Fotografia, emozioni e umanità di Sabine Weiss

La fotografia di Sabine Weiss, sensibile alla luce, le emozioni e l'umanità, da The Family of Man al MoMa alla prossima mostra

"Luce, gesto, sguardo, movimento, silenzio, riposo, rigore, distensione, vorrei incorporare tutto in questo istante affinché l'essenza dell'uomo si esprima con un minimo di mezzi"

Sabine Weiss

È l'essenza dell'uomo, quell'inesplicabile e ineluttabile umanità che attraversa la strada e l'esistenza 'fiera e indipendente' di Sabine Weiss, ad interessare alla donna e alla grande fotografa, fin da quando a 8 anni ha usato la paghetta per comprare la sua prima macchina fotografia a buon mercato.

Quando non avrebbe mai immaginato di scoprire l'importanza della luce naturale come fonte di emozioni, di condividere la sua passione per quelle più intime del quotidiano con Robert Doisneau e attraverso lui, con la comunità artistica dell'agenzia Rapho e quel movimento umanista francese di fotografia che conta anche Willy Ronis, Edouard Boubat, Brassaï e Izis.

Lontana da pose, il desiderio di esporre o essere definita artista, Sabine Weiss è tra i fotografi selezionati da Edward Steichen per la celebre "The Family of Man" al MoMA di New York e tra quelli che non hanno mai smesso di vivere di fotografia. La fotografa che ha usato ogni genere di obiettivo sui soggetti più diversi, senza perdere lo sguardo 'dolce' che tradisce il suo temperamento vitale e indipendente, oggi, a 91 anni, come probabilmente già nella ragazzina di 8 anni.

La vivace protagonista di collettive, personali, festival, omaggi e pubblicazioni, fino agli ultimi che trovate elencati di seguito, subito dopo uno sguardo alla sua invidiabile biografia, a partire dalla personale ospitata negli spazi dello Jeu de Paume-Château de Tours che offre un viaggio inedito in quasi 130 stampe e numerosi documenti d’epoca mostrati per la prima volta, da sbirciare nella gallery che apre questa segnalazione.

"Adoro i bambini, è una grande sfida non solo riprenderli, ma anche ottenere che essi restino naturali. In Spagna, nel 1954, avevo fotografato un gruppo di bambini che giocavano al cavallo sulla strada e non posso fare a meno di accostare questo scatto con uno fatto l'estate scorsa a Bali: dei ragazzini giocavano nel fango, ridevano, facevano i matti e hanno continuato ancora più forte quando hanno visto che mi avvicinavo con i miei calzoni bianchi. Come cinquantacinque anni prima, ho voluto cogliere la gioia di quei bambini che non hanno nulla, ma sanno comunque divertirsi."

Sabine Weiss

Un viaggio emozionante con la vitalità dell'infanzia che gioca e la forza di quella che lavora, con le contraddizioni dell'umanità che riempie vetrine, soccombe agli stenti, rinnova tradizioni, danze gitane, o solo corse nella notte. La stessa che si staglia all'orizzonte del paesaggio urbano scalciato da un cavallo imbizzarrito o in scatti a colore di moda e costume, senza mai perdere la passione per le emozioni più intime del quotidiano, tradite da uno sguardo, un paesaggio o un ritratto, anche quando è della giovane scrittrice Françoise Sagan, probabilmente alle prese con il Bonjour tristesse da Prix des Critiques che le cambierà la vita ma probabilmente mai la prosa.

Sabine Weiss: vita, fotografia e una grande umanità

Sabine Weiss nasce Sabine Weber il 23 luglio 1924 nella St. Gingolph svizzera e si avvicina precocemente alla fotografia, quando a otto anni acquista una macchina fotografica a buon mercato con la paghetta fornita dal padre che la incoraggia.

Dopo l'apprendistato, dal '42 al '45 con Frédéric Boissonnas in uno studio fotografo di Ginevra, la laurea e aver aperto uno studio, nel 1946 trasferisce a Parigi (con una camicia da notte, una matita e una Rolleiflex) e seguendo il consiglio di un amico diventa assistente di Willy Maywald.

«On venait à Paris avec une chemise de nuit, un crayon et un Rolleiflex»

È durante i quattro anni trascorsi come apprendista del celebre fotografo di moda che la giovane Weiss scopre l'importanza della luce naturale come fonte di emozioni.

Partecipa all'apertura della casa Dior e la presentazione della prima collezione alla 37 Avenue Montaigne, poi nel 1949 durante un viaggio in Italia conosce il pittore americano Hugh Weiss, con il quale nel 1950 si sposa, adotta al figlia Marion e apre uno studio, iniziando a lavorare come fotografa indipendente, per servizi pubblicitari e di moda con testate di respiro internazionale (Vogue, Paris Match, Life, Time Magazine, Town and Country, Holiday, Newsweek ...).

"Questo mi ha permesso di vivere del mio lavoro, di essere indipendente. Ho avuto fortuna."

Sabine Weiss

La passione per l'umanità e le emozioni più intime del quotidiano condivise con Robert Doisneau, trasformano l'amicizia in collaborazione quando, dopo una riunione in ufficio del direttore di Vogue, Doisneau la invita ad entrare nell'agenzia di stampa Rapho e la comunità artistica che conta Jean Cocteau, Maurice Utrillo, Rouault e Jacques Henri Lartigue.

Negli stessi ambienti artistici, il suo approccio eclettico e appassionato la porta a ritrarre musicisti come Igor Stravinsky, Benjamin Britten, Ella Fitzgerald, Pablo Casals e Stan Getz, insieme a personaggi della letteratura come Francis Scott Fitzgerald e Alberto Giacometti, spaziando dal cinema di Jeanne Moreau alla moda di Coco Chanel.

"É una fortuna parlare con tutti, viaggiare ed incontrare gente diversa. La fotografia apre così tante porte!"

Sabine Weiss

Anche il suo lavoro personale viene apprezzato ben presto negli Stati Uniti e nel 1955, il fotografo americano Edward Steichen sceglie tre delle sue fotografie per l'ormai leggendaria "The Family of Man" al Museum of Modern Art di New York. 

Dal 1961 al 2000, continua ad alternare lavori pubblicitari, servizi di moda, ritratti e scatti attenti alle questioni sociali e quell'umanità che non ha mai smesso di emozionare.

Le sue fotografie fanno parte di prestigiose collezioni internazionali, dal Metropolitan Museum of Art al Musée de l'Elysée di Losanna, dal Centre Georges Pompidou alla Maison Européenne de la Photographie e Kunsthaus Zurich.

A Sabine Weiss sno stati riconosciute diverse onorificenze che comprendono quella di Cavaliere dell'Ordine delle Arti e delle Lettere (1987), di Ufficiale delle Arti e delle Lettere (1999) e di Cavaliere della Legion d'onore (2010), conferitale dal ministro della cultura Frédéric Mitterrand.

Sabine Weiss in mostra

Sabine Weiss
fino al 30 ottobre 2016
Jeu de Paume-Château de Tours
25 avenue André Malraux
Paris

19 novembre 2016 - 05 marzo 2017
Museum im Bellpark
Luzernerstrasse, 21
Kriens (CH)

Le monde de Sabine Weiss
fino al 30 Luglio
Les Douches la Galerie
5 rue Legouvé
Paris

9° Festival à CIEL OUVERT, des images dans la ville

"L'âme révélée"
fino al 16 ottobre 2016

"L'île de la Réunion"
fino al 16 settembre 2016
Galerie de l'espace Arthur Batut

Le Rond-Point
1 place de l'Europe
Labruguiére

4 ed Confrontations Photo
En passant
30 settembre - 2 ottobre 2016
23, passage des Lavoirs
Gex

la-fotografia-dellumanita-di-sabine-weiss.jpg

Foto | Sabine Weiss, Courtesy Jeu de Paume

  • shares
  • Mail