Giovanni Gastel: 40 anni di storie e fotografie per un ritratto inedito

Lo stile colto, raffinato ed elegantemente ironico di Giovanni Gastel, frutto di 40 anni di sperimentazioni che rispecchiano la storia dell’arte e l’evoluzione del costume

Con gli occhi vivaci, l'espressione un po' malinconica nascosta dai sorrisi e il portamento di un gentiluomo d'altri tempi, Giovanni Gastel festeggia i primi 40 anni di esperienze professionali che lo hanno reso un fotografo, un poeta, per molti anche un mentore, con un notevole talento nel cogliere le molteplici sfumature del fascino, della grazia e dell'eleganza di qualsiasi cosa.

Un uomo di nobile stirpe, nipote di Luchino Visconti e figlio spirituale di Irving Penn, che scrive poesie sin dalla tenera età, fotografa dagli anni '70 e dopo un lungo periodo di apprendistato, passato per foto di matrimonio, il teatro, la casa d’aste Christie’s, servizi di moda e campagne pubblicitarie per le aziende più prestigiose, resta difficile da ritrarre, nonostante diversi premi, l'Oscar per la fotografia e ancora più pubblicazioni e mostre dedicate al suo stile colto, raffinato ed elegantemente ironico.

Uno stile inconfondibile, capace di accarezzare versi e corpi, estetica dell'effimero e armonie, affinato con l'incessante sperimentazione di tecniche "old mix" e rielaborazioni pittoriche che rispecchiano la storia dell’arte e l’evoluzione del costume dell'ultimo trentennio.


«Ciò che mi affascina, della fotografia, è che non ha alcun rapporto con la realtà; è l’interruzione del fluire costante del tempo. Da eterno movimento, la vita, a eterna immobilità; allude al reale per creare un reale parallelo».

Giovanni Gastel

Dopo diverse personali e collettive dedicate alle sue opere, anche al MAXXI con l'ideale di eleganza ritratta in bianco e nero nel centro acquatico del Foro Mussolini di Roma, o quella alle 100 facce della musica italiana ritratte per Rolling Stone, mentre una mostra alla Photo12 Galerie di Parigi ospita i suoi ritratti dell'universo femminile nella prima personale francese (fino al 28 ottobre 2016), è il Palazzo della Ragione di Milano a dedicare una lettura inedita alla sua esperienza di vita, attraverso quarant’anni di storie e di immagini.

Quattro decenni per altrettante sezioni artistiche che si avventurano nell'evoluzione personale e professionale di Giovanni Gastel, lungo un percorso espositivo che si estende dagli still-life ironici ispirati alla Pop Art, alle fotografie di moda e costume, prodotte per riviste e campagne pubblicitarie, come quella che fa il bagno con il Samsung Galaxy S7.


Ad accompagnare la mostra, Silvana Editoriale pubblica una monografia su Giovanni Gastel a cura di Germano Celant, con testi dello stesso Gastel, di Celant e Chiara Spangaro, il progetto grafico dello studio GraphX e un quarantennio di immagini, documenti, dichiarazioni, testimonianze e opere che contribuiscono a restituire il ritratto inedito, dell'uomo e del fotografo che ha dato tanto al mondo della moda, della comunicazione e dell'arte.

Giovanni Gastel: the 40 Years Exhibition
fino al 13 novembre 2016
Palazzo della Ragione Fotografia
Piazza Mercanti, 1
Milano

Giovanni Gastel: biografia e poetica di un fotografo gentiluomo



Giovanni Gastel nasce a Milano il 27 dicembre 1955, settimo figlio dell'imprenditore Giuseppe Gastel Giuseppe e di Ida Visconti di Modrone, erede di una delle più antiche dinastie nobili europee e sorella del regista Luchino Visconti.

Nel 1967, all’età di dodici anni, Gastel inizia ad esplorare la sua vocazione artistica, recitando nelle compagnie di teatro sperimentale fino all’età di diciassette anni, coltivando la passione per la poesia, racconta già a sedici anni nei versi della "Casbah" pubblicata dall’editore Cortina.

Negli anni Settanta si avvicina alla fotografia, iniziando un lungo periodo di apprendistato che lo porterà a fotografare matrimoni, ritratti, piccoli still-life e qualche servizio di moda per bambini, fino al 1975-76, quando inizia a lavorare per la casa d’aste Christie’s.

Nel 1981 incontra Carla Ghiglieri, suo futuro agente che lo avvicina al mondo della moda. Dopo la comparsa dei suoi primi still-life sulla rivista Annabella, nel 1982, inizia a collaborare con Vogue Italia e poi con le riviste Mondo Uomo e Donna, grazie all’incontro con il direttore di Edimoda ,Flavio Lucchini e Gisella Borioli.

La sua attività professionale s’intensifica e inizia la collaborazione con le più prestigiose testate di moda, in Italia che all’estero, soprattutto a Parigi, da Glamour a How to spend it, da Elle a Vanity Fair, ritraendo i personaggi famosi, insieme agli uomini e le donne più belle del mondo.

Tra i riferimenti dello stile di Gastel, affinato con tecniche “old mix”, a incrocio, rielaborazioni pittoriche, sdoppiamenti, stratificazioni e ritocco digitale, c'è lo studio dell’arte rinascimentale, l’opera fotografica di Irving Penn, la Pop Art che ebbe modo di vedere in mostra alla Rotonda della Besana sin dai primi anni Settanta.

Intorno alla metà degli anni Ottanta, fonda la Gastel&Associati con Angelo Annibalini e Uberto Frigerio, per promuovere l’inserimento nel mondo professionale di giovani fotografi, cresciuti nel suo studio e incontrati durante numerosi workshop.

Il suo impegno attivo nel mondo della fotografia lo avvicina anche all’Associazione Fotografi Italiani Professionisti (AFIP), di cui è stato presidente dal 1996 al 1998 e presidente onorario fino ad oggi.

Nel 1997 la Triennale di Milano gli dedica la personale, curata dallo storico d’arte contemporanea, Germano Celant, in cui vengono presentate circa 200 fotografie, testimonianza della sua lunga e prolifica carriera.

Il successo professionale si consolida nel decennio successivo, tanto che il suo nome appare nelle riviste specializzate insieme a quello di fotografi italiani quali Oliviero Toscani, Giampaolo Barbieri, Ferdinando Scianna, o affiancato a quello di Helmut Newton, Richard Avendon, Annie Lebowitz, Mario Testino e Jurgen Teller.

Nel 2002 ha ricevuto l’Oscar per la fotografia, nell’ambito della manifestazione La Kore Oscar della Moda.

Oltre a ricoprire la carica di presidente onorario dell’Associazione Fotografi Italiani Professionisti e membro permanente del Museo Polaroid di Chicago, nel suo studio in Via Tortona a Milano, Gastel continua a coltivare la sua passione per la poesia, fino all’ultima raccolta "Cinquanta", insieme a quella per la ricerca fotografica al di fuori degli schemi della moda.



Le pagine del volume "Un eterno istante. La mia vita" edito da Electa, possono contribuire a colmare tutto quello che manca a questa biografia stringata di uomo con una vita privata e professionale molto intensa ed eclettica.

«La fotografia e' un "istante di seduzione", bisogna essere bravi a cogliere quel secondo, "come sa fare un gentiluomo"»

Giovanni Gastel

Foto | Giovanni Gastel. Quarant’anni di storia e immagini

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