dei vincitori e dei finalisti dello European Photography Award 2016 è allestita dal 16 giugno al 17 luglio al Foro Boario di Modena.


Stefano Graziani. Conversazioni Notturne

Conversazioni notturne è un lavoro realizzato da Stefano Graziani nel 2011, in cui ogni fotografia si prefigura come un incontro.
A differenza di quanto accade nell’osservazione quotidiana della realtà, nelle inquadrature di Graziani si può vedere un solo soggetto per volta; annullando ogni riferimento di spazio e tempo, in una forma di tassonomia, le immagini individuano una serie di unità discrete attraverso cui si articola un processo di conoscenza del mondo, ovvero una sua interpretazione.
Il titolo del lavoro suggerisce un forte legame con il subconscio; un momento di dubbio, di meraviglia, di fantasmi, sogni e strani accadimenti.
Conversazioni notturne scopre una diversa storia della fotografia come autoanalisi, come strumento per poter guardare dentro di noi.

Stefano Graziani (1971) vive e lavora a Trieste, dove insegna presso la facoltà di Architettura.


Claudio Gobbi. Arménie Ville

“Un lavoro sulla forza dell’architettura armena, sulla sua atavica capacità di continuare a ripetere gli stessi segni e processi nello spazio e nel tempo per oltre 1500 anni, e sull’eredità di un paese da sempre diviso fra oriente e occidente e ancora alla ricerca delle sue radici culturali più profonde”.

Così Claudio Gobbi introduce il lavoro Arménie Ville, concepito a Parigi nel 2007, durante una residenza presso la Cité Internationale des Arts, in coincidenza con l’Anno dell’Armenia in Francia. Fondazione Fotografia ne presenterà una selezione a Modena, dal 16 giugno al 17 luglio, negli spazi del Foro Boario.

Tratte da una serie che raffigura 125 chiese armene presenti in oltre 25 paesi, in un flusso territoriale continuo che dall’Europa occidentale giunge in Russia, Medio Oriente e nell’Armenia caucasica, le immagini in mostra sono state realizzate in parte personalmente dall’artista, in parte collezionate nell’arco di otto anni; provengono da fonti ed epoche diverse: archivi (in Italia, Francia, Germania, Georgia e Armenia), autori storici e contemporanei, ricerche nel web. Si tratta di un lavoro seriale – in un’accezione non canonica – dedicato a una precisa tipologia di chiese, o meglio, ad alcune forme costruttive diffuse originariamente nel Caucaso e nell’Armenia storica, la cui struttura architettonica perdura immutata da secoli, senza soluzione di continuità, e che, so­prattutto dopo la Diaspora, hanno fatto da prototipo per la realizzazione di tutte le chiese realizzate dagli Armeni in diversi paesi europei ed extraeuropei.

Arménie Ville è anche un libro d’artista, edito da Hatjie Cantz, disponibile al bookshop del Foro Boario.

tutte le mostre
fino al 17 luglio 2016
Foro Boario
Modena

Foto | Courtesy Fondazione Fotografia Modena

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