I ritratti d'Africa di Malick Sidibé

I ritratti di Malick Sidibé continuano a raccontare la storia di emancipazione della sua Africa che balla il twist con il resto del mondo

I ritratti migliori finiscono sempre per svelare qualcosa di inatteso del protagonista, chi lo riprende e chi lo guarda. Per questa ragione Malik Sidibé resta uno dei padri indiscussi della fotografia africana contemporanea e tra i migliori interpreti dell'afflato di gioia, modernità e speranza, soffiato nel suo paese come nel resto del mondo, a partire dagli anni sessanta.

Nato nel 1935/1936 in un piccolo villaggio del Sudan francese, con un nome che fa eco alla federazione del Mali e l'indipendenza dal colonialismo che sin dal 1960 è alla ricerca di emancipazione, Malik Sidibé, ha ritratto l'Africa affrancata da tradizioni e miseria che si abbandona alla musica che libera le masse e i costumi a Bamako, come a New York, Londra o Roma.

Dopo aver pascolato greggi e lavorato la terra fino a 9 anni nel piccolo villaggio di Soloba, a 300 km dalla Bamako proclamata capitale della nuova repubblica, dove il suo talento precoce passa la selezione nel futuro Istituto nazionale d'arte di Bamako, come apprendista nel Gérard del Guillat-Guignard Photo Service Boutique, noto anche come Gégé la pellicule, Malick 'guardando' si avvicina alla fotografia.


«Non mi insegnò come scattare foto. Lo osservavo. Così ho imparato. Poi ha cominciato ad essere chiamato per documentare i grandi eventi coloniali, le cene ufficiali. Io invece immortalavo gli Africani. I loro matrimoni, battesimi. Le loro feste.»

Aprendo lo Studio Malick nel 1962, vagabondando per la città in bicicletta e dormendo nella stanza dove sviluppa la pellicola, 'l'occhio di Bamako' fotografa la rinascita sociale e culturale della capitale, insieme a feste, locali e nuovi costumi della cultura giovanile che festeggia lo spirito di indipendenza e libertà ballando il twist, anche nello studio che espone le centinaia di negativi che Malick coglie un po' ovunque.

Bamako, Mali | 15 Oct. 2016 #malicksidibe #bamako #mali

Una foto pubblicata da C H L O Ë T U B I A N A (@chloetubiana) in data:


Negli anni Settanta i suoi ritratti in studio regalano all'eternità intere famiglie, con soggetti in posa su fondali dipinti, mai privi di grazia, spontaneità e quella realtà, a prova della minuziosa preparazione che lui stesso cura prima dell'immancabile «Souriez, la vie est belle, souriez!».


«Mio padre non ha mai potuto vedere la sua immagine, se non riflessa in uno specchio o nell’acqua. Eppure da sempre l’uomo cerca l’immortalità nella pittura o nella poesia. La fotografia è un modo per vivere più a lungo, oltre il tempo. Io credo nel potere dell’immagine. Per questo ho passato tutta la vita a ritrarre le persone, nel miglior modo possibile, cercando di restituire loro tutta la bellezza che potevo, perché la vita è un dono di Dio ed è migliore se la si affronta con un sorriso. Troppo spesso l’immagine del mio paese è legata al dolore, alla povertà alla miseria. Ma l’Africa non è solo questo e io l’ho voluto mostrare nelle mie immagini»

Nel 1994, la prima edizione dei Rencontres africaines de la photographie di Bamako, fa conoscere Malick Sidibé al resto del mondo, mentre le esposizioni nelle gallerie europee come la Fondation Cartier di Parigi, negli Stati Uniti e in Giappone, si alternano a pubblicazioni e riconoscimenti, come il premio per la fotografia della Fondazione Hasselblad nel 2003, il Leone d'Oro alla Carriera alla cinquantaduesima Biennale di Venezia nel giugno 2007, seguito dal Grand Prize of PhotoEspaña 09 o l'Infinity Awards nel 2008, senza toccare lo spirito che anima il suo talento, fino alla sua scomparsa, lo scorso 14 aprile all'età di 80 anni.

«L’ho detto durante la mia premiazione alla Biennale d’Arte di Venezia: sono solo un piccolo africano che ha raccontato il suo Paese, ancora sorpreso del riconoscimento che il mondo mi tributa. Oggi c’è chi mi chiama artista: io continuo a preferire la definizione di fotografo»

Un talento dirompente protagonista di diverse esposizioni: in Italia

Al momento, in ordine cronologico di durata, la MC2 di Milano, con Voix d’Afrique a cura di Claudio Composti e grazie alla collezione di un cultore italiano dell’arte del Continente Nero, dedica una doppia personale agli scatti vintage Anni Settanta in formato cartolina e immagini rieditate negli Anni Novanta di Malick Sidibé, insieme alle stampe tratte dallo sterminato "catalogo umano" di Seydou Keïta.

Seydou Keïta / Malick Sidibé – Voix d’Afrique
fino al 4 novembre 2016
MC2
Via Malaga, 4
Milano
(martedì-venerdì, ore 14-20, Sabato su appuntamento)

Quasi contemporaneamente, lo studio NONOSTANTE MARRAS di Milano restituire al meglio lo spirito che ha animato i Portraits di Malick Sidibé, insieme a quello che ha pervaso per anni il suo studio di Bamako, grazie all'impianto espositivo della mostra a cura di Laura Incardona e Laura Serani, da sbirciare nella gallery di apertura di questa segnalazione e nello studio di Milano fino al 20 novembre 2016.

Malick Sidibé. Portraits
fino al 20 novembre 2016
NONOSTANTE MARRAS
Via Cola di Rienzo, 8
Milano
lunedì-sabato, ore 10-19
domenica, ore 12–19
Ingresso gratuito

A Roma, fino a gennaio 2017, anche la collettiva "In posa" alla Galleria del Cembalo di Roma, ospita il ritratto su fondale dipinto di Malick Sidibé, riflettendo sulle ‘Ambigue verità della messa in scena’ insieme a venti autori molto diversi, apprezzati a livello internazionale per il loro singolare approccio fotografico alla rappresentazione della realtà.

In posa. Ambigue verità della messa in scena
fino al 21 gennaio 2017
Galleria del Cembalo

Largo della Fontanella di Borghese, 19
Roma


Mostre nel resto del mondo

In occasione della quarta edizione della contemporary African art fair 1:54 London, la Somerset House ospita la prima personale londinese di Malick Sidibé con 'The Eye of Modern Mali' e 45 stampe originali degli anni 1960 e 1970, accompagnate dalla colonna sonora di un DJ pronto a ricreare lo spirito e l'anima delle discoteche Sidibé frequentata ogni fine settimana e l'atmosfera di festa dello Studio Malick.

Malick Sidibé: The Eye of Modern Mali
fino al 15 gennaio 2017, prorogata fino al 27 febbraio 2017
Somerset House
Londra
Ingresso libero

Saranno le Galerie Fifty-One, du Jour -Agnès b. e Magnin-A di André Magnin, a presentare ed esporre i ritratti di Malick Sidibé al Gran Palais di Parigi con la prossima edizione di Paris Photo, il 10-13 novembre 2016.

Troppo vivaci per stare fermi i ritratti di Malick Sidibé animano anche le maglie del designer Zainab Sumu.


Foto | Malick Sidibé. Portraits, allestimento Studio NONOSTANTE MARRAS, Milano
Via | Maria Bonmassar

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