Mario Giacomelli: due mostre per un grande visionario

Due mostre per un nuovo percorso espositivo nelle opere di Mario Giacomelli, più visionario che fotografo

Per i virtuosi delle mostre fotografiche, ogni percorso espositivo dedicato ad uno dei suoi grandi maestri finisce per riproporre le stesse opere, seppur offerte allo sguardo con letture e prospettive differenti.

Tra le dovute eccezioni possiamo annoverare ogni viaggio nelle opere di Mario Giacomelli, maestro dell'arte di decostruire e ridefinire in ogni stampa, la rappresentazione del reale e del suo continuo mutamento, con visioni nate dentro la camera oscura e fuori dal tempo, per tessere nuove trame in ogni sguardo.

"Non vorrei ripetere le cose visibili, ma renderle visibili, interiorizzate, vorrei poter scivolare sotto la pelle delle cose, poter mostrare l’energia che passa tra l’anima mia e le cose che mi sono attorno"

Mario Giacomelli

Una spiccata propensione a "dare respiro alle cose”, ad altre visioni e significati, risvegliando il nuovo anche in vecchie fotografie, con quel senso del magico sprigionato dalle 'foreste di segni' incise nella terra dai contadini, quanto dalle geometrie ludiche messe in scena dai celebri pretini.

È proprio l'aura che circonda il Il bambino di Scanno (Scanno Boy), 'liberata' nel 1965 con una Kobell manuale, un solo obiettivo e un flash, ad impreziosire un nuovo percorso espositivo del maestro, dopo essere entrata a far parte della prestigiosa collezione di opere del MOMA di New York, continuando il suo viaggio con le mani in tasca.

In realtà si tratta di due personali, in mostra contemporaneamente nei due spazi espositivi situati nello stesso cortile di Milano, per un unico percorso espositivo che segue storia ed evoluzioni della carriera artistica di un maestro capace di cogliere la magia nella terra e non amava definirsi un fotografo.

Un viaggio nel paesaggio, da Scanno ai Pretini, alimenta con una ventina di fotografie che risalgono agli anni cinquanta, sessanta e settanta, la mostra "E la terra veniva come magica" alla Lo Studio Guastalla.

Le opere inedite della maturità e gli esemplari più storici strappati all'inalienabile bisogno di creare di Giacomelli, sono invece alla base del progetto espositivo/editoriale "Mario Giacomelli. Non faccio il fotografo, non so farlo", ospitato nello spazio per l’arte The Lone T con una mostra e un libro a cura di Katiuscia Biondi Giacomelli, direttrice dell’Archivio Mario Giacomelli – Sassoferrato, in collaborazione con Claude Nori (Ed. Contrejour).

Un viaggio per visionari che inizia con l'inaugurazione di giovedì 13 ottobre, dalle ore 18.00 nello stesso cortile di Via Senato a Milano, ma chi può dire dove è capace di arrivare.

Mario Giacomelli
E la terra veniva come magica
Studio Guastalla Arte Moderna Contemporanea
Io non faccio il fotografo non so farlo
The Lone T
14 ottobre - 28 novembre 2016
stesso cortile di Via Senato, 24
Milano

Foto | Mario Giacomelli, Courtesy Studio Guastalla Arte Moderna e Contemporanea

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