Jeroen Oerlemans, il fotografo olandese ucciso a Sirte da un cecchino

Il fotografo olandese Jeroen Oerlemans è stato ucciso a Sirte da un cecchino dell'Isis

Jeroen Oerlemans è l’ennesimo fotografo morto per colpa della guerra, la notizia è stata confermata dalle autorità olandesi che hanno salutato con dolore il loro concittadino. Jeroen Oerlemans si trovava a Sirte, bastione dell'Isis in Libia ed è stato ucciso da un cecchino dell’Isis. Il fotografo era al seguito di un gruppo di sminatori in una zona già liberata dai miliziani, purtroppo questo non è bastato e un infido cecchino, da lontano, ha mirato e gli ha tolto la vita.

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Jeroen Oerlemans aveva 45 anni, lascia una moglie e tre figli, con il rammarico di un destino beffardo, è stato ucciso domenica ed il suo rientro a casa era previsto per il giorno successivo. Jeroen Oerlemans non era di certo un novellino, nel corso degli anni ha fotografato i conflitti in Afghanistan, Siria, Intifada, Libano, Sierra Leone e Libia e ha documentato i flussi migratori verso l'Europa da un punto di vista decisamente diverso da quelli che siamo abituati a sentire. I suoi reportage sono stati pubblicati nei giornali internazionali più importanti come Time, Newsweek , New York Times, Guardian, Sunday Times e tanti altri.

Oerlemans l’aveva già scampata una volta, nel 2012 era stato rapito in Siria dall’Isis, avevano persino simulato la sua decapitazione, ma per fortuna pochi giorni dopo lo avevano rilasciato. Non è riuscito a stare lontano dalle zone di guerra perché il suo bisogno di raccontare la verità è stato sempre più forte di tutto.

Il ministro degli Esteri olandese, Bert Koenders, lo ha ricordato dicendo: “Era guidato dalla necessità di raccontare i luoghi caldi del mondo. È molto triste che per questo abbia pagato il prezzo più alto".

via | corriere
Foto | nu.nl

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