Fujifilm X-T2, la recensione della mirrorless che non delude mai

Ho messo alla prova la Fujifilm X-T2, verificandone in particolare l'utilizzo nei ritratti insieme al Fujinon XF 56 mm F/1.2 R

L'ho scritto più di una volta negli ultimi tempi: le mirrorless non sono più una scelta combattuta. Non corrisponde infatti più a rinunciare alle prestazioni. Come in tutta onestà non si deve più pensare che si sta utilizzando qualcosa di così nettamente più leggero e compatto, in particolare se lo corrediamo di un'impugnatura verticale e di tre batterie.

Infatti nel caso della Fujifilm X-T2, che ho potuto provare in questa configurazione in occasione del Le Mans Classic, pesi e ingombri sono paragonabili a quelli di una classica reflex APS-C. Ma anche l'autonomia e le prestazioni complessive, dall'autofocus alla raffica, sono paragonabili a una reflex APS-C di fascia alta.

Quindi la scelta tra reflex e mirrorless diventa ormai puramente personale, non più legata a evidenti pro e contro. Quello che può far propendere l'ago della bilancia in una direzione invece che in un'altra può essere invece la resa delle ottiche a corredo. Come ad esempio il Fujinon XF 56 mm F/1.2 R che ho potuto provare insieme alla Fujifilm X-T2.

Un'ottica dichiaratamente da ritratto, equivalente ad una focale di 84mm sul formato pieno, con una resa del bokeh particolarmente pastosa e al tempo stesso nitida sul piano di messa a fuoco. Un'ottica inoltre che mi ha sorpreso anche nel controluce, come ho mostrato nel mio live su Facebook di qualche giorno fa.

Ma procediamo con ordine, iniziando con le prime impressioni.

Prime impressioni

La Fujifilm X-T2 cade molto bene in mano. Anche senza la già citata impugnatura verticale, si riesce ad usarla anche per lunghe sessioni di scatto senza affaticarsi. L'accesso ai controlli fisici permette poi di passare con estrema rapidità dall'esposizione in priorità di diaframmi all'esposizione completamente manuale.

Gli unici appunti che posso fare all'ergonomia sono riferiti all'ottica in prova, il già citato Fujinon XF 56 mm F/1.2 R. Ha infatti una splendida ghiera per il controllo dei diaframmi, con clic a terzi di stop. Peccato che tale ghiera sia troppo morbida, quindi basta sfiorarla per variare inavvertitamente il valore di diaframma.

Anche la ghiera di messa a fuoco, essendo di tipo "focus by wire" e quindi priva di scala delle distanze, non rende immediate operazioni come la messa a fuoco in iperfocale: per attuarla dobbiamo accendere la fotocamera e sfruttare la scala visibile sul display oppure nel mirino.

Tolti questi due aspetti, la Fujifilm X-T2 insieme al Fujinon XF 56 mm F/1.2 R si sono rivelati un'accoppiata con cui togliersi belle soddisfazioni specialmente se sei un ritrattista. La velocità dell'autofocus e la facilità con cui si spostare con il joystick il punto di messa a fuoco consentono di avere sempre i nitidi gli occhi del soggetto anche a ridotte distanze e a tutta apertura.

Anche quando il soggetto si muove in continuazione. Parlo di mia figlia, ovviamente. Con una modella che segue attentamente le tue indicazioni risulta tutto più facile, ma nella mia prova ho anche apprezzato come la messa a fuoco non vada in crisi neppure in controluce .

L'unico appunto che posso fare a questa Fujifilm X-T2 durante le mie prove è la scelta in automatico di un bilanciamento del bianco un po' troppo freddo, una situazione che ho riscontrato in particolare negli scatti con i miei pupazzetti, illuminati da dei faretti a led da 5500K.

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Qualità immagine

Uno dei punti di forza delle digitali Fujifilm sono i JPG subito pronti per la stampa. La Fujifilm X-T2 conferma questa tradizione. Infatti le differenze tra JPG e RAW sono davvero minime: il primo risulta semplicemente leggermente più saturo e contrastato.

Nello sviluppo di alcuni scatti in controluce ho notato però una strana demosaicizzazione, percepibile come una trama regolare, ovviamente solo negli ingrandimenti al 100%. Ne ho parlato con Max De Martino, uno degli X-Photographers italiani: mi ha confermato che si tratta di una situazione nota e attualmente al vaglio degli ingegneri della Fujifilm. Non appena avrò ulteriori notizie a riguardo aggiornerò la recensione.

Sul fronte della sensibilità i file sono fondamentalmente ottimi dai 100 ai 1600 ISO. Fin dai 400 ISO compare una grana, sempre più evidente, senza diventare però mai fastidiosa, anche quando raggiungiamo la massima sensibilità di 51200 ISO.

Da 3200 a 6400 ISO si inizia a percepire l’intervento della riduzione rumore, che si porta via il dettaglio fine. Salendo ai massimi valori di 12800 e 51200 ISO si inizia a perdere anche il dettaglio medio. Restano però ancora perfettamente utilizzabili, anche per stampe di medie dimensioni.

Si apprezza in questo senso la scelta di Fujifilm di evitare di inserire valori ISO a sei cifre, dove la qualità non sarebbe stata sufficiente ad utilizzi differenti dal web.

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Conclusioni

Una buona fotocamera deve scomparire. Non devi stare a ricordarti dove è nascosto il comando che ti serve. Non devi perdere tempo a studiare le sue funzioni. Se riesci a dimenticarti la fotocamera, allora i tuoi scatti diventeranno sicuramente migliori. Perché la fotocamera non costituisce più un ostacolo tra il fotografo ed il soggetto.

Questa è la caratteristica che ho maggiormente apprezzato in questa prova della Fujifilm X-T2. Mentre fotografavo potevo restare costantemente concentrato sul soggetto, interagire con lui e creare quindi subito una forte empatia. Ovvero la base di ogni buon ritratto.

Piace:
- ottima ergonomia garantita dai numerosi controlli fisici
- ottimo mirino
- gestione punti di messa a fuoco tramite joystick
- efficacia messa a fuoco anche in controluce
- qualità immagine
- resa Fujinon in prova

Non piace:
- monitor non completamente orientabile e privo di funzionalità touch
- bilanciamento del bianco a volte tendente troppo ai toni freddi
- strana demosaicizzazione in alcuni scatti in controluce
- ghiera diaframmi del Fujinon in prova troppo morbida
- ghiera messa a fuoco del Fujinon in prova "focus by wire" e senza scala delle distanze

Voglio ringraziare infine la modella Olga Strogovets per aver posato negli scatti di prova.

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