L'isola della salvezza di Francesco Comello

Il reportage di Francesco Comello fotografa il singolare centro spirituale, educativo e culturale che quasi passa inosservato lungo la strada trafficata che da Mosca porta a Yaroslav

"È vero, principe, che una volta avete detto che il mondo sarà salvato dalla bellezza?"

F. M. Dostoevski, L'Idiota

La celebre profezia "linguistica" che aspira all'armonia, la salvezza e la redenzione universale, la beatitudine che colma con niente, attraverso un ideale capace di conciliare antitesi come il bene il male, l'amore e il dolore del mondo, arriva sino a noi con il genio analitico, acuto, enigmatico e crudele di Dostoevskij, attraverso la storia del principe Miškin e la purezza dell'anima dell'Idiota che evoca quella evangelica del Cristo.

Una profezia salvifica destinata a fallire misurandosi con la realtà romanzata dal grande scrittore e filosofo russo, senza impedire alla fede degli uomini di fondare comunità immolate ai principi del vangelo e ad un prete ortodosso di dar vita al singolare centro spirituale, educativo e culturale che quasi passa inosservato lungo la strada trafficata che da Mosca porta a Yaroslav.

"L'isola della salvezza" che si staglia fuori del tempo e dal mondo, vicina a Dio e la Patria, lontana da denaro e tecnologia, forgiando l'anima e allenando il corpo di centinaia di ragazzi che l'obiettivo di Francesco Comello ha scovato nelle ombre di icone antiche e divise senza tempo, nelle luci che irradiano speranza a volti assorti nello studio e corpi animati dal ballo, nei chiaroscuri di un esistenza semplice che prega, studia, gioca, lavora nei campi e riceve addestramento militare, coltivando armonia e speranza.

«La chiamano "L'isola della salvezza" gli abitanti di questa comunità nascosta e silenziosa. Quando ci passi vicino, sulla trafficata strada che da Mosca porta a Yaroslav, quasi non ti accorgi della sua esistenza, eppure è un centro spirituale, educativo e culturale unico in tutta la Russia. Fondata nei primi anni 90 da un prete ortodosso, doveva essere inizialmente una confraternita di una trentina di persone, riunite per vivere insieme secondo i principi del vangelo e dei santi padri. Con il tempo è diventata una comunità che oggi accoglie 300 ragazzi, molti dei quali disadattati o con problemi familiari. Niente Tv, internet, cellulari e niente denaro, considerati mali della società. Si zappa la terra, si studia, si balla. Si forgia l'anima e si allena il corpo. I valori supremi sono Dio e la patria. Un'utopia educativa fuori dal mondo ma immersa nella storia, dove l'impegno di tutti per un cambiamento individuale e una crescita armoniosa mantiene viva la speranza.» 

Difficile di questi tempi dire cosa ci può salvare da noi stessi e la natura umana, troppo umana, votata all'autodistruzione che ci spinge all'involuzione, ma forse le domande restano più fruttuose di eventuali risposte, a partire da quelle che si sollevano dalle ombre e le luci del reportage in bianco e nero di Francesco Comello, intenso e coinvolgente, già tra i quattro vincitori del World. Report Award 2016 indetto da Magnum e Lens Culture, esposti al Festival della Fotografia Etica di Lodi 2016 e on the road con il Travelling Festival.

La visione dell'orizzonte utopico e crepuscolare della "Isle of Salvation" di Comello, dopo aver vinto anche il "5° Premio AVIS Rosignano”, durante la decima e ultima tappa del "Portfolio Italia 2016 – Gran Premio Hasselblad", ospitata a Castiglioncello durante la V edizione del Rosignano Foto Festival, animerà la mostra dei venti portfolio finalisti (due per ogni singola tappa), inaugurata al Centro Italiano della Fotografia d'Autore (CIFA) di Bibbiena il 26 novembre 2016.

Nel frattempo consiglio un viaggio online, dal diario tumblr a quello facebook, alla scoperta dei luoghi che il fotografo di Udine (classe 1963), nel collettivo Synap(see) fino al 2013, ha immortalato dal Mo.S.E. lagunare alla Bolivia, passando per una Russia quasi più lontana nel tempo che geograficamente.

Per eventuali approfondimenti c'è anche la recente intervista rilasciata dal fotografo durante le "Parole di Luce" del 19 ottobre 2016, appuntamento Podcast con la fotografia alla radio, per parlare di immagini senza le immagini, a cura di Sandro Bini e Martin Rance, in collaborazione con Deaphoto.

Il ritmo spinto alle frontiere del tempo e dell'isolamento dal progetto di Comello, è anche tra i vincitori del World Press Photo 2017, nella categoira Daily Life - Stories.

L'isola della salvezza in mostra

Chi desidera vedere il progetto stampato può approfittare della prossima esposizione, allestita nello storico edificio liberty di Udine, sede del Mercato Del Pesce fino agli anni '90, oggi votato alla fotografia con la spazio culturale dedicata alla grande Tina Modotti.

La mostra del fotografo friulano, organizzata dall’Associazione ON ART, sarà ospite delle Galleria Civica Fotografica Tina Modotti, dal 30 agosto al 16 settembre 2017.

L'isola della salvezza.
Fotografie di Francesco Comello

30 agosto - 16 settembre 2017
Inaugurazione: mercoledì 30 agosto 2017, ore 18.30
Galleria Tina Modotti (Ex Mercato Del Pesce)
Via Paolo Sarpi
Udine

Foto | L'isola della salvezza © Francesco Comello
Via | 6Glab – il team PR di FIAF

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