Huawei P9 Plus, la recensione dello smartphone con la doppia fotocamera firmata Leica

Ho messo alla prova il comparto fotografico sviluppato in collaborazione con Leica dello smartphone Huawei P9 Plus

Fino a qualche giorno fa ero uno strenuo sostenitore dell'inutilità della fotocamera integrata nello smartphone. Questo perché mi porto sempre dietro la piccola Panasonic Lumix DMC-LX100. Quando però mi sono trovato sotto il palco dei Jethro Tull con Ian Anderson a un paio di metri di distanza ho dovuto improvvisamente rivedere le mie convinzioni.

Infatti solo quando ho messo la mano in borsa per prendere la Lumix, mi sono reso conto con orrore di averla dimenticata a casa. A quel punto ho provato ad usare il mio Samsung Note 3 Neo. Un ottimo smartphone, ma con un modulo fotografico assolutamente inadatto alle luci di un palco.

Un ottimo concerto quindi ma con delle pessime foto ricordo. Oltre tutto con un dubbio: come sarebbe andata se avessi avuto invece con me un Huawei P9 Plus con la sua doppia fotocamera sviluppata in collaborazione con Leica? Sicuramente molto meglio, se non per altro grazie alla possibilità di impostare completamente in manuale tutti i parametri di scatto.

Ma procediamo con ordine, iniziando con le prime impressioni.

Prime impressioni

L'Huawei P9 Plus viene definito un top di gamma. Definizione legata sia al prezzo di listino che alla dotazione tecnica di tutto rispetto. Basta infatti prenderlo in mano per apprezzare i materiali con cui è realizzato. Ma qui non siamo su MobileBlog e io non sono di certo Andrea Galeazzi, quindi sorvoliamo tutti gli aspetti telefonici per concentrarci su quelli legati alla doppia fotocamera.

L'utilizzo di base della fotocamera non è differente da quello di qualsiasi altro smartphone. Tramite l'icona della fotocamera si avvia un'interfaccia abbastanza classica. Le prima differenze si notano effettuando uno swipe verso l'alto del trattino sopra l'icona della scatto: così si attiva la modalità PRO.

Possiamo quindi utilizzare i controlli di scatto manuali, dove possiamo scegliere ad esempio il valore di sensibilità ISO da 50 a 3200. Possiamo anche scegliere il tempo di scatto tra 1/4000 e 30 secondi, così come impostare il bilanciamento del bianco anche in grandi Kelvin.

Effettuando invece uno swipe da sinistra verso destro appare la scelta delle modalità, tra cui troviamo un bianco e nero molto ben implementato grazie al secondo modulo fotografico monocromatico. Mentre effettuando uno swipe da destra verso sinistra appare la scheda delle impostazioni, dove possiamo in particolare attivare il salvataggio anche in formato RAW.

Disattivando la modalità PRO abbiamo anche una sorta di post focus attivabile con l'iconcina a forma di diaframma accanto al controllo del flash. Tramite questa funzione vengono ripresi più scatti che poi vengono utilizzati per decidere dove far cadere la messa a fuoco e simulare vari valori di apertura di diaframma.

Siamo ovviamente ben lontani dalla vera fotografia plenottica proposta dalla Lytro, ma se lo scopo è la condivisione sui social i risultati sono piacevoli a vedersi. Mentre è meglio evitare la stampa, visto che le transizioni dal primo al secondo piano sono brusche e a volte incoerenti, come potete vedere negli scatti di prova.

Ma quello che ho apprezzato maggiormente del comparto fotografico dell'Huawei P9 Plus è la prontezza della risposta dello scatto in ogni situazione. Fotografare ballerini di notte oppure le mie bimbe indiavolate non è assolutamente un problema: non si rischia mai di perdere l'attimo.

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Qualità immagine

Questo Huawei P9 Plus ha dimostrato fin dai primi scatti una qualità immagine talmente interessante da spingermi a fare parecchi confronti, come potete vedere dalla galleria. L'ho in particolare messo a confronto con i già citati smartphone Samsung Note 3 Neo e compatta Panasonic Lumix DMC-LX100, che tra l'altro monta uno zoom anch'esso firmato da Leica.

In questi confronti la Huawei restituisce risultati leggermente migliori rispetto al Samsung, fatto prevedibile dato che quest'ultimo è uno smartphone vecchio ormai di due anni. Quello che invece mi ha sorpreso è vedere quanto i risultati siano vicini a quelli realizzati con il sensore micro quattro terzi della Panasonic. La Lumix risulta migliore solo per lo stacco dei piani, ovviamente grazie alla maggiore superficie sensibile.

Passando alla differenze invece tra JPG e RAW si nota in modo evidente come quest'ultimo sia sovraesposto. Probabilmene l'elettronica dell'Huawei P9 Plus preferisce recuperare le alte luci ma avere le ombre già aperte, in modo da ottenere dei JPG con una buona gamma dinamica.

Sul fronte della sensibilità i files sono ottimi anche per la stampa dai 50 agli 800 ISO. Salendo ai massimi valori di 1600 e 3200 ISO il dettaglio si riduce visibilmente, ma abbiamo ancora scatti perfettamente utilizzabili sul web.

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Conclusioni

Du gust is megl che uan? Valeva per il Maxibon e vale anche per la doppia fotocamera dello smartphone Huawei P9 Plus. Qualità immagine, prontezza dell'autofocus, controlli manuali, formato RAW: non manca nulla. Ho cercato di trovarle dei grossi difetti, ma non ce l'ho fatta.

Ad essere pignoli si nota un surriscaldamento durante l'utilizzo della fotocamera, ma nient'altro da segnalare. Con questo smartphone dimenticare a casa la macchina fotografica diventerebbe un problema non poi così terribile. Troppo tardi per me. Ma questa è un'altra storia.

Piace:
- qualità immagine
- velocità autofocus
- controlli manuali
- formato RAW

Non piace:
- si scalda durante l'utilizzo della fotocamera

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