Ma perché fotografi in cambio di visibilità?

Ogni tanto serve ribadirlo: non c'è nulla di più sbagliato che fotografare gratis in cambio della cosiddetta visibilità

Fatela questa prova. Andate al bar sotto casa, ordinate pasta e cappuccino, consumate. Quando poi arriva il momento di passare per la cassa, sorridete al titolare e ditegli che invece di pagare gli assicurate visibilità. Nella migliore delle ipotesi vi cacceranno via in malo modo. Nella peggiore vi troverete con qualche osso fuori posto.

Allora perché quando la pro loco oppure l'associazione di turno vi contatta per chiedere di fotografare la festa, la sfilata o l'evento, tanti di voi si accontentano di farlo gratis in cambio per l'appunto di visibilità? Sperate così di trovare poi dei lavori pagati? Sbagliato.

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Chi vi contatta chiedendovi di lavorare gratis, la prossima volta cercherà sicuramente sempre chi lavora gratis. Sperate di farvi conoscere? Sbagliato anche questo. Presentarsi infatti come un fotografo che lavora gratis non è un bel biglietto da visita. I professionisti si fanno pagare. Se non vi fate pagare vi presentate quindi come non professionisti.

Sperate semplicemente di fare esperienza? Sbagliato per l'ennesima volta. Si fa vera esperienza lavorando come assistente di un professionista. Un professionista che se davvero serio vi pagherà comunque durante il vostro apprendistato. Invece andando a fotografare allo sbaraglio non imparate quasi nulla.

Quindi fate un favore al mondo della fotografia e della creatività in generale: rifiutate qualsiasi prestazione fotografica retribuita, si fa per dire, con questa nuova moneta chiamata "visibilità". Così forse l'ente di turno sarà costretto a pagare non solo il cuoco, il fioraio, l'elettricista, ma anche il tizio con la fotocamera al collo!

Vignetta | Veronica Veci Carratello | Ti pago in visibilità

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