Cronache Marziane: Curiosity nel video NASA

A 33.900 mila miglia di distanza da noi, senza passare per Google Earth, dopo un bel po’ di scintille (76 colpi, programmati al millimetro) il rover Curosity della Nasa, ha mosso i primi passi su Marte, passi di robot che lasciano tracce in codice Morse e usano spari-laser con un equipaggiamento da far invidia alle Cronache Marziane di Ray Bradubury, nato il 22 agosto di 92 anni fa e scomparso i primi di giugno, ma omaggiato per l’occasione dal sito Bradubury Landing.

Lasciando le sofisticate telecamere e gli strumenti scientifici al loro viaggio di scoperta della composizione chimica e mineraria del suolo, e in definitiva delle eventuali tracce di vita ‘presenti o passate’ sul pianeta rosso, noi ci concediamo l’arrivo sul pianeta rosso con il video realizzato dalla Nasa con le foto 1600 × 1200 (1,9 megapixel), scattate ad una velocità di 5 fotogrammi al secondo.

Il video a 15 fotogrammi al secondo, in realtà viaggia più spedito della realtà e delle foto, “migliorate" con la riduzione del rumore, il bilanciamento del colore e la nitidezza. Di certo non più veloce dell’immaginazione che passeggia su Marte da prima che la NASA iniziasse a concepire il progetto Curiosity.

The Mars Descent Imager (MARDI) ... An 8 gigabyte internal buffer permits the camera to acquire over 4,000 raw frames (equivalent to 800 seconds of descent, which is many times the actual descent duration). [...] The camera is capable of losslessly compressing the images, or applying lossy JPEG compression, in realtime during acquisition and storage, although the intent is to take the images in raw format and apply compression just prior to downlink to Earth. Thumbnail images of 200 × 150 pixels can be created simultaneously with the processing and storage of the realtime images, but will likely be generated again just prior to downlink. Large angular rate motion while the vehicle is descending on parachute, and rocket thruster induced vibratory motion while the vehicle is descending on its landing engines, are likely to blur many of the images despite a 1.3 millisecond exposure time.

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